XV legislatura
Intervento in occasione dell’Audizione del presidente ANAS, dr. Pietro Ciucci
Ricordo che è di competenza della nostra Commissione tutta la materia delle infrastrutture e delle opere pubbliche, quindi anche il controllo, la vigilanza o l’azione rivolta all’azienda ANAS. Ricordo inoltre che questa richiesta di audizione nasce da un’indagine conoscitiva che la Commissione ha avviato sia sulla situazione dell’ANAS S.p.A., sia sullo stato delle concessioni autostradali in Italia.
(…) Vorrei anch’io ringraziare il presidente Ciucci e rivolgergli alcune brevi domande, facendo prima una considerazione, rivolta soprattutto ai colleghi, sugli aspetti procedurali che sono stati sottolineati in modo negativo e che io invece ritengo siano positivi.
Cosa ritengo positivo? Ritengo positivo che il Governo abbia inserito all’interno di un provvedimento, che sarà all’esame del Parlamento, un articolato che – mi rendo perfettamente conto – impatta in modo assolutamente rilevante sulle concessionarie autostradali, ma che potremo discutere, e ovviamente discuteremo, facendo al riguardo le nostre valutazioni.
E` questo un grande passo in avanti; in realtà, qui si parla di convenzione unica da applicare in occasione della prima revisione – almeno così ho letto al comma 1 dell’articolo 12 del decreto-legge collegato alla finanziaria – quindi non c’è un esproprio retroattivo o lo scioglimento dei contratti in essere: nessuno potrebbe infatti assecondare una simile strategia. C’è la richiesta di una convenzione unica con delle regole, che potremo, o no, cambiare sulla base delle singole valutazioni, che sarà all’esame del Parlamento. Precedentemente invece la direttiva Ciampi-Costa era una direttiva interministeriale, quindi il Parlamento non si era mai espresso al riguardo; in questo senso, mi sembra sia stato fatto un passo in avanti. Inoltre, voglio ricordare al centro-destra che, quando venne approvato, con un emendamento al decreto legge «mille proroghe», all’ultimo minuto utile, il
contratto, non le regole, nessuno in Parlamento protestò sull’uso dello strumento, tranne l’opposizione e cioè noi.
Trovo che, rispetto alla situazione precedente (in cui il Parlamento non ha mai discusso delle regole generali), nella quale addirittura si è proceduto con autentici colpi di mano perché le norme adottate interferivano direttamente con compiti amministrativi e interministeriali assegnati chiaramente ad altri soggetti, avere invece inserito all’interno di un decreto-legge delle regole di ordine generale che discuteremo – e lo faremo ampiamente, con grande passione – all’interno di questa Commissione, credo sia un atto di grande rilievo, ma anche una grande opportunità data al Parlamento di discutere di queste regole sulle quali in passato non è mai stato possibile dibattere.
Ripeto, capisco la delicatezza del tema, per buona parte sono d’accordo con quelle norme, credo che vadano introdotte alcune cautele, ma condivido pienamente il fatto di averle inserite in un provvedimento che sarà posto al nostro esame.
Vorrei porle quattro domande, presidente Ciucci. Innanzitutto, mi pare che lei abbia confermato – perchè l’indagine conoscitiva era partita anche da questo e su questo c’erano state preoccupazioni o polemiche – che l’ANAS in questo momento ha uno «sbilancio» di 3,7 miliardi di euro in ordine a spese non previste. Ciò ha determinato che l’Azionista non ha approvato il bilancio e ha chiesto al nuovo consiglio di amministrazione di rivedere – non so cosa significhi – il bilancio stesso. Vorrei avere conferma di tali numeri e possibilmente capire l’orientamento del nuovo consiglio di amministrazione il quale non è responsabile della situazione che si trova a dover gestire.
La seconda domanda l’ha già praticamente fatta il senatore Grillo.
