Il Sole 24 Ore
Donati: «Così avremo più trasparenza» – Grillo: «Passo indietro»
Valeria Uva
Il rinvio selettivo del Codice degli appalti (Dlgs 163/06) incassa il primo sì. Con il voto di fiducia del Senato sul decreto legge 173/06, che contiene la proroga per alcuni regolamenti, è stato approvato anche l’emendamento del Governo che elenca le norme congelate fino al 31 gennaio 2007. Fin quando cioè non arriveranno le correzioni attraverso un decreto successivo.
Una vittoria per la nuova maggioranza, che da subito si era schierata a favore del rinvio della scadenza del primo luglio per l’entrata in vigore della riforma degli appalti. E infatti Anna Donati, presidente della commissione Lavori pubblici del Senato ha commentato: «Con il rinvio delle norme su appalto integrato e trattativa privata, il Governo ha accolto le critiche più rilevanti mosse dall’Unione al Codice appalti. Restano così vigenti quelle regole di concorrenza e trasparenza della legge Merloni che avevamo difeso e che rischiavano di essere spazzate via dal primo luglio»:
A difendere «l’operazione Codice» durante la votazione è stato l’ex presidente della stessa Commissione, Luigi Grillo (Fi) per il quale il rinvio «èun passo indietro politico, che avrà ricadute negative sul sistema». Per l’appalto integrato Grillo ha parlato della vittoria «della lobby dei progettisti».
Il decreto 173/06 rinvia l’applicazione dei nuovi istituti europei del dialogo competitivo, dell’accordo quadro e delle centrali di committenza per tutti gli appalti pubblici. Solo per i lavori nei settori ordinari sono invece congelate le norme più flessibili sulla trattativa privata (anche queste mutuate dall’impostazione europea) e la liberalizzazione dell’appalto misto con cui si affida al costruttore anche la progettazione. Sospesa poi anche una limitazione dell’istituto dell’avvalimento, ovvero del prestito dei requisiti di qualificazione necessari per le gare: in particolare, cade il divieto, per chi mette a disposizione i requisiti, di partecipare agli stessi lavori come appaltatore o subappaltatore.
Tutte le altre disposizioni del Codice entreranno in vigore regolarmente dopodomani. Ma si applicheranno soltanto ai bandi pubblicati dopo la data del primo luglio. In altre parole, le gare già avviate sotto la vigenza delle vecchie regole continueranno a svolgersi con la precedente normativa che il Codice ora abroga.
Anche nel decreto legge 173/06 è regolato il periodo di transizione dalle vecchie alle nuove procedure che arriveranno dal primo febbraio 2007. Il periodo è diviso in due: una prima parte, brevissima, va dal primo luglio all’arrivo del Dl 173/06 convertito (al massimo il 12 luglio, giorno in cui deve per forza essere pubblicato in «Gazzetta» il testo approvato dal Parlamento, pena la decadenza) e una seconda che va dalla data del Dl 173/06, convertito, al 31 gennaio prossimo. Solo per la breve finestra della prima fase si applicherà tutto il Codice; nella seconda rivive la vecchia disciplina (legge Merloni compresa), solo per le parti congelate dal decreto stesso.