Mobilità, infrastrutture, ambiente: la transizione giusta per la sostenibilità

Allegato Infrastrutture al DPEF 2010-2012.

29 Luglio 2009

Lo stato delle opere della legge obiettivo secondo il Governo e le priorità per il prossimo triennio. Luglio 2009

Ministero delle Infrastrutture 

e dei Trasporti 

Programma 
Infrastrutture 
Strategiche 

7° 
Documento di 
Programmazione 
Economica e 
Finanziaria 

Programmare il 
Territorio le 
Infrastrutture le 
Risorse 

Giugno 2009 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

INDICE 


INTRODUZIONE DEL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI 
SENATORE ALTERO MATTEOLI --------------------------------------------------------------6 

PREMESSA-------------------------------------------------------------------------------------------12 

IL MEZZOGIORNO------------------------------------------------------------------------------------------------------16 
L’EMERGENZA ABRUZZO-------------------------------------------------------------------------------------------17 
IL NUOVO PIANO ENERGETICO NAZIONALE----------------------------------------------------------------29 
L’EXPO 2015----------------------------------------------------------------------------------------------------------------33 

CAPITOLO 1: IL BILANCIO DEL PRIMO ANNO DI LEGISLATURA ----------------38 

ATTIVITÀ SVOLTE------------------------------------------------------------------------------------------------------39 
ATTIVITÀ PROGRAMMATE-----------------------------------------------------------------------------------------43 

CAPITOLO 2: QUADRO DI RIFERIMENTO E DI CAMBIAMENTI IN ATTO -------48 

LA DOMINANZA DEI VECCHI VINCOLI ----------------------------------------------------------------------------------49 
LA RETE TEN T IN ITALIA E LA LEGGE OBIETTIVO-----------------------------------------------------------------52 
DALLE INFRASTRUTTURE PRIORITARIE AI NETWORK PRIORITARI: COMPETITIVITÀ E COESIONE DELLA 
STRATEGIA EUROPEA DELLE RETI TEN-T-----------------------------------------------------------------------------57 
IL COINVOLGIMENTO DEL PRIVATO: L’ARTICOLAZIONE DEI RISCHI--------------------------------------------59 
IL COINVOLGIMENTO DELPUBBLICO: LE NUOVEFINALITÀ -------------------------------------------------------61 
VERSO UNA ORGANIZZAZIONE DECISIONALE CONCRETA E MISURABILE---------------------------------------62 

CAPITOLO 3: INFRASTRUTTURE, LEGGE OBIETTIVO E CIPE --------------------64 

PREMESSA --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------65 
IL CONTESTO ITALIANO LAPOLITICA INFRASTRUTTURALE PER EFFETTO DELLE DELIBERE CIPE ------66 
CRONISTORIA DELL’AVANZAMENTO PROGRAMMATICO-----------------------------------------------------------66 
OPERE RIENTRANTI NEL PIANO DELLE INFRASTRUTTURE STRATEGICHE AVVIATE E PERCENTUALE DI 
AVANZAMENTO PROGRAMMATICO -------------------------------------------------------------------------------------69 
OPERE RIENTRANTI NEL PIANO DELLE INFRASTRUTTURE STRATEGICHE OGGETTO DI DELIBERA CIPE-


 ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------79 
OPERE RIENTRANTI NEL PIANO DELLE INFRASTRUTTURE STRATEGICHE NON SOTTOPOSTE ANCORA AL 
CIPE ED IN CORSO DI ISTRUTTORIA PRESSO LA STRUTTURA TECNICA DI MISSIONE DEL DICASTERO 
DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI --------------------------------------------------------------------------86 

CAPITOLO 4: LA MANOVRA TRIENNALE, L’USO DEI FONDI FAS, LE 
RISORSE A DISPOSIZIONE---------------------------------------------------------------------96 

LA MANOVRA TRIENNALE: LE RISORSE A DISPOSIZIONE E LE ULTERIORI ESIGENZE ------------------------97 
ACCESSO AI CAPITALI PRIVATI ----------------------------------------------------------------------------------------100 
POSSIBILE ACCESSO AI CAPITALI PUBBLICI E COMUNITARI -----------------------------------------------------101 
IMPEGNI DEL DICASTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI COERENTI CON LE ATTUALI 
DISPONIBILITÀ FINANZIARIE -------------------------------------------------------------------------------------------103 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

INTERVENTI DEL FONDO INFRASTRUTTURE: QUADRO DI DETTAGLIO DELLA DELIBERA CIPE DEL 6 
MARZO 2009 ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------105 

CAPITOLO 5: LA PROGRAMMAZIONE COMPIUTA E LA NECESSITÀ DI UNA 
PROGRAMMAZIONE COMPLEMENTARE -----------------------------------------------120 

AGGIORNAMENTO OPERE INDICATE DALLA CONFERENZA UNIFICATA STATO REGIONI ATTRAVERSO 
L’ALLEGATO INFRASTRUTTURE AL DPEF 2009 2011 ------------------------------------------------------------121 
AGGIORNAMENTO DELLA DELIBERA DEL CIPE N. 121 DEL 2001 ----------------------------------------------125 
ELENCO OPERE APPROVATE DAL CIPE DAL 6 MARZO AL 30 GIUGNO 2009----------------------------------139 
REGIONI , “INTESE GENERALI QUADRO” E GLI AGGIORNAMENTI---------------------------------------------143 

Multiregionale 144 
Abruzzo 145 
Basilicata 147 
Calabria 149 
Campania 151 
Emilia Romagna 153 
Friuli Venezia Giulia 155 
Lazio 157 
Liguria 159 
Lombardia 161 
Marche 164 
Molise 165 
Piemonte 167 
Puglia 168 
Sardegna 170 
Sicilia 172 
Toscana 174 
Trentino Alto Adige 175 
Umbria 176 
Veneto 178 
Valle d’Aosta 181 

CAPITOLO 6: L’AVVIO DI UNA NUOVA POLITICA DELLE INFRASTRUTTURE E 
DEI TRASPORTI ----------------------------------------------------------------------------------182 

PREMESSA ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------183 

1. 
UNA NUOVA LETTURA DELLA PROGETTUALITÀ DELLA LEGGE OBIETTIVO --------------------------184 

2. 
LA LIBERALIZZAZIONE DELLA RETE FERROVIARIA--------------------------------------------------------186 

3. 
LA PREVENZIONE E IL CONTROLLO DEL TERRITORIO, LA SICUREZZA NEI LAVORI -----------------190 

4. 
LA MOBILITÀ NELL’URBANO: EMERGENZA GRAVE PER LA CRESCITA E LO SVILUPPO DEL PAESE ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
193 

5. 
UNA OFFERTA PORTUALE CAPACE DI INTERAGIRE DAVVERO CON LE RETI --------------------------196 

6. L’ ABBATTIMENTO DELLA INCIDENZA DEL COSTO DEL TRASPORTO E DELLA LOGISTICA SUL 
TRASPORTATO-------------------------------------------------------------------------------------------------------------206 

7. L’AVVIO CONCRETO DELLA REALIZZAZIONE DEI VALICHI FERROVIARI DEL FREJUS E DEL 
BRENNERO -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------207 

8. UNA PIENA INTERAZIONE TRA IL NUOVO ASSETTO DEGLI AMBITI PRODUTTIVI E LA OFFERTA 
TRASPORTISTICA SU FERRO E SU STRADA ---------------------------------------------------------------------------212 

9. LA IMPORTANZA DELLA LOGISTICA E L’AVVIO IMMEDIATO DI PARTENARIATO PUBBLICO 
PRIVATO PER GARANTIRE LA REALIZZAZIONE DI PIASTRE LOGISTICHE PORTUALI ED INTERPORTUALI.--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
214 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

10. UN NUOVO RAPPORTO CON IL MEZZOGIORNO--------------------------------------------------------------217 

11. LE EMERGENZE E LE AZIONI DA EFFETTUARE PRIORITARIAMENTE NELLE REGIONI --------------219 

12. IL NUOVO RUOLO DEL MEDITERRANEO ----------------------------------------------------------------------221 

13. UN NUOVO APPROCCIO TRA MOBILITÀ E SICUREZZA ------------------------------------------------------224 

14. LE AZIONI MIRATE NEL TRASPORTO AEREO-----------------------------------------------------------------231 

15. IL PIANO CASA -----------------------------------------------------------------------------------------------------234 

CAPITOLO 7: CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE ---------------------------------------236 

ALLEGATO 1: MONITORAGGIO: SCHEDE DEI PROGETTI DELIBERATI DAL 
CIPE --------------------------------------------------------------------------------------------------250 

INDICE SCHEDE 

Scheda 1: il quadro finora confermato della incisività strategica 15 
Scheda 2: Interventi emergenza terremoto Abruzzo 18 
Scheda 3: Interventi per ripristino edifici 20 
Scheda 4: Interventi per la messa in sicurezza degli edifici scolastici 28 

INDICE TABELLE 

Tabella 1: piastra Expo: Sintesi Stato dell’arte della programmazione 34 
Tabella 2: Corridoi europei: costo delle opere che interessano l’Italia 53 
Tabella 3: Conclusioni dell’Allegato Infrastrutture al DPEF 2009 2011 67 
Tabella 4: Opere avviate e completate 70 
Tabella 5: Avanzamento programmatico per opere avviate e famiglie di infrastrutture 77 
Tabella 6: Sintesi della copertura del Programma Infrastrutture Strategiche delibera CIPE 
10/2009 79 
Tabella 7: Stato dell’arte della programmazione: opere rientranti nel Programma 
Infrastrutture Strategiche deliberate dal CIPE 80 
Tabella 8: Stato dell’arte della programmazione: opere rientranti nel Programma 
Infrastrutture Strategiche in fase di preistruttoria al CIPE 86 
Tabella 9: FONTI IMPIEGHI SU ESIGENZE FINANZIARIE 2009 - 2011 97 
Tabella 10: FONTI IMPIEGHI SU ESIGENZE FINANZIARIE 2010 - 2012 98 
Tabella 11: INTERVENTI FONDO INFRASTRUTTURE QUADRO DI DETTAGLIO DELLA 
DELIBERA DEL 6 MARZO 2009 (DELIBERA CIPE 26 GIUGNO 2009) 106 
Tabella 12: INTERVENTI FONDO INFRASTRUTTURE QUADRO DI DETTAGLIO 
DELIBERA CIPE 6 MARZO 2009 112 
Tabella 13: Aggiornamento delle stato attuativo delle opere da avviare entro il 2013 121 
Tabella 14: La manovra Triennale 2009 - 2011 126 
Tabella 15: Opere di Legge Obiettivo Interventi approvate dal CIPE dal 06.03.2009 al 
26.06.2009 140 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Introduzione del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti 
Senatore Altero Matteoli 

Ultimamente, una critica rivolta all’azione programmatica attivata 
dalla Legge Obiettivo è stata quella che, con tale norma, si è preferito 
programmare a tempi brevi e non a tempi medi; una simile critica, però, 
deve essere rivolta anche al passato, dovremmo, cioè avere il coraggio di 
verificare nel medio termine passato quali sono state le azioni e gli 
interventi che questo Paese non ha fatto ed un analisi del genere, 
automaticamente, farebbe scoprire che fino al 2001, fino, cioè all’avvento 
della Legge Obiettivo, in particolare dal 1980 fino al 2001, cioè, in venti 
anni, nel nostro Paese gli investimenti infrastrutturali di rilievo non 
avevano superato i 14 miliardi di €; dal 2002 ad oggi, in soli cinque anni 

– cinque e non sette anni perché durante la passata Legislatura c’è 
stato un blocco di tutti gli interventi – siamo riusciti ad appaltare e a 
cantierare opere per circa 49 miliardi di €. 
Ed un simile risultato va proprio ricercato nelle varie componenti 
che caratterizzano la Legge Obiettivo, dallo strumento della Intesa 
Generale Quadro con le Regioni che ha reso possibile la definizione di un 
quadro organico di interventi e di priorità, all’Allegato Infrastrutture al 
Documento di Programmazione Economica e Finanziaria che ha 
consentito al Parlamento di conoscere davvero le scelte e le azioni del 
Governo nell’attuazione degli interventi, dalla Struttura Tecnica di 
Missione che è riuscita a raggiungere risultati inimmaginabili per la 
Pubblica Amministrazione, al rapporto con la Unione Europea che ha 
condiviso pienamente le nostre scelte quando abbiamo rivisitato il master 
plan comunitario. 

Quindi, ben disposti a migliorare se c’è da migliorare, ma non 
dimentichiamo, ripeto, non dimentichiamo i risultati raggiunti. 

Mi meravigliano anche le critiche sulla identificazione delle 
priorità e sul rapporto tra richieste regionali e risorse disponibili. Lo scorso 
anno volli che l’Allegato Infrastrutture al DPEF contenesse una vera 
discontinuità: non più elenchi di opere non supportate da un quadro 
finanziario certo; e dallo scorso anno il Piano di interventi identificato 
risponde ad un chiaro rapporto tra competenza e cassa. 

Anche chi denuncia una assenza di Pianificazione generale ed un 
adeguato coinvolgimento delle Regioni in una simile operazione, 
dimentica che le scelte di infrastrutturazione del Paese derivano da un 
Piano, il Piano generale dei Trasporti, concepito nel 1986 insieme alle 
Regioni e, però, fino al 2001, mai trasformato in atto compiuto. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Venendo agli indicatori che caratterizzano la manovra programmatica 
avviata nel 2001 possiamo verificare che essa è caratterizzata da 21 
famiglie di infrastrutture, da 158 infrastrutture strategiche, da 367 opere 
ad autonomia funzionale, che rappresentano un patrimonio complessivo 
di progetti, opere e cantieri che appartiene alla collettività, a tutti. 

Sempre nell’ambito del medesimo Programma su oltre 116,8 
miliardi di euro di opere deliberate dal CIPE, come detto prima 49 
miliardi costituiscono il valore delle opere appaltate e/o cantierate che 
hanno modificato non solo il panorama infrastrutturale italiano, ma anche 
il panorama delle regole, della programmazione in capo ai soggetti 
attuatori, della capacità di finanziamento ricorrendo, anche, a capitali 
privati. 

Con oltre 14 miliardi di euro assegnati a valere su fondi di 
Legge Obiettivo, nel periodo che va dal 2002 al 2008, e attraverso il 
ricorso a finanziamenti privati e ad altre disponibilità pubbliche, è stato 
possibile attivare gare per oltre 33 miliardi di euro. Da solo questo dato 
rimane illuminante per il ruolo di catalizzatore del processo connesso alla 
Legge Obiettivo. 

La manovra triennale, di cui si rende conto nelle pagine seguenti, 
esprime tutto il senso della precisa volontà del Governo di continuare 
sulla strada della infrastrutturazione organica del Paese, perché 
profondamente convinto che una simile scelta rappresenti la vera 
strategia d’uscita dal tunnel di tutte le crisi. 

La manovra triennale che il CIPE ha approvato nella seduta del 
26 giugno 2009 vale oltre 28 miliardi di euro, 28.218 milioni di euro, di 
cui oltre il 64 % di capitali privati, ed il 36% di capitali derivanti da 
Fonti FAS, Legge Obiettivo ed altre disponibilità pubbliche, nel pieno 
rispetto della destinazione dell’85% al Mezzogiorno. 

Questa manovra triennale, la prima inserita nel nuovo contesto 
federale, con la scomposizione reale delle competenze in capo al 
territorio e delle competenze in capo allo stato centrale, rappresenterà il 
vero salto culturale, rappresenterà una vera rivoluzione programmatica. 

Un Programma che avrà, giustamente, bisogno anche di indicatori 
qualitativi, in grado di misurare: 

x 
l’impatto, sulle economie dei territori, dell’accessibilità di uomini e 

merci ai mercati; 

x 
l’impatto dei processi di programmazione infrastrutturale, lo sforzo 

non solo finanziario ma soprattutto economico dei processi di 

programmazione; 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

l’uscita dal sottosviluppo economico del Mezzogiorno ma anche di 
ampie aree del Nord, l’uscita cioè dalla logica delle aree 
sottoutilizzate. 

Questa manovra triennale sono sicuro darà risposte chiare in 
merito ai criteri seguiti per la valutazione, selezione ed esecuzione del 
Programma delle Infrastrutture Strategiche. 

Sul tema della valutazione, le maggiori critiche, finora ricevute 
all’operato dei soggetti preposti all’attuazione della Legge Obietto, 
consistono nel sottolineare l’assenza di procedure di valutazione che 
garantiscano l’allocazione efficiente delle risorse tra i diversi impieghi e 
che questo rappresenti la causa principale della valutazione isolata dei 
progetti non inseriti all’interno di un piano programmatico che assuma a 
riferimento il territorio interessato dall’opera. 

Relativamente all’isolamento territoriale, le Intese Generali 
Quadro, corollario indispensabile alla declinazione in termini territoriali del 
Programma Infrastrutture Strategiche, sono state, fin dal 2001 lo 
strumento di programmazione privilegiato dal territorio per la 
realizzazione delle opere. Il portato territoriale, cioè le esigenze specifiche 
territoriali, la mancata attuazione nei fatti del Titolo V della Costituzione, 
sono alla base della convinzione di dare una spinta all’attuazione in 
senso federale della programmazione delle infrastrutture. 

Relativamente all’assenza di procedure di valutazione che 
garantiscano la bontà della scelta di politica economica di procedere o 
meno ad un investimento nella specifica infrastruttura, è appena il caso di 
sottolineare come il Programma Infrastrutture Strategiche che oggi 
conosciamo, è diretta emanazione della delibera 121 del 2001 del CIPE. 

Tale Delibera riassumeva i contenuti dei contratti di programma e 
dei piani programmi di investimento di singoli soggetti aggiudicatori, come 
Rete Ferroviaria Italiana, ANAS, Autorità portuali, Comuni , Interporti, 
Regioni, Società miste. Tutti strumenti filtrati da un Piano Generale dei 
Trasporti approvato nel 1986 e rimasto fino ad oggi unico riferimento 
strategico valido di politica e programmazione. Ed è la Legge Obiettivo 
che restituisce il potere della programmazione economica in capo al CIPE 
ed è proprio il CIPE che oggi fa da filtro e realizza nei fatti il processo 
programmatico del Paese. 

Sul tema della selezione delle opere, le critiche ricorrenti 
riguardano l’assenza di un processo organico di valutazione ed il rinvio a 
decisioni assunte sulla base di accordi tra amministrazioni. Questo 
rappresenterebbe la premessa logica di mancanza di priorità. 

Ridurre alla definizione generica di accordi tra le amministrazioni 
le Intese Generali Quadro, i Contratti di Programma, i programmi di 


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investimento di Organismi istituzionali preposti alla realizzazione delle 
infrastrutture, è abbastanza semplificativo. 

Nel 2001, l’inerzia programmatica che si trascinava in Italia a 
partire dal 1996, ultimo anno di aggiornamento del Piano Generale dei 
Trasporti, alcune scelte di politica economica connessa a vincoli di 
Maastricht sempre più stringenti sul lato degli investimenti di lungo 
periodo, forme più o meno consapevoli di liberalizzazione in alcuni settori, 
avevano trasformato i piani di investimento in una raccolta di idee, di 
progetti preliminari, di pochi progetti esecutivi. 

Questa situazione ha generato la necessità di operare scelte 
prioritarie sulla base della convinzione che esistessero 21 opere 
fondamentali inderogabili, per le quali la natura del progetto, la sua 
esecutività, la sua capacità ad immettere risorse economiche nel sistema, 
rappresentavano gli unici possibili criteri di selezione. 

Solo per fare un esempio: tra le 21 infrastrutture strategiche 
figuravano e figurano opere come Il Mo.SE, l’Autostrada Salerno Reggio 
Calabria, il Grande Raccordo Anulare di Roma, il Passante di Mestre, 
l’Asse AV/AC Torino Milano Brescia Verona Trieste, la metropolitana 
regionale Campana, gli Schemi idrici. Così come l’AV Milano Genova, il 
Valico del Brennero, la Strada Statale Jonica. 

Ad oggi alcune opere sono terminate e consegnate all’uso dei 
cittadini, altre registrano avanzamenti economici pari anche al 55% del 
proprio valore come il Mo.SE o al 65% come nel caso degli schemi idrici; 
alcune opere sono pronte per essere finanziate ed avviate ad esecuzione 
già in questa manovra triennale, altre hanno necessità di ulteriori fasi di 
programmazione. 

Questa è una misura dell’avanzamento del processo di 
programmazione complesso insito nella Legge Obiettivo, questa la 
migliore aspirazione di successo che potevamo pensare per la Legge 
Obiettivo. 

Sul tema della dimensione finanziaria non sufficientemente 
integrata nel processo decisionale, il che comporterebbe una 
sottovalutazione del vincolo finanziario, vorrei sottolineare come lo sforzo 
in termini di esborsi che lo Stato sostiene per la realizzazione degli 
investimenti e quindi l’impatto sulla finanza pubblica, relativamente alla 
destinazione di fondi di Legge Obiettivo nel periodo che va tra il 2001 ed il 
2008, ha sempre avuto la natura di limiti di impegno, cioè di impegni che 
diventano giuridicamente vincolanti con certezza di tempi e di impatti 
assolutamente conoscibili e programmabili, anche se, spesso, la relativa 
attivazione dei mutui si è rivelata non adeguata alle esigenze e pertanto 
anche in questo processo sarà opportuno introdurre misure più 
semplificative. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

A questo vorrei aggiungere come il finanziamento a fondo perduto 
che ha sempre caratterizzato l’investimento in infrastrutture ad interesse 
pubblico e collettivo è andato a favore di soggetti le cui capacità di 
pedaggiamento dipendono fortemente dal grado di liberalizzazione 
raggiunto nel settore e che, per molti di questi, sarebbe necessario 
ripensare ai diritti d’uso delle infrastrutture. 

Ci troviamo, cioè, sempre più spesso a finanziare sistemi di 
trasporto il cui sistema di regole non è definito in un insieme certo e che 
permette l’acquisizione delle rendite, laddove esistono, in capo ai 
soggetti attuatori, senza imporre, a questi ultimi, obblighi di 
rendicontazione anche in termini di rientro, anche se minimo, 
dell’investimento o dei costi a questo connessi. 

Se a questo si aggiunge che manca una contabilità regolatoria 
che possa far figurare i soli costi di “produzione“ di infrastrutture in 
maniera separata dai costi a questi connessi come l’impatto ambientale o 
l’inserimento dell’opera in un contesto territoriale di accordi, allora il 
quadro di incertezze finanziarie che emerge, non è un quadro connesso 
alla realizzazione della Legge Obiettivo, ma al complessivo sistema su 
cui si innesta la Legge Obiettivo. 

Per questo motivo, come ribadito in precedenza, sono convinto 
che sia necessario dare un impulso diverso al monitoraggio delle opere, 
un monitoraggio che deve diventare anche di tipo qualitativo e sul quale 
abbiamo basato la logica di questo Allegato Infrastrutture. 

Queste mie precisazioni testimoniamo la mia piena disponibilità a 
recepire tutte le critiche e ad accettare tutti i possibili contributi ma, al 
tempo stesso sono un assertore convinto che nella infrastrutturazione del 
Paese non possono pesare mai logiche di schieramento o pregiudizi 
ideologici. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Premessa 


Lo scorso anno durante la redazione dell’Allegato Infrastrutture al 
Documento di Programmazione Economica e Finanziaria i riferimenti 
economici più accreditati, quelli cioè del Fondo Monetario Internazionale, 
dell’OCSE, della Banca Centrale Europea fornivano per il 2009 un 
contenimento della crescita del PIL sia della Unione Europea, sia del 
nostro Paese. Un contenimento che vedeva l’Unione Europea attestarsi 
per il 2009 intorno al 2 – 2,4% e l’Italia intorno all1 – 1,2%. 

L’errore previsionale, almeno per il nostro Paese è stato di 6 punti 
percentuali; abbiamo cioè assistito al più grande fallimento previsionale 
della cultura economica occidentale. 

Molti si chiederanno la causa della stigmatizzazione di un simile 
evento, e, quindi, si chiederanno per quale motivo in una Premessa di un 
Documento tecnico come l’Allegato Infrastrutture, si debba ricordare 
qualcosa che è più legato ad eventi della finanza e della economia. Il 
motivo è molto semplice: il comparto delle infrastrutture e dei trasporti, 
come abbiamo avuto modo di ribadire nell’Allegato Infrastrutture dello 
scorso anno, è il comparto che più di altri subisce i vantaggi e glisvantaggi di una crescita o di un blocco del PIL. È il comparto talmente 
dipendente dalla validità delle previsioni da entrare in crisi quando queste 
non producono i fenomeni evolutivi preannunciati. 

È sufficiente ricordare che il Master Plan dell’Unione Europea e le 
azioni connesse alla Strategia di Lisbona si basavano su tassi di crescita 
del PIL pari a 3% annuo, per sottolineare come su questa dimensione 
europea si innesti l’errore previsionale, cioè lo scarto tra quanto si è 
verificato nella pratica e la crescita prevista del sistema economico 
italiano, per riconsiderare come mutato lo scenario macroeconomico nel 
quale è necessario ricondurre le variabili decisionali connesse alla fase di 
programmazione delle infrastrutture. Variabili decisionali che devono 
essere connesse alla coesione economica e sociale nel rispetto delle 
esigenze territoriali di sviluppo economico. L’efficiente gestione delle 
risorse pubbliche a queste associate rappresenta il fulcro dell’Allegato 
Infrastrutture al DPEF 2010 – 2013. 

Questa scelta è dettata non tanto dall’utilizzo dei Fondi Aree 
Sottoutilizzate (FAS) a integrazione del sostegno delle esigenze di 
infrastrutturazione del Paese quanto dalla necessità di dare continuità 
programmatica ed operativa ad un processo di programmazione 
economica, finanziaria, fisica, regolatoria e territoriale del programma 
delle infrastrutture strategiche e dei suoi impatti sul tessuto produttivo ed 
economico. Diventa così obbiettivo portante di questo Documento il 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

tentativo di aumentare e, una volta aumentate, stabilizzare le dinamiche 
economiche rallentate dalla recente crisi finanziaria. 

Entrando nel merito della scelta delle opere della Legge 
Obiettivo è utile precisare che la Legge non nasce per risolvere solo 
alcune emergenze presenti nella offerta infrastrutturale; non ci sarebbe 
stato bisogno di una nuova Legge perché già esiste la Legge 225/1992 
che è mirata proprio a risolvere le varie emergenze. La Legge Obiettivo 
invece prevede un Programma da definire d’intesa con le Regioni per 
superare non delle emergenze ma una sola emergenza quella del Paese. 

Quindi molti sottovalutano la grande forza strategica e 
programmatica della Legge Obiettivo e si preoccupano di misurare il 
numero delle opere o la dimensione economica della operazione 
dimenticando se la sommatoria delle opere risponda o meno al 
superamento di una emergenza Paese che in più sedi è stata 
abbondantemente misurata. 

La pesante responsabilità dell’Allegato Infrastrutture di 
questo anno consiste nella consapevolezza che ciò che 
caratterizzerà il bilancio della fine della attuale Legislatura sarà ciò 
che abbiamo definito oggi, che abbiamo progettato oggi, che 
abbiamo cantierato oggi. 

Per questo motivo l’Allegato Infrastrutture di quest’anno 
affronta, in modo particolare, delle tematiche su cui sarà 
necessario definire, proprio entro il 2010, un preciso quadro di 
azioni, si tratta di aree tematiche su cui è necessario un approccio 
più mirato di quello portato avanti nel primo anno di Legislatura. 

Struttura del Documento 

Intendiamo articolare il documento di questo anno nelle seguenti 4 
aree programmatiche: 

x 
Opere rientranti nel Piano delle Infrastrutture Strategiche 
avviate e percentuale di avanzamento programmatico. 

x 
Opere rientranti nel Piano delle Infrastrutture Strategiche di 
cui si dispone solo della apposita delibera del CIPE. 

x 
Opere rientranti nel Piano delle Infrastrutture Strategiche non 
sottoposte ancora al CIPE ed in corso di istruttoria presso la 
Struttura Tecnica di Missione del Dicastero delle Infrastrutture 
e dei Trasporti. 

x 
Opere proposte dalle Regioni ed inserite nelle Intese Generali 
Quadro. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Questa non è una articolazione descrittiva e formale ma contiene 
anche una precisa esigenza: distinguere ciò che programmaticamente 
è ormai avviato e su cui è solo necessario monitorare la evoluzione 
e l’avanzamento delle opere da ciò che, invece, è nella fase 
istruttoria e da ciò che, infine, è ancora nella fase della proposta 
programmatica. 

In realtà prende corpo quest’anno una vera discontinuità 
concettuale dell’azione programmatica avviata dalla Legge Obiettivo nel 
2001. 

Solo oggi ci stiamo rendendo conto che quel quadro di progetti, 
quella elencazione di opere (da molti criticata perché sommatoria di 
interventi e non di priorità) è invece stata capace di caratterizzarsi 
come il primo Piano organico di rilancio infrastrutturale del Paese. 

Solo oggi stiamo apprezzando e comprendendo che le 
priorità non sono riconducibili ad un elenco di opere ma di finalità. 

Solo oggi stiamo apprezzando una grammatica che ha ridato 
ruolo strategico allo Stato e, contestualmente, ha reso possibile, 
attraverso lo strumento della Intesa Generale Quadro, un confronto che 
dal 1983, anno di avvio del Piano Generale dei Trasporti, era rimasto 
legato solo ai Programmi ed alle Leggi settoriali quali il Piano Triennale 
dell’ANAS, il Contratto di Programma delle Ferrovie dello Stato, la Legge 
211/92 per le reti metropolitane, la Legge 84/94 per la portualità, ecc. 

Ma, oggi, siamo anche in grado di rispondere a coloro che sia nel 
2001, sia in questi 8 anni di attuazione della Legge Obiettivo, avevano 
ritenuto, come detto prima, il Piano privo di priorità. 

Ebbene se esaminiamo le opere approvate dal CIPE ci rendiamo 
conto che rispondono tutte ad una difendibilissima essenzialità strategica. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Infatti: 

Scheda 1: il quadro finora confermato della incisività strategica 

Difesa Laguna di 
Venezia 
.. Mo. SE. 
Reti ferroviarie x 
Asse AV Torino – Milano – Verona – Venezia 
– Trieste 
.. Asse Pontremolese 
x 
Valico del Brennero 
x 
Valico del Frejus 
x 
Valico del Sempione 
x 
Valico dei Giovi 
Reti stradali .. Pedemontana lombarda 
.. Pedemontana veneta 
.. BreBeMi 
x 
Tangenziale Est di Milano 
.. Autostrada CISA 
x 
Asse autostradale Livorno – Civitavecchia 
x 
Raccordo anulare di Roma 
x 
Asse autostradale Roma – Latina – Formia 
x 
Asse autostradale Salerno – Reggio Calabria 
x 
Asse autostradale Palermo – Messina 
x 
Quadrilatero Umbria – Marche 
Reti metropolitane x 
Linea C di Roma 
x 
Linee M4, M1, M2, M5 di Milano 
x 
Linea metropolitana di Palermo 
x 
Linea metropolitana di Catania 
x 
Metropolitana regionale campana 
x 
Metropolitana di Torino 
Piastre logistiche x 
Piastra logistica nel porto di Taranto 
x 
Piastra logistica nel porto di Trieste 
Collegamento 
stabile continente – 
Sicilia 
x 
Ponte sullo Stretto 
Schemi idrici x 
Invasi e reti idriche nel Mezzogiorno 

Mai queste opere sarebbero state programmate contestualmente, 
mai queste opere sarebbero state progettate contestualmente, mai 
avrebbero potuto produrre un convincimento diffuso sulla loro specifica 
essenzialità e sulla intrinseca valenza sovraregionale e, nella maggior 
parte dei casi, sovranazionale. 

Oggi, quindi, occorre distinguere tra le opere che, come veniva 
detto prima, sono ormai avviate a concreta realizzazione da quelle per le 
quali è necessario un vero controllo, un monitoraggio tutto particolare. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Lo sforzo programmatico, la vera attenzione va, quindi, rivolta a: 
x 
Il nuovo tunnel del Frejus sull’asse Torino – Lione. 
x 
Il nuovo tunnel ferroviario del Brennero lungo il Corridoio Berlino – 
Palermo. 
x 
Il Terzo Valico dei Giovi lungo il Corridoio Rotterdam – Genova. 
x 
Le opere connesse con l’EXPO 2015. 
x 
Le reti metropolitane della città di Roma. 
x 
L’asse autostradale Salerno – Reggio Calabria. 
x 
Il Ponte sullo Stretto di Messina. 
x 
La componente tecnologica del Mo.S.E. 
x 
I nodi intermodali configurati come HUB di Taranto e di Trieste. 
x 
Le sette Piastre Logistiche così come definite nell’Allegato 
Infrastrutture dello scorso anno. 
Monitorare questi interventi non significa riconoscerne una 

posizione di rilievo all’interno della organica operazione di 
infrastrutturazione, significa, invece, misurare, da subito, la certezza delle 
scadenze e, soprattutto, la coerente interazione tra volontà decisionale 
espressa in sede CIPE e attuazione concreta di tale volontà. 

Un’attenzione tutta particolare, come si avrà modo di ribadire in 
altre parti dell’Allegato, è stata riposta su quattro aree tematiche che 
impongono un approccio tutto particolare: il Mezzogiorno, l’Emergenza 
Abruzzo, il Piano Energetico e l’EXPO 2015. 

IL MEZZOGIORNO 

Una azione coerente, anche con quanto detto nell’Allegato 
Infrastrutture dello scorso anno, è la integrale analisi delle azioni attivate 
nel Mezzogiorno del Paese. Lo scorso anno l’impegno assunto era quello 
di dare compiutezza ad una serie di interventi entro il 2012. Un obiettivo 
che anche se difficile va perseguito a tutti i costi. 

La Legge Obiettivo ha sempre avuto una attenzione particolare 
nei confronti del Mezzogiorno, a partire dalla delibera 121 del 2001. 
Consapevole della necessità di intervenire con azioni specifiche in quelle 
aree che al 2001 erano regioni ad obiettivo 1, lo Stato centrale si faceva 
carico della destinazione di almeno il 30% delle risorse del Programma 
proprio nelle aree del Mezzogiorno. 

