Mobilità, infrastrutture, ambiente: la transizione giusta per la sostenibilità

Infrastrutture

Busia, Presidente ANAC, all’attacco  della norma del Dl Infrastrutture sul Ponte sullo Stretto

Busia, Presidente ANAC, all’attacco  della norma del Dl Infrastrutture sul Ponte sullo Stretto

Il presidente dell’Autorità Anticorruzione, Giuseppe Busìa, va all’attacco dell’articolo 1 del decreto legge Infrastrutture 32/2026 che fissa il costo del Ponte sullo Stretto a 13,5 miliardi in audizione in Parlamento. Secondo Busia questo non sarebbe il tetto massimo del costo fissato, sopra il quale il costo non può salire, pena la ripetizione della gara, ma la base da cui partirebbe il calcolo del 50% aggiuntivo per far scattare la nuova gara.Anche le associazioni Ambientaliste sono molto critiche sul DL infrastrutture, con un articolato dossier inviato in Parlamento Secondo il presidente Anac  “l’aver deciso di non svolgere una nuova gara in coincidenza della riattivazione del percorso per la costruzione del Ponte sullo Stretto – ha spiegato ieri intervenendo in audizione alle

Ponte sullo Stretto, il Governo vuole davvero limitare i poteri della Corte dei Conti?

Le associazioni Greenpeace Italia, Legambiente, Lipu e WWF hanno denunciato i contenuti allarmanti di una bozza di decreto-legge di cui sono venute in possesso. Il provvedimento sembra prevedere l’istituzione di un Commissario per riprendere tutti gli atti necessari ad una nuova delibera CIPESS per il Ponte sullo Stretto di Messina e, aspetto ancora più grave, una significativa limitazione del controllo di legittimità che la Corte dei conti deve esercitare.Se il testo venisse approvato nella forma attuale, la Corte dei conti potrebbe esprimersi esclusivamente sulla delibera CIPESS in quanto tale, senza alcuna verifica degli atti e delle analisi che l’hanno determinata. Si tratta proprio di quegli atti di rilievo economico e finanziario, nonché ambientale, che la Corte aveva giudicato illegittimi per

La rivoluzione con il ferro. Il tesoro nascosto per la rigenerazione delle città italiane

Presentazione del nuovo volume di Claudio Cipollini e  Giovanni Costa, per mercoledì 26 novembre 2025 alle 16.30 presso la sede del CIFI (Collegio degli Ingegneri Ferroviari Italiani) in via Giolitti 46. Gli autori, insieme a Giorgio Santilli, dialogano con Ercole Incalza e Gianpiero Strisciuglio. Intervengono Paolo Arsena, Umberto Cao, Michele Elia, Massimo Ferraris, Valerio Giovine, Agata Quattrone. L’opera sostiene come infrastrutture e servizi ferroviari esistenti in molte città italiane possano essere utilizzati nell’ambito dello sviluppo della mobilità locale. Una rivoluzione anche per le trasformazioni urbane che, convertendo centinaia di chilometri di linee ferroviarie, consente di avere finalmente in rete anche le periferie con rilevanti benefici di costi e tempi per la comunità.

Ponte sullo Stretto, la bocciatura della Corte dei Conti. Le Associazioni: non sta in piedi sul piano ambientale, economico e procedurale.

WWF Italia, Greenpeace, Legambiente e Lipu commentano la bocciatura da parte della Corte dei Conti della Delibera CIPESS sul Ponte sullo Stretto. “Gravissimi gli attacchi alla magistratura contabile dello Stato che ha certificato tutte le anomalie di un progetto insostenibile da tutti i punti di vista.” ❌ Il Primo Soggetto Terzo Boccia il Ponte La Corte dei Conti ha bocciato il 29 ottobre 2025 la delibera CIPESS (n. 41/2025) relativa al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, negando il visto di legittimità all’opera da 13,5 miliardi di euro. Una decisione che: 📝 Le Memorie Presentate alla Corte dei Conti Greenpeace Italia, Legambiente, Lipu e WWF Italia avevano presentato alla Corte dei Conti due dettagliate memorie, evidenziando molteplici irregolarità del

Ponte sullo Stretto di Messina: l’azzardo del Governo Meloni, con danni ambientali certi che peserà sulle tasche degli Italiani

Il CIPESS ha approvato la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina dopo una procedura amministrativa complicata, supportata da leggi ad pontem, approvate con voto di fiducia, e già oggetto di ricorsi amministrativi e reclami comunitari.Le Associazioni Greenpeace, Lipu, Legambiente e WWF Italia giudicano la decisione del CIPESS un vero e proprio azzardo, sia per motivazioni economiche sia per il quadro d’incertezza del progetto che rimanda alla fase progettuale esecutiva test dirimenti ed analisi essenziali.Non stupiscono le dichiarazioni trionfalistiche del Governo e del Ministro Salvini in particolare: rientrano nel quadro della propaganda politica e sono state già smentite dai numeri e dalle carte.Come si è sempre dato per scontato il parere della Commissione VIA, oggi si dà già per acquisito

