Mobilità, infrastrutture, ambiente: la transizione giusta per la sostenibilità

Le auto ibride plug-in emettono CO2 quasi quanto le auto a benzina e diesel

30 Ottobre 2025

Anna Donati

Le auto ibride plug-in (PHEV) Emettono CO2 molto più di quanto ufficialmente certificato: lo dimostra una nuova analisi di T&E. Infatti, nonostante l’industria automobilistica dell’UE sostenga che le PHEV sono assimilabili a veicoli a emissioni zero, un’ampia raccolta di dati provenienti da migliaia di auto sulle nostre strade mostra invece livelli medi di emissione di CO2 per chilometro sono molto prossimi a quelli delle auto a benzina o diesel. I livelli emissivi sono ovviamente correlati a consumi extra di carburante, quindi a un costo aggiuntivo per i consumi che in media è di €500 all’anno per gli automobilisti. E tutto questo mentre i produttori di veicoli stanno spingendo i legislatori dell’UE a considerare gli ibridi plug-in come veicoli puliti, secondo la famosa tesi della ”neutralità climatica”.

I veicoli PHEV dovrebbero, in teoria, ridurre le emissioni e il consumo di carburante, alternando l’uso di una batteria ricaricabile a quello di un motore endotermico (benzina o diesel). I dati reali evidenziano che nell’uso su strada la propulsione endotermica viene utilizzata largamente di più di quella elettrica, così che le emissioni di CO2 sono quasi cinque volte il valore dichiarato nei test ufficiali di immatricolazione. Secondo l’analisi di T&E sui dati dell’Agenzia europea dell’ambiente (EEA) – che ha monitorato il consumo di carburante di 127.000 veicoli immatricolati nel 2023 – le ibride plug-in emettono in media 135 g di CO2/km nell’uso reale. Le auto a benzina e diesel emettono in media 166 g di CO2/km. Questa notevole discrepanza è dovuta al fatto che i test ufficiali simulano condizioni di guida che non riflettono l’uso quotidiano e reale dei veicoli.

I dati dell’EEA mostrano che, anche quando guidati in modalità completamente elettrica, i PHEV consumano in media 3 litri di benzina ogni 100 km. Questo si traduce in emissioni di 68 g di CO2/km in modalità elettrica, un valore 8,5 volte quello indicato nei test ufficiali. La ragione principale è che i motori elettrici dei veicoli ibridi plug-in non sono abbastanza potenti per mantenere velocità elevate o affrontare pendenze ripide, costringendo il motore tradizionale a intervenire a supporto. In media, il motore termico contribuisce per quasi un terzo della distanza percorsa in modalità elettrica.

Le emissioni dei PHEV stanno aumentando, in parte anche per la crescente tendenza a garantire maggiore autonomia elettrica. Batterie più grandi, infatti, rendono i veicoli più pesanti, incrementando il consumo di carburante quando il motore è in funzione. Veicoli più pesanti richiedono anche maggiore energia quando utilizzati in modalità elettrica. I dati mostrano che gli ibridi plug-in con un’autonomia elettrica superiore a 75 km emettono in media, paradossalmente, più CO2 rispetto a quelli con un’autonomia compresa tra 45 e 75 km.

Secondo i dati del 2023, Mercedes-Benz registra il divario più ampio tra le emissioni ufficiali e quelle reali dei suoi ibridi plug-in, emettendo in media il 494% in più. La sua GLE-Class presenta il maggiore scostamento (+611%) tra emissioni reali e ufficiali tra le auto vendute quell’anno. Gli altri principali costruttori europei hanno emesso circa il 300% in più rispetto ai dati ufficiali. L’industria auto europea vuole poter continuare a vendere veicoli ibridi plug-in anche dopo il 2035, anno in cui è previsto lo stop ai motori termici. Non solo: chiedono all’UE anche di cancellare gli “utility factor”, quei correttivi introdotti per emendare la valutazione delle emissioni di CO2 dei PHEV, previsti per il 2025 e il 2027 che correggono gradualmente il divario tra emissioni ufficiali e reali.

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