Corriere delle Alpi
Intanto la presidente della Commissione lavori pubblici chiede all’Anas di ritirare il progetto: «Iter illegittimo»
BELLUNO. “Bandiere Nere” a chi attenta alla montagna, “Bandiere Verdi” a chi la difende. La Carovana delle Alpi di Legambiente infila le bandiere nere nelle ferite della montagna, ma assegna anche le bandiere verdi che al contrario accendono i riflettori sui progetti capaci di migliorare la qualità dell’ambiente e della vita nelle valli alpine.
Per quanto riguarda il Veneto, Legambiente assegna la bandiera nera all’amministrazione comunale di Cortina d’Ampezzo, per la decisione relativa alla realizzazione della tangenziale «che – come si legge nella nota diffusa da Legambiente – anziché risolvere i problemi di traffico e di inquinamento nella conca di Cortina, è destinata ad attrarre nuovo traffico pesante dalla Pusteria al Cadore». Legambiente riassume i fatti che si sono verificati finora nella conca. «Il sindaco di Cortina con l’assessore esterno alle grandi opere, d’intesa con l’ex ministro Lunardi e con il neopresidente della commissione Via Regionale Renato Chisso, hanno voluto il progetto di una tangenziale, nonostante la forte contrarietà di cittadini e turisti. L’esistenza di altri progetti, già depositati in Comune, fra cui quello a basso costo e poco impattante presentato dal gruppo di minoranza, ben visto dalla sopraintendenza, e le migliaia di osservazioni contrarie alla tangenziale non sono valse a mutare l’orientamento dell’amministrazione».
Legambiente ricorda anche il parere negativo del Soprintendente in merito al vincolo sull’area: «L’impatto paesaggistico della variante proposta risulta talmente eccessivo da comportare l’alterazione dei tratti caratteristici della località protetta, per cui l’intero territorio comunale di Cortina è stato sottoposto a vincolo, ai sensi della normativa di tutela ambientale attualmente vigente». A giustificare la bandiera nera per Cortina, c’è la preoccupazione per la galleria che attraversa la frana del Col Druscè. Stesso rischio previsto anche per quella di “Zuel”, che potrebbe anche intercettare le falde acquifere e compromettere i biotopi vicini e le sorgenti che alimentano l’acquedotto della frazione di Zuel. E ancora: «La parte più impattante sotto il profilo paesaggistico ambientale dell’intero percorso è lo svincolo Cortina-sud. Un fagiolo di 300 metri di diametro», spiega la relazione tecnica, «che attraversa tre volte il torrente Boite, su viadotti rispettivamente di 66, 192 e di 145 metri. Con la realizzazione in località Convento di un grande parcheggio scambiatore che andrebbe ad alterare una delle poche aree rurali cortinesi, ancora rimasta integra».
Se c’è una bandiera nera, c’è anche una bandiera verde che va alla Soprintendenza per «l’attenzione, l’assiduità e la competenza con cui questa istituzione è intervenuta in una pluralità di istruttorie, nella provincia di Belluno, estremamente critiche per la conservazione del patrimonio paesaggistico della montagna veneta». L’associazione entra nella motivazione del riconoscimento: «L’unico vero presidio istituzionale per contrastare l’aggressione del paesaggio è quello delle Soprintendenze. Nel Bellunese riconosciamo una pluralità di fondamentali interventi in progetti come quello della tangenziale di Cortina dove i sopralluoghi e le verifiche hanno indotto il Ministero per i Beni e le Attività Culturali a esprimere parere negativo per l’eccessivo impatto ambientale e paesaggistico del progetto; ma anche il campo di golf a Cortina». L’intervento della Soprintendenza – spiega Legambiente – ha anche annullato il progetto di illuminazione di una pista da fondo in località Mezzomiglio a Farra d’Alpago e ha permesso di denunciare la realizzazione, sempre da parte del Comune di Farra, di un vasto parcheggio in riva al Lago di Santa Croce. Essa inoltre è stata tra i protagonisti della redazione del Piano Ambientale di Feltre, il primo piano paesistico ai sensi del decreto n. 42/2004, mentre le sue prescrizioni si sono rilevate per il piano d’area di Sappada, per il campeggio a Valgrande, per un nuovo progetto a Rocca Pietore.
Sulla tangenziale di Cortina è intervenuta ieri anche la presidente della Commissione lavori pubblici del Senato, Anna Donati (dei Verdi), secondo cui la procedura per il progetto della tangenziale anti-traffico di Cortina “è illegittima”. «L’ex governo Berlusconi e la Regione Veneto, adottando una Via regionale – afferma Donati – hanno violato le leggi nazionali in materia di valitazione di impatto ambientale». «Ora il Governo – scrive Donati in un’interrogazione al Consiglio dei ministi – ritenga inefficace l’esito di questa procedura fuori legge e l’Anas ritiri il progetto». Donati ricorda che «l’esito positivo della Via da parte della Regione Veneto è avvenuto nonostante il parere non favorevole emesso dalla Provincia ed il parere contrario della Sovrintendenza».