Dichiarazione congiunta dei sen. Paolo Brutti (Ds), Anna Donati (Verdi) e Mauro Fabris (Margherita), capigruppo Ulivo in commissione Lavori Pubblici
La maggioranza, con il silenzio complice del presidente Pera che non ha risposto alla lettera dell’opposizione, ha fatto quadrato per votare la nomina di Vincenzo Pozzi ad amministratore delegato dell’Anas. Siamo ampiamente oltre il conflitto d’interessi tra il ministro Lunardi e l’ing. Pozzi che si trova così ad avere in mano il potere gestionale del sistema degli appalti pubblici. Neanche bendandosi accuratamente gli occhi non si può non tenere conto dei passati rapporti tra il ministro e il nuovo amministratore dell’Anas che ha, negli anni passati, assegnato numerosi e miliardari appalti alla Rocksoil di Lunardi.
Si tratta, inoltre, di una nomina compiuta attraverso una procedura assolutamente illegittima poiché non sono stati rispettati i criteri e le procedure richiesti dalla legge. In particolare, Pozzi non è stato amministratore per 5 anni di un’azienda pubblica o privata di adeguate dimensioni (come previsto dall’articolo 7 del decreto legislativo 143/94) e la sua nomina avviene nonostante sia tuttora amministratore delegato della Rav che è una controllata dell’Anas. Un particolare in pieno contrasto con l’articolo 3 dello stesso statuto dell’Anas.
Si tratta di atti e comportamenti di estrema gravità contro i quali presenteremo un documentato e dettagliato esposto alla Corte dei Conti che ha il compito di registrare l’atto di nomina. In un normale sistema democratico non è accettabile che le aziende di famiglia progettino, il ministro decida e gli amici del ministro appaltino.