Mobilità, infrastrutture, ambiente: la transizione giusta per la sostenibilità

Rassegna stampa

Di Pietro incalza Autostrade

Il Sole 24 Ore Parte l’attacco finale per ottenere la revoca della concessione – Secondo l’esponente del Governo il nodo resta quello degli investimenti mai effettuati: ci sarebbe un «buco» di 2.760 milioni Giorgio Santilli Nel periodo 2003-2008 Autostrade per l’Italia potrà godere di 500 milioni di «extraprofitti», vale a dire scostamenti fra gli utili programmati e quelli effettivi. È quanto ha affermato il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, che ha avviato l’attacco finale alla concessione di Aspi, intervenendo alle commissioni Lavori pubblici e Trasporti di Senato e Camera. «Il traffico – ha detto Di Pietro – è cresciuto fra il 2001 e il 2005 ben oltre le previsioni, i ricavi sono cresciuti costantemente, le tariffe sono cresciute anno

Autostrada della Maremma, il confronto nell’Unione deve ancora cominciare. -di Anna Donati*

Il Tirreno Aurelia, un doppio risparmio –di Anna Donati* – articolo pubblicato su Il TirrenoI recenti incontri del ministro delle Infrastrutture in Toscana hanno riacceso il dibattito sul corridoio tirrenico. Dopo la tappa fiorentina c’è un certo entusiasmo fra chi vede ora vicina la realizzazione dell’autostrada della Maremma.  In realtà sulla lista delle opere pubbliche, oltre che al dialogo con le realtà territoriali, sarà decisivo all’interno del governo Prodi il tavolo di concertazione sulle infrastrutture che coinvolge i ministeri interessati.Successivamente, sarà invece il Parlamento ad esprimersi, proprio per superare quella logica di lista sterminata di interventi promessi e non mantenuti dal governo Berlusconi. Del resto è proprio la risoluzione di maggioranza al Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (DPEF 2007-2011),

«Autostrade, abbasseremo il limite dei 130» Bianchi: rigidi su alcune tratte e nelle zone con discoteche

Il Corriere della Sera Roberto Bagnoli «Bizzarrie estive». Così il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi bolla l’idea del dipietrino Aurelio Misiti di fare un referendum sullo Stretto di Messina e quella del governatore della Sicilia Totò Cuffaro (Udc) di realizzare il ponte in proprio. Il professore di Urbanistica e rettore a Reggio Calabria, voluto a quel dicastero da Oliviero Diliberto, si riposa a San Felice di Circeo prima di partire per un’oasi a sud di Tunisi che ha contribuito a realizzare con la sua università. Al megaponte lungo 3 miglia è sempre stato contrario. Figurarsi se accetta la proposta del referendum «che — precisa — casomai andrebbe fatto a livello europeo, e non in Sicilia e Calabria, visto che anche

Ponte sullo Stretto: referendum?

Linea 24 – Radio 24 Nel corso della seconda parte del programma, ci occupiamo del Ponte sullo Stretto di Messina perchè l’on. Aurelio Misiti(Idv) ha proposto che venga indetto un referendum tra gli abitanti di Sicilia e Calabria; sentiamo anche la presidente della Commissione Lavori Pubblici del Senato Anna Donati (Verdi) che ha invece presentato un disegno di legge per modificare le finalità della società Stretto di Messina. Riascolta la puntata.

Grandi opera, strada verso l’Europa

Il Gazzettino A Cortina dibattito sulle infrastrutture del Veneto: dalla Tav al Passante, fino al Mose Vincere il partito del no che per motivi ideologici, di pregiudizio, ma anche per l’effetto dirompente della cosiddetta “sindrome di Nimby” (not in my back yard) ovvero “non nel mio giardino”, sta tenendo in scacco la realizzazione delle grandi infrastrutture che dovranno avvicinare l’Italia all’Europa. Perché le distanze fisiche, alla fine, si rivelano anche distanze economiche. Dalla Tav alla tangenziale di Cortina fino al rigassificatore di Rovigo, il movimento del n ad oltranza trova oggi sponda nelle frange più estreme del governo Prodi. E ieri sera, dal palcoscenico di “Cortina In-con-tra”, ideato e diretto da Enrico Cisnetto, si è cercato di far breccia nell’ala

Bandiera nera per Cortina

Corriere delle Alpi Intanto la presidente della Commissione lavori pubblici chiede all’Anas di ritirare il progetto: «Iter illegittimo» BELLUNO. “Bandiere Nere” a chi attenta alla montagna, “Bandiere Verdi” a chi la difende. La Carovana delle Alpi di Legambiente infila le bandiere nere nelle ferite della montagna, ma assegna anche le bandiere verdi che al contrario accendono i riflettori sui progetti capaci di migliorare la qualità dell’ambiente e della vita nelle valli alpine. Per quanto riguarda il Veneto, Legambiente assegna la bandiera nera all’amministrazione comunale di Cortina d’Ampezzo, per la decisione relativa alla realizzazione della tangenziale «che – come si legge nella nota diffusa da Legambiente – anziché risolvere i problemi di traffico e di inquinamento nella conca di Cortina, è destinata ad attrarre

Tangenziale Cortina. In un’interrogazione…

Il Gazzettino CORTINA. In una interrogazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri che sovraintende i lavori del Cipe, ed ai titolari dei dicasteri delle Infrastrutture e dell’Ambiente, la senatrice verde Anna Donati che è anche alla testa della Commissione Lavori Pubblici, denuncia l’illegittimità del progetto di tangenziale di Cortina. «Sono state violate – attacca – le leggi nazionali in materia di valutazione di impatto ambientale. Ora il Governo ritenga inefficace l’esito di questa procedura fuori legge e l’Anas ritiri il progetto». La realizzazione della variante alla S.S. 51 di Alemagna, finalizzata ad un asse tangenziale al centro abitato, «È stata inserita nel programma delle infrastrutture strategiche con una successiva integrazione. Tale inserimento nella lista delle opere prioritarie, consentiva da una

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