IL SOLE 24 ORE – Edilizia e territorio
Corre Fs, per Autostrade piani da 18 mld
Legge obiettivo in accelerazione
Romiti (Impregilo): da sostenere le aggregazioni tra imprese
Giorgio Santilli
ROMA * Le Ferrovie hanno già presentato al ministero delle Infrastrutture progetti preliminari previsti dalla <legge obiettivo> per 16 miliardi ed entro giugno – ha detto il presidente e ad, Giancarlo Cimoli – arriveranno a 30-33 miliardi. La società Autostrade ha potenziato il proprio piano di investimenti dai 9,8 miliardi previsti nella convenzione con l’Anas, in attesa del via libera del Cipe, a 18 miliardi, ricomprendendo due opere delle società controllate (Pedemontana lombarda e Tirrenica) e due in project financing (Brebemi e tangenziale est Milano). L’Anas ha presentato per l’istruttoria verso l’esame del Cipe una decina di progetti della legge obiettivo tra cui la Catania-Siracusa, il primo megalotto della Ss106 Jonica, il completamento della Terni-Rieti, le varianti all’Aurelia. Tav e Ponte sullo Stretto, infine, hanno visto approvati i rispettivi piani finanziari per 28 e 6,4 miliardi.
La legge obiettivo, insomma, a un anno e mezzo dall’approvazione, ha ottenuto un primo successo in termini di accelerazione dei progetti e di risoluzione di alcuni nodi finanziari. Ieri se ne è parlato nella giornata inaugurale del Forum di <Edilizia e Territorio>, una due-giorni che si tiene a Fiumicino per fare il punto sui programmi e sulla normativa del settore. Tutti gli operatori intervenuti hanno sottolineato che l’accelerazione progettuale indotta dalla legge obiettivo non significa ancora apertura dei cantieri e che, anzi, molti sono i punti critici da affrontare: dalle risorse finanziarie necessarie per far quadrare i conti – <almeno cinque milioni di euro per il biennio 2003-2004>, ha ricordato il direttore generale dell’Ance, Carlo Ferroni – all’aggregazione tra imprese, necessarie per cogliere a pieno le opportunità industriali date dalla legge.
Su quest’ultimo punto ha battuto Pier Giorgio Romiti, amministratore delegato di Impregilo, prima impresa italiana del settore. <La logica del general contractor – ha detto Romiti – presuppone un mercato fatto da alcuni grandi generalisti e da imprese specializzate nell’esecuzione di opere particolari. Ma il mercato italiano non sembra proprio aver intrapreso questa direzione. Può essere necessario, allora, prevedere facilitazioni all’aggregazione delle imprese e alla formazione di imprese specialistiche, attraverso le regole di subappaltatori nominati>. Romiti ha anche ricordato la necessità di una disciplina normativa che riduca il livello delle garanzie contrattuali per le grandi opere per evitare che proprio le garanzie <diventino l’ostacolo insormontabile alla realizzazione delle opere in programma>.
Il ministro dell’Ambiente, Altero Matteoli, ha negato, replicando alla senatrice verde Anna Donati, che ci sia stato un indebolimento del ministero dell’Ambiente e degli strumenti di tutela ambientale per le grandi opere. <Abbiamo abbandonato la logica del veto – ha detto Matteoli – con la volontà di favorire lo sviluppo sostenibile e vogliamo anzi far sì che l’ambiente stesso diventi un’opportunità di sviluppo>. La Donati ha però messo in guardia dall’illusione delle scorciatoie nella fase progettuali. <La legge obiettivo ha finora rispettato gli impegni – ha detto – ma il Governo faccia attenzione, perché tutto quello che non sarà risolto nella fase progettuale esploderà quando si apriranno i cantieri>. Matteoli si è anche detto certo che l’autostrada tirrenica si farà e che un <progetto di compromesso> sarà trovato a breve. Un’impressione confermata dall’incontro, per la prima volta cordiale, tra il ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, e il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, ieri, a Firenze.
Ma la preoccupazione che più si fa sentire a breve termine è quella finanziaria. Il superconsigliere di Lunardi, Ercole Incalza, intervenuto a Fiumicino, si è detto fiducioso che il Dpef sarà generoso con la legge obiettivo, confermando l’impressione che un’intesa di massima tra Lunardi e il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, per inserire 4,5 miliardi nel Dpef, sia già stata raggiunta o sia vicina. Ma il presidente della commissione Lavori pubblici del Senato, Luigi Grillo, ha ricordato che <non ci si può aspettare che sia lo Stato a finanziare le grandi opere strategiche, ma bisogna garantire le condizioni normative e le intese con operatori, come le fondazioni bancarie, che favoriscano l’impegno del capitale privato>.
GIORGIO SANTILLI