Questa logica si è dimostrata coerente con le immediate esigenze 
infrastrutturali ma poco coerente con una visione di ampio respiro quale 
quella connessa alla Legge Obiettivo. Infatti, oggi, pur in presenza di un 
pieno impegno di disponibilità finanziarie su progetti avviati con la Legge 
Obiettivo, si registra ancora una sorta d ritardo programmatico delle 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

azioni dei singoli soggetti aggiudicatori, che propongono in maniera 
inerziale alcuni piani. 

Da questo punto di vista, la Legge Obiettivo ed il suo sistema di 
procedure non riesce a correggere distorsioni preesistenti del sistema 
soprattutto perché non è stata messa in grado di recepire innovazioni dei 
contratti di programma dei soggetti attuatori, dei piani di investimento e 
delle attività di programmazione. 

Nel Mezzogiorno, in particolare, l’attenzione, in questo processo di 
monitoraggio, andrà riposta su un doppio ordine di interventi:uno di tipo 
programmatico, coordinando ed imponendo l’aggiornamento nell’area dei 
piani di investimento , l’altro di tipo più operativo, attribuendo risorse: 

x 
al riassetto della rete metropolitana campana; 

x 
alle reti metropolitane di Palermo e di Catania; 

x 
ai nodi urbani di Bari e di Palermo; 

x 
al sistema viario sardo (completamento funzionale dell’asse 

stradale “Carlo Felice”); 

x 
al sistema viario calabrese e lucano (Autostrada Salerno – Reggio 

Calabria e Strada Statale 106); 

x 
al collegamento autostradale Termoli – San Vittore; 

x 
al sistema viario siciliano (asse Agrigento – Caltanisetta, Catania – 

Siracusa e “Ragusana”); 

x 
alle piastre logistiche di Augusta, Cagliari, Gioia Tauro, Taranto e 

Brindisi. 

L’EMERGENZA ABRUZZO 

Un approccio tutto particolare riteniamo di seguire nei confronti 
della Regione Abruzzo: l’evento sismico impone, infatti, non solo azioni 
mirate ma anche un coordinamento continuo e sistematico con la 
Regione. 

Tale nuovo approccio è testimoniato dall’Atto Aggiuntivo alla 
Intesa Generale Quadro sottoscritto con la Regione il 28 maggio 2009 e 
che si ritiene opportuno riportare nel presente documento in modo da 
rafforzarne la incisività strategica e programmatica. 
L’Atto Aggiuntivo affronta cinque aree tematica: 

.. sistema stradale; 

x 
sistema ferroviario; 

.. sistema portuale; 

.. sistema aeroportuale; 

.. schemi idrici. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Scheda 2: Interventi emergenza terremoto Abruzzo 

Aree tematiche Interventi Importoin milioni di € 
Sistema stradale Strada Statale n° 652 "di Fondo Valle Sangro 
Strada Statale n°17 "dell' Appennino Abruzzese ed 
160 
Appuro -Sannitico " variante sud all'abitato di l’aquila 40 
Strada Statle n° 81 "Piceno Aprutina" 7 
Strada Statale n°80 "Del Gran Sasso D'Italia" 
S.S. n° 260 "Picente" dorsale amatrice - Montereale 
64 
- L'aquila. 45 
Strada Statale .261 SUBEQUANA L’Aquila – Molino Aterno 70 
Strada Statale 690 «Avezzano Sora» 300 
Pedemontana Abruzzo – Marche 
Strada a scorrimento veloce variante s.s. 16 
500 
circonvallazione di Vasto – San Salvo 
Strada a scorrimento veloce Lanciano -Val di Sangro 
con collegamento al casello autostradale a14 di 
110 
Lanciano. 100 
Strada 16 «adriatica» 400 
Interventi per l’intermodalità ed il potenziamento del 
trasporto pubblico locale su gomma. 10 
Sistema ferroviario Miglioramento dell’esercizio ferroviario sulla linea 
ferroviaria attuale Pescara – Roma 100 
Velocizzazione Tratta ferroviaria Pescara - Roma. 2.000 
Nuova tratta ferroviaria L’Aquila – Tagliacozzo 730 
Sistema portuale Progetto di Completamento del Porto di Ortona 
Situazione attuale 
96 
Sistema aeroportuale Adeguamento e messa a norma dell'Aeroporto 
d'Abruzzo - Aeroporto di Pescara. 6,5 
Schemi idrici Rischio da frana e erosione di versanti 
a) programma di riduzione del rischio per i comuni 
con popolazione superiore ai 10.000 mila 
abitanti 
b) programma di riduzione del rischio per i comuni 
con popolazione inferiore ai 10.000 mila abitanti 
c) programma di riduzione del rischio per le 
infrastrutture lineari 
Mitigazione del rischio idraulico dei bacini 
330 
idrografici 
Gestione integrata delle acque destinate ad usi 
210 
umani e plurimi 913 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Questo quadro di interventi subirà un monitoraggio sistematico 
tutto particolare in quanto legato a scadenze temporali imposte 
dall’azione mirata che il Commissario di Governo, nella persona del 
Presidente della Regione Abruzzo, ha già definito. 

Allo stato, dopo solo tre mesi dal tragico evento, il Provveditorato 
alle Opere Pubbliche del Dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha 
effettuato e portato avanti le seguenti attività, sempre nel rispetto del 
Decreto Legge n. 39/2009. In tale provvedimento, tra l’altro è previsto un 
apposito sistema di monitoraggio in corso di definizione mirato non solo 
all’immediata azione di ricostruzione ma, anche, al rilancio delle attività 
produttive del territorio attraverso il coinvolgimento dell’imprenditoria 
locale e attraverso l’attenta attività di controllo esercitata dall’Organo di 
Alta Sorveglianza di concerto con il Ministero degli Interni e gli altri organi 
competenti. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Scheda 3: Interventi per ripristino edifici 

A) Edificio danneggiato riparabile in breve 
B) Edificio danneggiato riparabile a lungo 
C) Edificio da ricollocare 
D) Edificio da demolire 

A B C D Stima 
preliminare 
Tempi 
previsti 
Stato di 
fatto 
Importo in 
€ 

Prefettura .. 
.. 
25.000.000 4 anni Crollato 

Comando Regionale Guardia di 
Finanza 
Palazzo principale e ampliamento - Via 
Paolucci snc 
.. 
4.900.000 18 mesi Agibile in 
parte 

Comando Provinciale Guardia di 
Finanza 
3.600.000 
Piazzetta della Commenda n. 4 
· Uffici 
. 
2.700.000 11 mesi Inagibile 
· Alloggi 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

· Muro di sostegno 
. 
900.000 3 mesi Agibile 

Motorizzazione Civile 5.460.000 
Via Campo di Pile 
· Zona revisioni 
. 
. 
2.660.000 1 anno Inagibile 
· Zona uffici 
. 
2.800.000 1 anno Inagibile 

Palazzo Uffici 4.500.000 
Via San Bernardino, 25 
Uffici Provveditorato, Uffici Regione e 
Assessorato Lavori Pubblici 
. 
2.700.000 18 mesi Inagibile 
Uffici Corte dei Conti 
. 
1.800.000 18 mesi Inagibile 

Questura Via Strinella n. 2 
. 
3.500.000 18 mesi Inagibile 

Comando Provinciale Corpo Forestale 
-Via Duca degli Abruzzi 
. 
.. 
4.900.000 30 mesi Inagibile 

Comando Regionale Corpo Forestale - 
Strada Vicinale Cappuccini Gignano 
. 
1.100.000 7 mesi Agibile 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Comando Provinciale CC 
Via B.Cesidio 
1.900.000 
Palazzo Alloggi n. 1 
. 
1.050.000 8 mesi Inagibile 
Altri edifici 
. 
850.000 4 mesi Agibile in 
parte 

Uffici Finanziari Villa Gioia - Via 
Filomusi Guelfi 
. 
. 
4.900.000 10 mesi Inagibile 

Uffici Finanziari Direzione Regionale 
Corso Federico II° 
. 
. 
3.800.000 18 mesi Inagibile 
Uffici Finanziari Agenzia Territorio -
Via Filomusi Guelfi . 
2.800.000 18 mesi Inagibile 

Casa Circon.le Caserma Agenti -
Loc. Costarelle Coppito (AQ) 
. 
1.800.000 7 mesi Inagibile 

Convento San Domenico - Piazza 
Angioino 
. 
1.200.000 6 mesi Agibile 

Basilica-Conv.to S. Bernardino - Via S. 
Bernardino 
. 
20.000.000 4 anni Inagibile 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Caserma CC. S. Demetrio (AQ) 
. 
2.300.000 2 anni Inagibile - 
Nuova 
Caserma 

Caserma CC. G. Sicoli (AQ) 
. 
2.300.000 2 anni Inagibile - 
Nuova 
Caserma 

Altre Caserme CC 
A) Provincia di L'Aquila : 
Caserma CC.Arischia • 5 mesi Agibile 
Caserma CC.Assergi • 5 mesi Agibile 
Caserma CC.Avezzano • 5 mesi Agibile 
Caserma CC. Barisciano • 5 mesi Agibile 
Caserma CC. Cagnano Amiterno • 5 mesi Agibile 
Caserma CC. Calascio • 5 mesi Agibile 
Caserma CC. Campotosto • 5 mesi Agibile 
Caserma CC. Capistrello • 5 mesi Agibile 
Caserma CC. Castel del Monte • 5 mesi Agibile 
Caserma CC. Castelvecchio Subequo • 5 mesi Agibile 
Caserma CC. Celano • 5 mesi Agibile 
Caserma CC. Collarmele • 5 mesi Agibile 
Caserma CC. Fontecchio • 5 mesi Agibile 
Caserma CC. Lucoli • 5 mesi Agibile 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Caserma CC. Montereale • 5 mesi Agibile 
Caserma CC. Navelli • 5 mesi Agibile 
Caserma CC. Ortucchio • 5 mesi Agibile 
Caserma CC. Paganica • 5 mesi Agibile 
Caserma CC. Pizzoli • 5 mesi Agibile 
Caserma CC. Sassa • 5 mesi Inagibile 
Caserma CC. Sulmona • 5 mesi Agibile 
Caserma CC. Tornimparte • 5 mesi Agibile 
Totale n. 22 stazioni 4.000.000 

B) Provincia di Pescara 
Caserma CC. Civitella Casanova • 4 mesi Agibile 
Caserma CFS Pescara Montebello di 
Bertona 
• 2 mesi Agibile 
Totale n. 2 stazioni 200.000 

C) Provincia di Chieti 
Comando Regione CC • 10 mesi Agibile 
Via B. Croce 
Caserma CC. Miglianico • 4 mesi Inagibile 
relativamente 
all'alloggio di 
servizio 
Totale Comando e Stazione 1.000.000 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

C) Provincia di Teramo 
Caserma CC Roseto Degli Abruzzi • 500.000 4 mesi Agibile 

Immobili militari 20.920.000 
Caserma De Amicis (sede CME Abruzzo) 
Piazza S. Bernardino - L'Aquila 
• 6.000.000 3 anni Inagibile 
Caserma Rossi (9°rgt Alpini) Via A. De 
Gasperi - L'Aquila 
• • 3.500.000 1 anno Parzialmente 
inagibile 
Caserma Pasquali di L’Aquila S. S. 80 • • 5.400.000 2 anni Parzialmente 
inagibile 
Caserma Campomizzi L’Aquila S.S. 80 • 280.000 5 mesi Agibile 
Alloggi Via Filomusi Guelfi di L’Aquila • • 4.900.000 Inagibile 
Alloggi Via De Gasperi di L’Aquila • 400.000 4 mesi Inagibile 
Alloggi S.S.80 di L’Aquila • 70.000 2 mesi Agibile 
Alloggi Via Acquasanta - L'Aquila • 70.000 2 mesi Agibile 
Alloggi Via Pescara 73 di L’Aquila • 140.000 Agibile 
Caserma Battisti Sulmona (AQ) v. Mazzini • 70.000 2 mesi Agibile 
Pratola Peligna (AQ) - Depomuni 
Via del tratturo 
• 40.000 1 mese Parzialmente 
inagibile 
Roccaraso (AQ) – Base logistica • 20.000 1 mese Agibile 
Chieti Caserma “Bucciante” • 30.000 1 mese Agibile 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Comando Provinciale VV. F. 
. 
. 
7.000.000 3 anni Inagibile 
Via Pescara - L'Aquila 

Ispettorato Interregionale VV.F. 
Uffici camerate servizi ed autorimessa - 
S.P.30 di Coppito - L'Aquila 
. 
3.500.000 1 anno Agibile in 
parte 

Comando Scuola Ispettori e 
Soprintendenti della Guardia di 
Finanza-Via Fiamme Gialle - L'Aquila 
. 
6.000.000 2 anni Agibile 
Inps Sede Reg.le via Giardini -
L'Aquila . 
5.000.000 3 anni Inagibile 

Inps Sede Prov v.le Rendina - L'Aquila 
. 
3.500.000 3 anni Inagibile 

Alloggi demaniali Provv OO.PP. e 
magazzino Via Pile - L'Aquila 
. 
1.400.000 18 mesi Inagibile 

Altre Caserme CFS Provincia 
dell’Aquila (area sisma) 
. 
2.100.000 4 mesi 
cadauno 
Agibili in 
parte 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Edifici in Provincia di Teramo 3.500.000 
Osservatorio Astronomico - Via Mentore 
Magini Collurania 
. 
Inagibile 
Comando Prov.le GdF - Via Tom di 
Paolantonio 
. 
Agibile 
Uffici Finanziari e Tesoro - Largo 
Madonna delle Grazie 
. 
Agibile 
Prefettura - Via Vinciguerra / Via C. 
Battisti 
. 
Agibile 
Poste Italiane - Via Carlo Forti 
. 
Agibile 
Questura Polizia Stradale - Viale Bovio 
. 
Agibile 
Comando Prov.le VV.F - Via Diaz 
. 
Agibile 

TOTALE COMPLESSIVO 152.580.000 



 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Scheda 4: Interventi per la messa in sicurezza degli edifici scolastici 

STIMA DEI FABBISOGNI PER LA MESSA IN SICUREZZA DEGLI EDIFICI SCOLASTICI COLPITI DAL 
SISMA DEL 6 . 4 2009 
A) EDIFICI SCOLASTICI UBICATI NEL “CRATERE” 
ENTI PROPRIETARI IMPORTO 
COMUNI DELLA PROVINCIA DI L’AQUILA 62.972.000,00 
COMUNI DELLA PROVINCIA DI PESCARA 690.000,00 
COMUNI DELLA PROVINCIA DI TERAMO 120.000,00 
AMMINISTARZIONE PROVINCIALE DI L’AQUILA 80.864.900,00 
AMMINISTARZIONE PROVINCIALE DI TERAMO 160.000,00 
TOTALE A) 144.806.900,00 
B) EDIFICI SCOLASTICI UBICATI FUORI DAL “CRATERE” 
ENTI PROPRIETARI IMPORTO 
COMUNI DI TUTTE LE PROVINCIE 30.600.000,00 
AMMINISTARZIONE PROVINCIALE DI L’AQUILA 45.873.050,00 
AMMINISTARZIONE PROVINCIALE DI PESCARA 1.600.000,00 
AMMINISTARZIONE PROVINCIALE DI TERAMO 3.541.500,00 
TOTALE B) 81.614.550,00 
TOTALE GENERALE (A + B) 226.421.460,00 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

IL NUOVO PIANO ENERGETICO NAZIONALE 

Con l’Allegato Infrastrutture al DPEF si vuole ribadire ancora una 
volta la rilevanza strategica della politica energetica per la crescita e lo 
sviluppo del Paese. 

La politica energetica produce risultati solo se pensata e definita 
con un anticipo di almeno 15 – 20 anni e ciò comporta una elevata carica 
di lungimiranza ed una forte coscienza e consapevolezza della 
obsolescenza delle idee, del rischio cioè di programmare e prevedere un 
futuro già vecchio, addirittura, nella fase progettuale. 

Questa assurda miopia vede oggi il nostro Paese succube della 
politica lungimirante degli altri Paesi della Unione Europea, vede il nostro 
Paese legato alla politica dei prezzi energetici imposti da altri Paesi, 
vede, sempre più, allontanare il nostro Paese da un mercato paritetico in 
quanto incapace di essere competitivo nei costi della produzione. 

L’incidenza del trasporto sulla bilancia energetica supera ormai il 
40% e tale dato impone un immediato approccio responsabile finalizzato 
alla ottimizzazione dell’uso delle varie modalità di trasporto. 

In realtà le opere legate alla infrastrutturazione energetica del 
Paese sono già all’interno del Piano Decennale delle Infrastrutture 
Strategiche e quindi godono delle procedure della Legge Obiettivo. Ciò 
che manca è, invece, un atto programmatorio capace di superare veti e 
vincoli burocratici che hanno praticamente bloccato ogni intervento in 
questi ultimi sette anni (esempio classico: la centrale di Civitavecchia). 

Un simile strumento pianificatorio dovrebbe contenere anche 
azioni mirate al contenimento energetico nel comparto trasporti. 

Dovrebbe, in realtà sfruttare la unica ricchezza energetica certa di 
cui disponiamo: una ricchezza legata al contenimento ed alla 
ottimizzazione dei consumi. 

Ebbene, dobbiamo ammetterlo, il rapporto tra sistema trasporti e 
sistema energetico rimane ancora insoluto nel nostro Paese. 

In realtà “bruciare” carburante, per un Paese totalmente 
dipendente in campo di risorse energetiche, è sicuramente uno dei 
paradossi più indecifrabili del nostro sistema economico. 

Per questo motivo, come evidenziato in più occasioni dal 
Dicastero dello Sviluppo Economico, si intende intraprendere, almeno per 
quanto concerne il sistema dei trasporti e della logistica, una serie di 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

azioni mirate proprio alla ottimizzazione dell’intero ciclo della 
movimentazione. 
A titolo d’esempio, come già evidenziato nell’Allegato 

Infrastrutture al DPEF dello scorso anno, sarà opportuno che: 

Le Ferrovie dello Stato producano un crash programme mirato a 
trasferire, sugli assi ferroviari di lunga percorrenza, una rilevante 
quantità di merci oggi su strada. Sugli assi ferroviari come Reggio 
Calabria – Bologna – Milano – Europa; Reggio Calabria – Roma – 
Genova – Torino – Europa; Lecce – Bari – Bologna – Europa è 
possibile aggregare una rilevante quota di merci oggi gravitante, 
sempre su tali assi, ma su strada. In proposito è sufficiente il 
confronto del costo dell’energia tra un treno blocco, una bettolina 
con spintore ed un autoarticolato: 

costo dell’energia per una percorrenza di 400 Km 

Treno 
blocco 
Bettolina con 
spintore 
Autoarticolato 
Unità trasportate 
numero 
40 60 1 
Peso per unità in tonn. 20 22 20 
Totale peso trasportato 800 1300 20 
Potenza del veicolo KW 6.000 1100 360 
Chilometri percorsi per 
ora 
60 15 60 
Tempo impiegato 6 ore e 
40 minuti 
26 ore e 40 
minuti 
6 ore e 40 minuti 
Energia consumata KW 
h 
39.960 29.334 2.331 
Valorizzazione costo 
energetico € 3.996 3.840 157,2 
Costo energia per 1 
tonnellata € 4,995 2,954 7,860 

Differenza di costo per tonnellata/Km 
Tra autotrasporto e treno blocco 
2,865 € 
Differenza di costo per tonnellata/Km 
Tra treno e nave 
2,04 € 
Differenza di costo per tonnellata/Km 
Tra autotrasporto e nave 
4,91 € 



 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

x 
Le grandi aziende produttrici di auto, di materiali ferrosi, di prodotti 
dell’edilizia (cemento, calce, inerti, ecc.), cioè le aziende che 
producono ed affidano a terzi la movimentazione di merci 
(congeniali al trasporto su ferrovia), prospettino un quadro di 
esigenze di vettori ferroviari capaci di garantire la movimentazione 
sistematica di un volume di merci ben identificato. 
x 
Le grandi aziende di produzione del comparto food che 
giornalmente generano un volume di traffico, sia per la lunga che 
per la breve percorrenza, pari al 30% del volume globale, redigano 
un piano di ottimizzazione del processo di movimentazione mirato 
alla riduzione, almeno fino alla soglia del 30%, del carico a vuoto. 
x 
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di intesa con la 
Consulta dell’Autotrasporto, con il supporto dell’A.N.A.S. e delle 
Società concessionarie di reti autostradali, istituisca un apposito 
“portale” per fornire indicazioni mirate alla ottimizzazione dei flussi 
lungo le arterie principali. 
x 
Le Amministrazioni di 12 aree metropolitane producano un 
apposito piano che ottimizzi la distribuzione delle merci all’interno 
dell’area metropolitana. 
Per poter attuare una politica di autonomia energetica 

occorre, quindi, agire nel settore dei trasporti con l’eliminazione 
delle congestioni stradali e autostradali, attraverso il rilancio della 
ferrovia e dell’alta velocità, mediante la promozione dell’uso dei 
trasporti pubblici nelle città ed infine tramite il potenziamento del 
trasporto marittimo. 

Tutto questo testimonia da solo quanto sia forte la tensione e la 
attenzione del Dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti a questa che 
è, a tutti gli effetti, la emergenza primaria del nostro Paese. 

Il fatto che l’energia sia l’elemento propulsore di tutte le attività 
moderne, la creazione di un suo mercato interno viene considerata da 
tutte le istituzioni comunitarie elemento essenziale per il rafforzamento 
della competitività globale dell’intera economia dell’Unione Europea. 

Se finora, ogni Stato ha attuato singolarmente una politica 
energetica, tenendo unicamente conto delle proprie esigenze, oggi è 
necessario e non più procrastinabile attivare una strategia comune in 
questo settore, perché solo parlando con una unica voce sulla scena 
internazionale, l’Europa potrà far fronte alla crescita della domanda, ai 
prezzi elevati dell’energia, alla crescente dipendenza dalle importazioni e 
dal cambiamento climatico. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

A tal fine, è opportuno individuare e potenziare le infrastrutture 
prioritarie per la sicurezza dell’approvvigionamento (compresi i gasdotti, 
gli oleodotti e i terminal Gas Naturale Liquefatto) e delle azioni che ne 
assicurino la realizzazione. 

La crescente dipendenza dell’Europa dalle importazioni di petrolio 
e di gas naturale rende cruciale la sfida infrastrutturale, sia dal lato delle 
importazione, sia della produzione. 

Occorre che l'Europa investa: 
x 
x 
in nuovi gasdotti e nel potenziamento di quelli esistenti, così come 
sono essenziali nuovi terminali Gas Naturalmente Liquefatto (GNL); 
in tecnologia da parte dei Paesi produttori, che non devono limitarsi 
allo sfruttamento della rendita di posizione derivante dal controllo 
delle riserve. 
Ma per soddisfare i futuri bisogni energetici e per sostituire le 

infrastrutture obsolete, sempre secondo la Commissione Europea, entro il 
2026 gli Stati membri dovranno fare un investimento di circa 600 miliardi 
di Euro. 

Un investimento che non possiamo rinviare; un obiettivo che vede 
la stessa Banca Europea per gli Investimenti (BEI) direttamente 
interessata e convinta della essenzialità di una simile operazione, della 
essenzialità della espansione sia delle reti transeuropee (TEN-T) di 
trasporto, sia delle reti di energia (TEN-E). 

In fondo si vuole ripetere, per le reti energetiche, la stessa 
esperienza seguita nella definizione e nell’attuazione delle reti TEN - T 
relative al comparto dei trasporti. 

Ci sono voluti, per le reti di trasporto, quasi vent’anni per passare 
da una sommatoria di segmenti paneuropei in una rete integrata come 
quella definita nel 2004 e che oggi, finalmente si sta attuando. 

Questi Corridoi plurimodali (strade, ferrovie, vie d’acqua) integrati 
con i nodi portuali, interportuali ed aeroportuali collegheranno tutti gli Stati 
membri sia tra loro, sia con i Paesi limitrofi. 

Attualmente è in corso un lavoro di rivisitazione di tali assi, sarà 
bene che si tenga conto della interazione di tali reti con tutti gli altri 
sistemi infrastrutturali e tra queste sarà bene inserire le reti energetiche. 

L’Europa quindi svolge un ruolo chiave, un ruolo che se costruito 
in modo organico, produrrà vantaggi misurabili sia nella sicurezza 
dell’approvvigionamento, sia nell’abbassamento dei prezzi. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Va attuata, dunque, una politica energetica nazionale coerente 
con i nuovi indirizzi europei e, contestualmente, andrà supportata, sia a 
scala nazionale che comunitaria, la attività di ricerca scientifica e di 
innovazione tecnologica; la ricerca diventa, infatti, nel comparto 
energetico, il vero elemento capace di annullare il grave rischio della 
obsolescenza delle idee, della obsolescenza delle intuizioni 
ingegneristiche e gestionali. 

L’EXPO 2015 

È un evento che essendo legato ad una scadenza precisa impone 
un riferimento continuo al cronoprogramma definito ormai, in modo 
definitivo, dal Commissario Straordinario delegato dal Governo per 
l’attuazione dell’EXPO 2015. 

Un evento strategico non solo per il ruolo del nostro Paese a scala 
mondiale ma per le ricadute che il rilevante volume di presenze e di 
interessi produrrà nell’area milanese e nell’intero territorio nazionale. 

Il ruolo della offerta dei servizi di trasporto diventa quindi la 
condizione portante per il successo dell’evento e per il superamento di 
vincoli all’accesso sia dell’area espositiva, sia dell’intero sistema 
territoriale interessato indirettamente ed indirettamente dall’evento. 

Per questo motivo si è ritenuto opportuno dedicare in questo 
Allegato Infrastrutture un preciso riferimento alle opere che, attraverso la 
Legge Obiettivo, danno certezza di investimento, danno certezza di 
cantierizzazione, danno certezza di completamento nei tempi e nelle 
scadenze definite nel sopra richiamato cronoprogramma. 

Questo approccio denuncia chiaramente non solo la tensione e 
l’attenzione del Dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti per un simile 
evento ma, anche, la piena coscienza che il rispetto dei tempi e degli 
impegni per raggiungere un simile risultato non ammette gratuiti 
trasferimenti di responsabilità. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse

Tabella 1: piastra Expo: Sintesi Stato dell’arte della programmazione

OPERE INFRASTRUTTURALI EXPO 2015 TAVOLO LOMBARDIASOGGETTOATTUATORE 
Comune diMilano 
Prov. DiMilano 
CAL (conc.
Pedemontana)
Comune diMilano 
CAL (conc.
Bre.Be.Mi.) 
Comune diMilano 
Comune diMilano 
ULTIMAZIONELAVORI 
giu - 2012 
mag - 2012 
set - 2014 
fine 2013 
1° sem. 2013 
set - 2014 
set - 2014 
AVVIO 
LAVORI 
in corso 
mar - 2010 
mar - 2010 
1° trim. 2010 
22 lug - 2009 
dic - 2009 
dic - 2009 
DATAAPPROVAZIONE 
PROGETTODEFINITIVOAL CIPE 
feb - 2008 
nov - 2008 
lug - 2009 
mar - 2008 
giu - 2009 
ott - 2009 
ott - 2009 
LIVELLOPROGETTUALE 
ESECUTIVO 
DEFINITIVO 
DEFINITIVO 
*
DEFINITIVO 
DEFINITIVO 
DEFINITIVO 
FI NANZ I AM E 
NTI ENTI 
LO CAL I 
84,0 
8,0 
70,0 
FI NANZ I AM E 
NTI PRIVATI 
209,0 
2555,0 
9,0 
1611,0 
RI SO RSE DA 
REPERI RE DA 
ENTI LO CALI 
185,0 
130,0 
DALLO 
STATO 
RI SO RSE DA 
REPERI RE 
RI SO RSE DA 
REPERI RE DA 
PRI VATI 
185,0 
130,0 
RI SO RSE DA 
REPERI RE 
NEL 
COM PLESSO 
0,0 
0,0 
0,0 
0,0 
0,0 
370,0 
260,0 
FI NANZ I AM E 
NT I 
DI SPO NI BI LI 
( STATO) 
264,0 
20,0 
1245,0 
127,0 
540,0 
397,0 
CO STO 
557,0 
28,0 
3800,0 
206,0 
1611,0 
910,0 
657,0 
I NTERVENTO 
Linea M5 Nuova 
linea 
metropolitana Bignami Garibaldi 
Interconnessione N-S SS11 Autostrada 
MI - TO (str.
gamma) 
PedemontanaEstensionelineametropolitana M1 aMonza 
Bettola 
Bre.Be.Mi. 
Linea M4 Nuova 
linea 
metropolitana Policlinico- Linate 
Linea M5 Nuova 
linea 
metropolitan 
1234567 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

a Garibaldi San 
Siro 
8 
Potenziame 
nto della 
linea Rho - 
Gallarate I 
Lotto 292,0 292,0 0,0 DEFINITIVO ott - 2009 gen - 2011 set - 2014 RFI 
9 
Raccordo Y 
a Busto 
Arsizio tra le 
linee RFI e 
FNM per la 
connessione 
tra la 
stazione RFI 
di Rho e 
Malpensa 
Aeroporto 90,0 90,0 0,0 PRELIMINARE dic - 2009 gen - 2011 set - 2014 RFI 
10 
Linea M4 Nuova 
linea 
metropolitan 
a 
Lorenteggio 
- Policlinico 789,0 240,0 199,0 199,0 350,0 DEFINITIVO feb - 2010 1° sem. 2010 2014 
Comune di 
Milano 
11 
Lavori su SS 
233 
Varesina tratto 
Nord 13,0 0,0 13,0 PRELIMINARE mag - 2010 gen - 2011 dic - 2012 
Prov. Di 
Milano 
12 
Tangenziale 
Est esterna 
di Milano 1742,0 0,0 1742,0 PRELIMINARE giu - 2010 gen - 2011 fine 2014 CAL 
13 
Estensione 
linea ferr. 
Terminal 1 e 
Terminal 2 
Aeroporto 
Malpensa 140,0 0,0 140,0 140,0 PRELIMINARE mag - 2010 feb - 2011 set - 2014 FNM 
14 
Collegament 
o SS 33 e 
SS 11 
20,0 0,0 20,0 FATTIBILITA' set - 2010 2° sem. 2010 set - 2012 
Comune di 
Milano 
15 
Parcheggi ( 
P1 - P2 - P3 
- P4 - Nuovi 71,4 0,0 0,0 71,4 FATTIBILITA' -gen 
- 2010 apr -2014 
Expo Milano 
2015 S.p.A. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

parcheggi 
per bus e 
navette est 
ed ovest) 
16 
Strada 
provinciale 
46 Rho Monza 
273,0 232,0 41,0 41,0 PRELIMINARE set - 2010 mar - 2012 set - 2014 
ANAS tramite 
concess.Auto 
str. 
17 
Lavori su SS 
233 
Varesina tratto 
Sud 200,0 200,0 200,0 FATTIBILITA' dic - 2010 ago - 2011 set - 2014 
Prov. Di 
Milano 
18 
Linea M6 Nuovo 
collegament 
o 
metropolitan 
a tra le 
stazioni 
Cadorna, 
Missori e 
S.Sofia 870,7 480,8 480,8 269,7 120,2 FATTIBILITA' 1° sem. 2010 fine 2010 fine 2014 
Expo Milano 
2015 S.p.A. 
19 
Potenziame 
nto della 
linea Rho - 
Gallarate II 
Lotto 180,0 180,0 180,0 PRELIMINARE 1° trim. 2010 fine 2010 fine 2014 RFI 
20 
Adeguament 
o rampa 
Tangenziale 
Ovest Autostrada 
dei Laghi 5,0 5,0 5,0 FATTIBILITA' giu - 2011 dic - 2012 set - 2014 
ANAS tramite 
concess.Auto 
str. 
TOTALE 12455,1 3447,0 1875,8 560,0 1000,8 315,0 6487,1 645,2 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

CAPITOLO 1: Il bilancio del primo anno di Legislatura 



 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

L’Allegato Infrastrutture di quest’anno rappresenta l’occasione per 
fare un bilancio delle attività che il Dicastero delle Infrastrutture e dei 
Trasporti è riuscito ad attivare ed, in alcuni casi, a rendere operative e 
delle iniziative e dei progetti che intende attivare nel prossimo anno. 

Di seguito vengono elencati i vari interventi, le varie azioni in 
modo sintetico perché la esposizione dettagliata è stata in alcuni casi già 
esposta nelle indicazioni programmatiche del precedente Allegato 
Infrastrutture o nella esposizione dell’attuale Allegato. 

