Contro i tagli in 200 portano gli striscioni davanti alla Prefettura
Traffico in tilt, ieri mattina, da largo Pradella fino a via Principe Amedeo per la protesta dei lavoratori agricoli. Contro i tagli della Finanziaria sono scesi in strada duecento manifestanti. Il presidio davanti alle sedi di Prefettura e Provincia, dove sono stati ricevuti i loro rappresentanti. L’articolo 21 bis della nuova legge penalizza, infatti, i lavoratori di questa categoria: ci sono tagli all’indennizzo di disoccupazione e forti limiti a quello di maternità. E sono almeno duemila – spiegano i confederali – le persone coinvolte nel lavoro stagionale nelle campagne mantovane, ma anche nei consorzi agricoli e nei macelli, senza dimenticare florovivaisti e forestali. Protesta, dunque, per il momento composta, ma incisiva. «Una donna che lavora in campagna adesso non avrà più la maternità, se resta incinta durante il primo anno di attività. La nostra categoria è già segnata dalla precarietà e non è giusto che i lavoratori e le lavoratrici del settore si trovino penalizzati rispetto ad altre categorie», spiega in strada una lavoratrice del settore, Sonia Novi dell’azienda agricola Santa Croce di Sermide. Che sottolinea: «I tagli creano ulteriore precarietà a un lavoro che già pesante e legato a variabili incancellabili, connesse con i ritmi stagionali e con l’imprevedibilità della natura». Con lei, dunque, sono pronti a rincarare la protesta lavoratori e sindacati. Tutto dipenderà dall’esito che avrà martedì l’esame della legge da parte del Senato. Già ieri si sono unite alla manifestazione le delegazioni dei lavoratori di Belleli, Ies, Levoni, Meccarni, Mantua surgelati, Macello di Pegognaga, Ghinzelli, Consorzio di bonifica Fossa di Pozzolo, Consorzio di bonifica Alta e bassa pianura e Consorzio di bonifica di Revere insieme con rappresentanti di Coldiretti, Confagricoltura e Cia, per la quale era presente la presidente Elisabetta Poloni. All’incontro prima con il prefetto Domenico Lerro e, dopo, con l’assessore all’agricoltura della Provincia Carlo Orlandini ieri erano presenti il segretario di Flai Cgil Fabrizio Bruni, il segretario di Fai Cisl Sergio Raimondi, Salvatore Carrus della segreteria Uila Uil con il deputato Franco Raffaldini e alcuni lavoratori. Ai sindacati di categoria ha espresso solidarietà Anna Donati, la senatrice di Verdi-Ulivo eletta nel Mantovano, che stigmatizza «un’ennesima pesante sforbiciata ai danni delle famiglie e delle fasce più deboli per coprire quegli iniqui sgravi fiscali tanto sbandierati dal premier su tutti i media». La Donati, dunque, ribadisce il no alla «bella sforbiciata al settore agricolo», fatta «tanto per tagliare le tasse ai ricchi». L’articolo 21 bis della Finanziria prevede infatti una riduzione del sussidio di disoccupazione agricola che passa così dal 60 al 40% per gli stagionali, che di fatto lavorano per tutto il tempo che è necessario nelle campagne: oltre 150 giorni. Per quel che riguarda, invece, la maternità non bastano più i 52 giorni lavorativi in un anno, ma è necessario che ci sia almeno un biennio di questo periodo di lavoro. «E questo – notano i sindacati – non esiste in alcun altro settore».
Da: “La Gazzetta di Mantova”
Rubrica: Cronaca