il Manifesto LETTERE
Soldi al vento
di Anna Donati, senatrice dei Verdi
L’ing. Pietro Ciucci, Amministratore Delegato della Stretto di Messina Spa, ha difeso su queste pagine (manifesto del 21 luglio in riferimento all’articolo a firma g.ra. pubblicato il 17 luglio) l’operato della società nella sua gestione del progetto di Ponte sullo Stretto. In realtà, vorrei ricordarlo, sono i ministri Pietro Lunardi e Domenico Siniscalco che dovranno fornire in parlamento una risposta alla mia interrogazione sulla commistione di ruoli tra le imprese in gara, il Cda della Stretto di Messina e la Commissione aggiudicatrice. Il rischio di inquinamento nella scelta del contraente generale è un fatto concreto perché i legami personali e professionali sono tanti e tali da coinvolgere tutte le parti in gioco. Il 6 giugno scorso, la società Stretto di Messina SpA ha costituito la Commissione giudicatrice relativa alla gara di cui fa parte anche l’ing. Niels J. Gimsing. L’ingegnere danese, oltre ad essere stato membro (dal 1986-93) della commissione internazionale di valutazione del progetto di massima del Ponte, risulta aver lavorato nell’ambito della realizzazione dello Storbelt East Bridge, che è stato progettato dalla società di consulenza danese Cowi e che ora partecipa alla gara per il Ponte come progettista nella cordata guidata da Impregilo. Un’ottima connessione fra controllore e controllato. Due componenti del Cda della Stretto di Messina sono palesemente vicini alla cordata Impregilo: si tratta di Francesco Paolo Mattioli, che per 25 anni è stato stretto collaboratore di Cesare Romiti ai vertici della Fiat, e di Emmanuele Emanuele, consigliere di Condotte d’Acqua, società che è partner abituale di Impregilo in molte gare, compresa quella per il Ponte. Inoltre, il presidente di Astaldi, il prof. Ernesto Monti, è anche componente del CDA di Fintecna spa, la finanziaria pubblica nonché principale azionista di riferimento della Stretto di Messina Spa, che è impegnata direttamente a finanziare con 2,5 miliardi di euro il Ponte sospeso tra Scilla e Cariddi. Sono quindi inutili le giustificazioni avanzate dall’ing. Ciucci: sarebbe più opportuno che fosse lo stesso Cda della Stretto di Messina a risolvere immediatamente i diversi conflitti d’interesse che io ho segnalato al governo. Quello che preoccupa maggiormente è che, nonostante le incognite progettuali, finanziarie, ambientali, antisismiche e trasportistiche del progetto, la gara per scegliere l’impresa che dovrà occuparsi di progettazione definitiva e realizzazione del Ponte, prosegua inesorabile. Non fanno riflettere il Governo le marcie di migliaia di cittadini, le incognite tecniche sollevate da progettisti competenti, la relazione negativa della Commissione Consiliare del Comune di Messina, la richiesta del Presidente della Regione Calabria di sospendere al Cipe ogni decisione sulla variante di Cannitello, con la richiesta di un confronto. Il rischio vero è che si chiuda in fretta un contratto con un general contractor, dai costi e dall’esito devastante per l’interesse collettivo, utile solo agli interessi della società di progettazione. Uno scenario che i Verdi sono impegnati a contrastare, chiedendo nuovamente la sospensione della gara. Per evitare non solo la realizzazione del Ponte sullo Stretto, ma anche di buttare al vento i soldi dei cittadini italiani, nell’interesse di poche imprese di progettazione.