Mobilità, infrastrutture, ambiente: la transizione giusta per la sostenibilità

Il progetto ciclabile Stazione Termini – Università La Sapienza

11 Agosto 2025

Anna Donati, Presidente/AD, Roma Servizi per la Mobilità
Intervento per INU URBANISTICA INFORMAZIONI nell’ambito di un approfondimento su Mobilità integrata sostenibile: vocazioni territoriali delle stazioni ferroviarie.

Roma Capitale ha pianificato da tempo una rete ciclabile urbana per incrementare la mobilità in bicicletta. Il PUMS, Piano Urbano di Mobilità Sostenibile, approvato nel 2022, ha riordinato le esperienze di realizzazione dei percorsi ciclabili e la pianificazione delle reti, con orizzonte al 2030.  Adesso è stato elaborato il Biciplan con orizzonte decennale 2025-2035, che mette a sistema le reti, punta sulla integrazione modale, sui servizi a sostegno della crescita della mobilità in bicicletta. coerente con la pianificazione delle reti della Citta Metropolitani.

Nei consegue che mettere in relazione i poli rilevanti della città è un obiettivo prioritario per la rete ciclabile: tra questi le stazioni ferroviarie con l’università come la nuova ciclabile Stazione Termini-Università la Sapienza.

L’itinerario ciclabile denominato «Termini-Sapienza», inaugurato il 12 dicembre 2024, ha una lunghezza di 750 metri e collega l’ingresso principale della città universitaria “La Sapienza” in piazzale Aldo Moro, con la stazione di Roma Termini, lato via Marsala.

L’importo stanziato dal Ministero delle infrastrutture e Trasporti (MIT), per la sua realizzazione è di  595.000 Euro e rientra nel Decreto n. 344  del   12/08/2020: “Risorse   destinate   a  ciclovie urbane”,  finanziamento destinato alla progettazione   e realizzazione   di   ciclostazioni   e   di   interventi   concernenti   la sicurezza della circolazione ciclistica cittadina e, all’art. 3   specificatamente al collegamento tra le principali stazioni ed i poli universitari.

La nuova pista ciclabile, sebbene lunga meno di un chilometro, rappresenta un’importante asse di collegamento per la mobilità sostenibile, non solo tra il più grande Polo Universitario romano ed il più importante scalo ferroviario, quello della Stazione Termini, caratterizzato da intensi flussi pendolari urbani, regionali e interregionali, ma anche con il Polo Ospedaliero del Policlinico Universitario “Umberto I” e con i numerosi poli terziari esistenti nel quadrante: Ministero dell’Interno, Corte dei Conti, Anas.

La ciclabile «Termini-Sapienza», è stata denominata Ciclabile della Conoscenza per “l’aggancio” alla Città Universitaria, che non va inteso solo in senso strettamente fisico, ma come opportunità strategica offerta ad una categoria di fruitori, quella degli studenti in particolare, le cui scelte possono contribuire in modo determinante all’ incremento della mobilità dolce in città, avviando un percorso di fidelizzazione alle due ruote che potrebbe protrarsi nel tempo anche una volta conclusi gli studi. L’utilizzo della bicicletta è del resto in costante aumento, come si evince dal Rapporto 2024 sulla Mobilità, indagine annuale di Roma Servizi per la Mobilità s.r.l; nel 2024 gli spostamenti in bicicletta salgono, infatti, all’1,3%, rispetto allo 0,9% dell’indagine condotta nel 2021.

L’obiettivo di estensione della rete ciclabile urbana, prevista dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) di Roma Capitale, che l’Amministrazione sta perseguendo con la realizzazione di circa 100 km di piste ciclabili entro il prossimo giugno 2026, e di cui la ciclabile Termini Sapienza fa parte, è altresì strategico per il conseguimento degli obiettivi della UE in tema di clima, azzeramento dell’inquinamento ed efficienza energetica. Come espressamente citato nel preambolo della recente Dichiarazione Europea sulla Mobilità Ciclistica (C/2024/2377), tra le forme di trasporto sostenibili, la mobilità ciclistica possiede un notevole potenziale per quanto concerne il suo contributo alla decarbonizzazione dei trasporti urbani e alla riduzione delle emissioni di gas serra di almeno il 55% entro il 2030.

