Mobilità, infrastrutture, ambiente: la transizione giusta per la sostenibilità

Sciopero, la città a rischio paralisi

24 Ottobre 2003

Bus fermi e uffici chiusi. E alle 9 parte il corteo dei sindacati

Oggi la città che si ferma, scende in piazza e manifesta. E’ la speranza dei sindacati che hanno organizzato lo sciopero generale contro la riforma delle pensioni e, allo stesso tempo, la fotografia di ciò che verosimilmente accadrà questa mattina. Nelle sedi della Cgil, della Cisl e della Uil il clima della vigilia è stato caratterizzato dall’ottimismo. «Abbiamo tutti i riscontri in regola per guardare all’appuntamento con fiducia», ha detto il segretario della Cgil Ivan Africani. E ha ricordato dei 350 incontri tenuti nelle scorse settimane per spiegare i motivi della protesta ed organizzarla: «Ci sono arrivati segnali positivi anche da aziende storicamente restie alle battaglie sindacali».   IL CORTEO. L’appuntamento per i manifestanti è alle 9 in piazzale Mondadori. Da lì partirà un corteo che attraverserà la città fino a piazza Erbe per il comizio conclusivo. Dopo il saluto del segretario Uil Pasquale Bova, si alterneranno al microfono il sindaco Gianfranco Burchiellaro, Harrach Brahim che porterà una testimonianza sulla vita degli stranieri nel nostro Paese, Giampietro Belluzzi che è il sindaco di Casaloldo, ma soprattutto il presidente provinciale dell’Anci, e il segretario generale della Cisl Lombardia Carlo Borio.  Difficile fare una stima precisa di quanti lavoratori parteciperanno al corteo. Potrebbero sfiorare quota diecimila, considerando che l’anno scorso furono settemila e che ci sono tutte le premesse per far meglio. Un migliaio dovrebbero arrivare con i pullman organizzati dai sindacati: la prima idea ne prevedeva quattordici dai comuni della provincia, ma negli ultimi giorni ad essi se ne sono aggiunti sei che partono partiranno dalle aziende. Dai cancelli della Zanotti di Pegognaga, della Levoni di Castellucchio, della Marcegaglia e, tre, della Corneliani. Tra i manifestanti anche la senatrice verde Anna Donati: «Il Governo – ha detto – ha sbagliato nel merito e nel metodo, adesso deve cambiare rota». E anche gli assessori di via Roma hanno confermato la propria adesione.   I MOTIVI. Le ragioni della protesta hanno trovato un’ulteriore conferma nei dati sul fatturato e gli ordinativi delle aziende. «I numeri – hanno spiegato i sindacalisti – suggeriscono che i nostri timori sono fondati. Di fronte ad essi la Finanziaria è inadeguata». Poi le critiche al condono, e ai tagli ai trasferimenti agli enti locali. Ma il vero punto dolente è la riforma delle pensioni. La ‘controriforma’, la chiamano i sindacalisti per i quali è un passo in dietro rispetto alle novità che erano state introdotte da Dini.   I SERVIZI. La maggior parte dei lavoratori è invitata ad incrociare le braccia di mattina, per quattro ore, ma non mancano anche coloro che manifesteranno per l’intera giornata. Eppure, che la protesta riesca o meno, alcuni servizi saranno comunque attivi. A cominciare dal pronto soccorso dell’ospedale.  L’Apam, invece, non assicura alcun servizio: tra le 9 e le 12 potrebbero fermarsi anche tutti gli autobus.  In Provincia soltanto i dipendenti del settore manutenzione strade assicurano interventi d’urtgenza. Gli utenti che provassero a presentarsi agli sportelli, potrebbero trovarli chiusi. Anche via Roma garantisce i servizi minimi essenziali. In particolare sarà aperto lo stato civile per la raccolta e la registrazione dele nascite e delle morti, il servizio cantieri per la custodia degli impianti, il servizio mobilità, l’attività giudiziaria e gli interventi sanitari obbligatori, l’attività infortunistica e di pronto intervento, la tutela dei beni culturali.  La Tea ha comunicato modalità di sciopero differenti per i diversi servizi. Per l’igiene urbana urbana e il servizio funerario, lo sciopero è proclamato per tutta la giornata lavorativa, spiega una nota, per il servizio gas-acqua, invece, l’astensione dal lavoro riguarderà solo le prime quattro ore lavorativi. Verranno comunque garantiti il pronto intervento e i servizi essenziali.  
 
Da: “La Gazzetta di Mantova”
Rubrica: Cronaca

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