XIV legislatura
Seduta n.26
Conversione in legge del decreto legge in materia di accise sui prodotti petroliferi (AS. 492)
(Discussione generale )
DONATI (Verdi-U). Signor Presidente, colleghe e colleghi, mi scuserete ma devo sintetizzare al massimo ciò che ho da dire, perché avevo previsto un intervento di venti minuti. Il Gruppo dei Verdi è contrario a questo provvedimento per tre ordini di ragioni. In primo luogo, esiste un problema molto serio di copertura finanziaria per questo provvedimento. Infatti, l’articolo 6 prevede che all’onere derivante dal provvedimento stesso si provveda, quanto a 725 miliardi (dei 960 totali), mediante utilizzo delle maggiori entrate per imposta sul valore aggiunto derivanti dall’andamento dei prezzi dei prodotti petroliferi.
Sulla base della legge di assestamento di bilancio, che questo ramo del Parlamento sta già discutendo, più che maggiori entrate, sono già stati individuati per l’anno corrente 6.000 miliardi di minori entrate. Quindi, sintetizzando, si tratta di un provvedimento che al momento non ha copertura finanziaria ed è, quindi, in evidente contrasto con l’articolo 81 della Costituzione.
In secondo luogo, il provvedimento tende a fornire un aiuto per i prezzi della benzina e del gasolio per autotrasporto (oltre a prevedere una serie di incentivi – che condividiamo – destinati a consumi sostenibili per l’ambiente), aiuto che è in netto contrasto con quanto stabiliscono le regole per gli aiuti di Stato fissate in sede europea.
Voglio ricordare che il nostro Paese è sotto procedura di infrazione da parte della Commissione europea perché questo tipo di aiuti non si configura in modo corretto rispetto al Trattato in materia di concorrenza, perché non è coerente con le politiche ambientali, perché non incentiva lo sviluppo, in particolare, in alcune regioni del nostro Paese e perché non è coerente – afferma la Commissione europea – con la politica dei trasporti in ambito comunitario.
Questo è un provvedimento che, nel solco di altri provvedimenti precedenti, persegue una logica sbagliata di aiuti in materia di traffico motorizzato e di autotrasporto che non è coerente con quanto ci chiede la Commissione europea anche in fatto di regole e di concorrenza.
Infine, vi è un’ultima ragione che riguarda specificatamente gli aspetti concreti di questo provvedimento. Credo che ormai anche gli ambientalisti non parlano più soltanto di regole standard o di leggi, ma sono addivenuti ad una riflessione più generale in cui le tariffe e i sistemi incentivanti o disincentivanti sono una parte fondamentale delle politiche di orientamento. Aiutare allora il traffico motorizzato e il nostro autotrasporto a restare sulla strada così come è non è un buon aiuto, anche per i nostri autotrasportatori che invece andrebbero aiutati ed incentivati, questo sì, anche con risorse pubbliche, ammissibili in sede europea, per cambiare.
Per questo abbiamo avanzato delle proposte in cui se di incentivi alla riconversione di un settore come quello dell’autotrasporto si deve parlare, perché indubbiamente c’è un problema di concorrenza europea e anche di concorrenza più vasta in ordine a questo tipo di traffico, ciò deve avvenire con dei meccanismi che puntino al rispetto degli obiettivi di Kyoto (i trasporti in Italia pesano per il 26 per cento dell’emissione di CO2), agli obiettivi di riequilibrio modale verso cabotaggio e ferrovia che tutti, almeno a parole, dichiariamo di volere mentre in realtà con questo provvedimento non si aiuta nemmeno il settore ad incrementare l’efficienza e l’intermodalità. Ricordo che il 40 per cento dei TIR che viaggia sulle nostre strade viaggia a vuoto e credo che le nostre infrastrutture così congestionate, come ci ricorda continuamente il ministro Lunardi, avrebbero bisogno invece di buone dosi di efficienza e di razionalità per farne un migliore uso.
Ci pare, quindi, che questo provvedimento non aiuta il nostro Paese a cambiare e sarà sicuramente oggetto di future procedure di infrazione da parte della Commissione europea, così come già in atto sui provvedimenti precedenti. (Applausi dai Gruppi Verdi-U e DS-U).
( dichiarazione di voto)
DONATI (Verdi-U). Signor Presidente, ringrazio i colleghi che mi consentono di svolgere questa brevissima dichiarazione, ovviamente per annunciare il voto contrario del mio Gruppo al presente provvedimento, considerato anche che non è stato accolto nessuno degli emendamenti presentati, che – voglio ricordarlo a chi avrà la cortesia di leggerli – non erano ostruzionistici, ma mirati, di merito, caso per caso e che avrebbero potuto aiutare a risolvere un difficilissimo problema italiano, quello di essere ostaggio di un sistema di trasporti che ha privilegiato da sempre quello su gomma rispetto alle altre modalità.
Queste sono le ragioni fondamentali per le quali voteremo contro; si tratta infatti di un provvedimento che ha una presunta copertura finanziaria, è incoerente rispetto alle regole fissate dalla Commissione europea e non incentiva la riconversione verso modalità efficaci ed efficienti ed a minore impatto ambientale. Infine – e la discussione su questo argomento sono certa proseguirà nei prossimi anni – chiedo al Governo di elaborare soluzioni innovative a problemi complessi. Quella presente è infatti una soluzione regressiva e conservativa rispetto a un problema molto complesso che lascia non solo immutata, ma anzi rafforza un sistema che tutti a parole diciamo di voler cambiare. Dichiariamo di voler più concorrenza, più riequilibrio modale, più ambiente; ebbene, questo provvedimento non ha più ambiente, non ha più concorrenza, né riequilibrio modale.
Queste sono in sintesi le sostanziali ragioni per le quali voteremo contro il presente provvedimento. (Applausi dai Gruppi Verdi-U e DS-U).