La Rinascita della sinistra
L’approvazione al Senato dei provvedimenti proposti dal ministro dei Trasporti Bianchi segna un primo passo utile per una maggiore sicurezza stradale. Si tratta di norme che inaspriscono sanzioni e puniscono comportamenti sbagliati, ma che saranno complete quando rafforzeremo tutti gli strumenti di prevenzione e controllo, a cominciare dall’attuazione del Piano Nazionale della Sicurezza per fermare le stragi sulle nostre strade.
Ogni anno infatti nel nostro Paese si registrano quasi 6 mila morti e più di 300 mila feriti: una perdita altissima di vite umane e salute che ha un costo sociale di oltre 30 milioni di euro (stima del 2005).
In un contesto europeo, con l’impegno di Bruxelles per dimezzare le vittime entro il 2010, l’Italia è drammaticamente in ritardo: + 13% per i tassi di mortalità e ferimento, ma la percentuale raddoppia nel confronto con i Paesi più virtuosi.
A livello nazionale la sicurezza si presenta in modo assai disomogeneo, per tipologia stradale e territorio. I motocicli, che costituiscono il 3,6% della mobilità, registrano il 26% delle vittime della strada.
Le città rappresentano autentici punti neri: proprio nelle aree urbane avviene il 76% degli incidenti totali (dati Istat 2004) con un costante aumento di morti e feriti. Si pensi che, solo fra ciclisti e pedoni, sono morti nell’ultimo anno 1.006 persone, il 17,9 % del totale.
In questo scenario e con il numero di vittime in crescita, ove è evidente la progressiva perdita dell’effetto positivo iniziale della patente a punti, è stato concepito il ddl Bianchi, arrivato a luglio al Senato in seconda lettura.
La Commissione Lavori pubblici si è dedicata a tempo pieno all’esame del ddl raggiungendo un importante accordo fra maggioranza, governo ed opposizione che ha permesso l’immediata entrata in vigore di alcune norme urgenti, inserite nel decreto legge del 3 agosto, in vista dell’esodo estivo. A settembre abbiamo continuato ad esaminare disegno di legge, coordinandolo con il decreto, con grande impegno e senso di responsabilità da parte di tutti e con una straordinaria disponibilità da parte del ministro Bianchi. Tutti consapevoli della gravità della situazione e della necessità di adeguare il Codice della strada.
Al Senato abbiamo introdotto opportuni correttivi al testo per dare maggiore sicurezza ai più giovani che sono le principali vittime, come la soppressione dell’articolo 2 che prevedeva il «foglio rosa» ai sedicenni, dando delega al governo di regolare la materia per fascia di età tra i 14 e 18 anni per l’uso dei ciclomotori e quadricicli leggeri (età elevata dagli attuali 14 a 16 anni).
Abbiamo inoltre recepito la terza direttiva e l’incremento dei controlli, cui è destinato 1/3 delle entrate derivanti dalle sanzioni. Importante anche il coinvolgimento dei gestori dei locali nel contrastare la guida sotto effetto di alcool e sostanze stupefacenti.
Abbiamo riportato definitivamente a 130 km/h, i limiti consentiti sulle autostrade, proprio perché la velocità è la prima causa di incidenti mortali.
Ora mi auguro che anche alla Camera, dove è già stato approvato il decreto, sia data una corsia preferenziale anche al disegno di legge per arrivare così all’approvazione definitiva di tutte le nuove norme. Queste, comunque, avranno una piena efficacia solo se accompagnate da maggiori controlli e dalla piena attuazione del Piano Nazionale per la Sicurezza Stradale del 1999. Per questo, occorre prevedere risorse già in questa Finanziaria, se vogliamo invertire la rotta e garantire strade più sicure per tutti gli utenti.
*senatrice gruppo Insieme con l’Unione Verdi-Pdci e presidente della Commissione LLPP e Comunicazioni