Mobilità, infrastrutture, ambiente: la transizione giusta per la sostenibilità

Rassegna stampa

Autostrade, passa la riforma Di Pietro

Il Sole 24 Ore Giorgio Santilli Il maximenedamento porta solo una piccolissima correzione per l’emendamento Di Pietro sulle concessionarie autostradali: prevede che a esprimere il parere sugli «schemi di convenzioni unica» – prima del loro arrivo al Cipe e alle commissioni parlamentari – non siano le concessionarie autostradali, ma «le associazioni rappresentative delle società concessionarie», vale a dire l’Aiscat. Per il resto, il testo dell’ex articolo 12 del decreto legge 262, ora inserito all’articolo 2 con i commi 82-89, resta lo stesso approvato già dalla commissione Bilancio. Si tratta, in sostanza, della stessa norma su cui avevano espresso pesanti perplessità tutti i protagonisti della fusione Autostrade-Abertis: l’amministratore delegato di Abertis, Salvador Alemany Mas, il presidente di Schema28, Giuseppe Piaggio, il

Porti, sbloccati 1,2 miliardi di investimenti

Il Sole 24 Ore di Morena Pivetti «Per i porti ho fretta: se non ci diamo una mossa, in termini di infrastrutture e di gestione, se non facciamo sistema non riusciremo a crescere ai ritmi sostenuti che avrà il traffico marittimo dall’Asia nei prossimi dieci anni. Lo sviluppo del Paese, e del Mezzogiorno in particolare, parte da voi: pensatevi al centro di qualcosa di nuovo». È con decisione che il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha spronato ieri mattina l’assemblea di Assoporti a recuperare i ritardi e la competitività perduta nei confronti non solo degli hub e delle grandi aree logistiche del Nord Europa, indicate come esempio, ma anche dei dinamici scali spagnoli. «Con la Finanziaria il Governo ha fatto

“Grandi opere, addio?”

Repubblica Radio-TV La copertina Stop dell’Unione alla Camera anche al ponte sullo Stretto: si investirà su strade e ferrovie. Ma cosa sarà delle grandi opere? In studio: Cesare De Seta, urbanista, e Anna Donati, presidente della commissione Lavori Pubblici al Senato. Al telefono, Attilio Bolzoni di Repubblica e Marco Ponti, docente di economia dei trasporti al Politecnico di Milano, Angelo Capodicasa, viceministro delle infrastrutture, Salvatore Cuffaro,presidente della Regione Sicilia, Daniele Borioli, assessore ai trasporti della Regione Piemonte, Massimo Cacciari, sindaco di Venezia.

«Al Catullo manca il piano anti-rumore». In Parlamento interrogazione a 5 ministri

L’Arena In Parlamento interrogazione a 5 ministri L’Arena All’aeroporto Valerio Catullo «manca la mappa per il controllo acustico: il governo ascolti le richieste dei cittadini ed intervenga per sollecitare l’adozione di regole antirumore». Lo chiede la presidente della Commissione lavori pubblici, Anna Donati (Verdi), con una interrogazione rivolta ai ministri della Difesa, delle Infrastrutture, dei Trasporti, dell’Economia e Finanze e dell’Ambiente.«L’aeroporto Catullo», si legge nell’interrogazione, «svolge una funzione aerea civile con 40 mila voli annui, pur con status di «militare aperto al traffico civile». Ma, malgrado la portata del traffico aereo, ad oggi non è ancora stata predisposta una mappatura acustica dell’area che la commissione, insediata il 31 maggio 2002, avrebbe dovuto terminare entro 90 giorni dalla data di insediamento».

L’Unione resiste: opera inutile – Intervista ad Anna Donati

IL TEMPO di Maurizio Gallo «IL PONTE sullo stretto non è giustificato dall’evoluzione del traffico nell’area, avrebbe un impatto ambientale devastante e rappresenta comunque un progetto eccessivamente oneroso». Non ha dubbi il presidente della Commissione trasporti del Senato Anna Donati, e non solo perché il suo è il verde partito dell’ecologia. Presidente, qual è la sua opposizione «tecnica»?«Nello stesso progetto i dati del traffico non giustificano una soluzione così impegnativa. È infatti cresciuto il traffico aereo e sono diminuiti quelli ferroviario e stradale. Insomma, l’evoluzione della domanda tendenziale è opposta all’ipotesi del ponte». E per quanto riguarda i costi?«L’opera sarebbe molto onerosa. Per fare il ponte ci vorrebbero sei miliardi di euro». L’alternativa?«È migliorare i servizi di cabotaggio e quelli

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