Mobilità, infrastrutture, ambiente: la transizione giusta per la sostenibilità

Ponte sullo Stretto, la bocciatura della Corte dei Conti. Le Associazioni: non sta in piedi sul piano ambientale, economico e procedurale.

3 Novembre 2025

WWF Italia, Greenpeace, Legambiente e Lipu commentano la bocciatura da parte della Corte dei Conti della Delibera CIPESS sul Ponte sullo Stretto.

“Gravissimi gli attacchi alla magistratura contabile dello Stato che ha certificato tutte le anomalie di un progetto insostenibile da tutti i punti di vista.”

❌ Il Primo Soggetto Terzo Boccia il Ponte

La Corte dei Conti ha bocciato il 29 ottobre 2025 la delibera CIPESS (n. 41/2025) relativa al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, negando il visto di legittimità all’opera da 13,5 miliardi di euro.

Una decisione che:

  • Conferma le gravi criticità segnalate dalle associazioni ambientaliste.
  • Tutela le tasse dei cittadini destinate a un intervento insostenibile dal punto di vista progettuale, ambientale, economico e procedurale.

📝 Le Memorie Presentate alla Corte dei Conti

Greenpeace Italia, Legambiente, Lipu e WWF Italia avevano presentato alla Corte dei Conti due dettagliate memorie, evidenziando molteplici irregolarità del progetto:

  • Violazione delle normative europee e nazionali in materia ambientale.
  • Insostenibilità economica dell’opera.
  • Criticità procedurali nell’intero iter autorizzativo.

📢 Opera Insostenibile Sotto Ogni Profilo

“La Corte dei Conti ha confermato ciò che sosteniamo da anni: il progetto del Ponte sullo Stretto è un’opera insostenibile sotto ogni profilo” dichiarano congiuntamente le quattro associazioni.

“Il primo soggetto ‘terzo’ chiamato a pronunciarsi sul Ponte non ha potuto fare altro che evidenziarne tutte le problematiche irrisolte.”

I magistrati contabili hanno rilevato criticità fondamentali:

  • Coperture economiche incerte.
  • Affidabilità delle stime di traffico.
  • Conformità alle normative ambientali e antisismiche.
  • Violazione delle regole europee sul superamento del 50% del costo iniziale senza nuova gara d’appalto.

“Tutto l’iter seguito dal Governo Meloni è stato caratterizzato da continue forzature che non sono mai state risolte… finendo per determinare un ‘mostro’ giuridico con pesanti elementi di anticostituzionalità.”

🚨 Vizi Istruttori e Forzature

Le associazioni ricordano gli aspetti cruciali messi in evidenza nella memoria di metà settembre:

  • Vizi istruttori relativi alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e alla Valutazione di Incidenza (VIncA), in violazione delle direttive comunitarie.
  • Utilizzo strumentale dei motivi imperativi di rilevante interesse pubblico (IROPI), con la “ridicola forzatura di definire il Ponte come ‘opera militare’ per aggirare i vincoli ambientali.”
  • Dubbi sull’assegnazione dell’opera senza bando di gara internazionale, in contrasto con le norme europee sulla concorrenza.

💰 Costi Reali e Carenze Progettuali Irrisolte

  • Incertezza sui costi reali: “Ancora più grave è l’incertezza sui costi reali dell’opera, che già oggi partono da 13,5 miliardi, ma che potrebbero lievitare drammaticamente…” La relazione costi-benefici si baserebbe su calcoli irrealistici su PIL e flussi di traffico.
  • Carenze Progettuali: Mancano studi sismici fondamentali e test di tenuta essenziali.
  • Mancanze Istituzionali: La Corte dei Conti ha evidenziato l’assenza del parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici sul progetto definitivo e di quello dell’Autorità dei Trasporti sul piano tariffario.

Tali questioni sono già oggetto di due ricorsi amministrativi e tre reclami alla Commissione Europea, tuttora pendenti.

🛑 L’Appello: “Il Governo Non Forzi la Mano”

“Le reazioni scomposte del Governo contro la magistratura contabile rappresentano un’anomalia costituzionale senza precedenti… Ricordiamo che quegli atti sono finanziati con le tasse dei cittadini” dichiarano con durezza le associazioni.

Le organizzazioni ribadiscono che il Ponte rappresenta uno spreco insostenibile di risorse pubbliche.

La Minaccia di Ricorso Europeo

“Se il Governo manifestasse l’intenzione di forzare la mano e procedere comunque… non esiteremo a portare la questione davanti alla Corte di Giustizia Europea per la violazione delle norme comunitarie in materia ambientale, di concorrenza e di corretta gestione delle risorse pubbliche.”

“Un governo che procede contro i rilievi della magistratura contabile si assume una responsabilità politica e giuridica enorme che ricadrebbe anche sul Parlamento.”

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