Mobilità, infrastrutture, ambiente: la transizione giusta per la sostenibilità

La svolta dopo le proteste: da Roma a Mantova in cinque ore senza cambio

27 Novembre 2003

Il manager anticipa il progetto alla Donati Firme a quota 6.250

Nel giorno in cui l’adesione all’iniziativa contro i treni della vergogna ha raggiunto quota 6.250, le Ferrovie tirano fuori dal cilindro la soluzione di un viaggio di ritorno diretto da Roma a Carpi e Mantova. Un Intercity che parte dalla capitale alle 18,33 e arriva in città dopo cinque ore e qualche fermata, ma nessun cambio. Alle 23.47 dice, con esattezza, il piano degli orari. E’ quanto ha anticipato ieri sera l’amministratore delegato di Fs Giancarlo Cimoli con una telefonata alla senatrice Anna Donati. Chiusa con una sconfitta la partita per salvare l’Eurostar, la novità è comunque positiva perché fa il paio con la notizia di lunedì di un Intercity d’andata. E perché la nuova coppia di treni dovrebbe entrare in servizio già dal 14 dicembre.  Ci si può fidare della promessa di Cimoli? «Sicuramente – spiega la Donati – è un impegno importante, io lo prendo come un segno di buona volontà, ma aspetto comunque l’incontro del 10 dicembre quando dovrà essere concretizzato».  La senatrice dei Verdi si riferisce alla seconda puntata del tavolo tra il vertice dell’azienda, da un lato, e gli amministratori e i politici mantovani, dall’altro. Nel primo appuntamento, lunedì scorso, le Ferrovie avevano prospettato un Intercity di sola andata. Una soluzione inaccettabile che infatti era stata respinta al mittente con l’invito a ripensarci.  L’ipotesi tracciata da Cimoli ha anticipato, dunque, ciò che sarà sul tavolo della prossima riunione. «Ciò non vuol certo dire che possiamo abbassare la guardia – spiega la senatrice – o che non ci sia più bisogno di incontrarci». La beffa di lunedì scorso brucia ancora. E’ necessaria una verifica attenta delle vere intenzioni dell’azienda e restano da affrontare tutti i gravi problemi che affliggono il trasporto ferroviario locale. Per questo alla riunione del 10 dicembre sono state invitati anche l’assessore regionale e il vertice della divisione lombarda di Trenitalia.  «L’appuntamento è confermato – continua la Donati – Nel frattempo dobbiamo vigilare e continuare la mobilitazione».  A parte la legittima diffidenza, la senatrice come giudica la soluzione anticipata? «Mi sembra una buona notizia. Sono contenta – spiega la Donati – perché così si salva il collegamento diretto con la capitale, e questi orari permettono un discreto tempo di permanenza a Roma».  Il problema resta quello della qualità. «Il servizio è diverso, peggiore. L’unica consolazione è che il biglietto costerà meno. L’auspicio è che diventi almeno un fattore che invogli all’uso del treno».

Da: “La Gazzetta di Mantova”
Rubrica: Cronaca

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