Mobilità, infrastrutture, ambiente: la transizione giusta per la sostenibilità

Ricordare gli 80 anni dal voto delle donne. Difendere la costituzione votando NO al referendum sulla giustizia

10 Marzo 2026

Il 10 marzo 1946,  per la prima volta le donne italiane furono chiamate alle urne nelle elezioni amministrative del dopoguerra, potendo non solo votare ma anche essere elette, elezioni che portarono alle prime undici sindache d’Italia. Fu una svolta storica: dopo decenni di esclusione dalla sfera pubblica, milioni di italiane entrarono da protagoniste nella costruzione della nuova democrazia.

Quel passaggio fu reso possibile dal decreto legislativo luogotenenziale del 1946 che riconobbe alle donne con almeno 25 anni il diritto di partecipare pienamente alla vita politica del Paese.  Il 10 marzo 1946 rappresentò infatti la prima prova concreta di cittadinanza politica femminile nell’Italia che usciva dalla guerra e dal fascismo. In quelle consultazioni amministrative molte donne furono elette nei consigli comunali e alcune divennero sindache e amministratrici locali, aprendo la strada alla più ampia partecipazione femminile alla vita istituzionale. Pochi mesi dopo, il 2 giugno 1946, le donne avrebbero votato anche per il referendum istituzionale e per l’elezione dell’Assemblea Costituente, contribuendo alla nascita della Repubblica e alla stesura della Costituzione.

Dalle prime amministratrici locali alle “madri costituenti”, fino alle tante donne oggi impegnate nelle istituzioni, nella cultura, nell’economia e nella società civile, il contributo femminile ha segnato in modo profondo il percorso democratico del Paese.
Ricordare il 10 marzo 1946 significa dunque rendere omaggio a una conquista fondamentale della storia repubblicana e riaffermare l’impegno affinché la piena parità di diritti, opportunità e rappresentanza continui a essere un obiettivo centrale della vita democratica italiana.

Ma non solo, il nostro impegno è anche per difendere oggi la costituzione italiana: per questo andiamo a votare NO al referendum confermativo sulla giustizia del 22 e 23 marzo. 

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