ATTIVITÀ SVOLTE 

x 
La conclusione dell’iter approvativo della nuova organizzazione del 
Dicastero unico delle Infrastrutture e dei Trasporti. 

x 
Il superamento, con apposita norma, della crisi nel comparto delle 
costruzioni legato alla esplosione dei prezzi di alcuni materiali da 
costruzione. 

x 
Lo sblocco delle opere della Legge Obiettivo, dopo due anni di 
stasi. Al 30 giugno 2009 il CIPE ha approvato già interventi per 8 
miliardi di €, tra cui 800 milioni di € per i lavori del Mo.SE, 3.800 
milioni di € per la realizzazione della tratta autostradale Cecina – 
Civitavecchia, 1.600 milioni di € per la BreBeMi, 540 milioni di € per 
una tratta della Salerno – Reggio Calabria, 800 milioni di € per 
l’Agrigento – Caltanisetta, 234 milioni di € per una prima tratta 
dell’asse ferroviario Pontremolese. 

x 
La ricomposizione del rapporto con il territorio per la realizzazione 
del nuovo asse ferroviario Torino – Lione e affidamento 
dell’incarico per il nuovo progetto condiviso. 

x 
Riforma della normativa sugli appalti pubblici (attraverso il terzo 
decreto correttivo al Codice dei Contratti), con semplificazione della 
gara per la finanza di progetto e superamento della procedura di 
infrazione comunitaria. 

x 
Istituzione della figura dei nuovi commissari straordinari con poteri 
effettivi di sblocco delle infrastrutture prioritarie. 

x 
Riforma della normativa sulle concessioni autostradali e 
conseguente superamento della procedura d’infrazione 
comunitaria. 

x 
Superamento della procedura d’infrazione comunitaria per 
l’autostrada BreBeMi e conseguente cantierizzazione 
dell’intervento. 

x 
Accordo italo – francese per il finanziamento e la realizzazione del 
nuovo Tunnel stradale di Tenda e per la messa in sicurezza del 
Tunnel attuale, il cui bando è stato già approvato. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

x 
Avvio del tunnel pilota del valico ferroviario del Brennero e 
sottoscrizione con Austria e Germania del Memorandum Of 
Understanding che definisce un preciso cronoprogramma delle 
azioni e degli impegni reciproci dei singoli Stati per dare avvio 
concreto dei lavori. 

x 
Approvazione, da parte del CIPE, del tunnel di sicurezza del valico 
stradale del Frejus e attivazione del bando di gara. 

x 
Apertura al traffico del Passante di Mestre. Un segmento chiave del 
Corridoio 5; un segmento che bloccava la fluidità del Corridoio con 
blocchi di oltre tre ore. 

x 
La garanzia della copertura finanziaria degli investimenti relativi alle 
opere dell’EXPO attraverso la Delibera del CIPE del 26 giugno 
2009. 

x 
Il superamento del complesso e grave contenzioso nel vasto ed 
articolato comparto del trasporto pubblico locale. 

x 
Lo sblocco dei Contratti di Servizio tra Regioni e Ferrovie dello 
Stato, per il prossimo triennio, relativi al trasporto regionale con un 
impegno dello Stato di 1.440 milioni di €. 

x 
Il mantenimento dei servizi di trasporto ferroviari legati alla media e 
lunga percorrenza per un valore di 330 milioni di €. 

x 
L’assegnazione di risorse per investimenti nel comparto ferroviario 
per 960 milioni di € attraverso la Legge 2/2009. 

x 
L’adozione di misure, sia normative sia finanziarie, nella manovra 
finanziaria dell’estate 2008, volte ad evitare il blocco dei servizi 
dell’autotrasporto ed a superare le gravi difficoltà indotte 
dall’impennata dei prezzi dei prodotti petroliferi. 

x 
L’avvio della soluzione dei problemi connessi alla riattivazione dei 
contratti con i General Contractor per la realizzazione delle tratte 
AV Milano – Genova, Milano – Verona e Verona – Padova. 

x 
Sottoscrizione con la BEI di un Accordo per l’accesso ad una linea 
di credito di 15 miliardi di € per le opere previste nel Programma 
delle Infrastrutture Strategiche della Legge Obiettivo. 

x 
La Giornata Europea del Mare svolta a Roma alla presenza del 
Presidente Barroso, del Vice Presidente Tajani, del Commissario 
Borg e di molti Ministri dei Trasporti della Unione Europea e dei 
Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. 

x 
Conclusione delle attività dei 20 Programmi nazionali Urban Italia 

L. 388/2000 che hanno riguardato le politiche urbane integrate. 
x 
Conclusione delle attività dei 10 Programmi Comunitari Urban II e 
dei Programmi Interreg IIIB - Cadses, Spazio Alpino e Interreg IIIC 
volti alla cooperazione internazionale. 

x 
La Campagna per la Sicurezza Stradale partita il I° luglio 2009 
finalizzata a promuovere la cultura della sicurezza nella 
circolazione stradale. 

x 
Completamento del processo di attivazione e propulsione delle 
attività dell’agenzia Nazionale per la Sicurezza ferroviaria” 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

x 
Il Piano Casa le cui caratteristiche e finalità sono descritte 
all’interno del presente Documento. 

x 
Il Piano dell’edilizia scolastica, prodotto insieme al Ministero della 
Istruzione, della Università e della Ricerca, che ha, in base alla 
delibera del CIPE del 18 dicembre 2008 e del 6 marzo 2009, una 
disponibilità rispettivamente di circa 110 milioni di €(contributi 
quindicennali per rifinanziamento art. 80 comma 21 della legge 
289/2002) e di un 1 miliardo di € all’interno del quale è già stato 
definito dal CIPE nella seduta del 26 giugno 2009 un piano di circa 
225 milioni di euro destinato agli interventi di ricostruzione 
dell’edilizia scolastica nell’area del terremoto dell’Aquila. 

x 
Il Piano dell’Edilizia Carceraria redatto insieme al Dicastero della 
Giustizia e che dispone di un volano di 200 milioni di € assegnati 
dal CIPE nella seduta del 6 marzo 2009. 

x 
Piano per opere medio piccole individuate dai Provveditori del 
Dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti e previsto nel quadro 
degli interventi approvato dal CIPE nella seduta del 26 giugno 
2009. 

x 
Riattivazione delle procedure per la realizzazione del Ponte sullo 
Stretto di Messina, attraverso la riapprovazione del progetto ai fini 
del mantenimento dei vincoli espropriativi, avvio delle procedure 
tese alla risoluzione del contenzioso con il General Contractor 
aggiudicatario dell’intervento e identificazione di un contributo 
pubblico di 1.300 milioni di €. 

x 
Sottoscrizione di sette Atti Aggiuntivi alle Intese Generali Quadro 
con le Regioni Piemonte, Umbria, Emilia Romagna, Sardegna, 
Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Campania. Tali Atti contengono, in 
modo dettagliato, gli impegni reciproci dello Stato e delle Regioni 
nella copertura finanziaria delle opere della Legge Obiettivo. 

x 
Il superamento della grave crisi ALITALIA. Una crisi che se non 
risolta, in tempi contenuti, avrebbe prodotto danni irreversibili al 
sistema nazionale della offerta di trasporto aereo. 

x 
La delicata gestione della privatizzazione della Società Tirrenia; 
una operazione ancora in corso ma che si ritiene abbia già 
imboccato un itinerario corretto e risolutore. 

x 
La gestione, attraverso il Provveditorato alle opere pubbliche del 
Dicastero, della emergenza terremoto in Abruzzo attraverso la 
identificazione degli edifici pubblici e parapubblici ed il contestuale 
avvio delle operazioni di ristrutturazione e di costruzione per un 
primo volano di circa 150 milioni di € e, come detto prima, di circa 
220 milioni di € per l’edilizia scolastica. 

x 
La definizione del Contratto di Programma dell’ANAS approvato dal 
CIPE nella seduta del 26 giugno 2009. 

x 
La definizione del Contratto di Programma con le Ferrovie dello 
Stato; Contratto che sarà inoltrato al CIPE entro il mese di luglio 
2009. 

x 
La Definizione del Contratto di Programma e di Servizio dell’ENAV. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

x 
Protocolli di Intesa, Accordi e Memorandum of Understanding 
sottoscritti con la Polonia, la Germania, la Turchia, l’Egitto, la Libia, 
il Cile, l’Uruguay ed il Venezuela mirati alla attuazione di 
collaborazioni nel comparto dei trasporti, delle infrastrutture e delle 
tecnologie avanzate. 

x 
Sottoscrizione del Protocollo di intesa tra la Svizzera, la Germania, 
l’Olanda e la Francia per il Terzo Valico dei Giovi lungo il Corridoio 
24 Rotterdam – Genova. 

x 
La sostanziale chiusura del Programma Operativo Nazionale 
(PON) Trasporti 2000/2006 cofinanziato per il 50% dall’Unione 
Europea (fondi FESR) e per il 50% da fondi nazionali (fondo di 
rotazione ex Legge 183/87), che ha indirizzato un investimento 
complessivo di 4,5 miliardi di Euro allo sviluppo del sistema 
infrastrutturale e di trasporto delle Regioni “Obiettivo 1” (Basilicata, 
Campania, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia), con il 
conseguimento dell’obiettivo di spesa al 100% della dotazione 
finanziaria del programma medesimo. 

x 
L’effettivo avvio in termini di spesa del Programma Operativo 
Nazionale (PON) “Reti e mobilità” 2007/2013, cofinanziato per il 
50% dall’Unione Europea (fondi FESR) e per il 50% da fondi 
nazionali (fondo di rotazione ex l. 183/87) che prevede, nell’arco 
temporale dei prossimi 6 anni, un investimento complessivo di 2,7 
miliardi di Euro destinati allo sviluppo del sistema logistico delle 
regioni “Convergenza” (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia). Per il 
mese di dicembre 2009 è prevista la prima rendicontazione di 
spese effettuate per un ammontare pari a 163,6 milioni di Euro che 
consentirà al programma di non incorrere nel meccanismo di 
definanziamento previsto dalla normativa comunitaria. 

x 
Il finanziamento degli interventi, di cui al Decreto Interministeriale 
infrastrutture-Beni e attività culturali concernente l’utilizzo della 
quota del 3% degli stanziamenti previsti per le infrastrutture ai fini 
della tutela dei beni e delle attività culturali. Per quanto riguarda la 
programmazione 2008, a seguito dell’istruttoria condotta con il 
supporto di ARCUS S.p.A., sono stati approvati 68 progetti per un 
importo complessivo di 50,378 milioni di Euro. 

x 
La emanazione di 150 pareri emessi dal Consiglio superiore dei 
Lavori Pubblici. 

x 
Svolgimento di alta consulenza tecnica del Consiglio Superiore dei 
Lavori Pubblici nell’ambito del piano di monitoraggio degli edifici 
scolastici, finalizzato a prevenire e fronteggiare eventuali situazioni 
di rischio connesse alla vulnerabilità di elementi anche non 
strutturali, individuato nell’atto di intesa sancita dalla Conferenza 
Unificata con provvedimento del 28.1.2009. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

x 
Attività delle Commissioni permanenti, insediate in seno al 
Consiglio superiore dei Lavori Pubblici, concernenti i seguenti 
settori: 

- 
Commissione Interministeriale per la realizzazione dell’Istituto 
Universitario Europeo di Firenze, di cui alla legge 23.12.1972, 
n. 920; 
- 
Commissione di studio per la soluzione dei problemi derivanti 
dall’applicazione della normativa tecnica di cui all’art.1 della 
legge 13/1989 per l’abbattimento delle barriere architettoniche, 
nonché per l’esame e l’elaborazione delle proposte di 
aggiornamento e modifica delle stesse norme; 
- 
Commissione di cui all’art.4 comma 2 del D.L.gs 264/2006, 
recante “Attuazione della direttiva 2004/54/CEE in materia di 
sicurezza per le gallerie della rete stradale transeuropea”; 
- 
Commissione sicurezza per le gallerie ferroviarie, per le 
finalità di cui all.art. 8 del Decreto interministeriale n. 2916 del 
28.10.2005; 
- 
Delegazione italiana della Commissione tecnica di 
sorveglianza italo -francese sul Lago di Moncenisio. 
x 
Promozione dello sviluppo della navigazione marittima e interna 
incoraggiando il progresso tecnico nella pianificazione, 
progettazione, costruzione, gestione e manutenzione dei porti 
commerciali ed industriali e delle vie navigabili, attraverso la 
Sezione Italiana della Associazione Internazionale di Navigazione 
“PIANC Italia”. 

ATTIVITÀ PROGRAMMATE 

x 
Il Disegno di Legge di riforma del sistema portuale. 

x 
Il Disegno di Legge di riforma del Codice della Strada e 
provvedimenti connessi per la sicurezza stradale. 

x 
Schema di regolamento attuativo del codice dei contratti (d. leg.vo 

163/2006). 

x 
Schema di regolamento per il volo da diporto e sportivo. 

x 
Nuovo protocollo di intesa con il comparto degli Autotrasportatori. 

x 
La rivisitazione funzionale dell’ANAS. 

x 
La rivisitazione funzionale delle Ferrovie dello Stato. 

x 
La rivisitazione dell’ENAC. 

x 
La rivisitazione dell’ENAV. 

x 
La rivisitazione delle funzioni ed il rilancio del ruolo del Consiglio 

Superiore dei Lavori Pubblici. 

x 
Nuova disciplina attività di noleggio con conducente e taxi. 

x 
L’inoltro al CIPE di tutti gli interventi compresi nel Programma 

approvato dal CIPE nella seduta del 26 giugno 2006. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

x 
Sottoscrizione, entro il mese di settembre 2009, dei 13 Atti 
Aggiuntivi alle Intese Generali Quadro ancora non sottoscritti. 

x 
Definizione del Piano della offerta aeroportuale del Paese. 

x 
Definizione di un Crash Program delle sette Piastre Logistiche 
definite nell’Allegato Infrastrutture dello scorso anno. 

x 
Avvio concreto del Piano Casa nel rispetto di quanto definito nel 
DPCM. 

x 
Conferenza sulla rivisitazione delle reti TEN e sulla interazione tra 
le reti TEN ed il Mediterraneo organizzata dal Dicastero delle 
Infrastrutture e dei Trasporti con la Unione Europea ed estesa ai 
Paesi che si affacciano sul Mediterraneo a Napoli nell’autunno 
2009. 

x 
Prosecuzione dell’attuazione del PON “Reti e mobilità” 2007/2013 
per le regioni Obiettivo Convergenza. Per il mese di dicembre 2010 
è previsto il raggiungimento di un ammontare dell’ investimento pari 
a 540 milioni di Euro (cumulato 2009-2010). 

x 
Avvio del Piano di Comunicazione del PON “Reti e mobilità” 
2007/2013 rivolto a sensibilizzare gli operatori del trasporto e della 
logistica e l’opinione pubblica rispetto alle opportunità di sviluppo 
generate dagli investimenti del Programma Operativo (2,7 miliardi 
di Euro nei prossimi 6 anni) cofinanziati dall’Unione Europea. 

x 
Il completamento dell’istruttoria relativa all’annualità 2009 ed il 
successivo finanziamento, per un importo previsto di circa 100 
milioni di Euro, degli interventi di cui al Decreto Interministeriale 
infrastrutture-Beni e attività culturali concernente l’utilizzo della 
quota del 3% degli stanziamenti previsti per le infrastrutture ai fini 
della tutela e degli interventi in favore dei beni e delle attività 
culturali (ARCUS). 

x 
Avvio delle opere di ricostruzione degli edifici pubblici ubicati nella 
Provincia dell’Aquila. 

x 
Attività centrale di promozione di nuovi strumenti finanziari e nuovi 
modelli di partenariato pubblico-privato a favore delle città per la 
promozione delle politiche urbane e territoriali sostenibili. 

x 
Interventi a favore del processo di strutturazione del settore 
dell’autotrasporto di merci, ai fini di una maggiore crescita 
imprenditoriale, e dell’affermarsi di una più matura mentalità 
logistica, attraverso due linee di azione. La prima, potenziando 
l’attività dell’istituendo fondo di garanzia sul credito delle piccole e 
medie imprese, sulle quali poggia in massima parte il sistema 
trasportistico del Paese, in modo da favorire il superamento della 
difficile fase congiunturale ed il rilancio economico; la seconda, 
stimolando tutto il comparto ad investire per lo sviluppo logistico e 
la crescita strutturale e professionale delle imprese. 

x 
Partecipazione ai programmi comunitari 2007/13 per i progetti, in 
corso di pubblicazione, sulle politiche di sviluppo economico e 
sociale del territorio e sulle politiche di settore per le infrastrutture, 
previa determinazione di un apposito fondo rotativo. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

x 
Avvio delle attività di coordinamento, monitaraggio, circuiti 
finanziari e controlli sui Programmi comunitari Espon 2007/13 e 
Urbact II; istituzione del Working group di supporto alla 
“Ricostruzione di L’Aquila” promosso nell’ambito del Programma 
per lo scambio di esperienze tra città europee – Urbact II. 

x 
Supporto del Consiglio superiore dei lavori pubblici alle analisi 
ricognitive e conoscitive degli edifici demaniali e delle infrastrutture 
stradali, autostradali e ferroviarie in ordine ai dissesti subiti, alle 
tecniche costruttive, alla normazione sismica e tecnica vigente 
all’epoca della loro progettazione, costruzione e collaudazione 
statica, nonché monitoraggio della correlazione tra i dissesti 
registrati ed il quadro di formazione tecnica all’epoca vigente. 

x 
Attuazione, da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici, del 

D.M. n. 329 del 12.2.2009 che dispone che i progetti, relativi alle 
opere da realizzare da parte dell’ANAS e delle Concessionarie 
autostradali, siano sottoposti a valutazione tecnico-economica del 
Consiglio superiore dei lavori pubblici. 
x 
L’avvio concreto, da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici 
delle seguenti ulteriori importanti attività: 

- 
Collaborazione con il Dipartimento per la cooperazione allo 
sviluppo del Ministero degli affari esteri. 
- 
Istituzione di una Commissione interministeriale in materia di 
difesa delle coste. 
- 
Rapporti tecnici con l’Ambasciata della Repubblica di Costa 
d’Avorio. 
- 
Rapporti istituzionali con il Conseil General de l’Environnement 
et du Dével oppement durable (CGEDD). 
- 
Rapporti istituzionali con l’agenzia governativa spagnola 
“Puertos del Estado”. 
- 
Commissione di studio sugli effetti della marea meteorologica 
nei riguardi della operatività dei porti. 
x 
Il ripristino e l’aggiornamento del Progetto Idroviario Padano – 
Veneto previsto dal Piano Generale dei Trasporti e supportato da 
una apposita Legge (380/90). Il Governo intende dare concreta 
attuazione ad una rete che con i suoi 990 Km rappresenta una 
ricchezza trasportistica determinante all’interno di un ambito 
territoriale dove si movimenta circa il 60% della intera 
movimentazione merci del Paese. D’altra parte non possiamo 
sottovalutare un dato: nel 2004 il trasporto complessivo su tutta 
la rete è stato di circa 3 milioni di tonnellate. Se entriamo poi nel 
merito delle merci movimentate scopriamo che queste sono 
tipologicamente congeniali al trasporto idroviario; trattasi, infatti, di 
olio combustibile, GPL, prodotti chimici, materiali ferrosi, sfarinati, 
cereali e inerti; una filiera merceologica che, in tal modo, verrebbe 
sottratta alla strada. Dare adeguati supporti infrastrutturali agli 
attuali porti di Cremona, Mantova, Rovigo, identificare nuove 
possibili piastre intermodali e costruire, in prospettiva, un 
importante porto merci in prossimità dell’area milanese, adeguare 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

idraulicamente la rete, supportare e rinnovare la flotta, diventano gli 
obiettivi chiave della fase operativa che si intende avviare entro il 
2010. 
Un articolato sistema di norme, quali in particolare: 


- 
Misure urgenti per agevolare lo sviluppo del trasporto 
ferroviario (ferrobonus). 
- 
Proroga degli incentivi al trasporto combinato terra-mare di cui 
alla legge n. 265 del 2002 (ecobonus autostrade del mare). 
- 
Completamento dell’autonomia delle Autorità portuali. 
- 
Fiscalizzazione degli oneri sociali per le imprese portuali. 
- 
Sgravi previdenziali per il cabotaggio minore. 
- 
Riduzione delle accise sui prodotti energetici per i mezzi 
utilizzati elusivamente in aree portuali. 
- 
Consolidamento, in via strutturale, dell’indennità di mancato 
avviamento per i lavoratori portuali temporanei delle imprese-
agenzie ex art. 17 legge n. 84/94. 
- 
Determinazione delle modalità applicative dell’ICI con riguardo 
ai beni del demanio marittimo portuale in concessione. 
- 
Esclusione del carattere di “redditi di natura fondiaria” con 
riguardo ai canoni delle concessioni dei beni demaniali 
marittimi amministrati dalle autorità portuali. 

 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

CAPITOLO 2: Quadro di riferimento e di cambiamenti in 


atto 

 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

La dominanza dei vecchi vincoli 

In un contesto italiano caratterizzato da vecchi vincoli come la 
insufficiente dotazione infrastrutturale, la monomodalità e la congestione, 
il primo grave elemento che ha sconvolto questo comparto chiave 
dell’economia del nostro Paese e della Unione Europea, è stato proprio 
quello legato al crollo della fiducia nei riferimenti classici che 
caratterizzavano da sempre i Piani previsionali . 

In passato già altre volte sia all’interno del nostro Paese, sia a 
scala comunitaria, i dati previsionali erano stati sconfessati ma il margine 
di errore non aveva mai superato i due punti percentuali e, soprattutto, 
mai si era commesso un errore ancora più sostanziale: non prevedere 
una fase recessiva. 

La mancata previsione, quindi, di una fase recessiva, ha, 
immediatamente, prodotto, nel campo finanziario, una vera paura nei 
confronti del mercato e nel campo della produzione, nel campo dei 
consumi e dei processi logistici delle merci e delle persone, facendo 
registrare una vera involuzione, un tragico blocco. 

È emerso così un processo di aspettative negative: l’accesso 
alle risorse da parte dei privati è diventato difficile non tanto per il tasso 
d’interesse quanto per lo spread posto dai vari Istituti Finanziari; l’accesso 
alle risorse per il pubblico è diventato impossibile perché, 
automaticamente, in assenza di crescita del PIL l’indebitamento pubblico 
non solo grava in modo più pesante sui limiti di Maastricht, ma pone 
i settori oggetto di intervento pubblico in palese concorrenza tra di 
loro per l’accesso a finanziamenti pubblici. 

Nel comparto dei trasporti e della logistica abbiamo assistito ad un 
fenomeno tutto particolare: fino ad un anno fa la movimentazione delle 
merci su strada, e quindi oltre l’80% della intera movimentazione, era 
caratterizzata da un aumento sempre più crescente dei veicoli/Km ed una 
diminuzione sempre più preoccupante delle tonnellate/Km. In realtà il 
sistema si stava sempre più abituando al carico a vuoto perché, anche 
con poco carico, riusciva a fare margine e faceva margine solo 
rispondendo, in tempi certi e contenuti, alle esigenze della domanda. 

Questa congiuntura si è innestata su un processo di cambiamento 
strutturale che riguarda l’elasticità del PIL rispetto al bene di consumo 
“mobilità”: l’elasticità rispetto al PIL del trend di consumo del bene 
mobilità in Europa ha avuto, tra il 1990 ed il 2005, un andamento che fino 
al 2000 poteva considerarsi equivalente per il settore passeggeri ed il 
settore merci, indicando un rapporto quasi pari all’unità, pari a 0,90. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Tra il 2001 ed il 2005, complice anche l’allargamento dell’Unione 
Europea e quindi l’ampliamento dello spazio economico europeo che ha 
generato più viaggi per distanze maggiori, i valori di elasticità della 
domanda di trasporto passeggeri e della domanda di trasporto merci, si 
sono differenziati: mentre l’elasticità della domanda di trasporto 
passeggeri rimane di poco sotto l’unità, quella di trasporto merci è pari a 
quasi una volta e mezzo il PIL. 
Intanto, secondo Eurostat, il peso economico della sola fornitura di 
servizi di trasporto in Europa, senza considerare l’impatto derivante dalle 
attività di costruzione delle infrastrutture, impiega il 4,2% della forza 
lavoro e contribuisce per il 4,3% al PIL 

Questo dato spiega, in parte, i motivi della crescita del 
trasporto merci in una fase di crisi finanziaria, che, se non 
adeguatamente supportata da politiche economiche di settore, 
rischia di far prevalere politiche economiche regressive. 

Solo per fare qualche esempio, l’assenza di una politica della 
logistica con l’affidamento al solo just in time dei processi di 
ottimizzazione dei costi di trasporto, ha raggiunto livelli tanto spinti per cui 
il blocco solo preannunciato degli autotrasportatori produce una 
immediata crisi nella catena di produzione di industrie come la FIAT. 

Ebbene questa abitudine o meglio questo tipo di rapporto tra 
produzione, distribuzione, logistica si è praticamente rotto. Ci siamo, in 
poco tempo, in pochi mesi abituati tanto alla logica dello stoccaggio da 
essere disposti ad una vera rivisitazione della catena e delle catene della 
produzione. Questa grave abitudine sarà pericolosissima quando 
ricomincerà a crescere la domanda in quanto la concorrenze tra le varie 
supply chain delle varie filiere merceologiche farà vincere chi ha 
mantenuto valida la logica del just in time. 

L’assenza di politiche di settore può aggravare la regressività di 
alcune scelte. 

La paura di perdere il salario o la paura del peggio ha portato 
tutti a rivedere le proprie abitudini e ad abbandonare i costi più incisivi e 
visibili, come il costo della benzina, nel bilancio familiare e cioè quelli 
legati alla mobilità in ambito urbano; questo ha prodotto una esplosione 
della domanda nel trasporto pubblico locale mettendo in evidenza la 
assenza di una offerta adeguata di mobilità in ambito urbano. 

Questa grave catena che caratterizza, in fondo, il fenomeno 
“recessione” se nel campo della finanza non ha prodotto danni gravi in 
quanto il nostro sistema era abbondantemente attento ai prodotti 
finanziari rischiosi, nel campo dei trasporti in generale e della logistica in 
particolare, così come nel rapporto tra domanda ed offerta trasportistica, 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

nel campo della costruzione organica di un sistema infrastrutturale, ha 
prodotto e sta continuando a produrre cambiamenti sostanziali. 

D’altra parte, come già ribadito nell’Allegato Infrastrutture dello 
scorso anno, l’intero comparto nazionale della offerta infrastrutturale e 
della domanda trasportistica è entrato, in questa delicata fase recessiva, 
con delle negatività strutturali davvero pesanti quali: 

x 
La congestione: l’incidenza della congestione nel sistema logistico 
costa 80 miliardi di € l’anno in Europa (1,8% del valore della 
produzione industriale cioè di 4.460 miliardi di €), e 19 miliardi di € 
l’anno in Italia (2,2% del valore della produzione industriale 
nazionale pari a 940 miliardi di €). 
x 
La saturazione soprattutto su alcuni assi ed in modo particolare 
sui valichi; saturazione che, purtroppo, non avendo attivato i lavori 
del valico del Frejus e del Terzo Valico dei Giovi, nel 2014 imporrà 
il cadenzamento, l’attesa e la prenotazione, per il transito, dei 
mezzi di trasporto. A coloro che dubitano di questa crescita 
ricordiamo che nel 1967 nell’intero arco alpino transitarono 19 
milioni di tonnellate di merce, nel 2008 tale valore ha superato la 
soglia dei 150 milioni di tonnellate. Si è voluto prendere come 
riferimento il 1967 perché da quella data nel nostro Paese non si è 
iniziato nessun nuovo valico. 
x 
La monomodalità nella offerta di trasporto: la ferrovia si avvia, in 
Europa, da una incidenza del 28% sul globale delle modalità degli 
anni ’70, ad una soglia di poco superiore all’8%. In Italia, sempre 
nello stesso periodo è passata dal 13% all’8%. 
Questi tre indicatori, da oltre venti anni caratterizzano il nostro 

sistema logistico e rappresentano la causa che produce una differenza di 
circa 6 punti percentuali, nel costo del trasporto, tra il nostro Paese e gli 
altri Paesi. Se volessimo essere più chiari basterebbe ricordare che 
l’incidenza del costo del trasporto e della logistica sul valore del prodotto 
è nel nostro Paese pari al 22%, negli altri Paesi, tale valore, si attesta 
intorno al 16%. 

Se fossimo efficienti almeno quanto i nostri competitori europei 
non perderemmo ogni anno 56 miliardi di € solo per il trasporto e la 
logistica; se a tale valore aggiungiamo il costo da congestione in ambito 
urbano, per assenza di una offerta di trasporto pubblico efficiente, un 
costo pari nel 2007 a 11 miliardi di €, il costo globale annuale della nostra 
carenza infrastrutturale sia su dimensioni nazionale che su dimensioni 
metropolitane, raggiunge la soglia dei 67 miliardi di €. 

Se riuscissimo ad annullare questa folle diseconomia non solo 
entreremmo in un sistema paritetico e competitivo ma produrremmo, 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

almeno per la logistica delle merci, una ricchezza per il Paese di circa 56 
miliardi di € l’anno. 

Ebbene queste negatività, in una fase recessiva come questa, 
fanno capire quanto sia essenziale essere competitivi e quanto sia 
essenziale entrare all’interno di un sistema concorrenziale senza 
penalizzazioni. 

La condizione principe di una nuova politica economica nel campo 
delle infrastrutture, per competere con le altre economie europee è avere 
le stesse regole. 

Questa fase recessiva non solo ci fa misurare la gravità del danno 
prodotto dalle tre gravi anomalie prima esposte ma ci fa capire che ad un 
simile danno va aggiunto quello derivante dalla scelta di aver preferito 
ammortizzare al massimo infrastrutture non solo obsolete ma inadeguate 
alle esigenze di una domanda di trasporto sempre più crescente, sempre 
più diversa, sempre più legata alla logica del ridimensionamento del 
fattore tempo. 

Di fronte a simili considerazioni l’analisi costi benefici non riesce a 
giustificare la realizzazione di un’opera perché non riesce a leggere in 
modo organico e diffuso tutte le variabili che entrano nella valutazione di 
un sistema Paese carico di indicatori complessi ed in molti casi illeggibili. 

La Rete Ten T in Italia e la Legge Obiettivo 

Nel 2001, la delibera CIPE 121 dette vita ad una iniziativa che, a 
distanza di otto anni, possiamo definire come uno dei principali 
strumenti di politica economica: la realizzazione di un programma di 
opere pubbliche ritenute strategiche per lo sviluppo e la 
modernizzazione del Paese diventava, in realtà, il riferimento 
portante per il rilancio, lo sviluppo e la modernizzazione del Paese. 

L’importo complessivo dell’impegno finanziario che lo Stato 
assumeva, nell’arco della intera Legislatura, era stimato in 100.000 
miliardi di lire (51.646 Milioni di €), con finanziamento per il 50% a carico 
del bilancio pubblico e per il 50% mediante ricorso al project - financing. 
Tale impegno economico veniva supportato da un apposito strumento 
legislativo volto ad imprimere la necessaria accelerazione all’iter 
realizzativo delle opere incluse nel programma. 

Ebbene, questo processo di programmazione nazionale delle 
infrastrutture strategiche è stato, in qualche caso anticipatore ed in altri 
parallelo, rispetto al processo di programmazione di uno spazio geoeconomico 
più complesso quale quello europeo, tanto che estrapolando 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

dall’elenco delle opere strategiche di Legge Obiettivo, approvate dal CIPE 
nel periodo tra il 2002 - 2008, è possibile leggere la stretta correlazione 
(Vedi Tabella 1) tra le opere del Programma approvato dal CIPE il 21 
dicembre 2001 ed il quadro programmatico definito dal Documento Van 
Miert nel 2003. 

La tabella 1 presenta una sintesi dei costi delle opere stradali e 
ferroviarie dei Corridoi 1, 5, 24 e 8 che interessano il nostro Paese. 

Tabella 2: Corridoi europei: costo delle opere che interessano l’Italia 

(miliardi di euro) 

Costo 

Complet 

Corridoio Opere 

Cantierato

totale 

ato 

1 
Stradali 27,2 17,2 10,0 
Berlino – Ferroviarie 32,0 19,0 13,0 
Palermo Stradali e 
ferroviarie 59,2 --

Stradali 10,8 --

5 Ferroviarie 27,1 7,2 4,2Lisbona – Kiev 

Stradali e 

37,9 --

ferroviarie 

24 -
Rotterdam – 
Genova 
Ferroviarie 7,0 -
8 
Bari – Varna 
Stradali e 
ferroviarie 5,9 --

Il territorio della Unione Europea ha una dotazione di oltre 5 
milioni di km di strade, di cui 60.000 km di autostrade, di una rete 
ferroviaria di oltre 215.000 km di cui 5.500 km di linee ad Alta Velocità o 
adattate all’Alta Velocità, più di 404 porti e 411 aeroporti e 40.000 km di 
vie navigabili. 

Su questo complesso sistema di infrastrutture, si innesta la rete 
TEN - T che secondo i piani programma già oggi avviati, includerà al 
2020, 95.700 km strade e 106.000 km di linee ferroviarie di cui 32.000 
percorribili ad una velocità superiore ai 200 km. 

Ad oggi l’Europa considera come acquisita la fase della 
identificazione delle opere prioritarie e punta con decisione alla loro 
realizzazione, anche con l’erogazione di specifici contributi alla 
realizzazione delle opere attraverso attività precise di programmazione 
finanziaria strategica. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

L’interesse pubblico economico, manifestato con 
l’erogazione a fondo perduto di una quota dell’investimento a carico 
della Unione Europea, rappresenta la vera svolta dell’approccio 
della Comunità alla politica infrastrutturale comune. 

L’Unione Europea, nell’ultimo quinquennio ed in modo particolare 
proprio con il Documento Van Miert ha compreso cosa si debba intendere 
per “dichiarazione di interesse comunitario”. 

Questa dichiarazione e questa ammissione testimonia un fatto 
che sembra banale ma, se esaminata attentamente, contiene una vera 
coscienza comunitaria mai vissuta in passato. Con la “dichiarazione di 
interesse comunitario”, finalmente, l’Unione Europea intende: 

x 
identificare le essenzialità strategiche e chiarire che, se non attuate 

in un arco temporale certo e definito, tali essenzialità perdono la 

loro rilevanza e contestualmente quindi perdono le risorse per 

essere attuate; 

x 
definire che una opera stradale, una opera ferroviaria, un nodo 

intermodale, una infrastruttura urbana, sono tutti interventi legati 

allo sviluppo non di un ambito territoriale ma dell’intera Unione 

Europea. 

L’asse ferroviario Milano – Genova, l’asse ferroviario Genova 

- Novara, il porto di Genova, ad esempio, sono, in tal modo, diventati 
riferimenti infrastrutturali estranei alla loro dimensione geografica, alla 
loro essenzialità localistica e fanno scoprire all’Europa che è pura 
incapacità strategica ed economica pensare ad una contrapposizione di 
interessi, pensare cioè al rafforzamento di alcuni punti fisici a danno di 
altri del continente europeo per perdere poi, nei fatti, i vantaggi derivanti 
dal valore aggiunto generato da tale impianti, da tali rendite di posizione. 
Un Paese più ricco e più competitivo ed un Paese più povero 
e meno competitivo producono solo una logica che ha caratterizzato 
l’ Europa del passato, l’Europa sommatoria di localismi e di 
potentati. 

Con l’approvazione del bilancio comunitario, l’Europa ha 
assegnato al nostro Paese 25,6 miliardi di € a valere sui fondi strutturali 
2007-2013 e oltre il 16 per cento dei 6,8 miliardi di € del budget 
complessivo dedicato a TEN - T. Tale volano di risorse è stato destinato 
alle reti TEN (per lo più ai valichi alpini Torino - Lione, Brennero, Trieste - 
Divaccia). 

Il costo complessivo delle opere ferroviarie, stradali e puntuali dei 
Corridoi 1 (Berlino – Palermo), 5 (Lisbona - Torino – Trieste - Kiev) e 24 
(Rotterdam - Genova) che interessano il nostro Paese ammonta a circa 
104 miliardi di euro. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Sotto il profilo dello sviluppo delle infrastrutture, i Progetti prioritari 
che interessano il nostro Paese sono i seguenti: 

x 
Progetto Prioritario N. 1 “Berlino - Palermo”. 

x 
Progetto Prioritario N. 6 “Lione - Torino” (Corridoio 5). 

x 
Progetto Prioritario N. 24 “Terzo Valico Genova - Rotterdam”. 

