XIV legislatura
Seduta n. 117
Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata sull’inquinamento atmosferico nelle aree metropolitane
DONATI (Verdi-U). Signor Presidente, due quesiti.
Lei, signor Ministro, ha annunciato il recepimento delle direttive 30/99/CE e 69/00/CE per fissare limiti più restrittivi per la qualità dell’aria. Vorrei conoscere quali interventi operativi sono previsti in caso di superamento dei limiti per le polveri sottili.
Secondo quesito. Quali risorse aggiuntive sono previste per gli anni 2002-2004 per le seguenti leggi: decreto per la mobilità sostenibile (quello riferito a car sharing, mobility manager e veicoli puliti), ammodernamento del parco autobus, legge n. 211 del 1992 per le reti tranviarie metropolitane e legge n. 366 del 1998 per la mobilità ciclistica?
PRESIDENTE. Il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio ha facoltà di rispondere alla domanda testé posta.
MATTEOLI, ministro dell’ambiente e della tutela del territorio. Per quanto riguarda le polveri, la direttiva 30/99/CE è stata recepita in questi giorni e ci consente di intervenire nel caso si superino i limiti delle polveri sottili, ma nel modo in cui siamo intervenuti nell’immediato: non ci sono altri strumenti che quello di vietare il traffico. Nell’immediato non esiste un altro strumento. Per quanto riguarda tempi più lunghi, ritengo che il pacchetto da me illustrato possa avviare a soluzione il problema.
È chiaro che, in occasione della prossima legge finanziaria, dovremo batterci per destinare maggiori risorse al Ministero dell’ambiente per arrivare alla fine del 2005, puntando in questi anni ad una costante diminuzione dell’inquinamento atmosferico, ad un risultato apprezzabile, anche se non del tutto esaustivo.
I primi esperimenti di car-sharing sono stati attuati nelle città di Bologna, Brescia, Genova, Milano, Modena, Torino e Venezia; entro la fine di quest’anno il numero delle città dotate di un proprio sistema di car-sharing dovrebbe comunque arrivare a undici.
Sono lieto di poter confermare che questo processo si è avviato. Dai dati che sto esponendo non è, però, pensabile dichiararci soddisfatti. Gli incentivi del Ministero dell’ambiente per il car-sharing sono pari a 5,5 milioni di euro (11 miliardi di lire).
La mobilità su due ruote è, comunque, un problema più legato ai comuni. Dai miei predecessori ho ereditato processi di finanziamento e di incentivi che certamente non ho abolito; spetta tuttavia ai comuni individuare i percorsi per le due ruote e molti di essi lo stanno facendo.
Tra di noi non dobbiamo, però, raccontarci soluzioni teoriche: si può certamente andare in bicicletta nella città di Lucca, ma mi chiedo come lo si possa fare a Potenza o a Roma, se non in periferia o in alcune zone particolari. Certo, si può pensare all’utilizzo della bicicletta come soluzione del problema della viabilità, ma dovremmo essere tutti Gino Bartali o Fausto Coppi, specialmente in certe città.
E’ mia intenzione, quindi, rispondere con senso di responsabilità e, soprattutto, con realismo.
PRESIDENTE. Ringrazio il Ministro soprattutto per la comprensione mostrata nei confronti di chi abita in una città collocata su due livelli e vive questo problema.
DONATI (Verdi-U). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DONATI (Verdi-U). Signor Presidente, ribadisco che il Ministro dell’ambiente ha impostato il problema abbastanza correttamente, ma le risorse disponibili, la capacità di attuazione e il recepimento della direttiva, così come si annuncia rispetto ai piani operativi, suscitano nei Verdi una forte preoccupazione.
Se si recepiscono dei limiti, ma a ciò non seguono iniziative concrete sul piano operativo ed omogenee su tutto il territorio nazionale, quali ad esempio quelle invocate dalla regione Lombardia, si rischia davvero di lanciare delle grida nel deserto.
Ho, inoltre, chiesto di indicare specificatamente le risorse aggiuntive: il problema è accelerare e rifinanziare alcuni provvedimenti. Mi fa piacere che il Ministro ribadisca l’utilità di alcune misure adottate dai Governi dell’Ulivo, riconoscendone quindi la validità, ma nessuno ha mai sostenuto che la bicicletta è la soluzione al problema della mobilità. Nel mix delle possibili soluzioni si annovera anche l’utilizzo della bicicletta nelle piccole e medie città.
Sottolineo che nella legge n. 211 del 1992 sono previsti 14.000 miliardi di lire: quasi 5.000 per opere in costruzione, 5.000 in appalto e 5.000 in progettazione. Sappiamo – anche perché il presidente Berlusconi lo ha affermato in televisione, disegnando sui grafici – che il fabbisogno di infrastrutture per il trasporto rapido di massa si aggira sui 25.000 miliardi.
Nella legge finanziaria per il 2002 e nei provvedimenti ad essa collegati non è prevista, però, neppure una lira aggiuntiva per dare il via a nuovi progetti e per accelerare quelli in corso di attuazione. Allo stesso modo, non sono state destinate risorse aggiuntive per il presente anno per ammodernare, potenziare e rendere più confortevole per i cittadini il nostro parco autobus, che è stato oggetto di numerosi emendamenti in questa sede durante la discussione della finanziaria.
Ciò rappresenta un grosso problema per le aziende di trasporto pubblico locale, che hanno bisogno di avere certezze in tal senso, ma anche per il mondo industriale che, dovendo fare una pianificazione dei veicoli di trasporto collettivo, non ha sufficienti garanzie del fatto che si stia effettivamente andando verso un vero e proprio potenziamento di questi mezzi.