STAMPA
UN PROFESSIONISTA HA INCASSATO 7 MILIONI DI EURO IN 4 ANNI
Consulenze d’oro all’Anas. La scure della Corte dei Conti
GRIGNETTI FRANCESCO
ROMA Ora e’ caccia all’avvocato dell’Anas. Nel senso che la Corte dei Conti ha licenziato ieri la sua Relazione sulla gestione finanziaria dell’Anas e tra le righe si scopre che c’e’ un fortunato professionista il quale ha incassato dalla societa’ Anas in quattro anni la bella cifra di 7 milioni di euro in parcelle. Chi e’? <<Un consulente legale – scrive la Corte dei Conti – incaricato di svolgere compiti istituzionali ovvero riferibili all’Avvocatura dello Stato>>. Un doppione, insomma, che costa carissimo e che la Corte censura severamente. Non appena si e’ sparsa la voce del consulente milionario (i cui affari da ultimo vanno persino migliorando: ha incassato 3 milioni di euro tra 2002 e 2003), tra i parlamentari della sinistra e’ nata la curiosita’.
<<Faro’presto una interrogazione>>, dice la senatrice Anna Donati, dei Verdi. Ci sono ombre e luci, nella relazione della Corte dei Conti. L’Anas in questi anni ha cambiato pelle, diventando una societa’ per azioni, piu’ snella ed efficiente che in passato. <<La Corte da’ atto al Presidente-Amministratore di avere svolto una intensa e complessa attivita’ per ricondurre l’Anas nel quadro operativo aziendalistico>>. Ossia ha <<rivitalizzato e normalizzato>> la programmazione, la progettazione e i lavori. Se pero’ il governo aveva dato all’Anas il mandato di ammodernare le infrastrutture stradali e fare da volano alla ripresa economica, ecco, qui la Corte lamenta <<criticita’>>. Fuori di gergo, significa che gli appalti vengono assegnati, ma poi l’esecuzione dei lavori e i pagamenti languono.
<<Sensibile diminuzione del ”pagato” rispetto all’anno 2002>>. <<Diminuita capacita’ di esecuzione di opere>>. <<Diminuita capacita’ di spesa>>. Conclusione: <<La scarsa ”velocita”’ di esecuzione, aggravata dal ritardato versamento agli appaltatori delle somme dovute, compromette il ruolo dell’Anas di ”architrave” della politica anticiclica del governo>>. Peggio: siccome nel bilancio viene messa la spesa di un’opera tutt’assieme, che poi si diluira’ nel corso di almeno dieci anni, si produce un’artificiosa <<eccedenza>> nelle disponibilita’ finanziarie <<i cui esiti assumono rilevanza per la valutazione del rispetto dei parametri di Maastricht>>. Comunque ci sono anche i complimenti, come notano soddisfatti all’Anas: << Le principali <<positivita’>> rilevate – scrive la Corte – si possono cosi’ riepilogare: considerevole <<slancio>>nel settore delle infrastrutture viabili interessanti un volume finanziario di circa 13 miliardi di euro con accelerazione della ”velocita’ di spesa” a partire dal 2004; ”rivitalizzazione” di iniziative infrastrutturali ”bloccate” da oltre un decennio; avvio della riorganizzazione della struttura centrale>>. C’e’ poi l’annoso problema delle troppe consulenze esterne. Con la doppia negativa conseguenza <<di aggravare i costi di gestione>> e insieme eludere le normative europee sugli appalti. Nel 2003, l’Anas ha infatti speso 8 milioni di euro in consulenze tecniche, 8,7 milioni in consulenze legali, 4,8 milioni in consulenze amministrative, 278 mila in consulenze notarili, 5,3 milioni in costi per vertenze. Totale: 27.307 mila euro in un anno. Comprese, naturalmente, le spese per il famoso avvocato. E infine, <<malgrado il trasferimento di circa 30 mila km di strade ordinarie alle Regioni avvenuto nell’ottobre 2001>>, c’e’ un eccesso di personale (secondo un decreto dovrebbero essere 5281 dipendenti; invece sono 6391) che pesa sul bilancio. Commenta polemica la senatrice Anna Donati: <<Quello dell’Anas e’ un misto di inefficienza ed incapacita’. Basta citare un esempio: la gestione disastrosa della Salerno-Reggio Calabria, che causo’ il blocco’ di centinaia di veicoli per giorni in mezzo al gelo>>.