A questi si aggiungono il Progetto n. 8 (Bari – Durazzo – Varna), il 
progetto “tecnologico” GALILEO (PP15) e le relative attività di 
“downstream” (ricadute applicative di interesse per le imprese nazionali), 
le Autostrade del Mare (PP 21), il progetto ERTMS (European Rail Traffic 
Management System) e i progetti “ITS” (Intelligent Traffic System) che, a 
vario titolo, investono aspetti di gestione del trasporto aereo, marittimo 
stradale e ferroviario e che pertanto ricadono nella prevalente 
competenza del Ministero dei trasporti. 

La Commissione Europea ha ritenuto infatti di incentivare, nella 
misura massima consentita dal regolamento finanziario, i progetti di 
effettiva valenza europea, riconoscendo ai progetti transfrontalieri della 
Torino - Lione e del Brennero un ruolo di assoluto rilievo nel 
completamento della rete europea di trasporto ferroviario. La percentuale 
di finanziamento di tali opere è stata portata al 27 per cento del costo 
complessivo, rispetto ad una media del 25 per cento per i contributi 
attribuiti ad altre tratte transfrontaliere. 

Per il completamento verso est del Progetto Prioritario 6 
(Corridoio 5), la richiesta di contributo comunitario avanzata a sostegno 
dei costi di progettazione della sezione italo - slovena Trieste -............ è 
stata accolta nella misura del 100 per cento, con un’assegnazione di 22 
milioni di euro. 

Riepilogando le totali assegnazioni all’Italia al giugno 2009 erano 
1107,69 milioni di euro a cui vanno aggiunte le richieste avanzate di 
963,36 milioni di euro per il budget 2009. 

Il costo complessivo delle opere ferroviarie, stradali e puntuali dei 
Corridoi 1 (Berlino – Palermo), 5 (Lisbona - Torino – Trieste - Kiev) e 24 
(Rotterdam - Genova) che interessano il nostro Paese ammonta a circa 
104 miliardi di euro. Ad oggi, sono già stati deliberati dal CIPE progetti 
per circa 75 miliardi di euro e cantierate opere per circa 45,2 miliardi di 
euro. 

Il Corridoio 1 (Berlino – Palermo) comprende opere per circa 59 
miliardi di euro, di cui 27 miliardi di € per opere stradali e 32 miliardi di e 
per opere ferroviarie. Fino a cinque anni fa, tale Corridoio era solo un 
asse di collegamento tra due nodi logistici: il nodo intermodale di Verona 
e quello di Monaco. Oggi è un’infrastruttura economica che si estende 
fino a Palermo con elevato grado di integrazione tra rete stradale e 
ferroviaria, coinvolgendo in modo diretto tutti i partner territorialmente 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

interessati (amministrazioni locali, società ferroviarie, stradali, ecc.). Fra 
le opere del Corridoio vi sono, ad esempio, il nodo di Verona, il 
quadruplicamento della linea ferroviaria Fortezza – Verona, la galleria 
ferroviaria di base del Brennero, il segmento ferroviario dell’Alta velocità 
Firenze – Bologna con i suoi 79 Km di galleria. Il costo complessivo delle 
opere cantierate ammonta a 38 miliardi di euro, di cui 23 relativi a opere 
già completate. La restante parte è in fase di avanzata progettazione. 

Sul Corridoio 5 (Progetto Prioritario 6 Lisbona – Kiev), il CIPE 
ha approvato interventi con un costo di circa 38 miliardi di euro (10,8 per 
opere stradali e 27,1 per opere ferroviarie), di cui oltre 11 miliardi relativi a 
opere già ultimate o cantierate. Fra le opere approvate dal CIPE vi sono, 
ad esempio, le reti ferroviarie ad alta velocità Milano - Verona e Verona – 
Padova e tra le opere completate va ricordato il Passante autostradale di 
Mestre. 

Il Corridoio 24 (Rotterdam – Genova), definito “Corridoio dei 
due Mari” in quanto collega il Mare del Nord e il Mediterraneo, fa sì che 
Genova e Rotterdam diventino due grandi HUB terminali di un canale 
secco capace di ottimizzare al massimo i processi logistici. Tale Corridoio 
dispone oggi di progetti ferroviari già approvati dal CIPE per un valore 
globale di 7 miliardi di euro, fra i quali il terzo valico ferroviario dei Giovi 
ad alta velocità e il collegamento Voltri – Brignole. 

Ai predetti Corridoi si aggiunge il Corridoio 8 (Bari – Varna) e il 
progetto di natura Transeuropea "Autostrade del mare”. Il Corridoio 8 
non fu inserito tra i Corridoi principali delle reti TEN in quanto 
attraversava Paesi non ancora interni all’Unione Europea; a seguito 
dell’ingresso della Bulgaria nell’UE e con il Progetto Euromediterraneo, 
l’Italia ha chiesto che anche questo Corridoio entri a far parte delle reti 
TEN e la Commissione Europea sta valutando la proposta nell’ambito 
dell’aggiornamento della predetta decisione. 

Il Corridoio 8 si compone delle infrastrutture stradali e ferroviarie 
di adduzione ai traffici Est Ovest ubicate sul corridoio adriatico e di quelle 
portuali relative alle città di Bari, Taranto e Brindisi; le infrastrutture 
programmate hanno un costo complessivo pari a 5,9 miliardi euro, di cui 
0,4 relativi a progetti già approvati dal CIPE. La realizzazione delle opere 
relative a questo Corridoio sarà agevolata dalle iniziative adottate dal 
Governo per dare concreta attuazione al progetto “Autostrade del mare”; 
il ricorso all’Ecobonus e le numerose infrastrutture retroportuali in via di 
costruzione consentiranno, in particolare, di abbattere i costi e le 
inefficienze dell’ultimo miglio. 

La geoeconomia di prossimità, la necessità di assicurare un 
migliore livello di scambi tra i Paesi dell’Unione Europea allargata a 27 ed 
i Paesi della sponda mediterranea, la necessità di favorire la libera 
circolazione di persone e merci anche in direzione degli scambi extra 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Unione Europea, hanno rappresentato le recenti evoluzioni che il sistema 
dei trasporti europeo si è dato sotto la definizione di Wider Europe. 
Connettere le infrastrutture dei Paesi vicini sulla sponda del Mediterraneo 
con le infrastrutture europee che attraversano la nostra penisola, 
consentirà al Mediterraneo di passare da ambito geografico ad ambito 
geoeconomico consentendo, in tal modo, la crescita e lo sviluppo del 
sistema infrastrutturale dell’intera Unione Europea. 

Dalle infrastrutture prioritarie ai network prioritari: 

Competitività e coesione della strategia europea delle Reti 

Ten-T 

Il Libro Bianco della Unione Europea sui trasporti del 2001 è stato 
revisionato nel 2006 ed approfondito ulteriormente agli inizi del 2009 
anche per effetto della crisi finanziaria, sottolineando, tra le altre cose, 
come fosse necessario ragionare non solo per modalità di trasporto, 
quanto anche per “comodalità”, individuando un sistema di obiettivi 
coerente con le strategie di Lisbona ed in un contesto di riferimento 
economico in cui il calo delle crescite delle economie europee, marciava 
ad un livello inferiore alla media del 3% annuo che invece aveva costituito 
la grandezza economica sulla base della quale era stata elaborata la 
strategia di Lisbona. 

Sulla consapevolezza di questo mutato scenario economico 
si innesta la recente crisi finanziaria. 

La “comodalità” da un lato, intesa come l’uso efficiente di 
differenti modi di trasporto considerati sia singolarmente che in 
combinazione l’uno con l’altro per aumentarne l’efficienza del sistema 
soprattutto attraverso il miglioramento delle prestazioni di ogni singola 
modalità, e i vari strumenti tipici di regolazione dei settori, rappresentano i 
due grossi temi che le future strategie europee non potranno ignorare, 
soprattutto perché l’impatto anticiclico di manovre di politica economica 
connesse alla realizzazione delle infrastrutture ed alla erogazione di 
servizi di trasporto, cioè il diritto alla mobilità, è sempre più precondizione 
di sviluppo economico e competitività dei territori. 

A questa interpretazione “competitiva” della Rete TEN-T dovrà 
affiancarsi anche una visione “coesiva” del territorio dell’Unione. 

Infrastrutture e regole comuni creano una economia unica, in cui il 
percorso di sviluppo è comune e passa, come detto prima, proprio 
attraverso la definizione di Infrastrutture di interesse europeo. 

Regole comuni e infrastrutture di interesse europeo 
rappresentano, ad oggi, le coordinate logiche all’interno delle quali rimane 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

necessario rivedere le possibilità di sviluppo del sistema TEN – T in 
Europa. 

Come è già stato sottolineato, la politica europea dei trasporti 
considera come acquisita la fase della identificazione delle opere 
prioritarie e tende, sempre di più, a comportarsi come il motore della 
spinta istituzionale per la loro realizzazione anche con l’erogazione di 
specifici contributi alla realizzazione delle opere e ciò comporta il 
passaggio, sempre più netto, dalla programmazione delle esigenze 
infrastrutturali ad una programmazione finanziaria strategica, 
finalmente europea che investa anche i collegamenti di secondo 
livello. 

L’individuazione dei profili di spesa per la realizzazione delle 
opere, degli impegni a carico dei soggetti istituzionalmente preposti al 
finanziamento delle opere, con il coinvolgimento di strumenti tipici di 
partenariato pubblico privato, rappresenta l’inizio di una nuova fase 
delle politica dei trasporti europea. 

Nel novembre 2008, in una comunicazione della Commissione al 
Consiglio sul piano europeo per la ripresa economica, venivano 
individuate, tra gli strumenti di economia reale sui quali intervenire per 
promuovere uno sviluppo equilibrato dell’economia europea, proprio le 
reti TEN – T. 

In particolare le due linee di credito di fonte europea, il budget 
dell’Unione Europea per il finanziamento delle reti TEN - T ed i fondi di 
coesione regionale indirizzati soprattutto allo sviluppo delle reti di natura 
regionale, rappresentano ad oggi le fonti di finanziamento disponibili extra 
budget degli Stati membri. 

Se nel periodo tra il 1998 ( primo anno di operatività dei progetti 
del Gruppo Chistophersen) ed il 2006 (primo anno di operatività dei 
progetti del Gruppo Van Miert) il “costo” delle opere di interesse europeo 
è stato di 400 miliardi di euro, si prevede che nel periodo della 
programmazione tra il 2013 2020, il costo aggiuntivo potrebbe 
commisurarsi a 500 miliardi di euro, per un costo totale, nell’arco di 25 
anni, pari a euro 900 miliardi di euro. 

A dare attuazione alle opere comprese in tale quadro finanziario, 
fino ad oggi, hanno contribuito prevalentemente le fonti di finanziamento 
interne agli Stati membri in misura del 50% ed, in Italia, tra il 2002 ed il 
2008, soprattutto la Legge Obiettivo. Il 30% viene da risorse dell’Unione 
Europea ed il 20% da risorse derivanti da capitali privati incardinati in 
modelli tipo Public Private Partnership. 

Al riguardo, proprio il Governo italiano, nella seduta del 9 ottobre 
2008 del Consiglio dei Ministri dei Trasporti della Unione Europea, ha 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

sottolineato la necessità di un monitoraggio di tutte le azioni di carattere 
fisico, normativo e finanziario considerate necessarie per la realizzazione 
delle reti TEN - T. 

Regole comuni per infrastrutture comuni, significano, soprattutto: 

x 
incentivare il trasferimento di quota delle merci dalla strada alla 
ferrovia, considerando anche le interazioni esistenti tra nodi ed 
archi di rete multimodali presenti lungo il corridoio ed orientando le 
politiche di tariffazione più che sulle singole modalità di trasporto 
sui flussi di traffico che interessano specifici territori come le aree 
alpine ed i centri urbani e metropolitani; 

x 
introdurre un monitoraggio ambientale uniforme lungo ogni 
singolo corridoio TEN - T, in modo che il costo fisso derivante dal 
consumo di beni non riproducibili come l’ambiente, nonostante 
soggiaccia a regole proprie di ogni Stato membro, sia considerato 
equivalente e pesi allo stesso modo sul valore finale del bene; 

x 
connettere le infrastrutture di secondo livello e la loro 
programmazione allo scopo di garantire le interazioni di 
infrastrutturazione multimodale di ogni singolo Corridoio e quelle 
inserite nei Programmi Operativi Nazionali e Regionali (PON e 
POR) del QSN 2007 – 2013. Un tale approccio rimane essenziale 
anche per verificare, all’interno dei singoli Paesi, la volontà politica 
e la coerenza tra i Programmi Operativi Nazionali e Regionali (PON 
e POR) e le strategie e le azioni definite nel più complessivo 
quadro comunitario; 

x 
individuare quei servizi, le infrastrutture su cui sono prestati e le 
relative modalità di trasporto in grado di realizzare, nei fatti, l’equità 
territoriale dell’accesso ai mercati. 

Le regole comuni, il comune humus nel quale collocare i progetti 
transfrontalieri e le reti TEN - T che attraversano il territorio dei Paesi 
dell’Unione, realizzando così nei fatti i reali contenuti del Libro Bianco sui 
Trasporti del 2001, devono necessariamente portare alla individuazione 
di un percorso comune degli iter normativi in cui l’obiettivo dichiarato è il 
superamento dei mercati nazionali, ciò per traguardare una più ampia 
concorrenza nei diversi settori e lungo le stesse direttrici di traffico tra 
diversi settori, dei mercati nazionali. L’equivalenza delle regole, farà 
cadere anche le ultime barriere interne nel mercato comune europeo. 

Il coinvolgimento del privato: l’articolazione dei rischi 

In particolare si ritiene opportuno fare degli approfondimenti sia 
sul modello di Partenariato Pubblico Privato, sia sulle logiche legate 
alla Concessione di opere. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Ebbene in merito al tema legato alla partnership tra pubblico e 
privato il Documento Van Miert,quello approvato dalla Commissione e 
dal Parlamento Europeo nel 2004, ribadisce che il ricorso a tale 
strumento produce come risultato la migliore gestione dei rischi e dei 
costi. 

Infatti: 
x 
In teoria i mercati potrebbero assorbire i fabbisogni finanziari della 
rete transeuropea di trasporto. Il problema non è la mancanza di 
capitale privato. La difficoltà maggiore sta nella ripartizione del 
rischio tra investitore privato ed ente pubblico. Un impianto 
normativo più chiaro ed omogeneo invoglierebbe 
probabilmente gli investitori privati ad assumersi una quota 
maggiore di rischio e convogliare maggiori finanziamenti 
privati nella costruzione di infrastrutture. 
x 
La possibilità di produrre rendite si differnzia per le infrastrutture 
puntuali e per quelle lineari. Nel caso dei trasporti via terra, la 
situazione non è la stessa: le ferrovie, il cui sviluppo è stato in 
massima parte finanziato dagli investitori privati durante il secolo 
diciannovesimo, devono essere in grado di competere con le 
strade, il cui uso è praticamente gratuito. Il basso costo del 
pedaggio stradale fa si che gli investitori privati non possano 
garantire la totalità dei finanziamenti alla costruzione a causa dei 
costi relativamente – e artificiosamente – bassi applicati per l’uso 
delle infrastrutture. È dunque necessario fare ricorso al 
finanziamento misto. 
x 
Le partnership tra pubblico e privato, anche se non apportano 
quote significative di capitale privato, possiedono un pregio 
essenziale che sta nell’obbligare alla massima trasparenza nei 
costi e nell’indurre gli enti pubblici ad una gestione più oculata. Le 
partnership obbligano gli Stati a chiarire anche le proprie 
politiche di lungo termine (regolamentazione, pagamento di 
diritti per l’uso delle infrastrutture) nonché ad assumere 
l’impegno contrattuale di ridurre i rischi. La netta suddivisione 
del rischio tra enti pubblici e settore privato è essenziale. 
x 
La consuetudine di valutare il rischio non è molto diffusa in un 
settore che rientra per tradizione nella sfera pubblica. I responsabili 
delle decisioni non hanno lo stimolo di ricercare soluzioni di 
finanziamento miste (pubblico - privato). Questo atteggiamento 
tradizionale disincentiva l’investitore privato. Il Gruppo Van Miert 
propose che i principali progetti prioritari della rete 
transeuropea fossero sottoposti sia all’analisi del rischio sia a 
quella delle opportunità di finanziamento privato. 
x 
La ripartizione del rischio è la chiave che determina il successo 
della partnership pubblico-privato. A questo fine, i meccanismi di 
garanzia svolgono una funzione essenziale. Una apposita 
comunicazione della Commissione sullo sviluppo della rete 
transeuropea sostiene l’idea che la Comunità garantisca i 
60 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

concessionari dal rischio di mancato completamento dell’opera o di 
ritardi in certi suoi segmenti. 

x 
La Comunità potrebbe rilasciare garanzie sul finanziamento di 
progetti prioritari, ai sensi dell’articolo 103 del Trattato CE, assieme 
agli Stati Membri interessati e alla Banca Europea per gli 
Investimenti. Queste garanzie dimostrerebbero la misura 
dell’interesse e della fiducia dell’Unione verso un particolare 
progetto. 

x 
A copertura di queste garanzie, si dovrebbe pensare ad un “Fondo 
Mutuo per i Rischi”. Il “'Fondo Mutuo per i Rischi” sarebbe istituito 
secondo regole stabilite di concerto con la BEI e finanziato dagli 
Stati Membri e dalla Comunità. 

x 
Il finanziamento di questa riserva dovrebbe tenere conto del 
livello di probabilità che i rischi coperti si materializzino. Il 
contributo del budget della Comunità al fondo mutuo sarebbe 
finanziato con le voci di budget TEN-T o forse anche da contributi 
di altri strumenti finanziari quali i fondi strutturali e i Fondi di 
Coesione. Il Gruppo Van Miert propose che la Commissione 
esaminasse la fattibilità di questi nuovi meccanismi di 
garanzia e valutasse il potenziale di tale approccio nel quadro 
delle nuove opere incluse nelle nuove previsioni finanziarie. Il 
Gruppo ritenne che, nella migliore delle ipotesi, il settore privato 
avrebbe potuto garantire al settore del trasporto terrestre un 
contributo dal 10% al 30% del costo totale dei progetti 
prioritari. 

Si sono voluti ribadire questi punti perché si ritiene che lo 
strumento del Partenariato Pubblico Privato costituisca oggi, in questa 
delicata fase di crisi economica, un itinerario procedurale esenziale. 

Il coinvolgimento del pubblico: le nuove finalità 

In merito alla “Concessione” è utile ricordare come tra le attività 
recenti della Commissione Europea, ci sia la rileaborazione e 
l’individuazione di un profilo comune delle procedure di rilascio delle 
concessioni. 

Nell’occasione della rielaborazione delle direttive sui pubblici 
contratti la Commissione ha proposto l’apertura di una nuova procedura 
di aggiudicazione dei contratti denominata “dialogo competitivo”. 

Questa procedura si applica ai mercati complessi e, in particolare 
quando l’organo di aggiudicazione non si trova nella condizione di definire 
i mezzi tecnici che soddisfano alle proprie necessità oppure il quadro 
legale e/o finanziario del progetto. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

La procedura di dialogo competitivo consente i contatti bilaterali 
tra vari candidati nella fase iniziale. Quando l’organo suddetto sarà in 
grado di identificare le soluzioni che rispondono alle proprie necessità, la 
fase di dialogo verrà chiusa. A questa seguiranno la fase di offerta 
pubblica e di valutazione delle offerte. 

È questo un nuovo approccio nella definizione delle modalità di 
rilascio delle concessioni. 

Nell’applicazione della normativa europea, in materia, rimane 
necessario interrogarci sulla necessità di rendere omogeneo il settore dei 
contratti pubblici in Europa. Le forti differenziazioni nelle singole modalità 
di trasporto ed il differente grado di liberalizzazione raggiunto nei diversi 
Paesi anche all’interno della stessa modalità, possono aver nei fatti 
modificato l’uso pubblico sotteso alla proprietà delle reti e quindi per 
questa via al sistema degli obblighi di servizio pubblico a questo 
connesso. 

Verso una organizzazione decisionale concreta e misurabile 

Il Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti e il Ministero della 
Economia e delle Finanze, sin dall’Allegato Infrastrutture dello scorso 
anno, hanno cercato di sancire, in modo formale: un nuovo approccio 
nella definizione dell’Allegato stesso. 

Esaminiamo, infatti, l’attuale itinerario che porta alla copertura 
finanziaria di una scelta strategica: 

x 
Si parte da un’opera già inserita in una Delibera approvata dal 
CIPE (Delibera 121 o 130). 
x 
Gli elaborati progettuali vengono trasmessi alla Struttura Tecnica di 
Missione del Dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti da parte 
della Stazione Appaltante (Comune, Azienda concessionaria, 
ANAS, RFI, ecc.). 
x 
La Struttura Tecnica di Missione istruisce la proposta e, in base alla 
Legge Obiettivo, ha 90 giorni per tale attività ed ulteriori 90 giorni 
per recepire le osservazioni da altri Dicasteri o Amministrazioni. 
x 
la Struttura Tecnica indice la Conferenza dei Servizi e poi inoltra al 
CIPE la proposta progettuale. 
Ma se non ci sono risorse questo iter rimane solo un iter formale. 

Quest’anno la decisione del CIPE assunta il 6 marzo da un lato ed il 
rifinanziamento della Legge Obiettivo attraverso l’articolo 21 della Legge 
2/2009 dall’altro, hanno consentito di disporre a priori di un riferimento 
certo in termini di disponibilità finanziaria. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Questo però testimonia, in realtà, un rapporto nuovo tra Ministero 
dell’Economia e delle Finanze e Ministero delle Infrastrutture e dei 
Trasporti. Un rapporto che parte già dall’Allegato Infrastrutture al 
Documento di Programmazione Economica dello scorso anno in cui, in 
modo inequivocabile, il Dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva 
identificato un Piano Fonti Impieghi triennale. 

Questo dimostra, quindi, che un rapporto propedeutico tra i due 
Dicasteri produce non solo una motivata certezza sull’intero iter 
procedurale della Legge Obiettivo ma evita l’attivazione di procedure 
inutili perché non garantite dalla copertura finanziaria. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Capitolo 3: Infrastrutture, Legge Obiettivo e CIPE 




 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Premessa 

Il termine avanzamento, il termine opere cantierate, il termine 
opere avviate, assume, nella pratica istituzionale, significati differenti a 
causa soprattutto delle difficoltà che si incontrano nel volere descrivere, 
con un indice sufficientemente sintetico quale appunto il concetto di 
avanzamento, il progresso fisico nella realizzazione di un’opera ed il 
consumo di risorse a questo associato. 

Nella realtà dei fatti, i processi che si vogliono spiegare con il 
concetto di avanzamento sono molto più complessi. 

L’avanzamento programmatico e pianificatorio , l’impatto sulle 
finanze pubbliche e sui fondamentali macroeconomici, l’impatto della 
stessa Legge Obiettivo su sistemi che registrano regolazioni 
estremamente differenziate perché calati in mercati configurati in maniera 
molto differenziata, devono necessariamente essere compresi nella 
valutazione della politica dei trasporti del nostro Paese, 

Per questi motivi proponiamo qui di seguito una lettura 
dell’avanzamento delle opere di Legge Obiettivo che si ponga come 
oggetto di indagine il confronto tra le disponibilità impegnate, cioè quel 
sacrificio finanziario coperto non solo dalla legge obiettivo ed i costi così 
come erano stati dichiarati nell’Allegato Infrastrutture del 2008. Questa 
precisa definizione di avanzamento, valutata in termini nazionali e rispetto 
ai valori registrati nel Mezzogiorno, è qui di seguito illustrata non solo in 
relazione alla natura lineare o puntuale dell’infrastruttura, ma anche in 
relazione alla famiglia di infrastrutture che spesso, sottintende precise 
forme di regolazione e precise configurazione dei mercati. 

Da questa definizione di avanzamento discende una diversa 
articolazione delle necessità ed in particolare del fabbisogno che spesso 
non è solo di natura finanziaria ma anche regolativa. Così come lo stesso 
fabbisogno è caratterizzato da consumi effettivi di risorse differenziate nel 
tempo con inizi di consumo delle stesse che possono essere 
programmabili a causa dell’avanzamento progettuale o dei tempi 
necessari alla sua approvazione come progetto definitivo da parte del 
CIPE. Proprio questa singolarità connessa ad ogni opera richiede 
interventi fortemente differenziati. 

Nel seguito di questo capitolo, faremo quindi riferimento ad un 
concetto di avanzamento che è di tipo programmatico. Nella restante 
parte del lavoro, riassunto per ogni famiglia di infrastruttura, riporteremo 
anche le usuali misure dell’avanzamento fisico. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Nell’Allegato 1, si indicheranno nel dettaglio le schede 
relative ad ognuna delle opere che costituisce il valore del 
deliberato CIPE. 

Come vedremo meglio nella parte del lavoro che individua alcune 
infrastrutture e temi monografici, l’avanzamento della Legge Obiettivo ad 
oggi, esprime una ampia e differenziata necessità di intervento: a fronte 
di opere che registrano un impegno di risorse e che sono già appaltate o 
comunque in una qualunque fase attuativa che va dall’opera conclusa 
all’opera affidata, ci sono anche altre opere caratterizzate da processi 
programmatici non ancora conclusi, come le opere approvate dal CIPE 
nella forma progettuale definitiva o preliminare che quindi richiedono 
ulteriori tempi per iniziare a consumare risorse finanziarie. 

Così come esiste un patrimonio progettuale che fa capo alla 
Struttura Tecnica di Missione di progetti mai presentati al CIPE ma che 
rappresentano comunque un insieme imprescindibile per apprezzare 
pienamente quello che sarà il processo di programmazione con le sue 
esigenze finanziarie. 

Il contesto italiano la politica infrastrutturale per effetto delle 
Delibere CIPE 

Cronistoria dell’avanzamento programmatico 

Tra il novembre del 2002 ed il dicembre 2008 la variazione della 
dimensione finanziaria del Programma è stata nel tempo fotografata dagli 
Allegati Infrastrutture ai DPEF che si sono succeduti tra il 2003 e il 2008, 
da leggi finanziarie che hanno indicato nuove priorità ed assegnato 
destinazioni di fondi da Legge Obiettivo e non ultimo, dalla variazione 
delle indicazioni di programmazione dei soggetti aggiudicatori 
responsabili della propria programmazione e titolari di contratti di 
programma o di capacità di impegno di spesa su investimenti di mano 
pubblica. 

L’insieme delle opere che costituivano la delibera 121 del 2001, 
era rappresentato da esigenze infrastrutturali rese note all’interno di un 
documento ad evidenza pubblica di cui la delibera 121/2001 
rappresentava una summa. 

Qualunque soggetto aggiudicatore titolare della propria 
programmazione e di un rapporto con lo Stato regolato dagli ordinari 
strumenti di contratti pluriennali o di impegno di capacità di spesa nel 
settore degli investimenti in infrastrutture di trasporto, vedeva le proprie 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

esigenze infrastrutturali, a qualunque stadio fossero, confluite nella 
delibera CIPE 121/2001. 

Proprio per la sua natura di Piano dei Piani e la complessità del 
processo di programmazione spinto sia da forze endogene, come il 
cambiamento delle priorità dei singoli soggetti attuatori che da forze 
esogene, come le Leggi finanziarie che si sono succedute, hanno 
determinato la sua evoluzione. Un processo evolutivo garantito dal 
funzionamento della Legge Obiettivo e del CIPE che ha svolto, in questi 
anni, il ruolo di filtro delle esigenze infrastrutturali nazionali. 

Nel 2001, al momento della prima approvazione da parte del 
CIPE, il Programma aveva un costo di 125.858,300 milioni di euro, a 
fronte di coperture già disponibili al dicembre 2001 pari a 11.866,372 
milioni di euro. 

Con la delibera CIPE n. 69/2008 di approvazione del DPEF 2009 2013, 
il costo totale del Programma è stato aggiornato a 174.229,591 
milioni di euro, confermando sostanzialmente quanto era stato già 
indicato dalla delibera 130/2006, con un fabbisogno programmatico di 
circa 113,6 miliardi di euro; il valore delle sole opere già deliberate dal 
CIPE saliva a 115.549,34 milioni di euro, con un fabbisogno di circa 55 
miliardi di euro. 

Tabella 3: Conclusioni dell’Allegato Infrastrutture al DPEF 2009 2011 

INFRASTRUTTURE 
STRATEGICHE 
DELIBERA N. 121/2001 
COSTO DISPONIBILITA' 
TOTALE IN 
MEURO 125.861,410 11.866,372 
MEZZOGIORNO 
TOTALE IN 
MEURO 56.670,402 6.237,766 
PERCENTUALI 
SUL TOTALE 
NAZIONALE 
45,0% 52,6% 

AGGIORNAMENTO GIUGNO 2008 
COSTO 
DISPONIBILITA' 
assegnazioni 
L. 166/2002 
ALTRE 
DISPONIBILITA' 
TOTALE 
DISPONIBILITA' 
174.229,591 15.097,730 61.202,187 76.139,307 
MEZZOGIORNO 
61.271,099 5.135,890 21.994,273 26.858,163 
35,2% 34,0% 35,9% 35,3% 

La “Relazione sull’attuazione della Legge Obiettivo”, presentata 
nella seduta del CIPE del 6 Marzo 2009, prende atto del passaggio del 
valore delle opere deliberate quantificate in 116.801,4 milioni di euro. 
Rispetto al valore del deliberato inserito nell’allegato infrastrutture al 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

DPEF 2009 - 2012 pari a 115.549,74 milioni di euro, sono intervenute 
ulteriori attività del CIPE: la variante alla SS 341 Gallaratese, per 133 
milioni di euro, l’A4 Torino - Milano tronco II variante di Bernate Ticino per 
249,49 milioni di euro. 


A questo valore va aggiunto l’importo di 601.16 milioni di euro 
come maggiore costo dell’Asse autostradale Salerno – Reggio Calabria e 
sottratto il risparmio, a seguito della gara per promotore di 453,18 
milioni di euro dell’asse autostradale Ragusa - Catania. 


Il valore di 116.801,4 milioni di euro, rappresenta l’insieme di 
opere che hanno costituito oggetto delle attività deliberative del CIPE tra il 
2002 ed il 2008 ed un di cui del valore delle esigenze programmatiche 
indicate dall’Allegato infrastrutture al DPEF 2009 - 2011 e quantificate nel 
giugno del 2008 in 174.229 mln di euro. 


La differenza tra il valore del Programma delle Opere strategiche 
indicate dal DPEF 2009 - 2011 ed il valore, aggiornato al febbraio 2009 
delle opere deliberate dal CIPE, è pari a 57.428,191 milioni di euro. A 
questo valore appartengono opere indicate nella Delibera CIPE 121 del 
2001, nei suoi aggiornamenti successivi ma che ad oggi, non registrano 
avanzamenti programmatici che siano stati “registrati” od abbiano 
costituito oggetto di delibere CIPE. 


Nell’allegato Infrastrutture al DPEF 2009 - 2011 si indicava come 
costo del mancato avanzamento programmatico del piano programma, il 
valore differenziale tra 174 e 116,8 miliardi di euro, quantificabile come un 
vero e proprio costo del non fare dovuto essenzialmente al mancato 
avanzamento programmatico riferibile al periodo aprile 2006 giugno 2008. 


A questo mancato avanzamento programmatico, non sono 
estranei almeno due eventi: 


x 
il primo ravvisabile in una nuova articolazione programmatica delle 
opere, alcune delle quali programmate in periodi ulteriori rispetto 
alla validità decennale del Programma Infrastrutture Strategiche, 
rendendo illeggibile a posteriori, la coincidenza tra il valore del 
programmato, del deliberato CIPE e dei conseguenti fabbisogni (1). 

x 
Il secondo nella scelta di politica economica indicata dalla 
normativa dettata dalla Legge Finanziaria 2007, che – per gli 
esercizi 2007, 2008 e 2009 – ha reso indisponibile quota delle 

1 L’articolazione delle opere nel DPEF 2008 – 2012 era la seguente: 

opere ultimate per un valore di 2.171,79 mln di euro; opere in corso di realizzazione integralmente coperte, per 
un valore di 13.696,38 mln di euro; opere in corso con copertura parziale per un valore complessivo 21.383,73 mln 
di euro con l’indicazione di 8.593,83 mln di euro di fabbisogno riferito a questa voce; opere da avviare entro il 2012 
per un importo complessivo di 55.906,64 mln di euro e di un fabbisogno da coprire per un ammontare di 19.816,04 
mln di euro; opere da inserire per un importo globale di 4.971,07 mln di euro ed un fabbisogno da reperire riferito a 
questa voce per 3.739,58 mln di euro; opere prioritarie Ten-T per 13.425 mln di euro. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

dotazioni delle unità previsionali iscritte nel bilancio dello Stato e 
dedicate alla Voce investimenti in infrastrutture. In questo contesto, 
l’accantonamento “forzato” operato con il comma 507 della legge 
finanziaria per il 2007, ha inciso in maniera molto differenziata sulla 
programmazione strategica e sulle disponibilità di competenza e 
cassa soprattutto di quei soggetti aggiudicatori che ne fanno 
ordinariamente ricorso nelle proprie programmazioni pluriennali. 

R.F.I. ed Anas, che rappresentano oltre l’80% del valore del 
Programma delle Infrastrutture Strategiche, hanno registrato 
difficoltà di programmazione anche delle risorse ordinarie, 
indispensabili per il ricorso a finanziamenti integrativi derivanti dalla 
Legge Obiettivo. 
Opere rientranti nel Piano delle Infrastrutture Strategiche 
avviate e percentuale di avanzamento programmatico 

Per opere completate intendiamo progetti appartenenti a famiglie 
infrastrutturali o a voci complesse di infrastrutture, costituite da progetti 
autonomamente funzionali per i quali la disponibilità impegnata, derivante 
da fonti diverse, ha costituito copertura per la procedura di gara o almeno 
di affidamento. 

Per opere avviate si intendono opere che sono completate, in 
gara, con lavori affidati e lavori in corso. 

