Mobilità, infrastrutture, ambiente: la transizione giusta per la sostenibilità

L’impegno dell’Unione contro il Berlusconi-bis

15 Maggio 2005

Conti pubblici allo sbando, la Costituzione fatta a brandelli, leggi ad personam, una riforma giudiziaria contestata da un inconsueto fronte comune di avvocati e magistrati

Conti pubblici allo sbando, la Costituzione fatta a brandelli, leggi ad personam, una riforma giudiziaria contestata da un inconsueto fronte comune di avvocati e magistrati.  Sfascio del territorio, condoni e svendita del patrimonio dello Stato.  Precarizzazione del lavoro, tagli al pubblico impiego, al volontariato, alla scuola, agli Enti locali ed inasprimento dei conflitti sociali con ogni categoria. E, ancora, fantomatici sgravi fiscali ed un miracolo economico di cui né imprenditori, né lavoratori, né il nostro Mezzogiorno si sono mai accorti.  Se non, ascoltando i roboanti annunci televisivi, in un regime ad informazione controllata.  Insomma, un Paese stremato, mortificato e bacchettato dal governo Berlusconi, che alle recenti elezioni regionali ha incassato una fragorosa debacle senza precedenti.  Tanto che, per tener unita la sua riottosa maggioranza, il presidente del Consiglio è stato costretto ad allungare la panchina dei sottosegretari e viceministri raggiungendo numeri record, mai visti nella storia repubblicana, e a rappezzare un programma fumoso su cui ha chiesto la fiducia al Parlamento.  Oggi al Senato, in occasione del voto al governo Berlusconi-bis, il premier ha invece sostenuto che «l’Italia non va poi così male, siamo primi nel numero di auto per abitante, nel numero di telefoni cellulari».  Dichiarazioni insensate e al limite del ridicolo.  Soprattutto di fronte alla fiducia perduta da parte dei cittadini, che in questi anni hanno toccato con mano l’inconsistenza e l’iniquità delle azioni messe in campo dal Governo per realizzare i tanti miracoli, solo annunciati.  I cittadini, gli elettori sono stanchi delle consuete promesse di abbassamento delle tasse, che non arriva mai, e del contestuale taglio dei servizi alla persona.  Il Paese ha bisogno da subito di politiche serie ed efficaci per riequilibrare il potere di acquisto delle famiglie e far quadrare i conti pubblici; misure utili allo sviluppo e rilancio dell’economia e del lavoro di concerto con le parti ed in un’ottica di coesione sociale.  Provvedimenti credibili per valorizzare e per far ripartire il nostro Mezzogiorno, che non necessita certo di un costosissimo e pericoloso ponte per collegare lo Stretto di Messina e neppure di mettere in mano ai privati le proprie spiagge.  La prima dichiarazione dell’attuale vicepremier, nonchè creativo ex ministro dell’economia, Giulio Tremonti ha fatto scalpore anche fra le fila della maggioranza, ma è sicuramente paradigmatica e rivela come questo Berlusconi-bis sia fin da ora costruito su castelli di sabbia.  Un Governo così non merita la nostra fiducia e per questo noi de L’Unione continueremo ad opporci decisi al programma disastroso del Berlusconi-bis.
Anna Donati Senatrice Verdi-L’Unione

Da: “La Gazzetta di Mantova”
Rubrica: Lettere

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