Dopo lo stop seguito alla sentenza del TAR, il 20 aprile si riavvia ufficialmente “Bologna Città 30”: una buona notizia per la sicurezza stradale.
“È stato un lavoro tecnico-legale senza precedenti che ha coinvolto in poche settimane oltre 20 esperti multidisciplinari che porteranno alla fine di questo percorso a quasi 5000 pagine di atti e documenti” afferma Andrea Colombo, esperto legale di sicurezza stradale e già Assessore e project manager di Bologna Città 30, che prosegue “la rivincita delle Zone 30 si rileva nel fatto che il modello avanza in oltre 60 città tra cui Roma e Genova”.
Dopo due mesi di stop, da lunedì 20 aprile torna il provvedimento che era stato bloccato dal Tar a cui si era rivolto un tassista. In quella sentenza il tribunale amministrativo aveva contestato l’estensione del provvedimento a quasi tutta la città e la mancanza di indicazioni specifiche sul perché le strade dovessero avere i 30 all’ora. A quel punto l’amministrazione si è messa al lavoro per rientrare nel perimetro indicato dal Tar e ha avviato una istruttoria strada per strada al fine di dettagliare la necessità di introdurre quel limite di velocità. E così il piano particolareggiato varato qualche settimana fa dalla giunta coinvolge nuovamente 258 chilometri di strade, pari a circa il 70% della rete cittadina.
Sulle arterie bolognesi nulla è cambiato, la cartellonistica e i bolloni con il numero magico sono rimasti al loro posto anche durante lo stop imposto
dal Tar. Non sono previsti periodi di tolleranza come avvenne quando la normativa venne introdotta nel 2025.
Con la ripartenza delle zone 30 si entra ufficialmente nella Fase 2, segnando il passaggio da una prima fase regolatoria a un programma strutturato di trasformazione dello spazio urbano con un’accelerazione ed estensione degli interventi di traffic calming quali, ad esempio, allargamento di aree pedonali, creazione di golfi laterali per restituire maggiore visibilità nei punti di svolta (c.d. angoli ciechi). Il piano prevede uno stanziamento complessivo di 16 milioni di euro in tre anni.
La Fase 2 si articola su quattro direttrici: moderazione della velocità attraverso la riqualificazione dello spazio urbano mettendo in campo urbanistica e riforestazione; azioni puntuali di sicurezza stradale (attraversamenti rialzati, potenziamento illuminazione e segnaletica); interventi diffusi – almeno 100 già nel 2026 – focalizzati su intersezioni e attraversamenti ad alta incidentalità. Avranno priorità di scelta i luoghi caratterizzati da maggiore socialità: zone scolastiche, parchi gioco, luoghi di culto, musei, zone pedonali e ciclabili e ambiti ad alta densità di partecipazione.
La Giunta comunale di Bologna ha approvato il nuovo “Piano particolareggiato in materia di gestione della velocità sulle strade urbane di Bologna”, provvedimento che consente di riattivare il progetto di Bologna Città 30. Il Piano, per tutelare la sicurezza stradale, le vite umane e l’ambiente, stabilisce e motiva – strada per strada – l’applicazione del limite di 30 km/h, in deroga a quello ordinario, su 258 km di strade della città, raggruppate poi in 47 nuove Zone 30 diffuse in tutti i quartieri. Le strade e tratti di strada interessati sono gli stessi che il precedente provvedimento aveva trasformato da 50 a 30 km/h, che hanno trovato conferma nell’istruttoria analitica svolta. Restano inoltre in vigore senza modifiche tutte le Zone 30 già esistenti sulla base di atti passati.
Tra il riavvio delle misure di moderazione della velocità e la Fase 2 si inserisce il progetto europeo RELLOCATE con la realizzazione della prima “zona scolastica residenziale” nel comparto del Parco Grosso: un’area che integra nido, scuola dell’infanzia e primaria, con limite di velocità fissato a 20 km/h e un insieme coordinato di interventi di ridisegno urbano finalizzati a sicurezza, qualità dello spazio pubblico e promozione della mobilità attiva.
Non solo moderazione della velocità ma anche nuovi arredi urbani, ingressi scolastici colorati e spazi ridisegnati per favorire il raggiungimento a piedi e in bici e consentire la presenza nello spazio pubblico e non solo il transito della strada. Una sperimentazione vera e propria che attraverso il coinvolgimento della comunità locale (insegnanti, famiglie, residenti) consentirà di osservare gli usi dei nuovi spazi e l’efficacia dal punto di vista della sicurezza stradale.
Per saperne di piu visita il sito https://bolognacitta30.it/