In sintesi, le opere con disponibilità impegnate sono pari a 
31.589,300 milioni di euro ed hanno attivano un volano di investimenti 
pari a 49 miliardi di euro, di cui il 46%, cioè oltre 14 miliardi di euro è 
riferibile ad opere collocate nel Mezzogiorno. 

Il valore nazionale delle opere e/o dei progetti con autonomia 
funzionale considerate completate secondo l’accezione di cui sopra, è per 
il 13 % completate, per il 17 % in gara, per il 6,6 % affidate e per il 62,% 
con lavori in corso. 

La tabella che segue, indica secondo la primigenia struttura della 
delibera 121/2001 lo stato di avanzamento delle opere avviate, con i 
rispettivi valori di disponibilità impegnate allo stadio di lavori conclusi, 
lavori in gara, affidati o in corso. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Tabella 4: Opere avviate e completate 

INFRASTRUTTURE 
STRATEGICHE 
Costi deliberati 
dal CIPE 10/2009 
Valore 
complessivo 
delle 
disponibilità 
impegnate 
Infrastrutture strategiche in corso valori delprogetto (disponibilità impegnate) 
Completato gara lavori 
affidati 
lavori in 
corso 
SISTEMA VALICHI* 
Brennero 3.575,00 -
Opere di accesso ai valichi 
(Dpef 2006 2009) (interventi 
parzialmente approvati con 
delibere 113/2003 e 89/2004. 
NUOVA VOCE DPEF 2006-2009 
-
Totale Valichi 3.575,00 -
----
CORRIDOIO PLURIMODALE 
PADANO -
Sistemi ferroviari 
Asse ferroviario sull'itinerario del 
Corridoio 5 Lione - Kiev (Torino-
Trieste) 10.600,00 -
Linea ferroviaria Aosta-Martigny 
( NOTA INTEGRATIVA DPEF 
2005-2008 - motivazioni 
funzionali) 
-
Tratta Venezia-Udine-Vienna -
Accessibilità ferroviaria Malpensa 1.071,71 385,57 385,57 
Gronda ferroviaria merci nord 
Torino 2.375,00 -
Accessibilità Valtellina -
Totale sistemi ferroviari 14.046,71 385,57 -385,57 --
Sistemi stradali ed autostradali 
Tunnel Monte Bianco -
Complemento stradale Corridoio 
5 3.130,99 1.436,61 258,60 514,81 663,20 
Accessibilità Valtellina 959,56 534,82 534,82 
Accessibilità Malpensa 552,11 --
Autostrada Asti-Cuneo 118,49 -
Autostrada Cuneo-Nizza 
(Mercantour) -
Asse stradale pedemontano 
(Piemontese-Lombardo-Veneto) 7.046,57 -
Asse autostradale medio padano 
Brescia-Milano (774,685) Passante 
di Mestre (1.962,536) 
(a1) 
4.255,75 1.134,54 
1.134,54 
Riqualifica SS 415 Paullese 86,83 -
Totale sistemi stradali e 
autostradali 16.150,31 3.105,97 1.134,54 258,60 514,81 1.198,02 
Totale Corridoio plurimodale 
padano 30.197,01 3.491,54 1.134,54 644,17 514,81 1.198,02 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

CORRIDOIO PLURIMODALE 
TIRRENO - BRENNERO 
Sistemi ferroviari 
Asse ferroviario BrenneroVerona-
Parma-La Spezia 4.867,16 -
Totale sistemi ferroviari 4.867,16 -----
Sistemi stradali ed autostradali 
Asse autostradale BrenneroVerona-
Parma-La Spezia 1.832,72 -
Totale sistemi stradali e 
autostradali 1.832,72 -----
Totale Corridoio plurimodale 
Tirreno -Brennero 6.699,88 -----
CORRIDOIO PLURIMODALE 
TIRRENICO - NORD EUROPA 
Sistemi ferroviari 
Asse ferroviario Ventimiglia-
Genova-Novara-Milano 
(Sempione) 7.222,50 622,00 622,00 
Potenziamento sistema Gottardo 1.000,00 -
Asse ferroviario Salerno-Reggio 
Calabria-Palermo-Catania 2.070,00 -
Totale sistemi ferroviari 10.292,50 622,00 -622,00 --
Sistemi stradali ed autostradali 
SS 28 550,06 -
Nuovo collegamento (tratto) 
autostradale Albenga-GaressioCeva/
Milesimo (DPEF 2005-2008 
NUOVI INTERVENTI) 
Asse autostradale Cecina-
Civitavecchia 3.787,80 -
Adeguamento Cassia RM-VT 295,02 -
Adeguamento Salaria -
Adeguamento SS 156 291,28 291,28 -291,28 
Dorsale Atina-Colli al Volturno -
Pontina -A12 -Appia 1.656,52 -
Cisterna - Valmontone 636,93 -
A1 (Capua)-Domiziana e 
adeguamento 1.380,00 -
Asse autostradale Salerno-
Reggio Calabria 9.665,00 6.880,49 960,98 1.503,86 128,40 4.287,25 
Asse autostradale Palermo-
Messina 1.055,47 1.032,68 1.032,68 
Asse autostradale Messina-
Siracusa-Gela 728,33 694,45 694,45 
Nord-Sud Camastra-Gela -
Agrigento-Caltanissetta-A19 518,59 516,34 516,34 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Ragusa-Catania 897,20 -
Gela-Agrigento-Trapani -
Palermo-Agrigento 1.218,41 -
Totale sistemi stradali e 
autostradali** 22.732,67 9.467,30 1.993,66 2.072,26 419,68 4.981,70 
Totale Corridoio plurimodale 
Tirrenico - Nord Europa 
33.025,17 
10.089,30 1.993,66 2.694,26 419,68 4.981,70 
CORRIDOIO PLURIMODALE 
ADRIATICO 
Sistemi ferroviari 
Asse ferroviario Bologna-BariLecce-
Taranto 429,27 200,00 200,00 
Totale sistemi ferroviari 429,27 200,00 -200,00 --
Sistemi stradali ed autostradali 
Teramo-Giulianova-S. Benedetto 
del Tronto --
Foggia - Cerignola 115,70 115,70 
Bari - Matera -
Gioia del Colle - Matera -
SS 172 dei Trulli -
Ammodernamento SS 7 - SS 106 -
Maglie - S. Maria di Leuca 201,40 -
completamento funzionale SS 16 
SS 613 - variante esterna di 
Lecce 2° stralcio (Allegato 2 
delibera n. 121/2001) 
36,22 36,21 
36,21 
Totale sistemi stradali e 
autostradali** 237,62 151,91 36,21 --115,70 
Totale Corridoio plurimodale 
adriatico 666,89 351,91 36,21 200,00 -115,70 
CORRIDOIO PLURIMODALE 
DORSALE CENTRALE 
Sistemi ferroviari 
Asse ferroviario Bologna-Verona-
Brennero -
Asse ferroviario Milano-Firenze - 
Linee ferroviarie Modena-
Sassuolo e Sassuolo-Reggio E. 
- DPEF 2005-2008 - NUOVO 
INTERVENTO 
Totale sistemi ferroviari -----


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Sistemi stradali ed autostradali -
Asse autostradale Variante di 
Valico (a) -
Nodo stradale e autostradale di 
Bologna -
Collegamento Campogalliano-
Sassuolo 563,03 -
Ampliamento A1 tratta A22Borgo 
Panigale -
Modena-Lucca -
Totale sistemi stradali e 
autostradali -----
Totale Corridoio plurimodale 
Dorsale centrale ------
PROGETTO PER LA 
SALVAGUARDIA DELLA 
LAGUNA E DELLA CITTA' DI 
VENEZIA: SISTEMA MO.SE. 
(b) 
4.271,63 3.243,70 
800,00 2.443,70 
PONTE SULLO STRETTO DI 
MESSINA (b) 4.684,30 
CORRIDOI TRASVERSALI E 
DORSALE APPENNINICA 
Sistemi ferroviari 
Trasversale ferroviaria Orte -
Falconara 2.450,84 -
Passo Corese - Rieti 792,20 -
Trasversale ferroviaria Taranto-
Sibari-Reggio Calabria -
Totale sistemi ferroviari 3.243,04 -----
Sistemi stradali ed autostradali 
nodo ferrostradale Casalecchio di 
Reno - (Allegato 2 delibera n. 
121/2001) 217,94 -
Valichi appenninici (E.R.) -
Valichi appenninici (TOSC.) -
Asse viario Fano-Grosseto (tratta 
marchigiana 963,192-106,90723,241-
133,762-190,573 /tratta 
toscana 762,807-390,958-6,71427,372-
67,139/tratta umbra 
278,887-20,658-51,646-77,469) 
271,12 271,12 
271,12 
Asse viario Marche Umbria e 
quadrilatero di penetrazione 
interna (tratta marchigiana 
669,845-204-5,165-54,744108,972/
tratta umbra 285,60125,823-
59,393-81,6) 
2.184,10 2.095,61 
2.095,61 
Nodo di Perugia 707,39 -
Strada Tre Valli 630,45 14,56 14,56 
Terni-Rieti 222,02 216,10 216,10 
Rieti-L'Aquila-Navelli 20,05 21,16 21,16 
Pedemontana Abruzzo-Marche -


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Galleria sicurezza Gran Sasso -
Bretella di collegamento 
meridionale A1-A14 (S. Vittore-
Termoli) -
Benevento-Caserta-A1Caianello-
Grazzanise e variante 
di Caserta 680,38 61,79 61,79 
Asse Nord-Sud Tirrenico-
Adriatico: Lauria-ContursiGrottaminarda-
Termoli-Candela -
Salerno-Potenza-Bari -
Murgia-Pollino -
Corridoio jonico Taranto-Sibari-
Reggio Calabria 2.093,44 769,79 769,79 
Totale sistemi stradali e 
autostradali 7.026,90 3.450,13 -271,12 -3.179,01 
Totale Corridoi trasversali e 
dorsale appenninica 10.269,94 3.450,13 -271,12 -3.179,01 
SISTEMI URBANI 
Grandi stazioni riqualificazioni 401,47 293,74 293,74 
Grandi stazioni Infrastrutture 284,47 284,47 284,47 
Metropolitane milanesi 3.243,93 214,12 214,12 
Accessibilità metropolitana Fiera 
di Milano 240,62 264,40 264,40 
Accessibilità Fiera di Milano 336,57 336,56 336,56 
Torino metropolitana 258,54 -
Monza metropolitana 1.420,82 -
Brescia metropolitana 666,91 655,82 655,82 
Veneto sistema metropolitano 140,00 -
Metropolitana lagunare di 
venezia (DPEF 2005-2008 NUOVI 
INTERVENTI) -
Trieste penetrazione grande 
viabilità nord -
Bologna metropolitana 788,86 -
Modena metropolitana -
Costa romagnola metropolitana 92,05 92,05 92,05 
Genova metropolitana -
Nodo stradale e autostradale di 
Genova -
Firenze sistema tramviario -
Roma (C 2.272,41-909,481-0113,621-
227,241)/ B1 / GRA 3.660,33 2.305,73 613,07 1.692,66 
Nodo urbano di Roma -
Viabilità complementare dell' 
autostrada Roma -aeroporto 
Fiumicino (DPEF 2005-2008 NUOVI 
INTERVENTI) 
150,00 
18,00 132,00 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Area Castelli -
Napoli metropolitana e reti 
metropolitane di Salerno e 
Caserta 3.675,91 2.448,72 2.448,72 
Napoli risanamento del 
sottosuolo 26,67 30,97 9,23 9,67 12,07 
Bari tangenziale -
Bari nodo ferroviario e 
metropolitana -
Messina metropolitana -
Interventi mirati alla sistemazione 
dei nodi urbani di Villa 
S.Giovanni e Messina 
complementari alla realizzazione 
del Ponte sullo Stretto incluso 
variante Cannitello (DPEF 20052008 
- NUOVI INTERVENTI) 
-
Nodo di Catania 932,00 -
Totale Sistemi urbani 16.169,14 7.076,58 886,70 18,00 101,72 6.070,16 
PIASTRA LOGISTICA EURO 
MEDITERRANEA DELLA 
SARDEGNA adeguamento SS 
131 (Cagliari-Sassari; Nuoro-S. 
Teresa di Gallura) 671,39425,823-
100,709-147,19/SS-
Alghero 103,291-1,549-15,49422,724/
porto di Olbia 51,6465,165-
12,911-12,911/porto di 
Golfo Aranci 20,658-0,775-3,8737,747/
porto di Porto Torres 
8,263-0,207-0,826-4,648 
121,15 133,35 
41,15 92,20 
HUB PORTUALI Ancona 
103,291-25,823-25,82351,646/
Civitavecchia 118,7853,615-
49,063-54,228/Taranto 
51,646-2,582-10,32920,658/
allacciamenti plurimodali 
Genova-Savona-La Spezia 
1.807,599-36,152-144,608134,279/
Trieste piattaforma 
logistica 414,198-29,954-5,16530,987-
77,469/Na-Sa 154,9375,165-
10,329-20,658 
1.420,01 674,88 674,88 
HUB INTERPORTUALI scalo 
merci Poggio Mirteto 258,228-05,165-
0/Gioia Tauro 92,9625,165-
15,494-30,987/NolaBattipaglia-
Marcianise 361,52014,461-
22,724-29,954/area 
romana 149,772-10,329-25,82325,823/
Segrate 113,621-1,54930-
0/Jesi 87,798-10,329-20,65825,823/
centro merci Novara 
296,963-162,684-4,132-0-0/area 
brindisina 61,975-1,033-00/
Catania 10,846-9,813-3,0992,582-
5,165/Termini Imerese 
1,549-1,549-0-0/Livorno 
Guasticce 25,823-2,582-5,1657,747/
piastra logistica umbra 
14,719-1,549-7,747-5,681/conca 
di accesso e attrezzature porto di 
Cremona 57,843-23,241-1,0336,197-
18,076 
573,38 370,61 11,18 
127,81 231,62 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

ALLACCIAMENTI FERROVIARI 
E STRADALI GRANDI HUB 
AEROPORTUALI 560,37 268,95 268,95 
SCHEMI IDRICI 1.400,20 1.433,99 55,51 752,63 173,31 452,54 
Schemi idirci Abruzzo 61,82 36,81 36,81 
Schemi Idrici Basilicata 414,35 369,64 254,15 21,57 93,92 
Schemi Idrici Calabria 105,09 128,44 81,85 23,19 23,40 
Schemi Idrici Campania 128,55 128,55 
Schemi Idrici Molise 186,94 198,43 75,00 123,43 
Schemi Idrici Puglia 191,32 149,20 129,32 19,88 
Schemi Idrici Sardegna 212,95 181,62 55,51 126,11 
Schemi idrici Sicilia 227,74 241,30 86,20 155,10 
PIANO DEGLI INTERVENTI 
NEL COMPARTO 
ENERGETICO 1.793,00 691,50 81,50 90,00 520,00 
PIANO DEGLI INTERVENTI 
NEL COMPARTO DELLE 
TELECOMUNICAZIONI --
MANTENIMENTO IN 
EFFICIENZA EDIFICI SEDI DI 
ORGANISMI ISTITUZIONALI 322,26 312,86 312,86 
PIANO STRAORDINARIO PER 
L'EDILIZIA SCOLASTICA 489,08 -
TOTALE IN MEURO 116.238,40 31.589,30 4.240,45 5.651,82 2.099,52 19.597,51 
MEZZOGIORNO 30.452,67 14.154,48 2.135,76 2.772,83 311,38 8.934,51 
PERCENTUALI SUL TOTALE 
NAZIONALE 26,20 44,81 50,37 49,06 14,83 45,59 
* alla voce valichi sono comprese le opere ricusate dalla Corte dei conti ma non è compresa la Torino Lione 

Gli stessi dati, analizzati per l’aggregato più ampio possibile, cioè 
per famiglie di infrastrutture, ci indicano lo stato che segue. 

Rispetto ai costi conosciuti per famiglie di infrastrutture e resi 
pubblici con l’Allegato Infrastrutture del giugno del 2008, le famiglie 
infrastrutturali relative al Sistema Valichi, al corridoio plurimodale Tirreno 
Brennero ed al corridoio plurimodale dorsale centrale, non hanno 
registrato nessun impegno di disponibilità e quindi nessun avanzamento 
programmatico. 

Altre famiglie infrastrutturali, come il corridoio padano, 
componente italiana del Corridoio n 5, il corridoio tirrenico nord Europa 
che si estende lungo tutta la fascia tirrenica del centro sud Italia ed in cui 
insistono importantissime infrastrutture come l’asse autostradale Salerno 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Reggio Calabria ed il sistema stradale siciliano oltre al Corridoio n 1 

Berlino Palermo, registrano rispettivamente un avanzamento di oltre l’11 

% e di oltre il 30%. 

Particolarmente indicativa per la speciale attitudine che ha 
dimostrato la legge obiettivo di intervenire su antiche esigenze 
infrastrutturali, è l’esperienza conseguita in questi anni di funzionamento 
della legge obiettivo dell’avanzamento relativo agli schemi idrici: ad oggi 
l’avanzamento registrato è pari quasi al 100%. 


Il rapporto delle disponibilità impegnate sui valori di costo 
deliberati dal CIPE, porta ad un avanzamento nazionale del 42%. 


Il valore dell’avanzamento nazionale del programma 
infrastrutture strategiche rimane pari al 27% a fronte di un 
avanzamento relativo ad opere localizzate nel Mezzogiorno pari al 
46%. 


Tabella 5: Avanzamento programmatico per opere avviate e famiglie di 
infrastrutture 

INFRASTRUTTURE STRATEGICHE Costi deliberati dal 
CIPE 10/2009 
Valore complessivodelle disponibilità 
impegnate 
Valore % 
dell'avanzamento 
SISTEMA VALICHI* 
Totale Valichi 3.575,00 --
CORRIDOIO PLURIMODALE PADANO -
Totale sistemi ferroviari 14.046,71 385,57 2,74 
Totale sistemi stradali e autostradali 16.150,31 3.105,97 19,23 
Totale Corridoio plurimodale padano 30.197,01 3.491,54 11,56 
CORRIDOIO PLURIMODALE TIRRENO - BRENNERO 
Totale sistemi ferroviari 4.867,16 --
Sistemi stradali ed autostradali 
Totale sistemi stradali e autostradali 1.832,72 --
Totale Corridoio plurimodale Tirreno - Brennero 6.699,88 --
CORRIDOIO PLURIMODALE TIRRENICO - NORD 
EUROPA 
Totale sistemi ferroviari 10.292,50 622,00 6,04 
Totale sistemi stradali e autostradali 22.732,67 9.467,30 41,65 
Totale Corridoio plurimodale Tirrenico - NordEuropa 33.025,17 10.089,30 30,55 
CORRIDOIO PLURIMODALE ADRIATICO 
Totale sistemi ferroviari 429,27 200,00 46,59 

77 



 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Totale sistemi stradali e autostradali 237,62 151,91 63,93 
Totale Corridoio plurimodale adriatico 666,89 351,91 52,77 
CORRIDOIO PLURIMODALE DORSALE CENTRALE 
Totale sistemi ferroviari -
Totale sistemi stradali e autostradali 563.033 
Totale Corridoio plurimodale Dorsale centrale --
PROGETTO PER LA SALVAGUARDIA DELLA 
LAGUNA E DELLA CITTA' DI VENEZIA: SISTEMA 
MO.SE. (b) 4.271,63 3.243,70 75,94 
PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA (b) 4.684,30 --
CORRIDOI TRASVERSALI E DORSALE 
APPENNINICA 
Totale sistemi ferroviari 3.243,04 --
Totale sistemi stradali e autostradali 7.026,90 3.450,13 49,10 
Totale Corridoi trasversali e dorsale appenninica 10.269,94 3.450,13 33,59 
SISTEMI URBANI 16.169,14 7.076,58 43,77 
PIASTRA LOGISTICA EURO MEDITERRANEA 
DELLA SARDEGNA adeguamento SS 131 (Cagliari-
Sassari; Nuoro-S. Teresa di Gallura) 671,394-25,823100,709-
147,19/SS-Alghero 103,291-1,549-15,49422,724/
porto di Olbia 51,646-5,165-12,911-12,911/porto 
di Golfo Aranci 20,65 
121,15 133,35 100% 
HUB PORTUALI Ancona 103,291-25,823-25,82351,646/
Civitavecchia 118,785-3,615-49,06354,228/
Taranto 51,646-2,582-10,32920,658/
allacciamenti plurimodali Genova-Savona-La 
Spezia 1.807,599-36,152-144,608-134,279/Trieste 
piattaforma logistica 414,198-29,954-5 
1.420,01 674,88 47,53 
HUB INTERPORTUALI scalo merci Poggio Mirteto 
258,228-0-5,165-0/Gioia Tauro 92,962-5,165-15,49430,987/
Nola-Battipaglia-Marcianise 361,520-14,46122,724-
29,954/area romana 149,772-10,329-25,82325,823/
Segrate 113,621-1,5493-0-0/Jesi 87,79810,329-
20,658-25 
573,38 370,61 64,64 
ALLACCIAMENTI FERROVIARI E STRADALI 
GRANDI HUB AEROPORTUALI 560,37 268,95 47,99 
SCHEMI IDRICI 1.400,20 1.433,99 100 
PIANO DEGLI INTERVENTI NEL COMPARTO 
ENERGETICO 1.793,00 691,50 38,57 
PIANO DEGLI INTERVENTI NEL COMPARTO DELLE 
TELECOMUNICAZIONI -
MANTENIMENTO IN EFFICIENZA EDIFICI SEDI DI 
ORGANISMI ISTITUZIONALI 322,26 312,86 97,08 
PIANO STRAORDINARIO PER L'EDILIZIA 
SCOLASTICA 489,08 --
TOTALE IN MEURO 116.238,40 31.589,30 27,18 

78 



 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

MEZZOGIORNO 30.452,67 14.154,48 46,48 
PERCENTUALI SUL TOTALE NAZIONALE 26,20 44,81 

La tabella che precede indica l’assegnazione di disponibilità 
impegnate rispetto ai costi deliberati dal CIPE per ogni progetto che abbia 
registrato una attivazione. 

Registrano necessità di ulteriori finanziamenti ma sono 
sostanzialmente fuori dal processo di programmazione per aver raggiunto 
uno stato di avanzamento compreso tra il 70 ed il 90% , opere come il 
Mo.SE e l’Autostrada Salerno Reggio Calabria, gli schemi idrici di 
Basilicata Puglia e Sardegna. 

Opere rientranti nel Piano delle Infrastrutture Strategiche 

oggetto di delibera CIPE 

Con l’allegato 2 della delibera 10/2009, il CIPE ha 
complessivamente indicato in 116.801,427 milioni di euro il valore del 
deliberato CIPE in data marzo 2009 ed indicato le forme di copertura 
avvenute sino a quella data su progetti, opere o lotti funzionali delle 
Infrastrutture strategiche. 

Tabella 6: Sintesi della copertura del Programma Infrastrutture Strategiche 
delibera CIPE 10/2009 

Valore complessivo di 
costo 
Assegnazioni CIPE di 
legge obiettivo 
Altre 
risorse 
pubbliche 
Risorse private Totale Fabbisogno 
116.801,427 14.092,785 26.996,559 25.802,158 66.891,502 49.909,925 

La descrizione del fabbisogno come differenziale tra il costo del 
valore del progetto deliberato e la copertura complessiva delle opere, 
indica una articolazione nel tempo differenziata per effetto della natura 
del progetto individuato. Da qui la necessità di scomporre il valore di 
116.801,427 milioni di euro in progetti definitivi e progetti preliminari. 

Su un complessivo valore del deliberato pari a 116,8 miliardi di 
euro, circa 30 miliardi riguardano progettazioni preliminari e circa 11 
miliardi di euro di opere sono ad uno stadio di progettazione definitiva. 
Dei circa 30 miliardi di euro di valore del deliberato preliminare, circa 11 
miliardi, il 40% , sono progetti ferroviari 

79 



 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Tabella 7: Stato dell’arte della programmazione: opere rientranti nel 
Programma Infrastrutture Strategiche deliberate dal CIPE 

INFRASTRUTTURE STRATEGICHE Costi deliberati dal CIPE 
10/2009 Deliberato CIPE 
Fabbisogno PP Fabbisogno PD 
SISTEMA VALICHI* 
Traforo di sicurezza del Frejus 30,00 
Sempione 
Brennero 3.575,00 ricusata 
Opere di accesso ai valichi (Dpef 2006 2009) 
(interventi parzialmente approvati con delibere113/2003 e 89/2004. NUOVA VOCE DPEF 20062009 
Totale Valichi 3.575,00 -30,00 
CORRIDOIO PLURIMODALE PADANO 
Sistemi ferroviari 
Asse ferroviario sull'itinerario del Corridoio 5 Lione 
- Kiev (Torino-Trieste) 10.600,00 6.539,37 -
Linea ferroviaria Aosta-Martigny ( NOTA 
INTEGRATIVA DPEF 2005-2008 -motivazioni 
funzionali) 
Tratta Venezia-Udine-Vienna 
Accessibilità ferroviaria Malpensa 1.071,71 292,45 -
Gronda ferroviaria merci nord Torino 2.375,00 2.309,40 -
Accessibilità Valtellina 
Totale sistemi ferroviari 14.046,71 9.141,22 -
Sistemi stradali ed autostradali 
Tunnel Monte Bianco 
Complemento stradale Corridoio 5 3.130,99 41,07 -
Accessibilità Valtellina 959,56 
Accessibilità Malpensa 552,11 138,02 
Autostrada Asti-Cuneo 118,49 
Autostrada Cuneo-Nizza (Mercantour) 
Asse stradale pedemontano (PiemonteseLombardo-
Veneto) 7.046,57 
Asse autostradale medio padano Brescia-Milano 
(774,685) - Passante di Mestre (1.962,536) (a1) 4.255,75 
21,91 
Riqualifica SS 415 Paullese 86,83 
Totale sistemi stradali e autostradali 16.150,31 179,09 21,91 
Totale Corridoio plurimodale padano 30.197,01 9.320,31 21,91 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

CORRIDOIO PLURIMODALE TIRRENO BRENNERO 
Sistemi ferroviari 
Asse ferroviario Brennero-Verona-Parma-La 
Spezia 4.867,16 2.069,16 
Totale sistemi ferroviari 4.867,16 2.069,16 -
Sistemi stradali ed autostradali 
Asse autostradale Brennero-Verona-Parma-La 
Spezia 1.832,72 256,00 
Totale sistemi stradali e autostradali 1.832,72 256,00 -
Totale Corridoio plurimodale Tirreno - Brennero 6.699,88 2.325,16 -
CORRIDOIO PLURIMODALE TIRRENICO NORD 
EUROPA 
Sistemi ferroviari 
Asse ferroviario Ventimiglia-Genova-Novara-
Milano (Sempione) 7.222,50 920,30 4.863,00 
Potenziamento sistema Gottardo 1.000,00 
Asse ferroviario Salerno-Reggio Calabria-Palermo-
Catania 2.070,00 --
Totale sistemi ferroviari 10.292,50 920,30 4.863,00 
Sistemi stradali ed autostradali 
SS 28 550,06 392,14 
Nuovo collegamento (tratto) autostradale Albenga-
Garessio-Ceva/Milesimo (DPEF 2005-2008 NUOVI 
INTERVENTI) 
Asse autostradale Cecina-Civitavecchia 3.787,80 
Adeguamento Cassia RM-VT 295,02 288,38 
Adeguamento Salaria 
-
Adeguamento SS 156 291,28 
Dorsale Atina-Colli al Volturno 
Pontina -A12 -Appia 1.656,52 2.020,05 
Cisterna - Valmontone 636,93 
A1 (Capua)-Domiziana e adeguamento 1.380,00 694,69 
Asse autostradale Salerno-Reggio Calabria 9.665,00 -
Asse autostradale Palermo-Messina 1.055,47 
Asse autostradale Messina-Siracusa-Gela 728,33 
Nord-Sud Camastra-Gela 
Agrigento-Caltanissetta-A19 518,59 
Ragusa-Catania 897,20 
Gela-Agrigento-Trapani 
Palermo-Agrigento 1.218,41 386,17 
Totale sistemi stradali e autostradali** 22.732,67 3.781,43 715,00 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Totale Corridoio plurimodale Tirrenico - Nord 
Europa 33.025,17 4.701,73 5.578,00 
CORRIDOIO PLURIMODALE ADRIATICO 
Sistemi ferroviari 
Asse ferroviario Bologna-Bari-Lecce-Taranto 429,27 
Totale sistemi ferroviari 429,27 --
Sistemi stradali ed autostradali 
Teramo-Giulianova-S. Benedetto del Tronto 
Foggia - Cerignola 
Bari - Matera 
Gioia del Colle - Matera 
SS 172 dei Trulli 
Ammodernamento SS 7 - SS 106 
Maglie - S. Maria di Leuca 201,40 
completamento funzionale SS 16 SS 613 - variante 
esterna di Lecce 2° stralcio (Allegato 2 delibera n. 
121/2001) 36,22 
Totale sistemi stradali e autostradali** 237,62 --
Totale Corridoio plurimodale adriatico 666,89 --
CORRIDOIO PLURIMODALE DORSALE 
CENTRALE 
Sistemi ferroviari 
Asse ferroviario Bologna-Verona-Brennero 2.481,57 
Asse ferroviario Milano-Firenze 
Linee ferroviarie Modena-Sassuolo e Sassuolo-
Reggio E. - DPEF 2005-2008 - NUOVO 
INTERVENTO 
Totale sistemi ferroviari 2.481,57 -
Sistemi stradali ed autostradali 
Asse autostradale Variante di Valico (a) 
Nodo stradale e autostradale di Bologna 
Collegamento Campogalliano-Sassuolo 563,03 
Ampliamento A1 tratta A22-Borgo Panigale 
Modena-Lucca 
Totale sistemi stradali e autostradali --
Totale Corridoio plurimodale Dorsale centrale -2.481,57 -
PROGETTO PER LA SALVAGUARDIA DELLA 
LAGUNA E DELLA CITTA' DI VENEZIA: 
SISTEMA MO.SE. (b) 4.271,63 
1.027,93 
PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA (b) 4.684,30 4.500,00 
CORRIDOI TRASVERSALI E DORSALE 
APPENNINICA 
Sistemi ferroviari 
Trasversale ferroviaria Orte - Falconara 2.450,84 1.921,84 
Passo Corese - Rieti 792,20 442,20 258,66 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Trasversale ferroviaria Taranto-Sibari-Reggio 
Calabria 
Totale sistemi ferroviari 3.243,04 2.364,04 258,66 
Sistemi stradali ed autostradali 
nodo ferrostradale Casalecchio di Reno - (Allegato 
2 delibera n. 121/2001) 217,94 147,36 
Valichi appenninici (E.R.) 
Valichi appenninici (TOSC.) 
Asse viario Fano-Grosseto (tratta marchigiana 
963,192-106,907-23,241-133,762-190,573 /tratta 
toscana 762,807-390,958-6,714-27,37267,139/
tratta umbra 278,887-20,658-51,64677,469) 
271,12 -
Asse viario Marche Umbria e quadrilatero di 
penetrazione interna (tratta marchigiana 669,845204-
5,165-54,744-108,972/tratta umbra 285,60125,823-
59,393-81,6) 
2.184,10 
430,73 
Nodo di Perugia 707,39 1.093,12 
Strada Tre Valli 630,45 614,20 
Terni-Rieti 222,02 
Rieti-L'Aquila-Navelli 20,05 
Pedemontana Abruzzo-Marche 
Galleria sicurezza Gran Sasso 
Bretella di collegamento meridionale A1-A14 (S. 
Vittore-Termoli) 
Benevento-Caserta-A1-Caianello-Grazzanise e 
variante di Caserta 680,38 
Asse Nord-Sud Tirrenico-Adriatico: LauriaContursi-
Grottaminarda-Termoli-Candela 
Salerno-Potenza-Bari 
Murgia-Pollino 
Corridoio jonico Taranto-Sibari-Reggio Calabria 2.093,44 536,67 -
Totale sistemi stradali e autostradali 7.026,90 2.822,08 -
Totale Corridoi trasversali e dorsale 
appenninica 10.269,94 5.186,12 258,66 
SISTEMI URBANI 
Grandi stazioni riqualificazioni 401,47 
Grandi stazioni Infrastrutture 284,47 
Metropolitane milanesi 3.243,93 789,42 
Accessibilità metropolitana Fiera di Milano 240,62 
Accessibilità Fiera di Milano 336,57 
Torino metropolitana 258,54 
Monza metropolitana 1.420,82 -
Brescia metropolitana 666,91 
Veneto sistema metropolitano 140,00 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Metropolitana lagunare di venezia (DPEF 20052008 
-NUOVI INTERVENTI) 
Trieste penetrazione grande viabilità nord 
Bologna metropolitana 788,86 
Modena metropolitana 
Costa romagnola metropolitana 92,05 
Genova metropolitana 
Nodo stradale e autostradale di Genova 
Firenze sistema tramviario 
Roma (C 2.272,41-909,481-0-113,621-227,241)/ 
B1 / GRA 3.660,33 267,88 
Nodo urbano di Roma 
Viabilità complementare dell' autostrada Roma aeroporto 
Fiumicino (DPEF 2005-2008 - NUOVI 
INTERVENTI) 
Area Castelli 
Napoli metropolitana e reti metropolitane di 
Salerno e Caserta 3.675,91 
Napoli risanamento del sottosuolo 26,67 
Bari tangenziale 
Bari nodo ferroviario e metropolitana 
Messina metropolitana 
Interventi mirati alla sistemazione dei nodi urbani di 
Villa S.Giovanni e Messina complementari alla 
realizzazione del Ponte sullo Stretto incluso 
variante Cannitello (DPEF 2005-2008 - NUOVI 
INTERVENTI) 
Nodo di Catania 932,00 
Totale Sistemi urbani 16.169,14 1.057,30 -
PIASTRA LOGISTICA EURO MEDITERRANEA 
DELLA SARDEGNA adeguamento SS 131 
(Cagliari-Sassari; Nuoro-S. Teresa di Gallura) 
671,394-25,823-100,709-147,19/SS-Alghero 
103,291-1,549-15,494-22,724/porto di Olbia 
51,646-5,165-12,911-12,911/porto di Golfo Aranci 
20,658-0,775-3,873-7,747/porto di Porto Torres 
8,263-0,207-0,826-4,648 
121,15 
HUB PORTUALI Ancona 103,291-25,823-25,82351,646/
Civitavecchia 118,785-3,615-49,06354,228/
Taranto 51,646-2,582-10,32920,658/
allacciamenti plurimodali Genova-Savona-
La Spezia 1.807,599-36,152-144,608134,279/
Trieste piattaforma logistica 414,19829,954-
5,165-30,987-77,469/Na-Sa 154,9375,165-
10,329-20,658 
1.420,01 
504,11 -
HUB INTERPORTUALI scalo merci Poggio Mirteto 
258,228-0-5,165-0/Gioia Tauro 92,962-5,16515,494-
30,987/Nola-Battipaglia-Marcianise 
361,520-14,461-22,724-29,954/area romana 
149,772-10,329-25,823-25,823/Segrate 113,6211,5493-
0-0/Jesi 87,798-10,329-20,65825,823/
centro merci Novara 296,963-162,6844,132-
0-0/area brindisina 61,975-1,033-00/
Catania 10,846-9,813-3,099-2,582-5,165/Termini 
Imerese 1,549-1,549-0-0/Livorno Guasticce 
25,823-2,582-5,165-7,747/piastra logistica umbra 
14,719-1,549-7,747-5,681/conca di accesso e 
573,38 
49,98 22,89 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

attrezzature porto di Cremona 57,843-23,2411,033-
6,197-18,076 
ALLACCIAMENTI FERROVIARI E STRADALI 
GRANDI HUB AEROPORTUALI 560,37 222,92 37,85 
SCHEMI IDRICI 1.400,20 39,03 27,89 
Schemi idirci Abruzzo 61,82 
Schemi Idrici Basilicata 414,35 
Schemi Idrici Calabria 105,09 
Schemi Idrici Campania 
Schemi Idrici Molise 186,94 
Schemi Idrici Puglia 191,32 
Schemi Idrici Sardegna 212,95 39,03 27,89 
Schemi idrici Sicilia 227,74 
PIANO DEGLI INTERVENTI NEL COMPARTO 
ENERGETICO 1.793,00 
PIANO DEGLI INTERVENTI NEL COMPARTO 
DELLE TELECOMUNICAZIONI 
MANTENIMENTO IN EFFICIENZA EDIFICI SEDI 
DI ORGANISMI ISTITUZIONALI 322,26 
PIANO STRAORDINARIO PER L'EDILIZIA 
SCOLASTICA 
489,08 
TOTALE IN MEURO 116.238,40 30.388,23 11.505,13 
MEZZOGIORNO 30.881,94 6.156,56 27,89 
PERCENTUALI SUL TOTALE NAZIONALE 26,57 20,26 0,24 
* alla voce valichi sono comprese le opere ricusate dalla Corte dei conti ma non è compresa la Torino Lione 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

 Opere rientranti nel Piano delle Infrastrutture Strategiche non 
sottoposte ancora al CIPE ed in corso di istruttoria presso la 
Struttura Tecnica di Missione del Dicastero delle Infrastrutture 
e dei Trasporti 

Il complessivo programma delle infrastrutture strategiche si 
compone di 20 famiglie infrastrutturali, 158 infrastrutture strategiche e 367 
opere ad autonomia funzionale. 

