Fra le pieghe di questo decreto “omnibus”, né urgente e neppure necessario, si cela il solito meccanismo di spartizione clientelare di risorse da destinare ad una lista, più o meno fantasma, di opere
“Fra le pieghe di questo decreto “omnibus”, né urgente e neppure necessario, si cela il solito meccanismo di spartizione clientelare di risorse da destinare ad una lista, più o meno fantasma, di opere. Esattamente come si verifica in occasione di ogni Finanziaria, si recuperano 220 milioni di euro da distribuire in modo occulto per la realizzazione di infrastrutture di interesse locale”. Lo ha dichiarato la senatrice Anna Donati, capogruppo dei Verdi in commissione lavori pubblici, intervenendo oggi nell’Aula di Palazzo Madama sul decreto Infrastrutture. “Grazie ad un emendamento dell’ultimo minuto, che la Commissione non ha esaminato e non presente nel fascicolo – ha continuato la senatrice – si inserisce all’interno del decreto il consueto meccanismo clientelare-distributivo di risorse. Si prevede, infatti, che i Ministri competenti elaborino la lista delle opere e che vengano sentite le commissioni Bilancio e Lavori Pubblici di Camera e Senato”. “Noi Verdi – ha ribadito – siamo contro questa brutta prassi consolidata. Riteniamo infatti che le scarse risorse pubbliche dovrebbero essere usate in modo trasparente e non in modo distributivo ed occulto. Esiste il problema della realizzazione delle opere locali, anziché di quelle faraoniche care al governo Berlusconi, ma – ha concluso Donati – è il metodo della distribuzione clientelare, senza trasparenza, che noi non accettiamo”.