Rubrica febbraio 2026 per Quale Energia
Anna Donati
I borghi e le aree interne italiane sono una risorsa per il Paese, che conserva un patrimonio di infrastrutture, viabilità, beni culturali e un capitale umano e naturale che vanno messi al centro di politiche e investimenti mirati, affinché si possa invertire la tendenza allo spopolamento e alla marginalizzazione dei cittadini/cittadine che abitano questi territori.
Con questo obiettivo AMODO -Alleanza per la Mobilità Dolce – ha presentato un Position Paper dal titolo “Mobilità dolce e sostenibile a sostegno dei borghi e aree interne” rilanciando il dibattito nazionale sul futuro delle aree interne italiane.
Lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione, l’indebolimento dei servizi essenziali e l’acuirsi delle disuguaglianze territoriali pongono interrogativi strutturali sulle politiche finora adottate. In questo quadro, il nuovo Piano Strategico Nazionale per le Aree Interne (PSNAI), presentato ad aprile 2025 dal Governo, richiede una valutazione critica e approfondita, un vero e proprio dibattito pubblico.
Uno degli elementi più problematici del nuovo PSNAI è l’introduzione del concetto di “spopolamento irreversibile” per una parte dei territori interni, che rischia di tradursi in una gestione passiva delle disuguaglianze territoriali, senza cogliere i segnali di una timida inversione di tendenza dove permangono condizioni minime di accessibilità e di innovazione. La SNAI appare debole sul piano operativo: pur richiamando ambiti fondamentali come sanità, scuola e mobilità, fatica a tradurre tali priorità in misure strutturali, risorse dedicate e strumenti capaci di incidere sulle cause profonde della marginalizzazione.
AMODO ritiene che la mobilità dolce e sostenibile (treno+bus+mobilità attiva) sia un fattore abilitante per l’esercizio dei diritti fondamentali, per l’accesso ai servizi essenziali, per l’accoglienza turistica e per la possibilità stessa di abitare i territori interni.
Le evidenze illustrate da Francesco Marinelli, referente BAI e coordinatore GdL AMODO e da Giulio Senes, Presidente Associazione Europea Greenways e docente dell’Università degli Studi di Milano, mostrano come una parte significativa dei borghi italiani sia già oggi potenzialmente raggiungibile attraverso la combinazione tra trasporto ferroviario e la mobilità attiva.
L’esperienza dell’Atlante della Mobilità Dolce, un supporto alle politiche pubbliche promosso da AMODO e RFI, mette in relazione la rete ferroviaria, borghi e le principali infrastrutture della mobilità dolce – cammini, ciclovie, greenways e sentieri – restituendo una lettura integrata delle opportunità di accessibilità e intermodalità. In questa prospettiva, le stazioni ferroviarie possono svolgere un ruolo strategico di hub intermodali e riducendo la dipendenza dall’automobile privata.
Un’ ulteriore riflessione riguarda il rapporto tra mobilità dolce e turismo. Le aree interne svolgono già oggi un ruolo rilevante nel sistema turistico nazionale, sia in termini di offerta ricettiva sia di occupazione. Il turismo lento, di prossimità e open air rappresenta una tendenza strutturale in crescita. Senza, però, fare del turismo l’unico asse di sviluppo di questi territori.
Il Position Paper include una serie di proposte concrete avanzate dalle associazioni AMODO tra cui: potenziare il ruolo delle ferrovie locali, turistiche e del trasporto su autobus, valorizzare le stazioni come nodi di accoglienza e interscambio, promuovere soluzioni flessibili di mobilità condivisa e servizi a domanda con la mobilità attiva. Infine è essenziale fare manutenzione delle reti esistenti su ferro, su strada e nei territori, per contrastare degrado e dissesto del territorio.