ENERGIA: Il Senato approva il decreto sblocca centrali
L’obbligo di Valutazione di Impatto Ambientale è il risultato strappato dall’Ulivo di Palazzo Madama dopo una impegnativa e dura opposizione al decreto sblocca centrali, che questa sera ha visto il via libera da parte del Senato.
“L’obbligo di effettuare la Valutazione di Impatto Ambientale su tutti i progetti (ai sensi del DPCM 377/88) è un importante risultato ottenuto dai Verdi e dall’Ulivo, anche se il nostro giudizio sul decreto sblocca centrali rimane comunque negativo.” – ha dichiarato la senatrice Anna Donati che ha seguito il provvedimento in Commissione e in Aula – “Il giudizio negativo permane a causa dell’assenza di un piano energetico nazionale che privilegi, secondo gli obiettivi di Kyoto, le energie rinnovabili e le fonti pulite, dell’esproprio dei poteri delle Regioni e degli Enti locali, in materia di pianificazione e localizzazione, ai sensi delle prerogative definite dal titolo V della Costituzione, e per la mancata approvazione della Valutazione Ambientale Strategica. – ha continuato la senatrice Donati – Una Valutazione Ambientale Strategica, anziché centralizzare presso il Ministero delle Attività produttive qualsiasi processo autorizzativo, avrebbe consentito di identificare area per area l’insieme dei problemi esistenti, avrebbe aiutato tutti a scegliere meglio ed in maniera più efficace, tenendo in giusto conto le esigenze e le singole istanze territoriali.”
“Stamani nella discussione generale sul decreto in Aula del Senato ho citato l’esempio del quadrante est del territorio mantovano, un’area dove già esistono due centrali in via di conversione al turbogas, che è interessato da almeno quattro proposte di centrali che sostanzialmente dovrebbero insistere su tre regioni, quattro province limitrofe ed una decina di comuni. Con questo provvedimento – ha concluso la Donati – corriamo un rischio concreto, quello che ogni singolo impianto possa superare la Valutazione di Impatto Ambientale, perché di per se rispetta i parametri per le emissioni in atmosfera, le localizzazioni e le infrastrutture connesse, ma che non vi sia uno strumento che ci consenta di valutare la sommatoria degli effetti dei diversi impianti che vengono proposti su un territorio, che graverebbe in maniera negativa sulle comunità locali.”