Stop a importazione e commercio delle pellicce di cane e di gatto nel territorio comunitario. Lo ha deciso oggi il Parlamento europeo, respingendo la proposta della Commissione che prevedeva eccezioni per i prodotti di animali “che non sono stati allevati né uccisi per la produzione di pelliccia”.
Gli eurodeputati hanno trovato un accordo in prima lettura sul divieto (la seconda è prevista per settembre).
Il divieto in tutta l’Ue sarà applicato a partire dal 31 dicembre 2008.
Il provvedimento votato oggi conclude un processo avviato nel dicembre 2003, con l’adozione da parte del Parlamento UE di una dichiarazione scritta che chiedeva il bando del commercio di
pelli provenienti dall’uccisione di cani e gatti.
Oggi, tre anni dopo, anche in seguito di numerose proteste e segnalazioni da parte di molte associazioni animaliste, con la LAV in prima fila, il Parlamento ha sollecitato nuovamente l’attuazione di un divieto stringente, reclamando “un divieto e non una restrizione”.
L’Italia, é bene ricordarlo, è stato il primo paese in Europa a vietare, con decisione del 2001, l’importazione e la commercializzazione di pellicce di cane e gatto ed ha sempre sostenuto l’esigenza di armonizzare queste regole a livello comunitario.