Da questo patrimonio progettuale abbiamo già scisso le opere ad 
autonomia funzionale che esprimono disponibilità impegnate e che per 
questo sono a diversi stadi di avanzamento compresi tra lavori ultimati e 
lavori affidati. 

La tabella che segue indica, per ogni opera ad autonomia 
funzionale, appartenente alla propria famiglia infrastrutturale compresa 
nella delibera 121 del 2001, i valori relativi al totale parco progetti in fase 
di preistruttoria al CIPE, cioè in istruttoria presso la Struttura Tecnica di 
Missione e quelli che non sono mai pervenuti in forma progettuale o sono 
in attesa di essere istruiti. 

Il fabbisogno che deriva da questa lettura, aggiornato al maggio 
2009, è di natura prettamente programmatica cioè in grado di 
manifestarsi o meno nell’arco temporale programmato. 

Data la natura dello stadio progettuale e conseguentemente 
autorizzativo dei progetti corrispondenti, il fabbisogno che ne deriva è di 
tipo programmatico. 

Tabella 8: Stato dell’arte della programmazione: opere rientranti nel 
Programma Infrastrutture Strategiche in fase di preistruttoria al CIPE 

INFRASTRUTTURE 
STRATEGICHE 
Totale 
Fabbisogno 
programmatico 
al maggio 2009 
Costi 
deliberati 
dal CIPE 
10/2009 Istruttoria Mit 
Progetti in attesa diperfezionamento della 
documentazione 
progettuale 
PP PD pp pd pe 
SISTEMA VALICHI* 
Traforo di sicurezza del Frejus 197.95 197.95 
Sempione 3.002,00 532 2.470,00 
Brennero 2.863,00 3.575,00 2.863,00 
Opere di accesso ai valichi (Dpef 
2006 2009) (interventiparzialmente approvati con 
delibere 113/2003 e 89/2004. 
NUOVA VOCE DPEF 2006-2009 2.500,40 197,5 2.500,40 
Totale Valichi 8.569,40 3.575,00 3.395,00 197,5 4.976,90 0 0 
CORRIDOIO PLURIMODALE 
PADANO 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Sistemi ferroviari 
Asse ferroviario sull'itinerario del 
Corridoio 5 Lione - Kiev (Torino-
Trieste) 16.644,37 
10.600,0 
0 1.887,00 5.018,00 3.200,00 
Linea ferroviaria Aosta-Martigny ( 
NOTA INTEGRATIVA DPEF 20052008 
-motivazioni funzionali) 430 430 
Tratta Venezia-Udine-Vienna 671,39 671,39 
Accessibilità ferroviaria Malpensa 1.492,45 1.071,71 1.200,00 -
Gronda ferroviaria merci nord 
Torino 2.309,40 2.375,00 
Accessibilità Valtellina 90,38 90,38 
Totale sistemi ferroviari 21.637,99 14.046,7 3.087,00 5.018,00 4.301,39 90,38 0 
Sistemi stradali ed autostradali 
Tunnel Monte Bianco 258,23 258,23 
Complemento stradale Corridoio 5 1.392,59 3.130,99 692,53 664,86 
Accessibilità Valtellina -959,56 
Accessibilità Malpensa 377,55 552,11 239,63 
Autostrada Asti-Cuneo -118,49 
Autostrada Cuneo-Nizza 
(Mercantour) 836,56 836,5 
Asse stradale pedemontano 
(Piemontese-Lombardo-Veneto) 
Collegamento progetti prioritari 1 e & 
(A31) e collegamento Lecco -bergamo 
tratta Vercurago Calolziocorte, variante 
di Calolziocorte, Calolziocorte-Cisano B. 919,64 7.046,57 794,64 98,86 125 
Asse autostradale medio padano 
Brescia-Milano (774,685) Passante 
di Mestre (1.962,536) 
(a1) 1.246,88 4.255,75 1.224,97 
Riqualifica SS 415 Paullese -86,83 
Totale sistemi stradali e 
autostradali 5.031,45 
16.150,3 
1 1.726,80 763,72 2.345,84 0 0 
Totale Corridoio plurimodale 
padano 26.669,44 
30.197,0 
2 4.813,80 5.781,72 6.647,23 90,38 0,00 
CORRIDOIO PLURIMODALE 
TIRRENO - BRENNERO 
Sistemi ferroviari 
Asse ferroviario Brennero-VeronaParma-
La Spezia 2.429,16 4.867,16 360 
Totale sistemi ferroviari 2.429,16 4.867,16 360 ----
Sistemi stradali ed autostradali 
Asse autostradale BrenneroVerona-
Parma-La Spezia 256 1.832,72 1832,67 
Totale sistemi stradali e 
autostradali 256 1.832,72 -----
Totale Corridoio plurimodale 
Tirreno -Brennero 2.685,16 6.699,88 360 1832,67 0 0 0 
CORRIDOIO PLURIMODALE 
TIRRENICO - NORD EUROPA 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Sistemi ferroviari 
Asse ferroviario Ventimiglia-
Genova-Novara-Milano (Sempione) 5.783,30 7.222,50 
Potenziamento sistema Gottardo 1.412,00 1.000,00 1.412,00 
Asse ferroviario Salerno-Reggio 
Calabria-Palermo-Catania 11.324,15 2.070,00 1.883,15 9.441,00 
Totale sistemi ferroviari 18.519,45 
10.292,5 
0 3.295,15 0 9.441,00 0 0 
Sistemi stradali ed autostradali 
SS 28 446,82 550,06 54,68 
Nuovo collegamento (tratto) 
autostradale Albenga-GaressioCeva/
Milesimo (DPEF 2005-2008 
NUOVI INTERVENTI) 0 
Asse autostradale Cecina-
Civitavecchia -3.787,80 
Adeguamento Cassia RM-VT 288,38 295,02 
Trasversale nord Orte-
Civitavecchia 715 52,06 
Adeguamento Salaria 1.320,00 1.320,00 
Adeguamento SS 156 -291,28 
Dorsale Atina-Colli al Volturno 263,63 263,63 
Pontina - A12 -Appia Cisterna 
Valmontono 2.327,87 2.293,45 307,82 
A1 (Capua)-Domiziana e 
adeguamento 694,69 1.380,00 
Asse autostradale Salerno-Reggio 
Calabria 2.723,96 9.665,00 780,78 846,12 1038,06 59 
Asse autostradale Palermo-
Messina 0 1.055,47 
Asse autostradale Messina-
Siracusa-Gela 297,69 728,33 256,8 40,89 
Nord-Sud Camastra-Gela 538,16 538,16 
Agrigento-Caltanissetta-A19 325,9 518,59 325,9 
Ragusa-Catania 448,5 897,2 448,5 
Gela-Agrigento-Trapani 287,17 287,17 
Palermo-Agrigento 386,17 1.218,41 
Totale sistemi stradali e 
autostradali** 10.348,94 
22.732,6 
7 2.110,35 1.088,60 1.384,28 1.884,39 99,89 
Totale Corridoio plurimodaleTirrenico - Nord Europa 28.868,39 
33.025,1 
7 5.405,50 1.088,60 10.825,28 1.884,39 99,89 
CORRIDOIO PLURIMODALE 
ADRIATICO 
Sistemi ferroviari 
Asse ferroviario Bologna-BariLecce-
Taranto 204,07 429,27 204,07 
Totale sistemi ferroviari 204,07 429,27 204,07 0 0 0 0 
Sistemi stradali ed autostradali 
Nuova Romea 1.500,00 1.500,00 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Teramo-Giulianova-S. Benedetto 
del Tronto 10,7 10,7 
Foggia - Cerignola 0 
Bari - Matera 124,97 124,97 
Gioia del Colle - Matera 0 
SS 172 dei Trulli 217,12 217,12 
Ammodernamento SS 7 - SS 106 24,99 24,99 
Maglie - S. Maria di Leuca 135,5 201,4 135,5 
completamento funzionale SS 16 
SS 613 - variante esterna di Lecce 
2° stralcio (Allegato 2 delibera n. 
121/2001) 0 36,22 
Totale sistemi stradali e 
autostradali** 513,28 237,62 0 135,5 1.635,67 242,11 0 
Totale Corridoio plurimodale 
adriatico 717,35 666,89 204,07 135,5 1635,67 242,11 0 
CORRIDOIO PLURIMODALE 
DORSALE CENTRALE 
Sistemi ferroviari 
Asse ferroviario Bologna-Verona-
Brennero 4.840,80 249 1.300,00 810,23 
Linee ferroviarie Modena-Sassuolo 
e Sassuolo-Reggio E. - DPEF 
2005-2008 -NUOVO 
INTERVENTO 0 
Totale sistemi ferroviari 4.853,30 0 249 12,5 1.300,00 810,23 0 
Sistemi stradali ed autostradali 
Asse autostradale Variante di 
Valico -
Nodo stradale e autostradale di 
Bologna 1.316,75 1.316,75 
Collegamento Campogalliano-
Sassuolo 417,33 563,03 417,33 
Ampliamento A1 tratta A22-Borgo 
Panigale 175 -175 
Modena-Lucca 348 348 
Mestre Civitavecchia** 
(accorpamento della Trasversale 
Nord Orte Civitavecchia (715;
52,06),Nuova Romea (1500;0) e 
Riqualificazione E45 0; 0;) 1.500,00 5.641,00 
Totale sistemi stradali e 
autostradali 3.757,08 0 5641 417,33 348 1.491,75 0 
Totale Corridoio plurimodale 
Dorsale centrale 8.610,38 0,00 5.890,00 429,83 1.648,00 2.301,98 0,00 
PROGETTO PER LA 
SALVAGUARDIA DELLA 
LAGUNA E DELLA CITTA' DI 
VENEZIA: SISTEMA MO.SE. (b) 1.027,93 4.271,63 0 0 0 0 0 
PONTE SULLO STRETTO DI 
MESSINA 6.100,00 4.684,30 0 1.300,00 0 0 0 
CORRIDOI TRASVERSALI E 
DORSALE APPENNINICA 
Sistemi ferroviari 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Trasversale ferroviaria Orte -
Falconara 2.494,94 2.450,84 573,1 
Passo Corese - Rieti 700,86 792,2 -
Trasversale ferroviaria Taranto-
Sibari-Reggio Calabria 139,44 139,44 
Linea AV Napoli Bari 3.377,00 3377 
Totale sistemi ferroviari 6.712,24 3.243,04 573,1 0 3516,44 0 0 
Sistemi stradali ed autostradali 
nodo ferrostradale Casalecchio di 
Reno - (Allegato 2 delibera n. 
121/2001) 147,36 217,94 
Valichi appenninici (E.R.) 321,23 321,23 
Valichi appenninici (TOSC.) 778,55 97,41 14,66 666,48 
Asse viario Fano-Grosseto (tratta 
marchigiana 963,192-106,90723,241-
133,762-190,573 /tratta 
toscana 762,807-390,958-6,71427,372-
67,139/tratta umbra 
278,887-20,658-51,646-77,469) 2.600,49 271,12 143,37 2.457,12 
Asse viario Marche Umbria e 
quadrilatero di penetrazione interna 
(tratta marchigiana 669,845-2045,165-
54,744-108,972/tratta umbra 
285,601-25,823-59,393-81,6) 430,73 2.184,10 -
Nodo di Perugia 1.093,12 707,39 
Strada Tre Valli 614,2 630,45 
Terni-Rieti -222,02 
Rieti-L'Aquila-Navelli 473,45 20,05 473,45 
Pedemontana Abruzzo-Marche 569,94 569,94 
Galleria sicurezza Gran Sasso 19,72 19,72 
Bretella di collegamento 
meridionale A1-A14 (S. Vittore-
Termoli) 2.574,60 557,5 2.017,10 
Benevento-Caserta-A1-Caianello-
Grazzanise e variante di Caserta 1.118,00 680,38 1.118,00 
Asse Nord-Sud Tirrenico-Adriatico: 
Lauria-Contursi-Grottaminarda-
Termoli-Candela 4.492,93 4.111,93 381 
Salerno-Potenza-Bari 552 552 
Murgia-Pollino 849,4 849,4 
Corridoio jonico Taranto-Sibari-
Reggio Calabria 13.374,93 2.093,44 1.101,80 11.736,40 
Totale sistemi stradali e 
autostradali 30.010,65 7.026,89 6.986,64 158,03 20.024,12 19,72 0,00 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Totale Corridoi trasversali e 
dorsale appenninica 36.722,89 
10.269,9 
3 7.559,74 158,03 23.540,56 19,72 0,00 
SISTEMI URBANI 
Grandi stazioni riqualificazioni -401,47 
Grandi stazioni Infrastrutture -284,47 
Metropolitane milanesi 1.316,34 3.243,93 931,00 
Accessibilità metropolitana Fiera di 
Milano -240,62 
Accessibilità Fiera di Milano -336,57 
Torino metropolitana 457,58 258,54 151,51 306,07 
Monza metropolitana -1.420,82 
Brescia metropolitana 136,61 666,91 60 108,69 
Veneto sistema metropolitano 125,77 140 125,77 
Metropolitana lagunare di venezia 
(DPEF 2005-2008 - NUOVI 
INTERVENTI) 377 377 
Trieste penetrazione grande 
viabilità nord 516,46 516,46 
Bologna metropolitana 402,22 788,86 402,22 
Modena metropolitana 584 584 
Costa romagnola metropolitana 64,55 92,05 20,42 -44,13 
Genova metropolitana 263,39 263,39 
Nodo stradale e autostradale di 
Genova 755,41 755,41 
Firenze sistema tramviario 640,42 640,42 
Roma (C 2.272,41-909,481-0113,621-
227,241)/ B1 / GRA 267,88 3.660,33 75,9 
Nodo urbano di Roma 1.376,00 1.376,00 
Viabilità complementare dell' 
autostrada Roma - aeroporto 
Fiumicino (DPEF 2005-2008 NUOVI 
INTERVENTI) -
Area Castelli 245 245 
Napoli metropolitana e reti 
metropolitane di Salerno e Caserta 1.525,65 3.675,91 -1.091,55 145 289,1 
Napoli risanamento del sottosuolo 0 26,67 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Bari tangenziale 80 80 
Bari nodo ferroviario e 
metropolitana 406 0 124,5 65,7 215,8 0 0 
Messina metropolitana -
Interventi mirati alla sistemazione 
dei nodi urbani di Villa S.Giovanni e 
Messina complementari alla 
realizzazione del Ponte sullo 
Stretto incluso variante Cannitello 
(DPEF 2005-2008 - NUOVI 
INTERVENTI) 600 600 
Nodo di Catania 830,39 932 495,39 335 
Totale Sistemi urbani 10.798,87 
16.169,1 
4 4.561,31 1.520,17 3.261,47 397,79 0 
PIASTRA LOGISTICA EURO 
MEDITERRANEA DELLA 
SARDEGNA adeguamento SS 131 
(Cagliari-Sassari; Nuoro-S. Teresa 
di Gallura) 671,394-25,823100,709-
147,19/SS-Alghero 
103,291-1,549-15,494-22,724/porto 
di Olbia 51,646-5,165-12,91112,911/
porto di Golfo Aranci 
20,658-0,775-3,873-7,747/porto di 
Porto Torres 8,263-0,207-0,8264,648 
1.620,30 121,15 72,76 125 4,4 1.418,14 
HUB PORTUALI Ancona 103,29125,823-
25,82351,646/
Civitavecchia 118,7853,615-
49,063-54,228/Taranto 
51,646-2,582-10,32920,658/
allacciamenti plurimodali 
Genova-Savona-La Spezia 
1.807,599-36,152-144,608134,279/
Trieste piattaforma 
logistica 414,198-29,954-5,16530,987-
77,469/Na-Sa 154,9375,165-
10,329-20,658 1.012,31 1.420,01 289,76 218,44 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

HUB INTERPORTUALI scalo 
merci Poggio Mirteto 258,228-05,165-
0/Gioia Tauro 92,962-5,16515,494-
30,987/Nola-Battipaglia-
Marcianise 361,520-14,461-22,72429,954/
area romana 149,77210,329-
25,823-25,823/Segrate 
113,621-1,5493-0-0/Jesi 87,79810,329-
20,658-25,823/centro merci 
Novara 296,963-162,684-4,132-00/
area brindisina 61,975-1,033-00/
Catania 10,846-9,813-3,0992,582-
5,165/Termini Imerese 
1,549-1,549-0-0/Livorno Guasticce 
25,823-2,582-5,165-7,747/piastra 
logistica umbra 14,719-1,5497,747-
5,681/conca di accesso e 
attrezzature porto di Cremona 
57,843-23,241-1,033-6,197-18,076 1.055,44 573,38 122,94 150,27 709,36 
ALLACCIAMENTI FERROVIARI E 
STRADALI GRANDI HUB 
AEROPORTUALI 351,17 560,37 90,4 
SCHEMI IDRICI 798,08 1.400,20 371,54 99,95 185,27 74,4 -
Schemi idirci Abruzzo 154,97 61,82 50,3 104,67 
Schemi Idrici Basilicata 102 414,35 37 65 
Schemi Idrici Calabria -105,09 
Schemi Idrici Campania 464,79 371,54 49,65 43,6 
Schemi Idrici Molise -186,94 
Schemi Idrici Puglia -191,32 
Schemi Idrici Sardegna 76,32 212,95 9,4 
Schemi idrici Sicilia -227,74 
PIANO DEGLI INTERVENTI NEL 
COMPARTO ENERGETICO 0 1.793,00 0 
PIANO DEGLI INTERVENTI NEL 
COMPARTO DELLE 
TELECOMUNICAZIONI 0 0 0 
MANTENIMENTO IN EFFICIENZA 
EDIFICI SEDI DI ORGANISMI 
ISTITUZIONALI 0 322,26 0 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

PIANO STRAORDINARIO PER 
L'EDILIZIA SCOLASTICA 0 489,08 0 
114.245, 32.633,7 
TOTALE IN MEURO 133.539,36 02 2 12.668,97 52.815,18 6.428,91 99,89 
MEZZOGIORNO** 52.056,24 
28.929,0 
0 9.723,42 3.898,48 25.667,10 3.908,14 99,89 
PERCENTUALI SUL TOTALE 
NAZIONALE 38,82 26,57 35,48 35,47 50,66 60,79 100 
* alla voce valichi sono comprese le 
opere ricusate dalla Corte dei conti 
ma non è compresa la Torino Lione 
** netto accorpamento Mestre 
Civitavecchia 

A fronte di un deliberato CIPE di 116, 2 miliardi di euro, oltre 27 
miliardi di euro riguardano opere allo stadio di progettazione preliminare 
circa 11 miliardi di euro riguardano interventi a livello di progettazione 
definitiva, istruiti dalla Struttura Tecnica di Missione e in attesa di essere 
sottoposti al CIPE e circa 56 miliardi di euro le opere in attesa di 
perfezionamento della documentazione progettuale.. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Capitolo 4: La manovra triennale, l’uso dei Fondi FAS, 
le risorse a disposizione 



 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

La manovra triennale: le risorse a disposizione e le ulteriori 
esigenze 

Nell'articolato processo programmatico che prevede anche il 
passaggio alla triennalità della manovra finanziaria prevista dalla legge di 
riforma della Legge finanziaria e dalle nuove indicazioni in materia di 
federalismo fiscale, si inserisce l’impostazione della manovra finanziaria, 
cioè un ampio corpo normativo contenuto nella legge finanziaria per il 
2009. 

Nell’Allegato Infrastrutture al DPEF 2009 – 2011, quello dello 
scorso anno, abbiamo indicato una esigenza finanziaria di 44 miliardi di 
€ di cui il contributo pubblico stimato era pari, sempre nel triennio, a 14 
miliardi di € (vedi Tavola seguente) 

Tabella 9: FONTI IMPIEGHI SU ESIGENZE FINANZIARIE 2009 - 2011 

(in miliardi di €) 

Risorse 
pubbliche 
Risorse 
private e 
comunitarie 
2009 2010 2011 Oltre 
Legge 
Obiettivo 18,000 4,000 5,000 5,000 4,000 
Legge 
Obiettivo 37,215 8,000 12,000 10,000 7,215 
Totale 18,000 37,215 12,000 17,000 15,000 11,215 

Nel 2009 il ricorso ai fondi FAS ed ai fondi di Legge obiettivo, 
hanno modificato l’impegno di competenza pubblica. 

Nel marzo del 2009, la disponibilità di fondi di origine FAS si 
componeva delle disponibilità assegnate con delibera CIPE 112/2008 di 

7.356 milioni di euro oltre ad una disponibilità aggiuntiva di 5 miliardi di 
euro derivante dall’assegnazione avvenuta proprio in data 6 marzo 2009. 
Questa seconda assegnazione era comprensiva di 1 miliardo di € 
assegnati a valere sull’edilizia scolastica ed universitaria e 200 milioni di 
euro per l’edilizia carceraria. 

Da questa disponibilità si devono sottrarre: 

1. adeguamento prezzi materiale da costruzione: 900 milioni di €; 
2. finanziamento società Tirrenia: 390 milioni di euro; 
3. finanziamento servizi regionali ferroviari: 1.440 milioni di euro; 
4. finanziamento 
obblighi di servizio media lunga percorrenza 
ferroviari: 330 milioni di euro; 
5. investimenti del Gruppo ferrovie dello Stato: 960 milioni di €. 

 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Il Fondo Infrastrutture ha quindi un valore di 7.136 milioni di euro a 
cui vanno riassegnate le risorse dedicate ad investimenti in infrastrutture 
ferroviarie derivanti dal decreto interministeriale di cui all’art 25 legge 
2/2009. Sul valore di 7.596 milioni di euro così ottenuto, si è proceduto ad 
adempiere all’obbligo di ripartizione territoriale 15% e 85% nel rispetto 
delle indicazioni formulate dal Dicastero dello Sviluppo Economico 
coerentemente a quanto previsto dall’art. 6 quinquies della Legge 
133/2008. 

Nel 2009, in realtà, l’impegno di competenza pubblica è stata di 
9,916 miliardi di € (2,3 miliardi di € per rifinanziamento Legge Obiettivo e 
7,6 miliardi di € Fondi FAS) per investimenti in infrastrutture. 

Gli altri 3,1 miliardi di € sono stati destinati ad attività non 
infrastrutturali quali, come detto in precedenza: la privatizzazione di 
Tirrenia, il trasporto regionale delle Ferrovie dello Stato, l’emergenza 
terremoto in Abruzzo, l’aumento dei prezzi del materiale da costruzione, 
ecc.). L’impegno di quota privata, nel 2009, è stata di circa 8 miliardi di 
€. 

Nel 2010 riteniamo necessario un contributo privato di 10 miliardi 
di €. 

In tal modo il quadro Fonti Impieghi per il triennio 2010 – 2012, 
alla luce di quanto definito dal CIPE nella seduta del 26 giugno 2009 e 
delle esigenze programmatiche prima esposte, diventa: 

Tabella 10: FONTI IMPIEGHI SU ESIGENZE FINANZIARIE 2010 - 2012 

(In miliardi di €) 

 Risorse 
pubbliche 
Risorse 
private e 
comunitarie 
2009 2010 2011 2012 Oltre 
Fondo 
infrastrutture 26,000* 9,900 4,100 5,000 7,000 
Fondo 
infrastrutture 46,000** 8,000 10,400 12,600 7,000 9,000 
Totale 26,000* 46,000 ** 17,900 10,400 16,700 12,000 16,000 

* nel triennio 2009 – 2001 viene rispettata la quota definita nell’Allegato 
Infrastrutture dello scorso anno pari a 14 miliardi di € 
**nel triennio 2009 – 2011 viene rispettata la quota definita nell’Allegato 
Infrastrutture dello scorso anno pari a 30 miliardi di € 



 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Per dare un quadro informativo completo sulle altre esigenze 
finanziarie relative ad opere non comprese nella Legge Obiettivo e 
relative alle attività di sviluppo e manutenzione della rete stradale e 
ferroviaria si riportano le esigenze finanziarie avanzate, in proposito da 
ANAS e da Rete ferroviaria Italiana. Si precisa che i valori indicati nelle 
seguenti Tabelle attengono alle previsioni espresse negli atti contrattuali 
in essere. Tali poste finanziarie sono suscettibili di modificazioni alla luce 
delle misure programmate dal Governo ai fini della manovra triennale. 

(In milioni di €) 

2008 2009 2010 2011 2012 
Risorse stanziate in Legge 
Finanziaria 2007 (annualità 
2008 e 2009), risorse previste 
nel Piano investimenti ANAS 
2007– 2011 (annualità 2010 e 
2011) e previsioni al 2012 
Ulteriore fabbisogno perinterventi attivabili mediante 
il Contratto di Programma 
1.560,00 1.204,00 
2.000,00 
1.660,00 
1.900,00 
1.660,00 
1.900,00 
1.660,00 
1.900,00 

(In milioni di €) 

2008 2009 2010 2011 2012 
Risorse autorizzate a 
legislazione vigente tramite 
Contratto di Programma RFI 
2007 – 2011 (agg.to 2008) eLegge Finanziaria 2008 
(annualità 20098 e 2010) 
Ulteriore fabbisogno 
minimale per interventi 
prioritari attivabili mediante 
il Contratto di Programma 
4.751 4.520 2.885 
5.430 
2.818 
5.470 
2.818 
5.500 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Accesso ai capitali privati 

Nella ricerca di capitali privati si seguiranno i seguenti possibili 
itinerari procedurali: 

a) 
Anticipo bando di gara per concessioni autostradali in 
scadenza: è utile ricordare che gli approfondimenti finora portati 
avanti, su possibili anticipazioni della messa in gara sul mercato di 
concessioni autostradali in scadenza nel prossimo quinquennio, 

portano come risultato ad un valore che oscilla tra un minimo 
di 800 milioni di € ed un massimo di 2.600 milioni di € che 
ANAS potrebbe destinare alla realizzazione di nuovi 
investimenti all’interno del Contratto di Programma. 

b) 
Pedaggiamento di tratte stradali convertibili in autostradali: si 
verificherà la possibilità di pedaggiare alcuni segmenti stradali, 
segmenti che, come già prospettato nell’Allegato Infrastrutture al 
DPEF del 2005, con adeguati investimenti possono essere 
trasformati in segmenti autostradali, quali in particolare: 

- 
la E 45 (attualmente segmento isolato dell’asse Mestre – 
Civitavecchia che con il presente Allegato Infrastrutture diventa 
asse organico trasversale del Paese per il quale è in corso un 
apposito project financing); 
- 
il raccordo anulare di Roma e l’accesso all’aeroporto di 
Fiumicino; 
- 
la superstrada Bari – Lecce; 
- 
l’autostrada Salerno – Reggio Calabria (la decorrenza del 
pagamento del pedaggio potrà avvenire solo in presenza di 
una offerta di tipo autostradale e quindi a decorrere dal 2013); 
- 
l’autostrada Catania - Siracusa di prossima apertura da parte 
di ANAS. 
Le ipotesi di pedaggiamento saranno coerenti con le Fonti di 
copertura dei finanziamenti utilizzati per la realizzazione o per gli 
adeguamenti necessari. 

c) 
Società di Corridoio: lo scorso, anno nell’Allegato Infrastrutture, si 
propose formalmente di costituire Società capaci di ottimizzare al 
massimo i vantaggi prodotti dai vari “Corridoi comunitari 
plurimodali”. 

Società che si configurano, come nel caso dell’esperienza della 
“Quadrilatero Umbria Marche”, quali soggetti catalizzatori delle attività 
e delle rendite che, nell’intorno del corridoio o in alcuni nodi particolari 
dello stesso, diventano concrete proprio a valle di un intervento 
organico. Un organismo non legato solo alla realizzazione di un 
determinato asse infrastrutturale ma, come nel caso della Brenner 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Corridor Platform, un organismo che ha come obiettivo quello di 
aggregare tutti coloro che gestiscono anche attività intermodali 
(piastre logistiche, interporti, ecc.) direttamente e indirettamente legate 
alla realizzazione del nuovo tunnel ferroviario. 

d) 
Azione mirate a fare uscire l’ANAS dalla Pubblica 
Amministrazione: anche questo è un obiettivo che da almeno tre 
anni si cerca di perseguire. In realtà sarà necessario intensificare lo 
sviluppo dei ricavi da mercato e ciò consentirebbe, già nel breve 
termine, di raggiungere l’obiettivo del deconsolidamento di ANAS 
dal perimetro della Pubblica Amministrazione e conseguentemente, 
quello di poter accedere autonomamente al mercato dei capitali per 
finanziare, anche attraverso fonti alternative ai tradizionali contributi 
dello Stato, la domanda di sviluppo infrastrutturale del Paese senza 
alimentare ulteriormente il debito pubblico. 

