Un commento di Anna Donati sulla sentenza del TAR
I dati su due anni di città 30 a Bologna dimostrano come queste misure abbiano contribuito a ridurre il numero di feriti, incidenti e decessi. Quanto invece stabilito dal TAR dell’Emilia-Romagna, come ha sottolineato il sindaco di Bologna Matteo Lepore, “pone questioni burocratiche sugli atti alle quali siamo pronti a rispondere”. Il TAR ha annullato il provvedimento col quale la città aveva ridotto il limite di velocità da 50 km/h a 30 km/h su buona parte delle strade urbane, perchè il provvedimento non deve essere generalizzato ma essere motivato strada per strada.
La città non fa però un passo indietro, perché c’è ancora la possibilità di fare un ricorso al Consiglio di Stato anche se bisognerà capire quali saranno le prossime mosse. O di riscrivere il provvedimento con una diversa impostazione coerente con al debolezza normativa del Codice della Strada: non dimentichiamo che il Ministro Salvini, il Governo e la maggioranza in Parlamento hanno rifiutato l’inserimento in modo chiaro di Città 30 nel nuovo Codice della Strada approvato nel 2024, esponendo le città innovative come Bologna a questi rischi.
E nonostante che, in tutta Europa le principali città stiano assumendo provvedimenti per inserire la velocità a 30 km/h ed abbassare il limite generalizzato di velocità, con ottimi risultati sul piano della sicurezza stradale con meno morti e feriti.
Va quindi sostenuta l’amministrazione e chi da anni ha lavorato per cambiare in meglio la città a beneficio di tutti/tutte.
Bologna con il nuovo report di gennaio 2026 conferma il calo di incidenti, morti, “codici rossi” e dei feriti, seppur in misura minore. La maggior parte dei “mortali” su strade a 50. Calano traffico e inquinamento, raddoppia il bike sharing e aumentano ancora gli spostamenti in bici.
Con l’uscita del report 2025 sulla Città 30 si può tracciare per la prima volta un bilancio complessivo che mette a confronto i primi due anni di Città 30 (2024 e 2025) con il biennio precedente all’entrata in vigore del provvedimento (2022 e 2023). Rispetto all’obiettivo primario di aumentare la sicurezza stradale il provvedimento della Città 30 ha permesso finora di:
- salvare 17 vite umane sulle strade di Bologna (da 39 a 22 morti nel confronto tra i due bienni, pari al -43,6%)
- evitare a 348 persone di venire ferite, a volte anche in modo grave o permanente (da 4.848 a 4.500 feriti nel biennio, pari al -7,2%)
- scongiurare 709 incidenti stradali, con minori danni a cose e/o persone e anche minori disagi per il traffico (da 5.653 a 4.944 nel biennio, pari al -12,5%).
Questi numeri – già anticipati nei giorni scorsi e ora integrati con i valori assoluti di ciascun biennio considerato, fonte Polizia Locale – si traducono in un risparmio dei costi sociali da incidentalità stradale per la città di Bologna che sfiora i 66 milioni di euro (calcolato in base ai parametri del Ministero dei Trasporti, rivalutati all’anno 2025).
Nel secondo anno di Bologna Città 30 si confermano tutte le principali tendenze, già registrate nel primo anno, rispetto al periodo pre-Città 30: meno incidenti, meno morti e feriti (anche se con cali più contenuti), meno “codici rossi”, più spostamenti in bici e bike sharing, flussi veicolari che continuano a calare e meno inquinamento da traffico.
In confronto al pre-Città 30 (media 2022-2023), il bilancio del 2025 conferma un calo sostanziale, pari al -38%, del numero delle persone decedute sulle strade cittadine. Diminuiscono anche gli incidenti stradali (di oltre il 13%) e le persone ferite (di un po’ meno del 5%), con miglioramenti ancora più consistenti sulle radiali (che superano, rispettivamente, il -20% e il -21%). Calano gli incidenti più gravi (-22%), classificati dal 118 con “codice rosso”. Si rafforzano ulteriormente l’aumento dell’uso della bicicletta (+19%) e il boom del bike sharing (che, con un +100%, arriva a raddoppiare le corse) e, all’opposto, il trend di calo dei flussi veicolari (-9%), mentre prosegue anche la riduzione dell’inquinamento da traffico urbano (-24%).
Rispetto invece al 2024, primo anno della Città 30, nel 2025 il calo del numero totale di incidenti è rimasto costante (-13% in entrambi gli anni, sempre in confronto al pre-Città 30), mentre è risultata più contenuta la riduzione del numero di persone decedute (19,5 come media del 2022-2023, 10 nel 2024 e 12 nel 2025, di cui una nel contesto di una fuga notturna in auto ad alta velocità finita tragicamente) e di persone ferite (-11% nel 2024, un po’ meno del -5% nel 2025). Rispetto al 2024 cambia la tipologia di utenti della strada morti in scontri stradali: nel 2025 sono infatti state 7 le vittime tra i pedoni (mentre nell’anno di avvio della misura erano stati 0) e 2 tra i ciclisti (come nel 2024), oltre a 2 motociclisti e un automobilista.
Da sottolineare che, dei 12 incidenti mortali del 2025, ben 9 sono avvenuti su strade dove era rimasto il limite dei 50 km/h.
Sono questi in estrema sintesi i principali indicatori, diretti e di contesto, del secondo anno di Bologna Città 30 (1 gennaio-31 dicembre 2025), che si pone come obiettivi principali proprio il miglioramento della sicurezza stradale e l’aumento della mobilità sostenibile.
Il confronto è tra il 2025 e la media del 2022 e del 2023, presi come anni di riferimento pre-Città 30 anche nei precedenti report. Sono considerate due annualità per ampliare la quantità di dati analizzati e ridurre i possibili effetti della variabilità statistica in un periodo di tempo così limitato; sono esclusi il 2020 e 2021, in quanto caratterizzati dall’emergenza Covid-19 e quindi con dati non paragonabili.





