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Massacro foche: “Un primo passo per fermare la mattanza in Canada”

13 Febbraio 2006

“Un primo passo, nella direzione da sempre indicata anche dai Verdi, per fermare il massacro di foche. Grazie al lavoro della LAV e dell’Intergruppo parlamentare, finalmente dal governo arriva un segnale che dà seguito ad un impegno assunto all’unanimità dal Parlamento, due anni or sono, per la salvaguardia delle foche”.Così la senatrice dei Verdi Anna Donati, già prima firmataria di una mozione bipartisan per contrastare la mattanza che si consuma ogni anno in Canada, commenta le notizie diffuse in conferenza stampa dal viceministro al Commercio Estero, Adolfo Urso, e dalla LAV.
“La mozione dei Verdi  – ricorda l’esponente del ‘Sole che Ride’ – aveva raccolto l’adesione di tutti i gruppi parlamentari, contando le firme di ben 29 senatori, fra cui, Nessa (FI), Gubert (UDC), Acciarini (DS), Buccero (AN), Peterlini (Aut), Pessina (FI), Dalla Chiesa (DL), Montino (DS), Thaler (Aut.), Bordon (DL), Boldi (Lega), Manzella (DS), Specchia (FI). Nel testo – spiega – si chiedevano al governo impegni ed azioni puntuali: fornire dettagliate informazioni sull’attuazione degli impegni già assunti in Parlamento con due risoluzioni approvate all’unanimità; sollecitare fermamente ed ufficialmente il governo canadese ad impedire il barbaro massacro di centinaia di migliaia di piccole foche; sostenere tutte le iniziative promosse in sedi internazionali dalle ONG ed associazioni impegnate contro questa mattanza. Infine, prevedere l’adozione immediata di provvedimenti in ambito nazionale e comunitario per la messa al bando di qualunque tipo di prodotto che derivi dall’uccisione delle foche, come già avviene dal 1972 negli USA e dal 2004 in Belgio”.
“Finalmente, a poche settimane dalle elezioni, qualcosa si muove. La capillare azione di sensibilizzazione portata avanti in questi anni dalla LAV e dall’ intergruppo parlamentare animalista, insieme all’impegno dei Verdi, hanno finalmente convinto il governo a compiere un primo passo nella giusta direzione. Per fermare una barbarie e – conclude la senatrice Donati – per la salvaguardia delle foche”.

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