Possibile accesso ai capitali pubblici e comunitari 

I capitali Pubblici e comunitari che si ritiene necessario 
garantire sono relativi a: 

e) 
Identificazione di una quota finanziaria per la realizzazione del 
nuovo tunnel ferroviario del Brennero. L’Austria, infatti, ha già 
approvato la tratta di sua competenza ed è pronta a garantire la 
propria quota. Il Governo italiano non può non rispettare il 
cronoprogramma che si è dato a scala comunitaria anche perché la 
Unione Europea ha già assegnato una quota di 981 milioni di € 
per tale intervento. A tale proposito viene nel Capitolo 6 riportato il 
quadro dettagliato delle esigenze finanziarie e del possibile 
itinerario procedurale già esposto al CIPE nella seduta del 8 
maggio 2009. 

f) 
Adeguamento del valore dei servizi resi dalla Motorizzazione 
Civile. Oggi i cespiti provenienti dai servizi erogati dalla 
Motorizzazione Civile (patenti, omologazioni, ecc.) producono 
entrate pari a circa 800 milioni di €. Potremmo avviare un 
processo di adeguamento tariffario, anche minimo e frazionato in 
un arco temporale lungo, in modo da non incidere sul tasso 
inflativo; in tal modo sarebbe possibile, in un arco di tre anni, 
portare tali introiti a 1 miliardo di € e la quota aggiuntiva di 200 
milioni di € potrebbe essere destinata al rifinanziamento della 
Legge 211/92. 

g) 
Definizione di un Fondo Rotativo del valore di 2 miliardi di € 
per la costituzione di Partenariato Pubblico Privato per la gestione 
di Piastre Logistiche. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

h) 
Un azione organica e mirata per il trasporto pubblico locale. 
Oltre alle risorse destinate dalla Legge Obiettivo per la 
realizzazione di reti metropolitane, sarà opportuno assegnare delle 
risorse per il rifinanziamento del “Fondo per la promozione e il 
sostegno dello sviluppo del trasporto pubblico locale” istituito dal 
decreto legge 25 giugno 2008 n. 112 convertito con modificazioni 
dalla legge 6 agosto 2008 n. 133 e destinato ad interventi per il 
trasporto rapido di massa e all’acquisto di veicoli da adibire al 
trasporto pubblico locale ivi compresi rotabili da destinare ai servizi 
di competenza regionale ed autobus a minore impatto ambientale o 
ad alimentazione non convenzionale. Sarà, altresì, opportuno 
adottare tutti i provvedimenti finalizzati all’attuazione delle riforme in 
materia di trasporto pubblico locale, in linea con la legge sul 
federalismo fiscale, che prevede la definizione delle modalità di 
determinazione del fabbisogno per il Trasporto Pubblico Locale 
tenendo conto di costi standard per il settore e garantendo un livello 
adeguato del servizio. 

i) 
Il rifinanziamento e la riformulazione sostanziale della Legge 
211/92. Una riforma che deve superare le anomalie che hanno in 
questi anni caratterizzato, nei fatti, la attuale normativa. In tale 
operazione l’interlocutore fondamentale sarà la Conferenza Stato 
Regioni e Unificata ed in particolare sarà utile che la norma 
identifichi interventi organici e funzionali (comprensivi cioè 
dell’intera operazione sia legata alla infrastrutturazione degli 
impianti, sia del materiale rotabile su ferro e su gomma) in tal modo 
sarà possibile attivare forme concrete di Partenariato Pubblico 
Privato ridimensionando in modo sostanziale l’indebitamento 
pubblico. Manovra da coordinare con quanto riportato al 
precedente punto h). 

j) 
Incentivi al trasferimento su ferrovia e su idrovia delle merci 
gravitanti su strada. Il finanziamento statale alle imprese di 
trasporto ferroviario nella formula del contributo-chilometro 
(ferrobonus) è indispensabile per consentire ai nuovi operatori di 
sostenere i costi di accesso al mercato dei servizi di trasporto 
ferroviario. Tale contributo si giustifica altresì alla luce degli 
obiettivi di riequilibrio modale, di coordinamento dei trasporti e di 
mobilità sostenibile che il nostro ordinamento persegue, in linea con 
gli orientamenti comunitari. Si tratta, in ogni caso, di un contributo 
statale che, pur indirizzato alle imprese non dominanti, tende a 
giustificarsi anche sotto il profilo comunitario nell’ottica di una 
discriminazione positiva volta a sviluppare una efficace 
concorrenza nel mercato, e cioè in funzione dell’esigenza di 
consentire l’accesso al mercato di nuovi operatori. Donde anche la 
temporaneità della misura. Il costo della operazione è pari a circa 
25 milioni di € per tre anni. In attuazione degli impegni 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

internazionali assunti nell’ambito del progetto Torino - Lione, 
occorre garantire continuità al servizio di autostrada ferroviaria 
alpina che, superato il periodo di sperimentazione, si avvia a 
svolgere il regolare servizio. Analogo incentivo dovrebbe essere 
trasferito alle imprese di trasporto disposte ad investire in una 
movimentazione, quella idroviaria, che, avvenendo all’interno di un 
sistema territoriale con elevata domanda, produce, anche con 
soglie minime, rilevanti contributi all’abbattimento dell’impatto 
ambientale. 

k) 
Fiscalizzazione di 5 punti degli oneri sociali per le imprese 
portuali. Le associazioni rappresentative delle imprese portuali 
hanno evidenziato i risvolti sociali gravi ed urgenti che 
deriverebbero dal mancato accoglimento di una simile richiesta. 
L’argomento necessita comunque di approfondimenti e verifiche 
che saranno effettuate da parte dei competenti Ministeri. 

l) 
Sgravi per il cabotaggio minore. Le associazioni dell’armamento 
hanno chiarito che la richiesta ha un onere stimato in circa 55 
milioni di €, a fronte del quale lo Stato vedrebbe però ridotto di circa 
15 milioni di € l’onere della sovvenzione oggi erogata a favore 
dell’armamento pubblico. Anche questa richiesta è sottoposta ad 
approfondimenti e verifiche. 

m) Riduzione delle accise sui prodotti energetici per i mezzi 
utilizzati esclusivamente in aree portuali. Per onorare una simile 
richiesta andrebbe individuata una copertura di circa 20 milioni di € 
e occorrerebbe effettuare anche approfondimenti per quanto 
riguarda la compatibilità con l’ordinamento comunitario. 

n) 
Attivazione dello sportello unico doganale. In sede Presidenza 
del Consiglio si è recentemente conclusa la concertazione sullo 
schema di Regolamento attuativo. Occorre avviare l’iter per 
l’acquisizione del parere del Consiglio di Stato in merito. 

Impegni del Dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti 

coerenti con le attuali disponibilità finanziarie 

Dopo le delibere del CIPE del 6 marzo 2009, dell’ 8 maggio 2009 
e del 26 giugno 2009 è stato possibile disporre di un quadro certo di 
assegnazioni finanziarie per opere identificate in modo dettagliato. Solo 
dopo tali delibere, che hanno avuto il principale obiettivo di ricostruire un 
normale contesto programmatico a valle di un biennio 2006 – 2007 di 
blocco degli investimenti, è possibile disegnare un quadro di azioni che il 
Dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti prospetta possa essere 
attuato nel breve e medio periodo: 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

x 
Entro il mese di settembre 2009 sarà sottoposto al CIPE un 
programma di opere medio piccole di competenza dei 
Provveditorati alle Opere Pubbliche del Dicastero per un importo di 
circa 815 milioni di €. 

x 
Entro l’anno, saranno sottoposti al CIPE interventi per un valore 
globale di 15 miliardi di € relativi al Programma di interventi 
deliberati dal CIPE nella seduta del 6 marzo 2009 e del 26 giugno 
2009. 

x 
Entro l’anno, saranno attivate le gare per gli edifici pubblici della 
zona del terremoto dell’Aquila per un importo di circa 160 milioni 
di €. 

x 
Entro l’anno, saranno attivate le gare per l’edilizia scolastica della 
zona del terremoto dell’Aquila per un importo di circa 220 milioni 
di €. 

x 
Entro il mese di ottobre 2009, sarà disponibile il quadro degli 
interventi urgenti per la messa in sicurezza degli edifici scolastici 
per un valore pari a circa 750 milioni di €. Entro il mese di 
dicembre potranno concludersi le gare di affidamento di almeno il 
40% di tale quadro programmatico. 

x 
Entro il mese di luglio 2009, sarà sottoposta al CIPE una prima 
proposta per l’attuazione organica del Piano di edilizia carceraria 
supportata dalla disponibilità di una prima tranche di 200 milioni di 
€. 

x 
Entro il mese di luglio 2009 sarà costituito un nucleo operativo, al 
massimo livello, all’interno del Dicastero delle Infrastrutture e dei 
Trasporti il cui compito sarà quello di ridimensionare in modo 
sostanziale i tempi che intercorrono tra l’approvazione dei progetti 
da parte del CIPE e la loro cantierizzazione. Infatti, dal momento 
della approvazione dei progetti al CIPE all’apertura dei cantieri 
intercorrono spesso anche 24 mesi. Il nucleo ha un preciso 
mandato: riportare entro 120 giorni l’intero iter procedurale. 
Tale impegno è oggi possibile grazie alle nuove norme del Codice 
degli Appalti e alla istituzione dei Commissari previsti proprio dalla 
Legge n. 2 del 2009. 

.. Presentazione alla BEI di un Piano di interventi da supportare 
attraverso la linea di credito definita nel protocollo di accordo 
dell’ottobre 2008. Onde consentire l’intervento della BEI sui vari 
interventi proposti e tenuto conto che l’intervento può avvenire solo 
su progetti della Legge Obiettivo e ubicati sulle reti TEN – T, si 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

precisa che gli interventi relativi all’asse Pedemontana Lombarda 
ed all’Asse Val d’Astico (Trento – Piovene – Rocchette) fanno parte 
della legge Obiettivo e del Corridoi comunitari. 

Interventi del Fondo Infrastrutture: quadro di dettaglio della 
Delibera CIPE del 6 marzo 2009 

Le disponibilità complessive, considerati sia gli obblighi di legge 
che fanno capo alle assegnazioni di legge obiettivo, sia le risorse FAS, 
sia la quota ordinaria di RFI nonché le risorse FAS preesistenti, hanno 
portato, insieme a quote importanti derivanti dai capitali privati, alle 
finalizzazioni complessive indicate nella tabella che segue. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Tabella 11: INTERVENTI FONDO INFRASTRUTTURE QUADRO DI DETTAGLIO DELLA DELIBERA DEL 6 MARZO 2009 

(DELIBERA CIPE 26 GIUGNO 2009) 


Macro aree 
programmatiche Interventi 
Legge Obiettivo 
o 
Fondi propri FS 
Fondi FAS Privati 
Da 
programmare Inoltro al 
CIPE 
15% Centro 
Nord 85% Sud 
SALVAGUARDIA 
DI VENEZIA Sistema Mo. SE. 800 Già approvato 
TOTALE Mo.SE: 800 milioni, di cui: 800 
RIASSETTO DEL 
SISTEMA 
FERROVIARIO 
Tratta Brescia – Treviglio dell’Asse 
AV/AC Milano – Verona. Ia fase 
390 
(Legge Obiettivo) 
316 
(Fondi propri FS) 
99,9 
(15% FAS) 
144 
(15% quota FS) 
Luglio 2009 
Asse AV/AC Milano – Genova Ia fase 400 100 Luglio 2009 
Rho – Gallarate 292 Ottobre 2009 
Asse ferroviario Pontremolese I° 
stralcio 234,6 Già approvato 
Adeguamento rete ferroviaria 
meridionale, partecipazione FS e 
interventi a terra Ponte sullo Stretto 
904 
Nov. 2009 
Febbraio 2010 
Asse ferroviario Rieti - Passo Corese 350 2010 
TOTALE FERROVIE: 3.230,5 milioni, di cui: 1.632,6 343,9 904 350 
Asse autostradale CISA 1.810 Ottobre 2009 
Asse autostradale Brescia – Padova 900 Nov. 2009 
Asse autostradale Cecina – 
Civitavecchia 3.800 Già approvato 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Fondi FAS Privati 
Macro aree 
programmatiche Interventi 
Legge Obiettivo 
o 
Fondi propri FS 
15% Centro 
Nord 85% Sud 
Da 
programmare Inoltro al 
CIPE 
Tangenziale Est di Milano 1.500 Ottobre 2009 
Tunnel di sicurezza Frejus 30 Giugno 2009 
Sistema Pedemontana Lecco 
Bergamo - Ia fase 
Nodo di Perugia Ia Fase e Tre Valli Ia 
Fase 
80 
in corso 
definizione 
progetti Ottobre 2009 
Collegamento tra tangenziale di 
Napoli e rete viaria costiera. Ia fase 80 Ottobre 2009 
Adeguamento SS 372 Telesina 
(Caianello – Benevento) 90 Ottobre 2009 
Completamento Asse Autostradale 
Salerno – Reggio Calabria macro 
lotto 3 parte 4° e interventi per 
emergenza traffico – tratto Bagnara . 
Scilla 
345 Giugno 2009 
Completamento Asse Autostradale 
Salerno – Reggio Calabria nuovo 
svincolo di Eboli 
22 Giugno 2009 
Completamento Asse Autostradale 
Salerno – Reggio Calabria svincolo 
di Mileto 
38 Giugno 2009 
Completamento Asse Autostradale 
Salerno – Reggio Calabria svincolo 
di Rosarno 
21 Giugno 2009 
RIASSETTO DEL 
SISTEMA STRADALE 
ED AUTOSTRADALE 
Completamento Asse Autostradale 
Salerno – Reggio Calabria svincolo 
di Laurana Borrello 
25 Giugno 2009 

 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Macro aree 
programmatiche 
RIASSETTO DEL 
SISTEMA STRADALE 
ED AUTOSTRADALE 
RIASSETTO DEL 
SISTEMA STRADALE 
ED AUTOSTRADALE 
Interventi 
Legge Obiettivo 
o 
Fondi propri FS 
Fondi FAS Privati 
Da 
programmare Inoltro al 
CIPE 
15% Centro 
Nord 85% Sud 
Completamento Asse Autostradale 
Salerno – Reggio Calabria galleria 
Fossino e svincolo di Laino Borgo 
113 Giugno 2009 
Completamento Asse Autostradale 
Salerno – Reggio Calabria svincolo 
di Lamezia – Torrente Randace 
32 Giugno 2009 
Strada Statale 106 Jonica Megalotto 
3 I° stralcio 537 Giugno 2009 
Strada Statale 106 Jonica variante 
Nova Siri 34 Giugno 2009 
Agrigento - Caltanisetta - A19 Tratto 
dal Km 44 al Km 74 (Stralcio) 209 Giugno 2009 
Strada Licodia Eubea Collegamento 
SS. 117 bis Stralcio 2° 132 Luglio 2009 
Asse stradale Maglie – Santa Maria di 
Leuca 136 Luglio 2009 
Pedemontana Lombarda 3.800 Luglio 2009 
BreBeMi 1.700 Giugno 2009 
Corridoio tirrenico meridionale 1° 
stralcio Cisterna Valmontone 1.600 Luglio 2009 
Collegamento porto di Ancona alla 
grande viabilità 460 Ottobre 2009 
Raccordo Campo Galliano – 650 Ottobre 2009 
Nodo di Perugia e Tre Valli IIa Fase 400 2010 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Fondi FAS Privati 
Macro aree 
programmatiche Interventi 
Legge Obiettivo 
o 
Fondi propri FS 
15% Centro 
Nord 85% Sud 
Da 
programmare Inoltro al 
CIPE 
– 300 2010 
510 Ottobre 2009 
815 Nov. 2009 
1.137 2010 
– 
280 2010 
– 77 Ottobre 2009 
419 2010 
Strada Statale 4 adeguamento Passo 
Corese – Rieti 120 2010 
TOTALE STRADE E AUTOSTRADE: 22.202 milioni, di cui: 110 1.891 18.172 2.029 
Opere connesse EXPO 2015 
Prolungamento 
Linea M5 verso San Siro e Linea M4 
451 Ottobre 2009 
Risanamento laguna Venezia 50 Luglio 2009 
RIASSETTO DEI 
SISTEMI URBANI E 
METROPOLITANI 
Linea C Metropolitana Roma. 
Ulteriore stralcio 17,4 58,5 Ottobre 2009 

 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Fondi FAS Privati 
Macro aree 
programmatiche Interventi 
Legge Obiettivo 
o 
Fondi propri FS 
15% Centro 
Nord 85% Sud 
Da 
programmare Inoltro al 
CIPE 
400 Luglio 2009 
Ottobre 2009 330 
in corso 
definizione 
progetti Ottobre 2009 
5,5 Giugno 2009 
110 Nov. 2009 
16,5 Già approvato 
12 Giugno 2009 
56,5 Luglio 2009 
92 2010 
Metropolitana di Napoli Linea 6 150 Dicembre 2009 
TOTALE SISTEMI URBANI: 1.749,4 milioni, di cui: 17,4 760 880 92 
Piastra logistica Trieste 279 Ottobre 2009 
Piastra logistica Taranto 33,6 Luglio 2009 INTERMODALITÀ’ 
Piastre intermodali piemontesi 0,5 201,2 Luglio 2009 
TOTALE INTERMODALITA’: 514,3 milioni, di cui: 0,5 33,6 480,2 

 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Macro aree 
programmatiche Interventi 
Legge Obiettivo 
o 
Fondi propri FS 
Fondi FAS Privati 
Da 
programmare Inoltro al 
CIPE 
15% Centro 
Nord 85% Sud 
PONTE SULLO 
STRETTO Ponte sullo Stretto di Messina 1.300 Nov. 2009 
TOTALE PONTE: 1.300 milioni, di cui: 1.300 
ABRUZZO Emergenza terremoto Abruzzo 408 Sett. 2009 
TOTALE ABRUZZO: 400 milioni, di cui: 408 
SCHEMI IDRICI Schemi idrici Mezzogiorno 150 Dicembre 2009 
TOTALE SCHEMI IDRICI: 150 milioni, di cui: 150 
REALIZZAZIONE DI 
OPERE MEDIO 
PICCOLE NEL 
MEZZOGIORNO 
Opere minori e interventi finalizzati al 
supporto dei servizi di trasporto 815 
Ottobre 2009 
Febbraio 2010 
TOTALE OPERE MEDIO PICCOLE 815 
TOTALE GENERALE: 31.169,2, di cui: 2.450 1.214,4 6.381,6 18.172 2.951,2 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Tabella 12: INTERVENTI FONDO INFRASTRUTTURE QUADRO DI DETTAGLIO DELIBERA CIPE 6 MARZO 2009 

(stime di tiraggio cassa) 
QUADRO DI DETTAGLIO DELIBERA 6 MARZO 2009 


2009 2010 2011 Dopo 2011 
RISORSE 
DESTINATE ALLA 
SALVAGUARDIA DI 
VENEZIA 
Sistema Mo. SE. 800,00 80 320 240 160 
RISORSE 
DESTINATE AL 
RIASSETTO DEL 
SISTEMA 
FERROVIAIRO 
Tratta Brescia – 
Treviglio dell’Asse 
AV/AC Milano – 
Verona. Ia fase 
949,90 189.98 379,96 379,96 
Asse AV/AC Milano – 
Genova Ia fase 
500,00 150,00 200,00 150,00 
Rho – Gallarate 292,00 29,20 87,60 175,20 
Asse ferroviario 
Pontremolese I° stralcio 
234,60 46,92 70,38 117,30 
Adeguamento rete 
ferroviaria meridionale, 
partecipazione FS e 
interventi a terra Ponte 
sullo Stretto. 
904,00 271,20 361,60 271,20 
Tunnel di sicurezza 
Frejus 
30,00 6,00 9,00 15,00 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

RISORSE 
DESTINATE AL 
RIASSETTO DEL 
SISTEMA STRADALE 
Sistema Pedemontana 
Lecco Bergamo. Ia fase 
30,00 6,00 12,00 12,00 
Nodo di Perugia Ia Fase 
e Tre Valli Ia Fase 
50,00 10,00 15,00 25,00 
Collegamento tra 
tangenziale di Napoli e 
rete viaria costiera. Ia 
fase 
80,00 16,00 16,00 48,00 
Adeguamento SS 372 
Telesina (Caianello – 
Benevento) 
90,00 9,00 27,00 54,00 
Completamento Asse 
Autostradale Salerno – 
Reggio Calabria macro 
lotto 3 parte 4° e interventi 
per emergenza traffico – 
tratto Bagnara . Scilla 
345,00 34,30 102,90 205,80 
Completamento Asse 
Autostradale Salerno – 
Reggio Calabria 
nuovo svincolo di Eboli 
22,00 2,20 6,60 13,20 
Completamento Asse 
Autostradale Salerno – 
Reggio Calabria 
svincolo di Mileto 
38,00 7,60 15,20 15,20 
Completamento Asse 
Autostradale Salerno – 21,00 4,20 8,40 8,40 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

RISORSE 
DESTINATE AL 
RIASSETTO DEL 
SISTEMA STRADALE 
Reggio Calabria 
svincolo di Rosario 
Completamento Asse 
Autostradale Salerno – 
Reggio Calabria 
svincolo di Laurana 
Borrello 
25,00 5,00 10,00 10,00 
Completamento Asse 
Autostradale Salerno – 
Reggio Calabria 
galleria Fossino e 
svincolo di Laino Borgo 
113,00 22,60 45,20 45,20 
Completamento Asse 
Autostradale Salerno – 
Reggio Calabria 
svincolo di Lamezia – 
Torrente Randace 
32,00 6,40 12,80 12,80 
Strada Statale 106 
Jonica Megalotto 3 I° 
stralcio 
537,00 107,40 161,10 268,50 
Strada Statale 106 
Jonica variante Nova 
Siri 
34,00 3,40 10,20 10,20 10,20 
Agrigento - Caltanisetta 
- A19 Tratto dal Km 44 209,00 41,80 62,70 104,50 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

RISORSE 
DESTINATE AL 
RIASSETTO DEL 
SISTEMA STRADALE 
al Km 74 (Stralcio) 
Strada Licodia Eubea 
Collegamento SS. 117 
bis Stralcio 2° 
132,00 26,40 52,80 52,80 
Asse stradale Maglie – 
Santa Maria di Leuca 
136,00 27,20 40,80 68,00 
Strada Statale 260 
Picente (Amatrice – 
Montereale – L’Aquila) 
Lotto 4° dallo svincolo 
di Marana allo svincolo 
di Cavallai 
77,00 15,40 30,80 30,80 
Opere connesse EXPO 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

RISORSE 
DESTINATE AL 
RIASSETTO DEI 
SISTEMI URBANI E 
METROPOLITANI 
2015 Prolungamento 
Linea M5 verso San 
Siro e Linea M4 
451,00 45,10 135,30 270,60 
Risanamento laguna 
Venezia 
50,00 50,00 
Linea C Metropolitana 
Roma.Ulteriore stralcio 
75,90 30,36 45,54 
Rete metropolitana 
regionale campana 
408,00 120,00 160,00 120,00 
Reti metropolitane di 
Palermo e Catania 
200,00 20,00 60,00 120,00 
Sistemi urbani e 
metropolitani di Bari e 
di Cagliari 
130,00 13,00 26,00 91,00 
Sede logistica Agenzia 
Europea Sicurezza 
Alimentare - Parma 
5,00 5,00 
Adeguamento sistemi 
metropolitani di 
Parma, Brescia, 
Bologna, Torino 
110,50 33,15 55,25 22,10 
Aeroporto di Vicenza 16,50 9,90 4,95 1,65 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

RISORSE 
DESTINATE AL 
RIASSETTO DEI 
SISTEMI URBANI E 
METROPOLITANI 
Sistemi di trasporto 
lacuale 
12,00 4,80 4,80 2,40 
Metrotramvia di 
Bologna 
56,50 5,65 22,60 28,25 
Asse Rimini Riccione 92,00 9,20 27,60 55,20 
Metropolitana di 
Napoli Linea 6 
150,00 30,00 60,00 60,00 
Piastra logistica Taranto 33,60 6,72 10,08 16,80 
Piastre intermodali 
piemontesi 
0,50 0,50 
RISORSE DESTINATE 
AL PONTE 
Ponte sullo Stretto di 
Messina 
1.300,00 130,00 390,00 780,00 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

RISORSE DETINATE 
ALL’ ABRUZZO 
Emergenza terremoto 
Abruzzo 
408,00 120,00 160,00 128,00 
RISORSE DETINATE 
AGLI SCHEMI 
IDRICI 
Schemi idrici 
Mezzogiorno 
150,00 30,00 60,00 60,00 
RISORSE DESTINATE 
ALLA 
REALIZZAZIONE DI 
OPERE MEDIO 
PICCOLE NEL 
MEZZOGIORNO 
Opere minori e 
interventi finalizzati al 
supporto dei servizi di 
trasporto 
815,00 330 412,50 82,50 
T O T A L E 10.138,00 83,40 2.358,38 3.612,66 4.091,56 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

119 



 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Capitolo 5: la programmazione compiuta e la 
necessità di una programmazione complementare 



 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Aggiornamento opere indicate dalla Conferenza Unificata Stato 
Regioni attraverso l’Allegato Infrastrutture al DPEF 2009 2011 

Nella seduta di esame dell’Allegato Infrastrutture dello scorso 
anno da parte della Conferenza Stato Regioni, furono indicate un insieme 
di opere indicate nella tabella n. 3.8 (Opere parzialmente finanziate da 
avviare entro il 2013). 

Queste opere indicate dalle Regioni alla Conferenza Unificata 
Stato Regioni, furono dalla stessa Conferenza accolte favorevolmente 
nell’ambito del predetto Allegato Infrastrutture. 

Nella tabella che segue, si riportano gli aggiornamenti avvenuti 
nell’ultimo anno di attività della Struttura Tecnica di Missione proprio su 
quei progetti. Negli Atti Aggiuntivi si stanno verificando, caso per caso, le 
coerenze tra le proposte e il loro inserimento nella Legge Obiettivo. 

Tabella 13: Aggiornamento delle stato attuativo delle opere da avviare entro il 
2013 

Regione Interventi Costo 
Finanziamenti disponibili 
Fabbisogni 
da reperire 
Stato 
attuativo L.O. 
Altre 
fonti 
Statali Enti Locali U.E. Privati 
Liguria 
Genova -Tunnel 
Sottomarino/Sotte 
rraneo 
infrastruttura 
subportuale 421,00 ----326,00 95,0 pp in istruttoria 
Genova: riassetto 
accesso portuale 
Voltri 35,00 -----35,00 pp in istruttoria 
Savona: variante 
SS 1 Aurelia bis Tratta 
Torrente 
Letimbro casello 
Autostradale 137,54 ----
137,54 pp in istruttoria 
La Spezia: 
variante SS 1 
Aurelia bis - 4° 
lotto tra San 
Benedetto e 
Beverino 208,01 -----208,01 gara 
Lombardia 
Raccordo 
Autostradale tra 
l'autostrada A4 e 
la Valtrompia 923,05 -258,59 --
664,46 gara 
Malpensa Potenziamento 
Gallarate - Rho 
Realizzazione 3° 
Binario 302,00 -10,00 ---292,00 pp approvato 
Pedemonata 
lombarda 
Dalmine, Como, 
Varese, Valico del 
Gaggiolo 4.200,00 916,90 150,00 --2.682,94 450,16 pp approvato 

121 



 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Bergamo -Lecco: 
collegamento 
Calusco d'Adda Terno 
d'Isola 
opera connessa 
alla pedemontana 58,00 -----58,00 pp approvato 
Linea Novara -
Seregno: 
potenziamento e 
variante della 
tratta di Galliate 78,85 -----78,85 pd in istruttoria 
AV/AC: Treviglio Brescia 
2.000,00 -175,00 ---1.825,00 attesa pd 
Metropolitana di 
Milano linea M2 Prol. 
Cologno No 
rd - Vimercate 533,00 - 6,00 ---527,00 pp approvato 
Metropolitana di 
Milano linea M3 Tratta 
S.Donato -
Paullo 798,00 - 8,60 478,80 --310,60 pp approvato 
Metropolitana di 
Milano linea M4 - 
Tratta Sforza 
policlinico - Linate 910,00 - 9,90 546,00 --354,10 pp approvato 
Lombardia 
Veneto 
AV/AC: Brescia Verona 
2.738,00 -----2.738,00 pp approvato 
Veneto 
Sistemazione del 
nodo AV/AC di 
Verona 670,00 16,00 ----654,00 pp approvato 
Superstrada 
Pedemontana 
Veneta 2.177,30 ----1.989,69 187,61 pp approvato 
Collegamento 
ferroviario 
Aeroporto di 
Venezia 
(progettazione 
definitiva) 5,00 - 1,00 ---4,00 pp approvato 
Trentino Alto 
Adige 
Veneto 
Quadruplicamento 
Fortezza Verona: 
lotti 
1(Fortezza Ponte 
Gardena), 
2 
(circonvallazione 
di Bolzano) 2.500,40 53,00 28,00 33,00 -2.386,40 
pp approvato 
Friuli Venezia 
Giulia 
Venezia Trieste 
AV/AC -Tratta 
Ronchi dei 
Legionari Sud-
Trieste 
(progettazione 
definitiva) 48,00 -24,00 ---24,00 pp in istruttoria 
Piattaforma 
Logistica Trieste Opere 
di 
infrastrutturazione 
stradale/ferroviari 
a tra Scalo 
Legnami e P.F. 
Oli Minerali 278,90 32,00 -46,80 --200,10 gara 

122 



 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Veneto 
Emilia 
Romagna 
Umbria 
Lazio 
Nuova Romea 
E45-E55: tratta 
stradale Orte Mestre 
7.500,00 ---
-
5.600,00 1.900,00 attesa pp 
Emilia 
Romagna 
Toscana 
Raddoppio 
ferroviario 
Pontremolese: 
tratta Berceto -
Chiesaccia e 
Parma -Fornovo 
(progettazione 
definitiva) 54,00 -54,00 ---pp 
approvato 
Nodo 
ferrostradale di 
Casalecchio di 
Reno - S.S. 64 
Porrettana 147,36 -----147,36 attesa pd 
Collegamento 
stradale 
Campogalliano -
Sassuolo. A22 A1 
Campogalliano 
(completamento) 328,40 ----289,00 39,40 pd in istruttoria 
Bologna -
Metropolitana 
completamento 
(lotti 2A e 2B) 402,22 -----402,22 pp in istruttoria 
Toscana 
Grosseto-Siena: 
4° Lotto: da prog. 
27+200 a prog. 
30+040 Prov. di 
Grosseto al 
Comune Civitella 
Paganico 91,50 -----91,50 attesa pd 
Tratto 1: 
Grosseto-Siena 
(lotto 9°) da 
prog. 41+600 
Comune 
Monticiano a 
prog. 53+400 138,00 -----138,00 attesa pd 
Marche 
Porto di Ancona: 
opere 
infrastrutturali 220,00 -106,30 ---113,70 attesa pp 
Umbria 
Raddoppio 
Spoleto -Terni 532,00 -529,00 ---3,00 attesa pd 
Nodo Stradale di 
Perugia: variante 
alla E45 nel tratto 
Madonna del 
Piano -
Collestrada 
(inserita nella 
Nuova Romea 
E45-E55) -----
pp 
approvato 
Nodo Stradale di 
Perugia: variante 
al Raccordo 
Autostradale 
Perugia-Bettolle 
nel tratto 
Madonna del 
Piano - Corciano 896,54 ----- 896,54 pp approvato 

123 



 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Strada Tre valli Tratto 
Flaminia(Eggi)/E4 
5(Acquasparta): 
variante alla SR 
418 Spoletina 615,89 -----615,89 pp approvato 
Piastra logistica 
Umbra -Foligno, 
Terni/Narni 
77,76 23,03 -23,03 --31,70 
pd approvato 
stralci approvat 
pp 
Lazio 
Adeguamento 
Cassia Roma-
Viterbo 4 
corsia 
(progettazione 
definitiva) 6,64 6,64 -----pp approvato 
SS 4 "Via Salaria" 
Potenziamento 
nel tratto 
regionale. Tratta 
da Passo Corese 
a Rieti 1.380,00 --60,00 --1.320,00 attesa pp 
Nuova linea 
Passo Corese Rieti. 
Tratta 
funzionale Passo 
Corese - Osteria 
Nuova 
350,00 90,00 ----260,00 pd approvato 
Sistema 
Intermodale 
Integrato RM-LT 
(ex CTM) 1° 
stralcio f.le e 
bretella Cisterna 
Valmontone 1.668,44 359,56 ---1.001,06 307,82 pd in istruttoria 
Variante alla SS 7 
Appia in comune 
di Formia 625,00 23,46 53,00 --548,54 
pp approvato 
Nodo Urbano di 
Roma Cintura 
Nord/Sud 
(progettazione 
definitiva) 41,00 -41,00 ----pp in istruttoria 
Abruzzo 
S.S. 81 Piceno 
Aprutina -
Ammodernament 
o ed 
adeguamento 
tratto Villa Lempra 
- contrada La 
Cona 19,29 -----19,29 attesa pp o pd 
Lazio 
Molise 
Campania 
Collegamento 
Meridionale A1A14: 
TermoliS.
Vittore Tratta 1 S.
Vittore-VenafroIsernia-
Boiano-
Campobasso 1.137,70 -
-
106,33 580,20 451,17 pp in istruttoria 
Campania 
Tronco 
Capodichino 
Aeroporto-Centro 
Direzionale tratta 365,12 -64,70 180,72 --119,70 pd in istruttoria 

124 



 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Capodichino 
Aeroporto/Centro 
Direzionale 
Calabria 
S.S. 106 
megalotto 5 Reggio 
Calabria -
Bova: da Pellaro a 
Melito Porto Salvo 
lotti 1-2-3-4-5-6 1.101,80 -----1.101,80 pp in istruttoria 
S.S. 106 
megalotto 3 - SS 
534 e Roseto 
Capo Spulico 
(SIBARI) Km. 
0+000 al 18+500 690,53 154,43 --271,35 -264,75 pp approvato 
Puglia SS 172 dei Trulli 49,17 -35,00 --
14,17 attesa pp o pd 
Sicilia 
Itinerario Nord - 
Sud S. Stefano di 
Camastra - Gela ( 
lotti B2, B4a, B4b, 
C3) 367,88 272,76 95,12 attesa pd 
Sardegna 
SS 291 Della 
Nurra: lotto 1 96,36 -----96,36 attesa pp 
SS 291 Della 
Nurra: lotto 4 45,00 -----45,00 attesa pp 
Totale 37.969,6 1.675,02 1.826,85 1.368,35 377,68 12.468,8 20.252,86 

Aggiornamento della Delibera del CIPE n. 121 del 2001 

Le indicazioni programmatiche che vengono dalla seduta CIPE 
del 6 marzo 2009 e quelle che derivano dalla sua approvazione 
dettagliata del 26 giugno del 2009, sono state, nella tabella che segue 
inserite all’interno dello schema della delibera CIPE 121 del 2001. 

Il ricorso ai fondi FAS, ha fatto sì che siano inserite nelle 
procedure di Legge Obiettivo alcune opere previste negli aggiornamenti 
delle Intese Istituzionali Quadro avvenute durante la XVI Legislatura. 

In questo modo, così come avvenuto in occasione di altri Allegati 
Infrastrutture, i nuovi inserimenti sono evidenziati nella tabella che segue. 

