Mobilità, infrastrutture, ambiente: la transizione giusta per la sostenibilità

Grandi opere Ciucci replica a Verdi

20 Febbraio 2003

IL SOLE 24 ORE – Economia italiana

Grandi opere – Ciucci (Stretto di Messina) replica ai rilievi dei Verdi sulle stime di crescita del traffico
<L’Alta velocità aiuterà il Ponte>
Il potenziamento infrastrutturale fa lievitare le previsioni – Gli ambientalisti: <Matteoli sospenda la Via>
Giorgio Pogliotti

ROMA * Ambientalisti all’attacco sul Ponte sullo Stretto: chiedono a gran voce al ministro Matteoli di bocciare il progetto preliminare. Intanto l’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciuccci, replica alle accuse <sulle previsioni di traffico inopportunamente gonfiate> dallo stesso advisor Pricewaterhouse a distanza di un anno (si veda <Il Sole-24 Ore> di ieri), sottolineando che lo scostamento <è legato anzitutto alla differente valutazione che viene data all’effetto positivo sui flussi di traffico provocato dalle opere della legge obiettivo e dal prolungamento dell’alta velocità ferroviaria fino a Reggio Calabria>. Il nuovo quadro, secondo Ciucci, <contribuirà a facilitare il raggiungimento del Ponte, facendo lievitare ulteriormente il numero dei transiti rispetto a quanto era stato ipotizzato in origine>.
La società, inoltre, sostiene che <gli scostamenti sono più ridotti rispetto a quanto contenuto nel dossier degli ambientalisti che parla di punte del 68%>. Nella proiezione al 2012 il divario è del 32,9% per il traffico merci su strada e del 16,6% per il traffico passeggeri in uno scenario economico favorevole, e la punta massima di divario (40,4%) riguarda il traffico merci su autocarri al 2022 in uno scenario economico sfavorevole.
Ieri le principali associazioni ambientaliste (Legambiente, Wwf, Italianostra) e i Verdi, in due distinte conferenze stampa, hanno presentato i dossier sul Ponte sullo Stretto per chiedere che venga sospesa la procedura di valutazione d’impatto ambientale (Via), sollecitando il ministro Matteoli a <rispettare la normativa vigente nel nostro Paese e in Europa effettuando la valutazione ambientale strategica (Vas) sulle infrastrutture>. Un ricorso è stato inoltrato in sede europea per bloccare il progetto per la violazione delle direttive in materia di Via e di Vas. <Il progetto del più grande ponte sospeso mai realizzato al mondo – ha spiegato la senatrice verde Anna Donati – è di fatto il primo progetto a cui viene applicata la procedura accelerata e la Via semplificata, prevista dalla legge obiettivo. É inaccettabile per un ponte localizzato in un’area a elevato rischio sismico e con notevoli emergenze ambientali e paesaggistiche>. Per i verdi è stato sottovalutato il rischio sismico: <La torre del manufatto poggia su una faglia chiaramente attiva lungo la sponda calabra e che potrebbe avere un impatto sulle strutture, in particolare i viadotti>.
Inoltre per i verdi resta ancora irrisolta la questione finanziaria: l’investimento complessivo è stimato in 6 miliardi di euro, da reperire per il 41% con un aumento di capitale di Fintecna e per il 59% con il project financing. <Basti ricordare che le risorse di Fintecna derivano dalla liquidazione dell’ex Iri e che il presidente di Infrastrutture Spa, Monorchio, ha escluso che l’opera possa essere realizzata senza adeguate garanzie dello Stato, per dimostrare che il costo del progetto sarà a carico di risorse pubbliche>, ha aggiunto la Donati. Altra criticità, <le opere stradali (come la Salerno-Reggio Calabria) e ferroviarie per collegare il Ponte: <Sono ancora in buona parte senza finanziamenti e nonostante ciò vengono definite contestuali e irrinunciabili>.
Nella replica l’ad della Stretto di Messina sottolinea che <il lavoro è stato eseguito con il massimo impegno ed in maniera trasparente, utilizzando consulenti esterni indipendenti>, e dichiarandosi disponibile al confronto su tutti gli aspetti del progetto ricorda che <sarà la Commissione a valutare l’impatto ambientale anche sulla base di queste osservazioni>. Sul rischio terremoti la società sottolinea che <anche l’Enea ieri ha sgombrato il campo da ogni equivoco spiegando che gli spostamenti tra la costa siciliana e calabrese sono estremamente ininfluenti ai fini della stabilità dell’infrastruttura, progettata per resistere a terremoti fino a 7,2 gradi di magnitudo>. Sulla sostenibilità finanziaria dell’opera l’ad della Stretto di Messina cita lo studio dell’advisor: <I benefici superano i costi di costruzione e gestione – sostiene Ciucci – il saggio di rendimento interno economico oscilla tra il’9 e il 12% a seconda di quale scenario economico si prenda come riferimento>.
GIORGIO POGLIOTTI

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