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Cresce il cicloturismo in Italia: 49 milioni di presenze nel 2025

9 Aprile 2026

Anna Donati

Presentato a marzo 2026 alla Fiera del Cicloturismo a Padova, l’ultimo Rapporto “Viaggiare con la bici 2026” stima in circa 49 milioni le presenze cicloturistiche nel nostro Paese nel 2025, un turismo che porta sui territori 6,4 miliardi di euro. Sono i numeri del Rapporto 2026, giunto alla sesta edizione e realizzato da Isnart-Unioncamere in collaborazione con Legambiente.

Non solo pedalate in bicicletta su percorsi immersi nel verde per le vacanze in Italia: ben 1 cicloturista su 2 combina l’esperienza in sella con la scoperta del patrimonio artistico e culturale e delle eccellenze enogastronomiche sui territori, a conferma che la bicicletta è un grande “attivatore” di turismi che, come tale, richiede un sistema d’offerta integrata.

Loretta Credaro, Presidente Isnart- Istituto Ricerche Turistiche e Culturali, ha presentato l’identikit del cicloturista-tipo da cui emerge una crescita della componente femminile di oltre 17 % sul dato del 2024. Una domanda di cicloturismo sempre più “in rosa”, fenomeno che deve trovare conferma anche dal lato dell’offerta, creando tante nuove occasioni di auto -imprenditorialità, anche al femminile, nelle piccole e grandi destinazioni del nostro Paese.

Il cicloturismo consolida i suoi numeri e si conferma un segmento importante del comparto turistico del Paese ha commentato Sebastiano Venneri, Responsabile Territorio e Innovazione di Legambiente – quest’anno abbiamo voluto accendere i riflettori su un settore, quello del noleggio bici, un indicatore ulteriore dello stato di salute del cicloturismo.

Il Rapporto seleziona e racconta dieci esperienze di successo, a testimonianza di quanto il cicloturismo generi buona economia distribuita e un significativo indotto sul territorio. Il Rapporto guarda anche oltre i confini nazionali, individuando iniziative europee significative che intercettano proprio i trend di crescita legati a donne e giovani.

Chi è, dunque, il cicloturista che viaggia in Italia? Spicca il boom delle donne. Nel 2025 le donne rappresentano mediamente il 47,1% dei cicloturisti, contro il 29,7% del 2024. Oramai quasi 1 cicloturista su 2 è donna, viaggia in coppia e sceglie destinazioni miste (cultura, divertimento, degustazioni).

Ma anche la Generazione Z sale in sella: i giovani turisti under 30 pesano oggi per il 17,3% (erano solo il 9,3% nel 2024). Cercano un turismo attivo, con visite ai centri storici, gite al mare/lago e degustazioni.

Anche la spesa del/della cicloturista è in aumento: spende in media 69 euro al giorno pro-capite per l’alloggio (erano 65 nel 2024) e ben 91 euro per gli altri acquisti di beni e servizi sul luogo di vacanza (contro i 70 del 2024).

Analizzando nel dettaglio le mappe elaborate da ISNART sui dati del Registro Imprese Unioncamere, emerge una geografia italiana del cicloturismo ricca di sorprese e a forte trazione territoriale.

Se guardiamo all’Indice di sviluppo imprenditoriale (ovvero la vitalità del settore calcolata sul saldo tra iscrizioni e cessazioni nel 2025), a premere più forte sull’acceleratore della crescita sono alcune regioni del Centro-Sud. A guidare la volata delle nuove aperture è l’Umbria, che registra l’indice di sviluppo più alto in assoluto (8,3). Subito dietro, a trainare il mercato ci sono le Marche (3,6) e la Campania (3,1). È qui che, in questo momento, il tessuto imprenditoriale sta scommettendo con maggiore dinamismo sulle potenzialità della bici.

Sono positivi questi dati del cicloturismo in Italia: dovrebbero indurre una strategia nazionale per finanziare ed accelerare la realizzazione del sistema delle ciclovie turistiche nazionali e la crescita dell’intermodalità dolce treno + bici.

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