Lei ha insistito molto nella relazione di opportunità, di autonomia che l’ANAS deve determinare in proprio, nuovi business, flussi di cassa da ricavi, frasi anche molto interessanti. Però, ha ragione il senatore Grillo quando dice che il centro-destra negli ultimi cinque anni ha tentato con grande creatività di procedere in tal senso ma poi sono intervenuti EUROSTAT, ISPES e altri fattori per cui alla fine questo obiettivo non è si è potuto realizzare. Credo che ciò sia indipendente dal fatto che governasse il centro-destra perchè è un obiettivo molto difficile da realizzare. Come si sostanzia questa strategia, che vi vorrebbe vedere indipendenti dai flussi di cassa pubblici – così come ha detto lei – e quindi di non dover sottostare ai diversi bilanci sempre molto difficili dello Stato?
Terza domanda: se non sbaglio anche nell’articolo 142 del disegno di legge finanziaria si parla di un nuovo piano quinquennale che l’ANAS dovrà attuare, in cui essa dovrà fissare le proprie linee di intervento in ordine ai suoi investimenti. Mi pare di poter ravvisare, tra investimenti delle concessionarie, investimenti proposti dall’ANAS, investimenti che vengono
dalle Regioni, concessioni regionali, richieste degli enti locali di tangenziali, il piano della sicurezza stradale, una scarsa qualità dei progetti, parlo in termini di inserimento, di mitigazione, di qualità dei progetti che creano problemi enormi sui territori. Quali sono le linee di indirizzo sulle quali si vuole muovere il consiglio di amministrazione in ordine a questo piano quinquennale, vista la «babele» di proposte avanzate e le risorse che tutto
sommato non possono soddisfare evidentemente in cinque anni tutte le richieste. Tali richieste, peraltro, si sono stratificate e diventa quindi sempre più difficile gestire, governare e selezionare, se non a costo di gravi, preoccupanti difficoltà, forse anche politiche.
Anche il quarto argomento è stato in parte introdotto dal senatore Grillo. E` un tema molto rilevante; le Regioni, in particolare la Regione Lombardia e la Regione Veneto, si sono già mosse con delle concessioni regionali autostradali; l’hanno fatto invocando dei bacini di traffico regionale, ai quali è opportuno che sia la stessa Regione a dare una risposta, anche in termini di gestione del processo. Quando poi andiamo a vedere queste cose si scopre che in realtà sono tratti di grandi autostrade nazionali. Faccio un esempio al riguardo: la Cremona-Mantova-Nogara-Mare, che è un grande corridoio autostradale, il 5-bis, così viene definito anche nelle delibere, non ritengo che debba essere lasciata come strategia in mano alle Regioni. Stiamo parlando infatti di infrastrutture che sono in concorrenza con le concessionarie esistenti, ad esempio, un po’ più a Nord, la BRE-BE-MI, tanto per non fare nomi. Si sta facendo in tal caso un enorme investimento nell’alta capacità che sarebbe esattamente in mezzo tra tutte queste infrastrutture. A questo si aggiungono le intenzioni
dell’ANAS, almeno annunciate dal ministro Di Pietro in occasione della sua visita in Lombardia e in Veneto, di concessioni miste ANAS-Regione. Non ho niente contro le concessioni regionali; dico solo che, se non interessano a bacini di traffico strettamente regionali in un contesto chiaro di coordinamento, di strategia, di politica infrastrutturale e, quindi, dei trasporti nazionali, rischiano di affastellare proposte, produrre sovrapposizioni, pensiamo al caso delle autostrade Mantova-Cremona e TiBre, che per 15 km sono addirittura la stessa infrastruttura; pensate quindi che mancanza di coordinamento.
Vorrei capire se l’ANAS su questo specifico punto ha intenzione di intervenire e di rivendicare una potestà sulle grandi infrastrutture, che secondo me le compete; poi può decidere di concertare ogni cosa con le Regioni, ma non si può prescindere da un disegno coordinato.