È una perdita difficile, un pezzo di storia dei Verdi e di Legambiente, che se ne va e fa male.
Carlo Monguzzi, storico ambientalista milanese e consigliere comunale di Europa Verde, è morto a 75 anni. Tra i fondatori di Legambiente, è stato tra i primi a portare nelle istituzioni battaglie oggi centrali come la raccolta differenziata e la qualità dell’aria. Un compagno di sinistra e verde, che ha sempre coniugato giustizia ambientale e giustizia sociale.
Ho conosciuto Carlo negli anni ’80, alle fondamenta della nascita di Legambiente e dei Verdi, una bella persona. Tante battaglie ha vissuto e creato con il movimento ambientalista con al centro sempre Milano e la Lombardia, all’insegna dell’agire localmente e pensare globalmente.
Ironico, gentile, testardo, pieno di talento, presente e comunicativo. Anche la sua storia politica con Legambiente, i Verdi, Assessore, poi nel PD, infine il ritorno a Europa Verde, ne ha sempre spiegato le sue ragioni in modo aperto e trasparente: per questo ha avuto il rispetto ed il riconoscimento unanime del suo percorso e delle sue battaglie, fino all’ultimo.
Nato a Milano nel 1951, laureato in ingegneria chimica e insegnante di matematica, Monguzzi aveva scelto presto da che parte stare: quella dell’ambiente, quando ancora non era una parola di moda. È stato tra i fondatori di Legambiente, contribuendo a costruire un pezzo importante della coscienza ecologista in Italia, quando a parlare di rifiuti, aria e suolo.
Nel corso della sua vita ha combattuto contro il traffico illecito di rifiuti, l’abbattimento degli alberi, la caccia, la tutela degli animali, la cementificazione e il consumo di suolo, contro il traffico in città, la trasparenza nella gestione pubblica.
Negli anni ’90 entra nelle istituzioni: più volte consigliere regionale in Lombardia, assessore all’Ambiente ed energia tra il 1993 e il 1994. E lì lascia un segno concreto: la prima legge sulla raccolta differenziata e il primo Piano Aria contro lo smog.
Monguzzi non è mai stato un ambientalista “comodo”. Nemmeno negli ultimi anni, da consigliere comunale a Milano. Eletto nel 2021 con Europa Verde, non ha mai smesso di criticare anche la sua stessa maggioranza, guidata da Giuseppe Sala. Dalla vendita di San Siro alle politiche ambientali cittadine, la sua è stata una voce fuori dal coro, autonoma, competente e libera.
Un abbraccio a tutta la famiglia, la moglie, la sua comunità per la sua scomparsa.
Ciao Carlo, grazie del tuo impegno di combattente ambientalista, testardo e gentile. Ci mancherai.
Anna Donati