il Manifesto
ALTA VELOCITÀ TORINO-LIONE Ecco l’alternativa possibile alla «grande opera»
di ANNA DONATI* La protesta delle istituzioni e cittadini della Valsusa contro il progetto Tav ripropone a livello nazionale il tema dell’Alta Velocità. Anche durante il governo dell’Ulivo si svolse dentro la coalizione una discussione molto accesa e seria sull’Alta Velocità ferroviaria. Ed anche il Cda delle Ferrovie dello Stato di cui ho fatto parte dal 1998 al 2001 diede un contributo concreto all’impostazione della strategia. Il parlamento richiese una verifica del progetto in corso e furono istituiti gruppi di lavoro nominati da Ambiente e Trasporti per affrontare i problemi trasportistici, ambientali ed economici. Sulla base dei dati di traffico le tratte utili risultarono essere la Torino-Milano-Napoli, insieme agli investimenti sui nodi ferroviari metropolitani, ritenuti gli snodi fondamentali del sistema. Per le tratte Milano-Genova e Milano-Verona-Padova i progetti risultarono inadeguati e si decise di riprogettarli. Il confronto si concentrò anche sulla strategia da adottare per i valichi ferroviari. Sulla base del traffico esistente e delle tendenze in atto si concluse che la priorità degli investimenti doveva essere data al valico del Gottardo mentre il Brennero risultò secondo ed il valico di Modane terzo. Del resto anche il Piano generale dei trasporti dell’Ulivo approvato nel marzo 2001 rifletteva questa impostazione che dava la priorità agli investimenti sulla rete esistente, sui nodi, sulle linee di accesso e chiedeva di selezionare le priorità sulla base dell’applicazione di una Valutazione ambientale strategica. Per la tratta Torino-Lione, l’Ulivo decise che era opportuno adeguare prima la rete esistente, mentre continuava il confronto sul tracciato della nuova linea di valico. Quindi non è vero, come sostengono alcuni esponenti dell’Unione, che era già stato deciso «fin dal 1996» di realizzare il nuovo tunnel ferroviario per il valico di Modane. E’ vero invece che è stato il governo Berlusconi ad accelerare con la legge obiettivo la Tav in val Susa, inserendola tra le opere strategiche, mentre il governo francese procede con grande cautela, come dimostra il documento del 14 ottobre 2005 del ministro dei Trasporti che non ha inserito il nuovo valico tra le priorità da avviare nei prossimi anni. Nel 2000, le ferrovie italiane e francesi elaborarono uno studio sulla ferrovia Torino-Lione Etude de modernisation de la ligne à l’horizon 2020, che spiega in modo dettagliato quali siano gli investimenti tecnologici ed infrastrutturali da realizzare subito e come la capacità di trasporto per merci e passeggeri basterebbe a soddisfare la domanda di trasporto almeno fino al 2020. Esiste quindi una concreta alternativa al progetto Tav in val Susa, che i Verdi porteranno al tavolo dell’Unione per investire sul trasporto ferroviario in modo razionale e progressivo, mettendo concretamente in atto le seguenti azioni: dare priorità al completamento degli investimenti sulla rete esistente e nuovo materiale rotabile il cui costo complessivo è stimato in circa 1 miliardo di euro (parte di questi investimenti sono in corso di attuazione ma mancano 750 milioni di euro); abbandonare definitivamente i progetti di potenziamento autostradale su cui insiste il governo Berlusconi per i collegamenti tra l’Italia e la Francia, cioè il raddoppio del tunnel del Monte Bianco, la nuova autostrada con traforo tra Cuneo e Nizza ed il ventilato raddoppio del tunnel autostradale del Frejus; introdurre la tassazione del traffico stradale pesante al fine di re-internalizzare i costi ambientali e rendere così competitivo il trasporto ferroviario, come previsto nel libro bianco della politica comunitaria dei trasporti e negli stessi studi di fattibilità della Torino-Lione; realizzare prioritariamente gli interventi nell’ambito del nodo metropolitano ferroviario di Torino, sul quale si concentra in modo consistente la domanda di traffico sia passeggeri che merci. Solo se verranno attuate queste quattro azioni è possibile prevedere che, ben dopo il 2020, l’attuale ferrovia possa diventare satura al valico di Modane. Mentre è del tutto insensato puntare alla realizzazione accelerata del nuovo tunnel di base Av quando la finanziaria in discussione taglia gli investimenti delle ferrovie, rendendo impossibile anche gli adeguamenti dei nodi ferroviari, il completamento del piano per la sicurezza e l’acquisto di nuovi treni per migliorare il servizio.
*senatrice dei Verdi, responsabile trasporti ed infrastrutture