Potenziare la rete esistente per aumentare il trasporto ferroviario di merci e passeggeri. La proposta dei Verdi parte da uno studio elaborato nel 2000 da ferrovie francesi ed italiane per incrementare il trasporto ferroviario di merci e passeggeri sulla tratta Torino-Lione, non serve affatto un nuovo devastante tunnel ad Alta Velocità. Occorrono invece forti investimenti strutturali e tecnologici sulla rete esistente, le cui potenzialità sono ancora decisamente sottoutilizzate. Un solo esempio: se opportunamente potenziata, la attuale linea sarebbe in grado di trasportare 20 milioni di tonnellate di merci, vale a dire, oltre il doppio dei 9 milioni trasportati oggi. Lo hanno scritto le aziende ferroviarie italiane e francesi in uno studio del 2000 “Etude de modernisation de la ligne à l’horizon 2020”. Proprio da queste indicazioni, scaturisce la proposta concreta dei Verdi. Presentata pubblicamente il 12 novembre insieme al presidente della Comunità Montana della Bassa Val Susa, Antonio Ferrentino, e sottoposta all’attenzione di Romano Prodi.
Una proposta credibile per aumentare il trasporto ferroviario di passeggeri e merci fra Torino e Lione e disincentivare il traffico su strada. Una alternativa sui cui i Verdi chiamano tutti ad un ragionamento serio e di merito.
Anziché militarizzare la Val di Susa, come si è visto in occasione dell’inizio dei lavori a Venaus, i Verdi hanno chiesto al governo di aprire quel confronto precluso dalla legge Obiettivo, che taglia fuori le Amministrazioni territoriali da ogni processo decisionale. Imporre opere pubbliche con squadre antisommossa, non può che inasprire i rapporti con le popolazioni interessate e preoccupate dall’elevatissimo impatto ambientale del progetto AV Torino-Lione .