La nuova ciclabile nel contesto urbano e delle reti esistenti

Il ruolo di collegamento privilegiato alle funzioni di scala urbana non esaurisce la portata dell’intervento; la nuova infrastruttura ciclabile si inserisce, infatti, all’interno della rete di mobilità dolce cittadina di un’area ben più vasta di quella dell’ambito di intervento, mettendo a sistema l’Università La Sapienza e la Stazione Termini con le direttrici ciclabili esistenti e di progetto.

La nuova infrastruttura connette e mette in rete l’asse ciclabile di via di Porta San Lorenzo, Viale Pretoriano, Viale del Castro Pretorio, Viale del Policlinico, intervento realizzato a supporto della mobilità sostenibile per la fase di ripartenza postpandemia da emergenza nazionale per COVID 19, ed attualmente oggetto di approfondimenti progettuali per la sua trasformazione da ciclabile transitoria a definitiva. Inoltre, grazie alla recente realizzazione del collegamento ciclabile di Porta Pia, ad opera del Dipartimento Capitolino Coordinamento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana, da Viale del Policlinico si raggiunge, senza soluzione di continuità, la ciclabile di via Nomentana, quotidianamente impegnata da consistenti flussi di bici, con oltre 234 mila passaggi totali nelle due direzioni nel 2023.

Il progetto della ciclabile lungo la via Tiburtina (da via di Porta San Lorenzo – piazzale Tiburtino sino a viale Regina Elena) consentirà infine di mettere in rete anche il tratto già esistente di ciclabile da viale Regina Elena sino alla Stazione Tiburtina, collegando in tal modo in soli 3 km di itinerario ciclabile le stazioni Termini e Tiburtina.

La realizzazione di un bike park programmato da parte di RFI, proprio lungo il fronte della Stazione Termini in via Marsala, e quindi in diretta connessione fisico funzionale con la ciclabile, potrà inoltre contribuire a rendere ancor più strategico il nuovo asse ciclabile.

Il progetto in dettaglio

L’itinerario, per caratteristiche geometriche e funzionali, è articolato in tre tratte, coincidenti con gli assi viari interessati dall’ intervento, la cui progettazione  e realizzazione è stata curata dall”arch. Angela Verdi, responsabile ciclabilità di RSM, in collaborazione con il Dipartimento Mobilità di Roma Capitale.

Seguendo l’itinerario ciclabile dalla Città Universitaria sino alla Stazione Termini, la prima tratta è quella in viale delle Scienze, da piazzale Aldo Moro sino all’ intersezione con Viale dell’Università. La pista ciclabile, protetta da cordolo, è collocata lungo lo square centrale di viale delle Scienze, in affiancamento alla carreggiata stradale, con inizio in corrispondenza dell’ingresso principale della Città Universitaria in Piazzale Aldo Moro. Lo spazio per l’inserimento della ciclabile, di ampiezza pari a 2,5 metri, è stato ricavato dall’ eliminazione della sosta in linea lungo viale delle Scienze, nel breve tratto compreso tra Piazzale Aldo Moro e l’intersezione con viale dell’Università. Con la realizzazione della ciclabile il progetto ha previsto inoltre la messa in sicurezza dell’attraversamento semaforizzato di   Viale delle Scienze – Viale dell’Università con l’introduzione di isole salvagente, al fine di separare fisicamente la sede dell’attraversamento pedonale dalla carreggiata stradale

La tratta successiva impegna viale dell’Università, dall’intersezione con viale delle Scienze sino a quella con viale Pretoriano / viale Castro Pretorio. La pista ciclabile, ampia 3 metri, è realizzata all’interno dello square centrale, un’ampia piattaforma verde, rialzata rispetto al piano stradale di circa 30 centimetri, che ospita due filari alternati di olmi. La continuità dello square, prima dell’inserimento della ciclabile, si presentava interrotta da passaggi pedonali ed inversioni di marcia veicolari, due in prossimità di piazza Confienza ed uno in corrispondenza del complesso edilizio dell’Aereonautica Militare. Al fine di garantire la continuità dell’itinerario, e le necessarie condizioni di sicurezza per la circolazione delle bici, due dei tre varchi di ritorno di marcia veicolare sono stati chiusi, e gli attraversamenti pedonali razionalizzati. Per la pavimentazione della pista è stato scelto un conglomerato bituminoso drenante, compatibile con la presenza delle alberature e del loro apparato radicale.  Nel tratto finale del percorso, in approccio all’intersezione semaforizzata di Viale Pretoriano – Viale del Castro Pretorio, la pista lascia lo spazio dello square centrale e grazie al nuovo attraversamento ciclabile in carreggiata, piega affiancandosi al marciapiede di Viale dell’Università, sempre bidirezionale e protetta da cordolo.

