Mobilità, infrastrutture, ambiente: la transizione giusta per la sostenibilità

Ricordare Gianpaolo, filosofo colto che amava la politica verde.

9 Febbraio 2025

Di Anna Donati

Ricordare Gianpaolo è come ripercorrere la storia dei Verdi Italiani, i suoi 40 anni di impegno per l’ambiente, i diritti, le libertà, contro le guerre e la spesa militare.

L’ho conosciuto nel 1984 alla formazione delle prime liste verdi, che poi diventarono nel 1986 la Federazione Nazionale delle Liste Verdi a Finale Ligure. Ancora oggi scherzava sul fatto che tra gli 11 coordinatori/ici eletti in assemblea io ero risultata prima e lui secondo e non riusciva a spiegarsi il perché con la sua solita ironia……

Mi ha sempre colpito la sua indipendenza, di visione, di giudizio, di letture, di relazioni umane, che lo ha portato a prendere posizioni “scomode” anche per i suoi mondi e le associazioni che aveva creato. Basti pensare alla sua contrarietà alla maternità surrogata, al DDL Zan per gli equivoci sulla identità di genere, perché aveva chiaro che il concetto di limite e responsabilità si doveva estendere anche a questi ambiti e non solo al futuro del pianeta.

Posizioni “scomode” che non gli hanno impedito di dialogare con chi aveva opinioni diverse. Gli piacevano molto le sue provocazioni, si divertiva un mondo ad essere spiazzante, ma mai queste posizioni potevano essere strumentalizzate dalla destra e dai conservatori perché era ben consapevole che i suoi punti di vista potevano essere usati contro le “buone cause” per far avanzare diritti e libertà delle persone. Opportunismo, ipocrisia, furbizia, potere, erano parole sconosciute per lui. Era un filosofo, sensibile e colto, che amava la politica.

Anche sui temi del lavoro e del “diritto all’ozio” aveva una visione sua, in cui rivendicava la libertà “dal lavoro”, dove lo sfruttamento alienante delle persone nelle industrie non era accettabile ed era parte dello sfruttamento delle risorse ambientali. Ho sempre creduto che fosse questa la ragione profonda del suo essere ecologista e verde. Studiava, leggeva, si aggiornava ed anche su nuovi temi come i diritti degli animali, ci ha regalato elaborazioni molto attuali.

La sua storia nei Verdi è stata costellata da tanti insuccessi, a partire dalla mancata elezione del 1987 con i primi Verdi in Parlamento, con una vicenda poco edificante in cui si invocarono le donne per fermare un giovane verde, brillante ed innovativo.  Ed anche dopo tra promesse ed incarichi che puntualmente non arrivavano, perché la sua indipendenza non piaceva e perché non amava i ruoli di potere, il tramare con le cordate ed i vertici, lo trovava inutile, faticoso, a detrimento della vita vera, piena di piaceri e relazioni umane.

Ma non per questo ha mai abbandonato i Verdi, di cui difendeva sempre la necessità politica, l’indipendenza dalla sinistra, l’elaborazione originale e creativa sui temi vecchi e nuovi. Ricordo quando organizzò nel 1988 a Firenze Europa Verde, con tanti dibattiti, artisti, concerti, ospiti: era molto orgoglioso della grande partecipazione e del successo, che aveva segnato un bel posizionamento dei verdi italiani. Anche il nome ha anticipato il nome odierno dei verdi, come sempre visionario Gianpaolo.

Nel 2006-2008 finalmente venne eletto in Parlamento al Senato durante il secondo Governo Prodi: eravamo compagni di banco, tante sono state le battaglie, gli interventi rigorosi e sempre molto ascoltati in Aula, la sua capacità di confrontarsi anche con l’opposizione, che spesso veniva a discutere con lui al suo banco.

Ricordo un episodio bellissimo che avvenne in Aula prima di Natale 2007. Come è noto il Governo Prodi si reggeva su tre voti al Senato e quindi essere sempre presenti alle votazioni era necessario. Stranamente una mattina Gianpaolo non arrivò, poi ci chiamò e ci disse che era caduto da una scala mentre tentava di tirar giù il presepe per il Natale. Risultato, si era rotto un polso ed era al pronto soccorso in attesa del gesso, sarebbe potuto arrivare solo nel pomeriggio. Così dovemmo fare molti interventi per rimandare le votazioni per non andare sotto, ma quando l’opposizione capì la tattica e le ragioni, fu d’accordo nel rimandare tutto al pomeriggio in Aula. C’era rispetto, attenzione, ascolto verso Gianpaolo e questo piccolo episodio ne era la conferma.

L’umanità di Gianpaolo era dilagante: che parlasse dei genitori e della sua famiglia, dei suoi amori e del piacere del sesso, che parlasse del trio bresciano con Sergio e Gianpietro, della chiesa e le figure a cui faceva riferimento, del mondo omosessuale con il grande amico Franco Grillini, dei giovani a scuola a cui aveva insegnato da giovane, degli amici di Firenze Gianni e Paola. Coltivava le relazioni, gli dedicava tempo e pensieri, era attento, perché vivere in modo profondo la vita era un fatto costitutivo.

Gianpaolo aveva avuto tanti problemi di salute, interventi al cuore, ma era sempre molto riservato su questo, ti raccontava lo stretto necessario. Per questo sono rimasta senza fiato quando ho appreso la notizia della sua morte con questa malattia veloce e devastante, da cui era convinto di riprendersi.

Ai primi di agosto abbiamo avuto la nostra “ultima cena” con il solito gruppo di amici prima delle vacanze: come sempre brillante, ironico, provocatorio, al centro della scena, informato su tutto, con una venatura di malinconia.

Ciao Gianpaolo (con la n mi raccomando…ci teneva molto), cosi ti voglio ricordare, come un amico generoso che tanto mi ha regalato.

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