Clean Cities e Kyoto Club hanno monitorato la mobilità sostenibile nelle nostre città.
In questa pagina sono disponibili i rapporti ZTL e gli atti delle presentazioni locali.
Gli studi – dedicati a Bari, Bologna, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino – analizzano per la prima volta gli indicatori di mobilità sostenibile a scala sub-comunale, utilizzando come unità di riferimento i Codici di Avviamento Postale (CAP). L’obiettivo è misurare l’equità urbana della mobilità e individuare le aree dove la transizione ecologica procede più lentamente.
Dai rapporti delle 8 città emerge una costante: i centri urbani più ricchi coincidono con le aree più accessibili e servite dal trasporto pubblico, mentre le periferie restano dipendenti dall’auto privata e penalizzate da infrastrutture carenti.
In tutte le città analizzate il gradiente centro-periferia resta il principale fattore di esclusione: le aree più povere coincidono con quelle più inquinate e meno servite dal trasporto pubblico.
“La transizione non è solo tecnologica, è sociale”
«La mobilità sostenibile non è un tema tecnico, ma politico e sociale. Dove non arrivano autobus, tram e piste ciclabili, crescono disuguaglianza, isolamento e inquinamento. La transizione ecologica deve essere una transizione giusta», dichiara Claudio Magliulo, coordinatore della Clean Cities Campaign Italia.
«Le città italiane hanno compiuto passi importanti, ma la distanza tra centro e periferia resta enorme. Servono politiche redistributive, fondi strutturali e un Fondo Nazionale Trasporti finalmente stabile e adeguato», aggiunge Marco Talluri, Gruppo di Lavoro “Mobilità sostenibile” di Kyoto Club.
Lo studio delle 8 città rientra nell’ambito dell’attività dell’osservatorio sulla mobilità sostenibile nelle città italiane, un’iniziativa coordinata da Kyoto Club e Clean Cities Campaign Italia.
Esplora la situazione delle città italiane!
Consulta la pagina dedicata ai Rapporti ZTL: https://www.kyotoclub.org/it/zone-a-transizione-limitata/
Kyoto Club