Presentato a marzo 2026 alla Fiera del Cicloturismo a Padova, l’ultimo Rapporto “Viaggiare con la bici 2026” stima in circa 49 milioni le presenze cicloturistiche nel nostro Paese nel 2025, un turismo che porta sui territori 6,4 miliardi di euro. Sono i numeri del Rapporto 2026, giunto alla sesta edizione e realizzato da Isnart- Unioncamere – Legambiente, in collaborazione con Bikenomist.
Non solo pedalate in bicicletta su percorsi immersi nel verde per le vacanze in Italia: ben 1 cicloturista su 2 combina l’esperienza in sella con la scoperta del patrimonio artistico e culturale e delle eccellenze enogastronomiche sui territori, a conferma che la bicicletta è un grande “attivatore” di turismi che, come tale, richiede un sistema d’offerta integrata.
Loretta Credaro Presidente Isnart-Istituto Ricerche Turistiche e Culturali e rappresentate Unioncamere del Comitato “Impresa Donna” del Ministero delle Imprese e del made in Italy, ha presentato l’identikit del cicloturista-tipo da cui emerge una crescita della componente femminile di oltre 17 % sul dato del 2024. Una domanda di cicloturismo sempre più “in rosa”, fenomeno che deve trovare conferma anche dal lato dell’offerta, creando tante nuove occasioni di auto -imprenditorialità, anche al femminile, nelle piccole e grandi destinazioni del nostro Paese.
Il cicloturismo consolida i suoi numeri e si conferma un segmento importante del comparto turistico del Paese – commenta Sebastiano Venneri, Responsabile Territorio e Innovazione di Legambiente – quest’anno abbiamo voluto accendere i riflettori su un settore, quello del noleggio bici, che è un indicatore ulteriore dello stato di salute del cicloturismo. Abbiamo selezionato e raccontato nel Rapporto dieci esperienze di successo, a testimonianza di quanto il cicloturismo generi buona economia distribuita e un significativo indotto sul territorio.
Il Rapporto guarda anche oltre i confini nazionali, individuando iniziative europee significative che intercettano proprio i trend di crescita legati a donne e giovani.
Abbiamo rinnovato con piacere la partnership con Isnart e Legambiente, ospitando – come ormai tradizione – la presentazione del Rapporto “Viaggiare con la bici 2025” sul cicloturismo” – commenta Pinar Pinzuti di Bikenomist, direttrice della Fiera del Cicloturismo. “I dati del rapporto dimostrano la crescente rilevanza di questo segmento turistico per il nostro Paese. Le offerte presenti alla quarta edizione della Fiera del Cicloturismo evidenziano empiricamente questa crescita che ha sempre più bisogno di un supporto da parte dello stato centrale per essere competitivi a livello internazionale”.
L’identikit del Cicloturista 2026: donne, Gen Z e portafogli aperti
Chi è, dunque, il cicloturista che viaggia in Italia? I dati smontano vecchi cliché e mostrano un pubblico sempre più ampio, curioso e disposto a investire nell’esperienza locale.
Il boom delle donne. Nel 2025 le donne rappresentano mediamente il 47,1% dei cicloturisti, contro il 29,7% del 2024. Oramai quasi 1 cicloturista su 2 è donna, viaggia in coppia e sceglie destinazioni miste (cultura, divertimento, degustazioni).
La Generazione Z sale in sella. I giovani turisti under 30 (la cosiddetta “Gen Z”) pesano oggi per il 17,3% (erano solo il 9,3% nel 2024). Cercano un turismo attivo, con visite ai centri storici, gite al mare/lago e degustazioni.
Quanto spendono? La spesa è in aumento: Il cicloturista spende in media 69 euro al giorno pro-capite per l’alloggio (erano 65 nel 2024) e ben 91 euro per gli altri acquisti di beni e servizi sul luogo di vacanza (contro i 70 del 2024).
Cosa comprano?
L’enogastronomia vince: c’è grande interesse per l’enogastronomia locale, con una spesa media giornaliera a persona di 22 euro nei ristoranti e di 10 euro per gli acquisti di prodotti tipici; ma c’è spazio anche per i servizi termali e wellness (circa 17 euro a persona al giorno).
Il ruolo del digitale
Internet è un grande influenzatore: 6 cicloturisti su 10 decidono sul web, cercando soprattutto informazioni su itinerari ed offerte promozionali, mentre 1 su 2 racconta l’esperienza sui social.
Il boom dei noleggi bici: l’offerta si ramifica (+47% di punti fisici)
Se c’è un dato che fotografa plasticamente la vitalità e la strutturazione del settore, è quello legato al noleggio delle biciclette, che registra un vero e proprio boom. L’analisi sui dati del Registro delle Imprese Unioncamere (un primo tentativo di analisi di impatto economica delle ciclovie italiane) evidenzia una trasformazione profonda: se da un lato il numero complessivo delle imprese attive nel comparto resta sostanzialmente stabile (dato 2025 su 2019), dall’altro i punti di servizio fisici – le cosiddette unità locali – registrano un’impennata clamorosa del +47%Cosa significa questo balzo in avanti? Che il mercato italiano del noleggio bici si sta orientando verso un modello strategico “multi-sede”. Gli operatori si strutturano e si ramificano capillarmente sul territorio, segnalando un forte rafforzamento dell’offerta e della sua articolazione territoriale, con tutta evidenza come risposta di mercato ad una domanda in costante crescita.
La geografia del noleggio bici: chi spinge sui pedali
Analizzando nel dettaglio le mappe elaborate da ISNART sui dati del Registro Imprese Unioncamere, emerge una geografia italiana del cicloturismo ricca di sorprese e a forte trazione territoriale.
Se guardiamo all’Indice di sviluppo imprenditoriale (ovvero la vitalità del settore calcolata sul saldo tra iscrizioni e cessazioni nel 2025), a premere più forte sull’acceleratore della crescita sono alcune regioni del Centro-Sud. A guidare la volata delle nuove aperture è l’Umbria, che registra l’indice di sviluppo più alto in assoluto (8,3). Subito dietro, a trainare il mercato ci sono le Marche (3,6) e la Campania (3,1). È qui che, in questo momento, il tessuto imprenditoriale sta scommettendo con maggiore dinamismo sulle potenzialità della bici.
Tuttavia, se spostiamo la lente sull’Indice di specializzazione regionale – che misura la “densità” e il peso specifico delle unità locali di noleggio bici rispetto al totale delle imprese del terziario (fissato a una media nazionale di 1) – la mappa premia i territori con una vocazione outdoor ormai consolidata. In questa speciale classifica dell’alta specializzazione, la maglia rosa va indiscussa alla Valle d’Aosta (con un indice altissimo di 5,9), tallonata da roccaforti storiche del cicloturismo come il Trentino-Alto Adige (3,5). Molto forte anche l’incidenza in Sardegna (2,5) e Abruzzo (2,0), a dimostrazione che quando il territorio offre scenari naturali di pregio, il servizio di noleggio diventa un asset imprescindibile per l’economia turistica locale.
Ottimi e positivi questi dati del cicloturismo in Italia – ha commentato Anna Donati, portavoce AMODO – che dovrebbero indurre una strategia nazionale per finanziare ed accelerare la realizzazione del sistema delle ciclovie turistiche nazionali e la crescita dell’intermodalità dolce treno + bici, come propone di fare il nostro Atlante della Mobilità Dolce.
Due fattori – ciclovie e intermodalità – che purtroppo procedono lentamente e con risorse scarse.
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