Mobilità, infrastrutture, ambiente: la transizione giusta per la sostenibilità

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Primavera Mobilità Dolce 2026

Primavera Mobilità Dolce 2026: cammini di pace, reti da condividere, percorsi per il bene comune

Il messaggio  dell’edizione 2026 della Primavera della Mobilità Dolce, al via dal 21 marzo al 21 giugno,  è un richiamo ai valori delle associazioni che fanno parte dell’Alleanza per la Mobilità Dolce e che in questo momento storico cosi difficile meritano di essere messi al centro dell’azione collettiva.  La Primavera della Mobilità Dolce è promossa da AMODO e patrocinata da: Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica MASE, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti MIT, Ministero della Cultura MiC, Fondazione FS Italiane, ASSTRA, ANCI, Re.Mi. Ispra, Biblioteca Cesare Pozzo. Media partner sono La Nuova Ecologia, FerPress e MP MobilityPress. Si è partiti  con l’appuntamento del 13 marzo a Fà la cosa Giusta! Amodo ha presentato l’iniziativa “Esperienze di mobilità dolce a

Ricordare gli 80 anni dal voto delle donne. Difendere la costituzione votando NO al referendum sulla giustizia

Il 10 marzo 1946,  per la prima volta le donne italiane furono chiamate alle urne nelle elezioni amministrative del dopoguerra, potendo non solo votare ma anche essere elette, elezioni che portarono alle prime undici sindache d’Italia. Fu una svolta storica: dopo decenni di esclusione dalla sfera pubblica, milioni di italiane entrarono da protagoniste nella costruzione della nuova democrazia. Quel passaggio fu reso possibile dal decreto legislativo luogotenenziale del 1946 che riconobbe alle donne con almeno 25 anni il diritto di partecipare pienamente alla vita politica del Paese.  Il 10 marzo 1946 rappresentò infatti la prima prova concreta di cittadinanza politica femminile nell’Italia che usciva dalla guerra e dal fascismo. In quelle consultazioni amministrative molte donne furono elette nei consigli comunali e alcune divennero

Colosseo con mappa roma digitale stilizzata

Dal primo luglio a Roma ZTL a pagamento per le auto elettriche

Giunta approva delibera, il costo del permesso annuale pari 50% degli altri veicoli La giunta di Roma Capitale ha approvato l’introduzione, a partire dall’1 luglio 2026, di un permesso annuale a pagamento per l’accesso negli orari di funzionamento della Ztl del centro storico e delle altre Ztl dei veicoli a trazione esclusivamente elettrica, superando l’attuale regime di accesso gratuito per tutte le auto elettriche.  Le ragioni del provvedimento sono derivate dal fatto che i veicoli registrati elettrici a Roma sono 75.000 e nell’ultimo anno sono cresciuti di 18.000 unità (tutti per norma possono accedere in ZTL). Verificando  i flussi di transito in ZTL centro storico ogni giorno emerge che dopo Taxi, NCC e permessi Disabili, è la quarta categoria piu

AMODO Alleanza Mobilità Dolce, logo

Green Planner Magazine intervista Anna Donati su Mobilità Dolce, borghi e aree interne

In Italia, i borghi e le aree interne custodiscono paesaggi unici, patrimonio culturale e comunità resilienti. Eppure molti rischiano di svuotarsi, vittime dello spopolamento e della marginalizzazione. La chiave per invertire questa tendenza potrebbe non essere una nuova strada, ma la mobilità dolce: treni, autobus integrati, cammini e ciclovie che rendono i borghi accessibili senza dipendere dall’auto privata.  È questo il cuore del position paper Mobilità dolce e sostenibile a sostegno dei borghi e aree interne, presentato dalla rete nazionale Amodo – Alleanza per la Mobilità Dolce e rilanciato dalla sua portavoce Anna Donati, con questa intervista. Leggi su Green Planner Magazine l’intervista: Mobilità dolce, borghi e aree interne: la sostenibilità come chiave per invertire lo spopolamento 

Bologna: la sentenza del TAR non deve fermare la Città 30, che ha diminuito morti e feriti

Un commento di Anna Donati sulla sentenza del TAR I dati su due anni di città 30 a Bologna dimostrano come queste misure abbiano contribuito a ridurre il numero di feriti, incidenti e decessi. Quanto invece stabilito dal TAR dell’Emilia-Romagna, come ha sottolineato il sindaco di Bologna Matteo Lepore, “pone questioni burocratiche sugli atti alle quali siamo pronti a rispondere”. Il TAR ha annullato il provvedimento col quale la città aveva ridotto il limite di velocità da 50 km/h a 30 km/h su buona parte delle strade urbane, perchè il provvedimento non deve essere generalizzato ma essere motivato strada per strada. La città non fa però un passo indietro, perché c’è ancora la possibilità di fare un ricorso al Consiglio di