Messina

Ponte sullo Stretto di Messina: nuovo reclamo alla UE di Greenpeace, Legambiente, Lipu e WWF 

L’impatto ambientale del Ponte sullo Stretto di Messina è certo, documentato e, dopo anni di negazioni, ammesso dagli stessi proponenti l’opera. Per superare questa impasse è stata avviata una procedura speciale che consentirebbe comunque la realizzazione del Ponte secondo condizioni precise fissate dalle norme comunitarie, condizioni che però non sono state rispettate. Per questo le Associazioni Greenpeace, Legambiente, Lipu e WWF hanno presentato oggi, 4 agosto, un nuovo reclamo all’Unione Europea ad integrazione di quello già inviato il 27 marzo di quest’anno. Oggetto del reclamo è il secondo parere della Commissione VIA VAS (n. 72/2025) con cui si è chiusa la cosiddetta procedura di “livello III della VINCA” (Valutazione d’Incidenza), cioè la procedura che si è dovuta obbligatoriamente attivare perché

Futuro sospeso. Dossier 2025: 40 linee ferroviarie da riaprire in Italia

1200 chilometri di linee ferroviarie da riaprire per il trasporto locale e uso turistico in Italia. In quasi tutte le Regioni vi sono linee ferroviarie sospese e chiuse all’esercizio. Il risultato è che in Italia ci sono circa 1200 chilometri di linee ferroviarie attualmente chiuse, o meglio “sospese” all’esercizio che, a giudizio dell’Alleanza per la Mobilità Dolce AMODO, meriterebbero di essere riaperte al traffico passeggeri e di cui ancora si attende di conoscere il destino definitivo. Vi sono compresi anche numerosi casi di linee interrotte a seguito di crolli di viadotti (come la Caltagirone–Gela) o di eventi franosi (come la Priverno-Terracina) che si è avuto modo di sospettare venissero presi a pretesto per dilazionare “sine die” la riattivazione, in modo

Il Ponte insostenibile: le azioni legali delle associazioni ambientaliste

WWF Italia, Greenpeace, Lipu e Legambiente hanno presentato in una conferenza stampa il 1 aprile 2025 alla Camera dei Deputati, le azioni legali intraprese nei confronti del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina Dal 2003, anno della prima approvazione, ad oggi, il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina è stato riproposto in diverse occasioni, per essere poi accantonato dal governo Monti per motivazioni tecniche, finanziarie ed economiche. Sembrava che l’idea di un progetto insostenibile sotto diversi punti di vista fosse stata finalmente superata, fino a quando il governo Meloni non ha deciso di riesumare il progetto.Ad oggi, però, nonostante i gravi impatti sull’ambiente siano evidenti, non sono state contemplate soluzioni alternative, né risolte le molteplici questioni tecniche, compresi i costi in costante lievitazione (attualmente le previsioni superano

Messina

Parere VIA progetto Ponte di Messina. WWF Italia: sembra positivo ma è stato rimandato per non bocciarlo

È stato pubblicato a metà novembre 2024 sul sito del Ministero dell’Ambiente il parere della Commissione VIA sul Ponte sullo Stretto di Messina. L’esito, per certi versi scontato, inevitabilmente porta ad un parere contraddittorio e problematico dal momento che gli impatti ambientali dell’opera sono innegabili. Scrive infatti la Commissione: “Le medesime analisi del proponente conducono a ritenere che per alcuni siti della Rete Natura 2000 non è possibile concludere che il progetto non determinerà incidenze significative”.Ormai mesi fa in modo decisamente irrituale il Ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin aveva “spoilerato” l’esito del parere per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Vale la pena ricordare la vicenda per sottolineare la “serenità” in cui la Commissione ha svolto il proprio lavoro anche alla luce

Messina

Ponte, le integrazioni fornite da Stretto di Messina SpA non risolvono il grave impatto ambientale. Nuove Osservazioni alla Commissione VIA delle Associazione ambientaliste e Comitati

Le Associazioni Italia Nostra, Kyoto Club, Legambiente, LIPU, MAN e WWF Italia, insieme alla “Società dei Territorialisti” ai “Medici per l’Ambiente – ISDE” e ai Comitati “Invece del Ponte” e “No Ponte – Capo Peloro” hanno presentato alla Commissione VIA del Ministero dell’Ambiente nuove Osservazioni al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina contestando nel metodo e nel merito le integrazioni depositate dalla Stretto di Messina SpA un mese fa in risposta alle richieste della Commissione stessa. Le oltre 600 pagine delle Osservazioni rafforzano la tesi già ampiamente documentata secondo cui il Ponte sullo Stretto di Messina rimane un progetto dall’impatto ambientale gravissimo e irreversibile, non compensabile né mitigabile. I 39 tecnici ed esperti – molti dei quali accreditati docenti

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