L’ultimo tratto della ciclabile è quello che interessa via del Castro Pretorio; l’asse stradale traguarda via Marsala e l’ingresso alla Stazione Termini.  Gli spazi dell’intersezione di via del Castro Pretorio con Viale Pretoriano sono stati riconfigurati, eliminando la svolta in destra per gli autoveicoli provenienti da Termini e diretti in viale Pretoriano, realizzando in tal modo un’ampia zona pedonale.  Il progetto ha previsto lungo via del Castro Pretorio, la realizzazione della ciclabile attraverso la generale riorganizzazione dell’ampio spazio, di oltre 7 metri, compreso tra il fronte dell’isolato del Ministero dell’Interno ed il filare alberato bordo strada. Il marciapiede esistente si presentava affiancato da un’estesa superficie in sanpietrini, occupata per la sua quasi totalità, da basse vasche originariamente verdi, ma ormai da tempo ammalorate che restituivano un’immagine di degrado.  Grazie all’eliminazione di questi manufatti è stato possibile realizzare, tra marciapiede ed alberature, la sede della nuova ciclabile.

La realizzazione della ciclabile è stata dunque l’occasione per interventi di riqualificazione, abbattimento di barriere architettoniche e messa in sicurezza della componente pedonale, opere che sebbene puntuali e circoscritte al perimetro dell’intervento sottolineano un approccio che travalica la semplice realizzazione dell’infrastruttura per trasformare, nei limiti delle risorse disponibili, lo spazio pubblico. 

Una lunga interlocuzione ha coinvolto, nel corso della realizzazione dell’intervento, gli Uffici del Dipartimento Mobilità Sostenibile e Trasporti, Aereonautica Militare, Ministero dell’Interno e Roma Servizi per la Mobilità con il suo personale tecnico impegnato nella progettazione, direzione lavori e nell’attività di coordinamento seguita dall’architetto Angelamaria Verdi.  

I lavori avviati nell’ottobre 2023, con la realizzazione del primo tratto di pista ciclabile lungo Viale delle Scienze, sono stati sospesi nel febbraio del 2024, a causa di richieste emerse in fase di cantiere da parte di Aereonautica Militare e Ministero dell’Interno, frontisti rispettivamente in viale dell’Università e in via del Castro Pretorio. Nello specifico, la necessità di garantire continuità e sicurezza all’itinerario ciclabile all’interno dello square in Viale dell’Università, obiettivo che presupponeva la chiusura dei varchi esistenti di ritorno veicolare, ha richiesto l’individuazione di soluzioni tecniche e la condivisione di queste con i referenti dell’Aereonautica Militare, per assicurare le esigenze di accessibilità al complesso di edifici dell’Aviazione.   

Esigenze di sicurezza, espresse dal Ministero dell’Interno, hanno invece interessato la fase realizzativa della ciclabile lungo via del Castro Pretorio; l’eliminazione delle vasche, sebbene in stato di degrado, rappresentava un ostacolo fisico tra l’asse stradale e gli ingressi del Ministero. La soluzione individuata per garantire adeguati livelli di protezione è stata la predisposizione delle opere propedeutiche al futuro inserimento di colonnotti a scomparsa in corrispondenza dell’ ingresso carrabile del Ministero.  Il confronto continuo ed il lavoro congiunto tra tecnici, funzionari capitolini e personale dei due Ministeri interessati ha consentito la chiusura dell’intervento nel dicembre del 2024.

In conclusione, questo progetto e la sua realizzazione, ci hanno insegnato ancora una volta, che inserire nuove reti ciclabili nel contesto urbano denso e costruito, richiede progettazioni innovative e soluzioni dedicate, con un dialogo diretto e costante con i soggetti territoriali coinvolti.

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