Dal 16 al 22 settembre torna la Settimana europea della mobilità. Kyoto Club richiama l’attenzione sulla necessità di garantire continuità agli investimenti dopo il PNRR e di integrare le politiche per la mobilità con gli obiettivi europei sulla qualità dell’aria.
Una mobilità inclusiva e accessibile
Prende il via oggi, 16 settembre, la Settimana europea della mobilità 2026, l’iniziativa promossa a livello europeo per incoraggiare città e cittadini a ripensare gli spostamenti quotidiani in chiave più sostenibile, sicura e accessibile.
Il tema scelto quest’anno pone al centro una «mobilità per tutti e tutte, inclusiva e accessibile», richiamando la necessità di rendere le alternative all’automobile privata realmente disponibili per ogni fascia della popolazione.
Un obiettivo che passa dal rafforzamento del trasporto pubblico e ferroviario locale, dallo sviluppo della mobilità ciclabile e pedonale e da una maggiore attenzione alle esigenze delle persone anziane, delle persone con disabilità e di chi si muove nelle ore serali e notturne.
Garantire continuità agli investimenti dopo il PNRR
Per Kyoto Club, la Settimana europea della mobilità rappresenta anche l’occasione per fare il punto sul futuro degli investimenti italiani destinati alla mobilità sostenibile.
Il rapporto MobilitAria 2026 evidenzia i progressi compiuti nelle città grazie anche alle risorse del PNRR, ma pone al tempo stesso il tema della continuità degli interventi una volta conclusa questa fase straordinaria di finanziamenti.
«La Settimana europea della mobilità 2026 ha come messaggio chiave la “mobilità per tutti e tutte, inclusiva e accessibile”. Questo significa potenziare e rinnovare il trasporto collettivo nelle città, migliorare e adeguare i servizi ferroviari locali, far crescere la mobilità ciclabile, le aree pedonali e le strade scolastiche, ma anche immaginare nuovi servizi dedicati alle persone anziane e con disabilità e a chi ha bisogno di muoversi nelle ore notturne.
Dal rapporto MobilitAria 2026 di Kyoto Club emerge come le città siano impegnate nella transizione verso una mobilità più sostenibile, anche grazie alle risorse del PNRR e agli investimenti in nuovi autobus e nuove reti tramviarie e ciclabili. Ma il PNRR è ormai in via di completamento e dal Governo non sono state stanziate nuove risorse per tram e ciclabilità né per il potenziamento del trasporto pubblico locale.
Una situazione che ci preoccupa per il futuro della mobilità sostenibile in Italia: chiediamo che nella prossima manovra per il 2027 si intervenga per colmare questo vuoto».
Lo dichiara Anna Donati, coordinatrice del gruppo di lavoro “Mobilità” di Kyoto Club.
Mobilità urbana e qualità dell’aria
La mobilità urbana sarà inoltre uno dei settori decisivi per il raggiungimento dei nuovi obiettivi europei sulla qualità dell’aria.
Il recepimento della direttiva UE rappresenta quindi un passaggio strettamente connesso alle scelte che le città saranno chiamate a compiere nei prossimi anni, a partire dai Piani urbani della mobilità sostenibile, i PUMS.
«La Settimana europea della mobilità cade mentre l’Italia sta decidendo come recepire la nuova direttiva europea sulla qualità dell’aria. È un passaggio decisivo: chiediamo tabelle di marcia vincolanti, obiettivi intermedi verificabili e proroghe che restino davvero eccezionali.
I PUMS e le politiche per la mobilità devono dimostrare concretamente quanto contribuiscono a ridurre le concentrazioni di PM2,5 e NO₂ e, soprattutto, l’esposizione delle persone all’inquinamento atmosferico.
Il 2030 deve essere una tappa, non il punto di arrivo: l’obiettivo deve restare l’avvicinamento ai valori raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità e la tutela del diritto di tutte e tutti a respirare aria più pulita».
Lo conclude Marco Talluri, del gruppo di lavoro “Mobilità” di Kyoto Club.