Mobilità, infrastrutture, ambiente: la transizione giusta per la sostenibilità

Grandi opere, tensione sul Cipe

14 Luglio 2006

Il Sole 24 Ore

Giallo sulla convocazione – Nell’Unione timori di blitz sul piano di Di Pietro

Giorgio Santilli

Tensioni nella maggioranza sull’allegato infrastrutture al Dpef. Il Cipe che oggi dovrebbe esaminare il documento è stato prima convocato – e ne ha dato notizia il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, all’assemblea dell’Ance -, poi è stato sconvocato nel corso del pomeriggio e infine riconvocato in serata. Alla base del balletto, le preoccupazioni di una parte della maggioranza, con i Verdi in testa, che si definiscano priorità per le grandi opere «non concertate» fra le varie componenti dell’Unione.
La giornata era cominciata con l’intervento di Di Pietro all’Ance. Il ministro aveva ribadito quanto già detto alle audizioni parlamentari: l’allegato infrastrutture al Dpef conterrà una ricognizione dello stato dell’arte, opera per opera, del programma della legge obiettivo e individuerà le opere cantierate e quelle appaltate da proseguire.
«A quelle opere – ha detto il ministro delle Infrastrutture – va data priorità, anche nella destinazione delle risorse. Prima di fare un piano del centro-sinistra, per le infrastrutture ci impegniamo nei prossimi anni a trovare risorse per completare i cantieri e le opere contrattualizzate dal precedente Governo». Perché – ha detto Di Pietro – «le infrastrutture non sono né di destra né di sinistra» e occorre continuare ciò che è stato fatto nel precedente quinquennio. Per il «piano del centro-sinistra», che elenchi le priorità delle nuove opere da avviare, si dovrà prima fare il confronto con le Regioni e poi trovare le risorse. Un traguardo possibile è metterlo a punto per ottobre o novembre, non prima.
Nulla di nuovo nella posizione del ministro, se non un fatto di accenti, di toni. Da una parte, Di Pietro, pur criticando aspramente il precedente Governo per la scarsità di risorse finanziarie destinate a una miriade di cantieri, ha tuttavia sottolineato la necessità di una continuità rispetto all’azione del Governo Berlusconi (l’ex presidente del Consiglio era, per altro, in sala, in seconda fila, vicino a Luisa Todini). Dall’altra, il Ministro ha enfatizzato, di fronte alla platea dei costruttori, l’impegno a continuare tutte le opere cantierate e appaltate. «Penso si debba dare seguito anche a quelle opere per cui esista anche solo un verbale di aggiudicazione», ha detto.
Proprio questo concetto estensivo di «opere contrattualizzate» ha però allarmato una parte della maggioranza. Finora Di Pietro aveva parlato di opere appaltate o in fase di appalto in modo circoscritto, fornendo alle commissioni parlamentari un elenco di interventi che totalizzavano circa quattro miliardi per l’Anas e altrettanto per Fs. L’impegno con i costruttori a realizzare tutto ciò che è già contrattualizzato rischia, in effetti, di allargare non di poco questo perimentro.
«Il Quadrilatero Umbria-Marche, il terzo valico Milano-Genova e la Milano-Verona – dice la verde Anna Donati, presidente della commissione Lavori pubblici del Senato – sono opere già contrattualizzate, ma non per questo crediamo vadano indicate fra le priorità da realizzare. Vogliamo discutere prima di ritrovarle come priorità in un documento del Governo».
Se venissero prese alla lettera le parole di Di Pietro, in effetti, l’elenco delle opere contrattualizzate darebbe un totale assai più alto degli otto miliardi cui si è fatto finora riferimento. Solo le tre opere citate dalla Donati valgono circa 12 miliardi. Addio risorse per ridefinire il piano delle priorità.
Va anche detto, però, che Di Pietro, parlando alla Camera aveva espresso, a sua volta, perplessità sul Quadrilatero Umbria-Marche, dicendo di volerlo esaminare a fondo. «Si possono realizzare lotti per rispondere alle esigenze più immediate, tenendo conto anche delle risorse disponibili», aveva detto.
Ma le obiezioni della Donati – che era presente all’Ance – vanno oltre questo aspetto. «Il programma dell’Unione – dice – parla espressamente di discontinuità rispetto alla legge obiettivo sia in termini di revisione della legge sia in termini di riscirttura del piano. Vogliamo sederci a un tavolo per affrontare questi due aspetti, mentre vediamo un’accelerazione su un documento che non conosciamo».
D’altra parte, anche sul futuro «piano del centro-sinistra», Donati ci tiene a mettere alcuni paletti e prefigura alleanze nuove all’interno della maggioranza. «Nel programma dell’Unione – dice Donati – è scritto che la selezione delle opere non va fatta solo sulla base delle priorità politiche indicate discrezionalmente da ministri e Governatori, ma attraverso uno strumento tecnico come la Vas (valutazione ambientale strategica) che selezioni le opere anche sulla base dei risultati attesi sul sistema dei trasporti. Visto anche il legame con il Piano generale dei trasporti, io penso anzi che a proporre la lista delle priorità debba essere il ministro dei Trasporti e non quello delle Infrastrutture. E comunque il concerto è inevitabile, anche con il ministro dell’Ambiente».
Già, il ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio. Non sarà un clima facile al Cipe di oggi, se si terrà.

Alta velocità Milano-Genova
È il cosiddetto Terzo valico: 53 Km di ferrovie da Genova a Tortona, per un costo di 4.867 milioni. Con la legge obiettivo sono stati approvati il progetto preliminare (29 settembre 2003) e quello definitivo (29 marzo 2006); mancano i finanziamenti. La fine dei lavori è slittata dal 2009 al 2013-14 .

LE OPERE CONTESE
Alta velocità Milano-Verona
Il tratto ferroviario Mi-Vr è lungo 136 Km e costa 4.720 milioni (5.818 milioni con il nodo di Verona). Il progetto preliminare è stato approvato dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) il 5 dicembre 2003, ma è in elaborazione quello definitivo. I lavori si concluderanno nel 2013-14 (invece che nel 2009) e, anche in questo caso, mancano i finanziamenti.

Quadrilatero Umbria-Marche
È il completamento delle 4 corsie sull’asse viario delle superstrade Perugia-Ancona e Foligno-Civitanova Marche, con la costruzione della Muccia-Fabriano. L’opera è gestita dalla Quadrilatero spa, costituita da Anas e Sviluppo Italia. Il progetto pilota è stato approvato dal Cipe il 27 maggio del 2004. Costo dell’opera due miliardi, finanziati per ora per 800 milioni. La fine dei lavori è prevista per il 2009.

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