Il Museo Ferroviario di Lecce e AMODO su Spazio Libero RAI3

Il 21 gennaio 2026 è andata in onda su RAI3 la trasmissione di SPAZIO LIBERO dedicata a AISAF, l’Associazione Ionico Salentina Amici Ferrovie, membro della Federazione Italiana Ferrovie Turistiche Museali che gestisce il Museo Ferroviario della Puglia, un’eccellenza del territorio salentino. AISAF, con sede a Lecce, è stata legalmente costituita nel giugno 1997 ed opera, senza fini di lucro, nel settore della conservazione e dello studio dei beni ferroviari di interesse storico, con particolare riferimento all’area ionico-salentina (Brindisi-Lecce-Taranto) e più in generale pugliese (Ferrovie dello Stato – Ferrovie del Sud-Est – Ferrovia Appulo Lucana – Ferrovia Garganica – Ferrotramviaria). Dall’anno della sua fondazione l’AISAF, in collaborazione con l’Associazione Dopolavoro Ferroviario (DLF) di Lecce e con l’allora responsabile dell’Attività Museale e

Elementi per una carta della mobilità delle donne

All’evento del 20 gennaio a Bologna “Donne e Mobilità. Politiche per la parità, le professioni e l’innovazioni”, è stato presentato un documento preparatorio frutto di un lavoro collegiale delle promotrici/promotori e con contributi esterni, dal titolo “Elementi per una carta della Mobilità delle Donne”.  Si tratta di un documento che parte dai dati esistenti, che fa il punto sulle esigenze e servizi, sullo spazio pubblico da ridisegnare, affronta i numeri della presenza delle donne nelle professioni nella mobilità, dai servizi, alla pianificazione, progettazione, ricerca, gestione. Infine avanza quattro ambiti di proposte concrete da avanzare a decisori, istituzioni, aziende, esperte/i, Ministeri e politica per migliorare il contesto ancora arretrato nel nostro paese, su ricerca e dati, Servizi innovativi, ridisegno dello spazio pubblico, valorizzazione delle donne nelle professioni. Il senso dell’iniziativa,

Ponte sullo Stretto, il Governo vuole davvero limitare i poteri della Corte dei Conti?

Le associazioni Greenpeace Italia, Legambiente, Lipu e WWF hanno denunciato i contenuti allarmanti di una bozza di decreto-legge di cui sono venute in possesso. Il provvedimento sembra prevedere l’istituzione di un Commissario per riprendere tutti gli atti necessari ad una nuova delibera CIPESS per il Ponte sullo Stretto di Messina e, aspetto ancora più grave, una significativa limitazione del controllo di legittimità che la Corte dei conti deve esercitare.Se il testo venisse approvato nella forma attuale, la Corte dei conti potrebbe esprimersi esclusivamente sulla delibera CIPESS in quanto tale, senza alcuna verifica degli atti e delle analisi che l’hanno determinata. Si tratta proprio di quegli atti di rilievo economico e finanziario, nonché ambientale, che la Corte aveva giudicato illegittimi per

Alleanza Clima Lavoro: non si facciano passi indietro sulla transizione dell’auto

La proposta di Pacchetto Automotive della Commissione europea compromette gli obiettivi climatici della Ue senza risolvere il problema del settore auto. In Italia servono investimenti e una vera politica industriale. La proposta relativa al Pacchetto Automotive presentata lo scorso 16 dicembre dalla Commissione europea indebolisce il quadro di certezze industriali di cui l’Europa ha bisogno per restare competitiva nello scenario globale, compromette gli obiettivi climatici della Ue e non risolve il problema dell’industria e dell’occupazione nel settore.La revisione degli standard sulle emissioni di CO₂, che riduce di fatto dal 100% al 90% l’obiettivo di azzeramento delle emissioni per le nuove auto dal 2035, introduce elementi di flessibilità che porteranno ad aumentare le emissioni climalteranti e a rallentare l’elettrificazione, generando confusione

MIND THE GAP: Accorcia le distanze nel Trasporto Pubblico Locale

Hai mai la sensazione che muoversi con il trasporto pubblico pubblico in Italia sia diventato un percorso a ostacoli? Se è così, sappi che i dati ti danno ragione. Nel nostro nuovo rapporto “Mind the Gap” abbiamo messo nero su bianco la realtà che viviamo quotidianamente: il divario con l’Europa è diventato insostenibile  FIRMA SUBITO LA PETIZIONE  Mentre città come Madrid o Varsavia offrono ai loro cittadini il doppio del servizio di trasporto pubblico locale rispetto alla media italiana, le città e le aziende di TPL sono spesso costrette a tagliare le corse. ✂️ Il motivo? Il trasporto pubblico è sottofinanziato. L’inflazione si è “mangiata” le risorse: il valore reale dei fondi statali è crollato drasticamente negli ultimi anni, creando

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