Mobilità, infrastrutture, ambiente: la transizione giusta per la sostenibilità

Firmato il contratto per il Ponte

28 Marzo 2006

Il Sole 24 Ore

La società Stretto di Messina e l’Impregilo hanno sottoscritto l’intesa per la progettazione e realizzazione dei lavori. Al via un’operazione da 3,9 miliardi – Proteste dell’Unione.

di Giorgio Santilli

È’ stato firmato ieri dalla società Stretto di Messina, concessionaria del Ponte, e da Impregilo, capofila del gruppo vincitore della gara, il contratto da 3,9 miliardi per la progettazione definitiva ed esecutiva e per la realizzazione dei lavori dell’opera voluta dal Governo Berlusconi. Il contratto prevede dieci mesi di tempo per la progettazione definitiva ed esecutiva e cinque anni per realizzare i lavori. La firma ha immediatamente scatenato polemiche da alcuni settori del centro-sinistra, considerando che l’Unione ha già scritto chiaro nel proprio programma di voler sospendere e riconsiderare l’opportunità dell’opera. Fausto Bertinotti ha definito il Ponte «un’opera coloniale». Durissimo l’attacco della Verde Anna Donati sulla stipula di ieri. «La firma del contratto fra società Stretto di Messina e Impregilo per l’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva del Ponte – dice Donati – è una grave forzatura pre-elettorale. Sarebbe stato meglio attendere le indicazioni del nuovo Governo, anziché assicurare subito un regalo a Impregilo, a spese dei contribuenti».
Di tutt’altro avviso la dichiarazione di Pietro Ciucci, amministratore delegato della Stretto di Messina. «La firma del contratto – ha detto – è il naturale completamento della gara, dopo l’aggiudicazione definitiva deliberata dal nostro cda e dopo la recente sentenza del Tar Lazio che ha respinto la richiesta di sospensiva. La gara è stata particolarmente impegnativa, sia per il valore di oltre quattro miliardi di euro sia per l’unicità dell’opera da realizzare, e ha coinvolto numerosi operatori nazionali ed internazionali».
Per Ciucci, quindi, non sarebbe stato corretto lasciare Impregilo senza contratto dopo lo sforzo sostenuto per la gara. Quanto alla decisione del Tar Lazio, aveva respinto il ricorso avanzato da Astaldi, capofila dell’altro consorzio in gara.
Ciucci ha anche ricordato che «il primo impegno del contraente generale riguarderà la predisposizione del progetto definitivo» e che «in parallelo il contraente generale dovrà definire la propria organizzazione sul territorio nonché avviare, come previsto dal contratto, le indispensabili attività di formazione professionale del personale locale». Il completamento del progetto definitivo, che dovrà poi passare un nuovo esame prima della società concessionaria e poi del Cipe, è previsto per fine 2006.
In occasione di questa ultima approvazione, il Cipe avrà l’occasione di bloccare l’opera, nell’ipotesi vinca il centro-sinistra (il centro-destra prevede invece di andare avanti nella realizzazione).
Vediamo qualche cifra riguardo alla polemica fra Ciucci e la Donati. In particolare, cerchiamo di definire quello che Donati chiama «regalo» in favore di Impregilo, quanto cioè la società concessionaria dovrà pagare al general contractor per la progettazione definitiva ed, eventualmente, esecutiva nel caso di successiva sospensione del progetto da parte del Governo.
Da quanto riferisce la società Stretto di Messina, il contratto firmato prevede che la concessionaria abbia la facoltà, a suo insindacabile giudizio, «di recedere dal contratto in qualunque tempo e qualunque sia lo stato di esecuzione dell’opera». Non è prevista alcuna penale, «in caso di risoluzione del contratto per cause non imputabili al contraente generale, prima dell’approvazione del progetto definitivo e successivamente del progetto esecutivo». Al contraente generale «spetterebbe il pagamento delle prestazioni correttamente eseguite nonché il rimborso delle eventuali ulteriori spese sostenute purché giustificate e ritenute congrue dalla Stretto di Messina». Il corrispettivo previsto nel contratto per la progettazione definitiva è pari a 66 milioni: questa, presumibilmente, la cifra che Impregilo dovrebbe incassare entro fine anno. A questa si dovrebbero aggiungere le altre spese sostenute e riconosciute, difficilmente quantificabili. Il valore della progettazione esecutiva è invece pari a 56 milioni.
Penale fino a un massimo di 300 milioni
Il costo della progettazione. Il valore contrattuale della progettazione definitiva è fissato a 66 milioni, quello della progettazione esecutiva a 56 milioni. È una parte di questi valori che Stretto di Messina dovrà pagare al general contractor nel caso di una sospensione da parte del Cipe del progetto entro l’anno.
Le penali. Fino all’approvazione definitiva del progetto definitivo da parte del Cipe, non è prevista alcuna penale, ma solo il pagamento delle «prestazioni correttamente eseguite, nonché il rimborso delle eventuali spese sostenute purché giustificate e ritenute congrue dalla Stretto di Messina». Dopo l’apertura dei cantieri, in caso di interruzione dei lavori per cause non addebitabili al contraente generale, Stretto di Messina dovrà pagare il 10% sulla parte non ancora realizzata e fino ai quattro quinti del contratto. La penale massima ipotetica è quindi di 300 milioni.
La composizione del consorzio appaltatore. Impregilo guida il raggruppamento temporaneo con una quota del 45%. Gli altri partener sono la spagnola Sacyr (18,7%), Condotte d’Acqua (15%), la Cmc di Ravenna (13%), la giapponese Ishikawajima-Harima Heavy Industries (6,3%), il consorzio stabile Aci (2%). Per la progettazione saranno incaricati le società danesi e canadesi Cowi A/S, Sund & Baelt A/S e Buckland & Taylor Ltd.

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