Gianni Mattioli ci ha lasciato il 1 giugno ad 86 anni. Per me resterà sempre il mio capogruppo Verde, competente, affettuoso e pieno di stile, del primo gruppo Verdi del Sole che Ride eletto alla Camera dei Deputati nel 1987.
Il suo nome è legato, insieme a quello di Massimo Scalia, scomparso il 12 dicembre 2023, alle battaglie contro il nucleare, alla stagione referendaria, all’impegno per il risparmio energetico e alla promozione delle fonti rinnovabili, con un forte impegno dentro Legambiente.
Gianni Mattioli è stato uno dei fondatori delle Liste Verdi e pioniere della battaglia contro il nucleare in Italia, con una ricchezza di argomenti, di competenze, di saperi, di impegno sui territori come a Montalto di Castro, portata poi in Parlamento insieme al referendum e la definitiva chiusura delle centrali nucleari in Italia.
Una bella stagione di impegno e di risultati questa prima stagione dei Verdi, molto fertile di realizzazioni con le nuove leggi sui parchi, sulla caccia, sulla difesa del suolo, per gli investimenti ferroviari, per il trasporto rapido di massa e le prime misure antismog.
Era un professore, si era laureato in Fisica all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” nel 1964 con una tesi sulla diffusione delle particelle ad alta energia, nel 1973 divenne docente della stessa materia nello stesso ateneo.
Eletto alla Camera nel 1987 per la Lista verde, è rimasto deputato fino al 2001. Ha ricoperto l’incarico di sottosegretario al ministero dei lavori pubblici dal 1996 al 2000, nei governi Prodi e D’Alema, per poi diventare ministro per le Politiche comunitarie dal 2000 al 2001 con Giuliano Amato Presidente del Consiglio.
Grazie Gianni, sei stato un pilastro dell’ambientalismo scientifico italiano e delle Liste Verdi, sempre impegnato con passione generosa e vicino alle istanze dei territori. Mi mancherà la tua sapienza ed il tuo garbo gentile.