Mobilità, infrastrutture, ambiente: la transizione giusta per la sostenibilità

Grandi Opere, il Polo strangola la discussione per esigenze propagandistiche

5 Luglio 2001

I Capigruppo dell’Ulivo nell’VIII Commissione del Senato esprimono contrarietà sul metodo con cui la maggioranza intende approvare il provvedimento del Governo ddl 374 sulle infrastrutture

I Capigruppo dell’Ulivo nell’VIII Commissione del Senato, sen. Brutti, Donati e Fabris, nella riunione odierna dell’Ufficio di Presidenza hanno espresso contrarietà sul metodo con cui la maggioranza intende approvare il provvedimento del Governo ddl 374 sulle infrastrutture, per le seguenti ragioni:

– il provvedimento non è inquadrato nel DPEF 2002 e, quindi, la propagandata strategia di avvio dei cantieri non è supportata da un contesto di scelte economiche e finanziarie coerenti e riconoscibili;

– manca la presentazione da parte dei Ministri Lunardi e Matteoli di un’organica politica della mobilità delle infrastrutture e della salvaguardia ambientale in cui inquadrare il provvedimento in discussione, di cui i Capigruppo dell’Ulivo ne hanno chiesto senza successo l’audizione, prima dell’avvio del dibattito sul ddl 374;

– il provvedimento non contiene alcun riferimento al nuovo Piano Generale dei Trasporti, alle esigenze di equilibrio modale e di infrastrutturazione nel Mezzogiorno;

– il disegno di legge non rispetta le prerogative istituzionali delle Regioni e degli enti locali e non è coerente con i principi del federalismo, del decentramento, della regionalizzazione in atto nel nostro Paese;

– va inoltre respinta la tesi implicita nel provvedimento, non supportata dalla realtà dei fatti e dei numeri che la Valutazione d’impatto ambientale, la Conferenza dei servizi ed il rispetto della legge Merloni in materia di appalti siano le cause degli impedimenti strutturali alla realizzazione delle opere, mentre costituiscono viceversa gli strumenti fondamentali per l’attuazione.

I Capigruppo dell’Ulivo ritengono che le esigenze propagandistiche della maggioranza non possono pregiudicare un lavoro serio, approfondito e rigoroso su questa materia indispensabile per il rilancio dei servizi di qualità ai cittadini e non condividono i tempi ristretti con cui si vuole sacrificare il lavoro della Commissione. Se non si modificherà in modo adeguato il provvedimento esiste un rischio concreto di rilancio soltanto di un rapporto perverso tra affari, politica e criminalità organizzata.

Infine, i Capigruppo dell’Ulivo non condividono le posizioni espresse dalla maggioranza sul ruolo “frenante” ai fini dell’accelerazione delle opere pubbliche, delle istituzioni locali, dei soggetti attuatori e dell’Autorità garante per i lavori pubblici, mentre devono essere individuati gli snodi reali che impediscono nel nostro Paese la rapida realizzazione di opere utili alla collettività.

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