125 



 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Tabella 14: La manovra Triennale 2009 -2011 

INFRASTRUTTURE STRATEGICHE 
valore del 
deliberato 
Rilevazione 
al marzo 
2009 
DISPONIBILITA' 
Fabbisogno 
sul valore 
del 
deliberato 
Totale 
Fabbisogn 
o 
programmatico 
Impegni di spesa 
Pubblico Privato Oltre il 
2011 
SISTEMA VALICHI* 
Traforo di sicurezza del Frejus ---197,950 30,000 
Sempione ---3.002,000 
Brennero 3.575,000 712,000 2.863,000 2.863,000 1.329,700 
Opere di accesso ai valichi (Dpef 2006 2009) --2.500,400 2.500,400 
Totale Valichi 3.575,000 712,000 2.863,000 8.563,350 30,000 0,000 1.329,700 
CORRIDOIO PLURIMODALE PADANO 
Sistemi ferroviari 
Asse ferroviario sull'itinerario del Corridoio 5 Lione - 
Kiev (Torino-Trieste) 10.600,000 424,960 10.175,040 16.644,370 949,900 
Linea ferroviaria Aosta - Martigny ---430,000 
Tratta Venezia-Udine-Vienna ---671,390 
Accessibilità ferroviaria Malpensa 1.071,708 700,405 371,303 1.492,450 
Gronda ferroviaria merci nord Torino 2.375,000 65,600 2.309,400 2.309,400 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Accessibilità Valtellina 90,380 
Totale sistemi ferroviari 14.046,708 1.190,965 12.855,743 21.637,990 949,900 0,000 0,000 
Sistemi stradali ed autostradali 
Tunnel Monte Bianco ---258,230 
Complemento stradale Corridoio 5 3.130,980 2.466,117 664,863 1.392,590 900,00 
Accessibilità Valtellina 959,563 475,000 484,563 -284,000 
Accessibilità Malpensa 552,109 413,808 138,301 377,550 
Autostrada Asti-Cuneo 118,491 118,491 --
Autostrada Cuneo-Nizza (Mercantour) ---836,560 
Asse stradale pedemontano (Piemontese-Lombardo-
Veneto) Collegamento progetti Prioritari 1 e 6 (a31) e 
Collegamento Lecco Bergamo tratta Vercurago – 
Calolziocorte, variante di Calolziocorte, Calolziocorte 
– Cisano. B. 
7.046,572 6.101,135 945,437 919,640 100,000 4.700,0 
Asse autostradale medio padano Brescia-Milano 
(774,685) -Passante di Mestre (1.962,536) (a1) 4.255,754 4.255,754 -1.246,880 3.200,0 
Riqualifica SS 415 Paullese 86,830 86,830 --
Totale sistemi stradali e autostradali 16.150,299 13.917,135 2.233,164 5.031,450 1.049,90 8.800,0 284,000 
Totale Corridoio plurimodale padano 30.197,007 15.108,100 15.088,907 26.669,440 1.999,80 8.800,0 284,000 
CORRIDOIO PLURIMODALE TIRRENO - 
BRENNERO 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Sistemi ferroviari 
Asse ferroviario Brennero-Verona-Parma-La Spezia 4.867,158 162,200 4.704,958 2.429,160 234,600 
Totale sistemi ferroviari 4.867,158 162,200 4.704,958 2.429,160 234,600 
Sistemi stradali ed autostradali 
Asse autostradale Brennero-Verona-Parma-La 
Spezia 1.832,720 1.832,720 -256,000 1.810,0 
Totale sistemi stradali e autostradali 1.832,720 1.832,720 -256,000 -1.810,0 
Totale Corridoio plurimodale Tirreno - Brennero 6.699,878 1.994,920 4.704,958 2.685,160 234,600 1.810,0 
CORRIDOIO PLURIMODALE TIRRENICO - NORD 
EUROPA 
Sistemi ferroviari 
Asse ferroviario Ventimiglia-Genova-Novara-Milano 
(Sempione) 7.222,500 1.439,530 5.782,970 5.783,300 500,000 
Potenziamento sistema Gottardo 1.000,000 82,633 917,367 1.412,000 
Asse ferroviario Salerno-Reggio Calabria-Palermo-
Catania 2.070,000 2.070,000 -11.324,150 
Nuovo asse ferroviario Napoli Bari ---3.377,000 3.377,000 
Adeguamento rete ferroviaria meridionale ---904,000 904,000 
Totale sistemi ferroviari 10.292,500 3.592,163 6.700,337 22.800,450 1.404,000 -3.377,000 
Sistemi stradali ed autostradali 
SS 28 550,059 9,766 540,293 446,820 
Asse autostradale Cecina-Civitavecchia 3.787,800 3.787,800 ---3.800,00 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Adeguamento Cassia RM-VT 295,020 6,640 288,380 288,380 
Trasversale nord Orte-Civitavecchia (vediaccorpamento Mestre Civitavecchia) 52,055 52,055 -715,000 
Adeguamento Salaria ---1.320,000 
Adeguamento SS 156 291,282 65,939 225,343 -
Dorsale Atina-Colli al Volturno ---263,630 
Pontina - A12 -Appia 1.656,520 278,016 1.378,504 2.327,870 
Roma Latina Cisterna - Valmontone 636,930 100,000 536,930 -1.600,00 
A1 (Capua)-Domiziana e adeguamento 1.380,000 -1.380,000 694,690 510,000 
Asse autostradale Salerno-Reggio Calabria 9.665,000 7.533,580 2.131,420 2.723,960 594,000 
Asse autostradale Palermo-Messina 1.055,465 1.055,465 --
Asse autostradale Messina-Siracusa-Gela 728,330 804,000 
-
75,670 297,690 
Nord-Sud Camastra-Gela ---538,160 
Agrigento-Caltanissetta-A19 518,591 594,580 
-
75,989 325,900 209,000 
Nuovo inserimento Licodia Eubea 132,000 132,000 
Ragusa-Catania 897,200 679,507 217,693 448,500 815,000 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Gela-Agrigento-Trapani 287,170 
Palermo-Agrigento 1.218,410 716,435 501,975 386,170 
Totale sistemi stradali e autostradali**(22680 
deliberato e 10.480,9 fabbisogno) 22.732,666 15.683,783 7.048,879 11.195,940 935,000 6.215,00 510,000 
Totale Corridoio plurimodale Tirrenico - Nord 
Europa 33.025,166 19.275,946 13.749,216 33.996,390 2.339,000 6.215,00 3.887,000 
CORRIDOIO PLURIMODALE ADRIATICO 
Sistemi ferroviari 
Asse ferroviario Bologna-Bari-Lecce-Taranto 429,270 429,270 -204,070 
Totale sistemi ferroviari 429,270 429,270 -204,070 ---
Sistemi stradali ed autostradali 
Teramo-Giulianova-S. Benedetto del Tronto ---10,700 
Foggia - Cerignola ----
Bari - Matera ---124,970 
Gioia del Colle - Matera ----
SS 172 dei Trulli ---217,120 
Ammodernamento SS 7 - SS 106 ---24,990 
Maglie - S. Maria di Leuca 
201,400 152,400 49,000 135,500 136,000 
Completamento SS16 SS613 variante estrena di 
Lecce 36,223 25,823 10,400 -


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Totale sistemi stradali e autostradali 237,623 178,223 59,400 513,280 136,000 
Totale Corridoio plurimodale adriatico 666,893 607,493 59,400 717,350 136,000 --
CORRIDOIO PLURIMODALE DORSALE 
CENTRALE 
Sistemi ferroviari 
Asse ferroviario Bologna-Verona-Brennero ---4.840,800 
Asse ferroviario Milano-Firenze ---
Linee ferroviarie Modena-Sassuolo e sassuolo 
Reggio Emilia ----
Totale sistemi ferroviari ---4.840,800 ---
Sistemi stradali ed autostradali 
Asse autostradale Variante di Valico ----
Nodo stradale e autostradale di Bologna ---1.316,750 
Collegamento Campogalliano-Sassuolo 563,033 234,606 328,427 417,330 650,000 
Ampliamento A1 tratta A22-Borgo Panigale ---175,000 
Modena-Lucca ---348,000 
Mestre Civitavecchia (accorpamento trasversale 
Nord Orte Civitavecchia (715;52,06; Nuova Romea 
(1500; 0) e Riqualificazione E45 
0;0)Riqualificazione E45 ) 
** ** ** ** 7.141,100 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Totale sistemi stradali e autostradali 563,033 234,606 328,427 2.257,080 -650,000 7.141,100 
Totale Corridoio plurimodale Dorsale centrale 563,033 234,606 328,427 7.097,880 -650,000 7.141,100 
PROGETTO PER LA SALVAGUARDIA DELLA 
LAGUNA E DELLA CITTA' DI VENEZIA: SISTEMA 
MO.SE. (b) 4.271,626 3.243,700 1.027,926 1.027,926 800,000 
PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA (b) 4.684,300 4.684,300 -6.100,000 1.300,000 
CORRIDOI TRASVERSALI E DORSALE 
APPENNINICA 
Sistemi ferroviari 
Trasversale ferroviaria Orte -Falconara 2.450,840 529,000 1.921,840 2.494,940 ---
Passo Corese - Rieti 792,200 91,340 700,860 700,860 350,000 
Trasversale ferroviaria Taranto-Sibari-Reggio 
Calabria ---139,440 
Totale sistemi ferroviari 3.243,040 620,340 2.622,700 3.335,240 --350,000 
Sistemi stradali ed autostradali 
Nodo ferrostradale di Casalecchio di Reno 217,941 -217,941 147,360 ---
Valichi appenninici (EMILIA ROMAGNA) ---321,230 ---
Valichi appenninici (TOSCANA.) ---778,550 ---
Asse viario Fano-Grosseto (tratta marchigiana tratta 
toscana, tratta umbra) 271,123 271,123 -2.600,490 ---


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Asse viario Marche Umbria e quadrilatero di 
penetrazione interna 
(tratta marchigiana/tratta umbra ) 2.184,100 1.755,927 428,173 430,730 ---
Nodo di Perugia 707,386 -707,386 1.093,120 30,000 
Strada Tre Valli 630,450 14,560 615,890 614,200 
Terni-Rieti 222,024 222,024 --400,000 
Rieti-L'Aquila-Navelli 20,053 21,161 
-
1,108 473,450 
Nuovo inserimento Strada Statale Picente ---77,000 77,000 --
Pedemontana Abruzzo-Marche ---569,940 
Galleria sicurezza Gran Sasso ---19,720 
Bretella di collegamento meridionale A1-A14 (S. 
Vittore-Termoli) ---2.574,600 1.137,00 
Benevento-Caserta-A1-Caianello-Grazzanise e 
variante di Caserta 680,382 590,382 90,000 1.118,000 90,000 
Asse Nord-Sud Tirrenico-Adriatico: Lauria-ContursiGrottaminarda-
Termoli-Candela ---4.492,930 
Salerno-Potenza-Bari ---552,000 
Murgia-Pollino ---849,400 
Corridoio jonico Taranto-Sibari-Reggio Calabria 2.093,437 1.868,927 224,510 13.374,930 571,000 
Totale sistemi stradali e autostradali 7.026,896 4.744,104 2.282,792 30.087,650 768,000 1.137,00 400,000 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Totale Corridoi trasversali e dorsale appenninica 10.269,936 5.364,444 4.905,492 33.422,890 768,000 1.137,00 750,000 
SISTEMI URBANI 
Grandi stazioni riqualificazioni 401,470 334,558 66,912 ----
Grandi stazioni Infrastrutture 284,465 284,465 -----
Metropolitane milanesi 3.243,926 1.027,410 2.216,516 1.316,340 451,000 
Accessibilità metropolitana Fiera di Milano 240,615 282,117 
-
41,502 ----
Accessibilità Fiera di Milano 336,568 336,568 -----
Opere necessarie all'Expo: Triplicamento Rho 
Gallarate ---292,000 292,000 
Torino metropolitana 258,544 232,907 25,637 457,580 6,500 
Monza metropolitana 1.420,821 769,769 651,052 -0,000 
Brescia metropolitana 666,910 655,820 11,090 136,610 60,000 
Veneto sistema metropolitano 140,000 140,000 -125,770 -
Aeroporto di Vicenza ---16,500 16,500 
Infrastrutture per la mobilità sostenibile - Sistemi 
di trasporto lacuale ---12,000 12,000 
Metropolitana lagunare di Venezia ---377,000 
Risanamento laguna Venezia --50,000 50,000 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Trieste penetrazione grande viabilità nord ---516,460 
Bologna metropolitana 788,861 218,806 570,055 402,220 6,800 
Metrotramvia di Bologna -57,000 57,000 
Modena metropolitana 584,000 
Costa romagnola metropolitana 92,053 79,678 12,375 64,550 
Genova metropolitana ---263,390 
Nodo stradale e autostradale di Genova ---755,410 
Firenze sistema tramviario ---640,420 
Roma (C 2.272,41-909,481-0-113,621-227,241)/ B1 / 
GRA 3.660,332 3.256,853 403,479 267,880 75,900 
Nodo urbano di Roma ---1.376,000 
Viabilità complementare dell' autostrada Roma - 
aeroporto Fiumicino ----
Area Castelli ---245,000 
Completamento rete metropolitana regionale 
campana(comprensivo delle conurbazioni diSalerno e Caserta) 3.675,910 2.114,724 1.561,186 1.525,650 550,000 
Tangenziale di Napoli collegamento costiero ---150,000 80,000 
Napoli risanamento del sottosuolo 26,655 32,990 
-
6,335 -


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Bari tangenziale ---80,000 
Bari nodo ferroviario e metropolitana ---234,200 
Nodi, sistemi urbani e metropolitani di Bari e 
Cagliari ---162,000 162,000 
Messina metropolitana ----
Interventi per la sistemazione di Villa S. Giovanni e 
Messina complementari alla realizzazione del Ponte 
sullo Stretto di Messina ---600,000 
Nodo di Catania 932,000 102,450 829,550 830,390 
Nodi, sistemi urbani e metropolitani di Palermo e 
Catania --168,000 168,000 
Interventi per il piano d'area emergenza in 
Abruzzo ---408,500 408,500 
Totale Sistemi urbani 16.169,130 9.869,115 6.300,015 12.114,870 2.396,200 --
PIASTRA LOGISTICA EURO MEDITERRANEA 
DELLA SARDEGNA 121,154 133,340 
-
12,186 1.620,300 ---
HUB PORTUALI Ancona Civitavecchia Taranto 
allacciamenti plurimodali Genova-Savona-La Spezia 
Trieste piattaforma logistica Na-Sa 1.420,011 914,695 505,316 1.012,310 33,600 460,000 279,000 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

HUB INTERPORTUALI scalo merci Poggio Mirteto 
Gioia Tauro Nola-Battipaglia-Marcianise area romana 
Segrate Jesi centro merci Novara area brindisina 
Catania Termini Imerese Livorno Guasticce piastra 
logistica umbra 
573,376 431,203 142,173 1.055,440 ---
ALLACCIAMENTI FERROVIARI E STRADALI 
GRANDI HUB AEROPORTUALI 560,372 269,949 290,423 351,170 35,700 --
SCHEMI IDRICI 
Interventi per l'emergenza idrica nel mezzogiorno 
continentale e insulare 1.400,197 1.444,541 
-
44,344 798,080 150,000 
Totale Schemi idrici 1.400,197 1.444,541 - 44,344 798,080 150,000 --
PIANO DEGLI INTERVENTI NEL COMPARTO 
ENERGETICO 1.793,000 1.792,725 0,275 --
PIANO DEGLI ELETTRODOTTI DELLA RETE 
ELETTRICA DI TRASMISSIONE NAZIONALE 
Nuovo elettrodotto a 380 kv Sorgente Rizziconi 
Nuovo elettrodotto a 380 kv Foggia Benevento 
Nuovo elettrodotto a 380 kv Dolo Camin Fusina 
Nuovo elettrodotto a 380 kv Chjigolo PO Maleo 
Nuovo elettrodotto a 380 kv Udine Ovest Re di 
Puglia 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Nuovo elettrodotto a 380 kv Trino Lachiarella 
PIANO DEGLI INTERVENTI NEL COMPARTO 
DELLE TELECOMUNICAZIONI -----
MANTENIMENTO IN EFFICIENZA EDIFICI SEDI DI 
ORGANISMI ISTITUZIONALI 322,260 322,260 ---
PIANO STRAORDINARIO PER L'EDILIZIA 
SCOLASTICA 489,080 489,080 ---
PIANO STRAORDINARIO PER L'EDILIZIA 
SCOLASTICA e messa in sicurezza ex art ---1.000,000 1.000,000 -
PIANO PER L'EDILIZIA PENITENZIARIA ---200,000 200,000 
TOTALE IN MEURO 116.801,419 66.892,417 49.908,998 138.432,556 11.422,90 19.072,0 13.670,8 
MEZZOGIORNO 34.000,740 23.482,976 10.517,764 57.850,710 5.565,100 1.985,60 
PERCENTUALI SUL TOTALE NAZIONALE 28,702 35,106 20,766 36,705 48,719 10,411 

* alla voce valichi sono comprese le opere ricusate dalla Corte dei conti ma non è compresa la Torino Lione 
** al netto accorpamenti Mestre Civitavecchia 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Elenco opere approvate dal CIPE dal 6 marzo al 30 giugno 2009 

Nella seduta del 6 marzo 2006, il CIPE ha approvato il Piano delle 
opere infrastrutturali previste per il 2009. Detto Piano viene alimentato 
finanziariamente, per una parte a valere sulle risorse stanziate dall’art. 21 
della Legge n. 2/2009, a favore degli interventi strategici di preminente 
interesse nazionale di cui alla legge 443/2001, per l’altra a valere sulle 
risorse FAS stanziate per il Fondo Infrastrutture di cui all’art 6-quinques 
della Legge n. 133/2008, quest’ultimo, con una dotazione complessiva 
pari a 12,35 miliardi di euro e con criteri di riparto pari all’85 % a favore 
delle regioni del mezzogiorno e al 15% per le regioni del centro – nord. 

Successivamente, in data 26 giugno, il Ministero delle 
infrastrutture e dei trasporti, d’intesa con il Ministero dello Sviluppo 
Economico, ha presentato al CIPE il programma degli interventi da 
finanziare con le assegnazione disposte dallo stesso Comitato sia in data 
18 dicembre 2008 che in data 6 marzo 2009. 

Nell’ambito del predetto Piano sono state approvate dal CIPE 
opere nel periodo 6 marzo 2009 – 26 giugno 2009 per un importo di 5,53 
miliardi di euro con nuove assegnazioni pari a 693,31 milioni di euro 
come si evince dalla tabella seguente. 

Si precisa che all’importo di 5,53 miliardi di € vanno aggiunti gli 
interventi, presenti nel Piano triennale approvato il 6 marzo 2009, ma 
approvati nella seduta del CIPE del 18 dicembre 2008, relativi al Mo.SE. 
ed all’Asse autostradale Cecina Civitavecchia per un importo globale di 
4,6 miliardi di €. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Tabella 15: Opere di Legge Obiettivo Interventi approvate dal CIPE dal 06.03.2009 al 26.06.2009 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Corridoio Plurimodale Padano 
Corridoio Plurimodale Tirreno Brennero 
Corridoio Plurimodale Tirrenico Nord Europa 
Opere di Legge Obiettivo 
Interventi approvati dal CIPE dal 06.03.2009 al 26.06.2009 Struttura 
Tecnica di Missione 
Infrastruttura/Intervento Data seduta 
CIPE 
Finanz.to 
assegnato 
Soggetto 
Aggiudicatore 
Costo 
Attuale 
Finanz.to 
L.O. 
Altri 
Finanz.ti 
Data Pubb. 
G.U. 
delibera 
Valichi 
Traforo di sicurezza del Frejus (parte italiana) 26/06/2009 30,00 ANAS 204,70 174,70 

Brescia-Bergamo-Milano (Brebemi) km. 61,5 collegamento SP19 26/06/2009 -
Concessioni 
Autostradali 
Lombarde 
(C.A.L.) S.p.A. 1.611,00 1.611,00 

Raddoppio Pontremolese: nuovi tratti di linea Parma -Fornovo, 
Berceto Pontremoli e Pontremoli Chiesaccia 08/05/2009 234,60 RFI 2.303,76 -

Agrigento-Caltanissetta A19: Canicattì - Caltanissetta tratto 2, 
dal Km 44+000 allo svincolo con l'A19 26/06/2009 209,00 ANAS 990,00 781,00 

141 



 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Corridoio Trasversale e Dorsale Appenninico 
Sistemi Urbani 
Hub Portuali 
Sa-Rc Km 382+475-383+100 - Svincolo di Rosarno 26/06/2009 18,00 ANAS 18,00 
Sa-Rc Km 369+800-378+500 -Tronco 3° Lotto 3° Stralcio A 26/06/2009 61,20 ANAS 61,20 

S.S. 106 -Tratto 9° Variante di Nova Siri lotti 1-2-3-4 (4 corsie) 08/05/2009 34,38 ANAS 88,00 9,24 44,38 

Torino - Metropolitana: tratta 4 prolungamento Sud Lingotto-
Bengasi 26/06/2009 106,13 
Comune di 
Torino 193,55 87,42 

Hub Interportuale Termini Imerese 26/06/2009 -Regione Sicilia 67,94 --
Totale Generale 693,31 5.538,15 9,24 2.698,50 

142 



 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Regioni , “Intese Generali Quadro” e gli aggiornamenti 

In altra parte del testo, abbiamo sottolineato come la Legge 
obiettivo sia elastica, praticamente aderente al sistema di obiettivi e di 
scelte economiche che il Paese persegue attraverso la realizzazione del 
programma Grandi Opere. 

Questo processo è ancora più evidente se si analizza il 
Programma Grandi Opere da un punto di vista regionale. Il sistema di 
accordi che va sotto le definizione di Intese Generali Quadro, hanno 
infatti l’obiettivo di rendere coerente i nuovi criteri di programmazione che 
lo Stato centrale assume su di sé, coerenza che permette anche di 
traslare a livello locale le indicazioni che vengono dall’UE. In questo 
senso rimane ancora da fare molta strada: la programmazione dei fondi 
derivanti dai Piani Attuativi Regionali e l’inserimento di quelle coperture 
sui progetti così come emergono dalle conclusioni delle Intese Generali 
Quadro, permetterà una maggiore coerenza, una vera e propria 
identificazione delle programmazioni europee, nazionali e regionali. 

Le 21 schede che seguono, una per ogni Regione ed una 
multiregionale, indicano: 

1. in azzurro le opere delle Delibere 121/2001 e 130/2006 scomposte 
a livello regionale; 
2. in giallo gli eventi programmatici stilati tra Regioni e Stato centrale 
che hanno determinato la variazione delle Intese e degli Accordi 
comunque definiti. 
Tale quadro di informazioni deve intendersi come meramente 
censuario. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Multiregionale 

Legge Finanziaria 2008 
Atti Aggiuntivi alle IGQ 
Abruzzo - Lazio rete ferroviaria Potenziamento linea ferroviaria Pescara - Roma 100,00 -----100,00 
nd 
Abruzzo - Lazio rete ferroviaria Velocizzazione tratta Pescara - Roma 2.000,00 -----2.000,00 
nd 
Molise - Puglia 
rete ferroviaria Asse ferroviario Pescara - Bari: tratta Termoli - Chieuti - Lesina 501,00 -478,00 ---23,00 
nd 
Richieste Aggiuntive Regioni 
Delibera 03/05 del 18.03.05 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XIV Legislatura 
Friuli Venezia 
Giulia -Veneto rete stradale 
Potenziamento con la 3^ corsia dell'autostrada A4 nella tratta 
veneta e nella tratta friulana 
nd 
Basilicata - Puglia rete stradale 
Asse nord-sud Tirreno-Adriatico: itinerario di viabilità Lauria-
Potenza-Melfi-Candela 
nd 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XVI Legislatura 
Veneto - Trentino Rete stradale 
Asse autostradale di collegamento tra il Progetto Prioritario 1 
(Berlino – Palermo) ed il Progetto Prioritario 6 (Lisbona – Kiev) 
(A31) 
Campania–Puglia Rete ferroviaria Nuovo Asse ferroviario Napoli - Bari 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Abruzzo 

Sistemi 
infrastrutturali Interventi Costo 
Finanziamenti disponibili 
Fabbisogni da 
reperire 
Stato dell' arte 
anno 2008 L.O. Altre fonti 
Statali 
Enti 
Locali U.E. Privati 
rete stradale 
S.S. 17 Tronco Antrodoco - Navelli: variante Sud 
all' abitato dell' Aquila 21,16 10,83 -10,33 --finanziati 
in 
corso 
rete stradale Galleria di sicurezza del Gran Sasso 76,53 56,81 
--
19,72 
da avviare al 
2013 
rete stradale 
S.S. 260 Picente: dallo svincolo di Marana allo 
svincolo di Cavallari 76,45 -31,06 ---45,39 nd 
schemi idrici 
Potenziamento Acquedotto del Ruzzo dal Gran 
Sasso lato Teramo - lotto 1 36,81 36,81 ----finanziati 
in 
corso 
schemi idrici 
Potenziamento Acquedotto del Ruzzo dal Gran 
Sasso lato Teramo - Completamento 50,30 -----50,30 
finanziati in 
corso 
schemi idrici 
Vasche di accumulo e impianti irrigui Piana del 
Fucino 99,50 -----99,50 
da avviare al 
2013 
schemi idrici 
Completamento sistema acquedottistico Val 
Pescara 5,17 ----- 5,17 
da avviare al 
2013 
Riepilogo totale 365,92 47,64 87,87 10,33 -- 220,08 
Legge Finanziaria 2008 
Atti Aggiuntivi alle IGQ 
Richieste Aggiuntive Regioni 
Delibera 03/05 del 18.03.05 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XIV Legislatura 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XVI Legislatura 
rete stradale S.S. 652 Fondo Valle Sangro 160,00 --
160,00 nd 
rete stradale 
S.S. 17 Appennino Abruzzese e Appuro Sannitico 
200,00 200,00 
--




 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

rete stradale 
S.S. 81 Piceno Aprutina: lavori di 
ammodernamento tronco Villa Lempa - variante 
SS 80 (II stralcio) 7,01 - 7,01 ---rete 
stradale 
S.S. 80 del Gran Sasso d' Italia: S.S. Teramo 
Mare variante alla S.S. 80 dalla A14 all S.S. 16 
(IV lotto) 64,08 -----64,08 
rete stradale S.S. 261 Subequana l' Aquila - Molino Aterno 70,00 --
70,00 
rete stradale S.S. 690 Avezzano - Sora 300,00 --
300,00 
rete stradale 
Variante S.S. 16: circonvallazione di Vasto - San 
Salvo 110,00 1,65 
--
108,35 
rete stradale 
Variante S.S. 16: lavori adeguamento in variante 
da Francavilla Sud alla variante di Ortona 150,00 -----150,00 
rete stradale 
Variante S.S. 16: lavori adeguamento in variante 
da Montesilvano a Silvi Marina Nord 250,00 -----250,00 
rete stradale 
Strada a scorrimento veloce Lanciano - Val di 
Sangro e collegamento al casello autostradale 
A14 100,00 1,50 
--
98,50 
rete ferroviaria Nuova tratta ferroviaria l' Aquila -Tagliacozzo 730,00 -----730,00 
nodo urbano 
stradale 
Interventi per l' intermodalità e il potenziamento 
del trasporto pubblico locale su gomma 10,00 -----10,00 
nodo portuale Completamento porto di Ortona 96,50 -----96,50 
schemi idrici 
Mitigazione del rischio idraulico dei bacini 
idrografici e gestione integrata delle acque 
destinate ad usi umani e plurimi 1.018,33 1.018,33 
risanamento 
idrogeologico 
Programma sul rischio da frana ed erosione di 
versanti 330,00 -----330,00 
vari 
Adeguamento e messa a norma dell' aeroporto d' 
Abruzzo 6,50 -6,50 ---



 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Basilicata 

Sistemi 
infrastrutturali Interventi Costo 
Finanziamenti disponibili 
Fabbisogni da 
reperire 
Stato dell'arte 
anno 2008 L.O. 
Altre 
fonti 
Statali 
Enti 
Locali U.E. Privati 
rete stradale S.S. 106 variante di Nova Siri 88,06 43,63 --44,43 --
parzialmente 
finanziati 
rete energetica 
Rete Elettrica - Elettrodotto 380kV Matera S.
Sofia variante nei comuni di Rampolla, 
Melfi e Rionero in Vulture (Potenza) 12,00 ----12,00 ultimati 
rete energetica 
Sviluppo del giacimento petrolifero Tempa 
Rossa 877,00 ----877,00 -
finanziati da 
avviare 
schemi idrici 
Acquedotto Frida-Sinni-Pertusillo: impianto di 
potabilizzazione di Montalbano Ionico 1° lotto 
funzionale 15,84 16,00 -----
finanziati in 
corso 
schemi idrici 
Acquedotto dell'Agri, integrazione condotte 
maestre e varie 1° lotto funzionale 12,82 17,28 -----
finanziati in 
corso 
schemi idrici 
Ristrutturazione e telecontrollo adduttore 
Sinni 18,32 18,40 1,60 ----
finanziati in 
corso 
schemi idrici 
Completamento schema idrico Basento-
Bradano. Attrezzamento settori G 85,70 69,30 -16,40 ---
finanziati in 
corso 
Completamento schema idrico Basento-
Bradano. Attrezzamento irriguo settori A e T 65,00 ----- 65,00 
da avviare al 
2013 
schemi idrici 
Conturizzazione completa Utenze Civili, 
Industriali ed Agricole e misurazione acqua 
fornita (schema Sinni) 59,52 59,52 -----
finanziati in 
corso 
schemi idrici 
Adeguamento Opere di Captazione, 
Riefficientamento adduzioni ed opere 
connesse valli Noce e Sinni 21,57 21,57 -----
finanziati in 
corso 
schemi idrici 
Ristrutturazione dell'adduttore idraulico 
S.Giuliano - Ginosa (lotto 2) 31,88 31,88 -----
finanziati in 
corso 
schemi idrici 
Schema idrico Basento-Bradano tronco di 
Acerenza-distribuzione 3° lotto 101,77 101,77 -----
finanziati in 
corso 
Riepilogo totale 1.389,48 379,35 1,60 16,40 44,43 889,00 65,00 
Legge Finanziaria 2008 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Atti Aggiuntivi alle IGQ 
Richieste Aggiuntive Regioni 
Delibera 03/05 del 18.03.05 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XIV Legislatura 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XVI Legislatura 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Calabria 

Sistemi 
infrastrutturali Interventi Costo 
Finanziamenti disponibili 
Fabbisogni 
da reperire 
Stato dell'arte 
anno 2008 L.O. Altre fonti 
Statali 
Enti 
Locali U.E. Privati 
rete stradale 
SS 106 megalotto 4 (SA-RC FirmoSS106 
Sibari) 221,00 -200,00 --- 21,00 
parzialmente 
finanziati 
rete stradale 
S.S. 106 megalotto 3 - SS 534 e Roseto 
Capo Spulico (SIBARI) Km. 18+500 al 
38+500 543,65 -543,65 ----
finanziati da 
avviare 
rete stradale 
S.S. 106 megalotto 5 bis - Variante 
esterna all'abitato di Palizzi Marina 2 
lotto km 49+485 al km 51+750 116,80 - 116,80 ----finanziati in corso 
rete stradale 
SS 106 megalotto 1 -Tratto 2° Palizzi -
Caulonia: Sant' Ilario -Marina di Gioiosa 
J. (4 corsie l. 6-7-8) 450,00 450,00 ----
finanziati in corso 
rete stradale 
S.S. 106 megalotto 2 - Tratto 4° da 
Squillace a Simeri Crichi (lotti 1-2-3-4-5) 
e prolugamento della S.S. 280 (lotti 1-2) 652,99 -350,99 162,00 140,00 --finanziati in corso 
rete stradale 
SS 106 Variante abitato - Marina di 
Gioiosa Jonica 131,58 131,58 ----
finanziati in corso 
rete stradale 
S.S. 106 megalotto 5 - Reggio Calabria -
Bova: da Pellaro a Melito Porto Salvo 
lotti 1-2-3-4-5-6 1.101,80 ----- 1.101,80 
da avviare al 
2013 
rete stradale 
S.S. 106 megalotto 3 - SS 534 e Roseto 
Capo Spulico (SIBARI) 1.234,75 426,73 -
271,35 - 536,67 
da avviare al 
2013 
nodo intermodale Interporto di Gioia Tauro 76,16 12,19 ---- 63,97 
parzialmente 
finanziati 
schemi idrici 
Schema Menta: condotta forzata, opere 
centrale idroelettrica ed interventi a valle 
(II lotto) 75,35 -79,65 --25,39 finanziati 
in corso 
schemi idrici 
Completamento galleria di derivazione 
ed opera di presa diga torrente Menta; 
pozzo piezometrico (I lotto) 19,02 23,24 -----finanziati in corso 
Riepilogo totale 4.623,10 1.043,74 1.291,09 162,00 411,35 25,39 1.723,44 
Legge Finanziaria 2008 
Atti Aggiuntivi alle IGQ 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Richieste Aggiuntive Regioni 
Delibera 03/05 del 18.03.05 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XIV Legislatura 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XVI Legislatura 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Campania 

Sistemi 
infrastrutturali Interventi Costo 
Finanziamenti disponibili 
Fabbisogni da 
reperire 
Stato 
dell'arte 
anno 2008 L.O. 
Altre 
fonti 
Statali 
Enti 
Locali U.E. Privati 
rete stradale 
SS 7 Quater Domitiana: Ammodernamento del tratto 
tra il km 0+000 e il km 27+000 1.073,29 -40,00 338,60 
-694,69 
parzialmente 
finanziati 
rete stradale 
Adeguamento a 4 corsie della SS372 'Telesina' dal 
Km 0+000 al km 60+900 572,10 110,00 258,40 -
372,10 -
finanziati da 
avviare 
rete stradale 
Strada "Fondo Valle Isclero" lavori di completamento 
Valle di Maddaloni SS 265 5° lotto ex 4° 20,43 23,09 
-
-
finanziati in 
corso 
rete stradale 
Strada "Fondo Valle Isclero" lavori di completamento 
Valle Caudina SS7 Appia 4° lotto ex 6° 36,87 38,70 
-
-
finanziati in 
corso 
rete stradale Raccordo autostradale Salerno - Avellino 190,00 -
190,00 
finanziati da 
avviare 
metropolitana 
Collegamento linea Alifana -linea 1 Metropolitana di 
Napoli (Aversa Piscinola) 294,71 90,00 109,93 21,43 57,67 -
finanziati in 
corso 
metropolitana Metropolitana di Napoli linea 6 (Arsenale - Municipio) 693,78 94,66 254,58 284,39 60,16 -
finanziati in 
corso 
metropolitana 
Metropolitana di Napoli Linea 1 tratta Dante-Garibaldi 
/ Centro Direzionale 1.375,72 222,96 480,16 672,60 --
finanziati in 
corso 
metropolitana 
Tronco Capodichino Aeroporto-Centro Direzionale 
tratta Capodichino Aeroporto/Centro Direzionale 365,12 -64,70 180,72 --119,70 
da avviare al 
2013 
nodo aeroportuale 
accessibilità viaria 
Collegamento variante di Caserta - aeroporto di 
Grazzanise 200,00 -
200,00 
finanziati da 
avviare 
nodo intermodale Interporto di Battipaglia: lotti di completamento 74,92 6,70 
-
68,22 -
finanziati in 
corso 
nodo intermodale 
allacci 
Hub Interportuali Nola - Potenziamento infrastrutture 
esterne viabilita' d'accesso 16,63 16,63 
-
finanziati 
in 
corso 
nodo intermodale 
allacci 
Hub Interportuali - Battipaglia 1 lotto funzionale: 
ferrovia intermodale, capannone C3 etc. 17,35 7,75 
8,00 
2,45 finanziati 
in 
corso 
risanamento 
idrogeologico 
Risanamento igienico/sanitario vallone S.Rocco 
incluso risanamento idrogeologico (I e II lotto) 26,47 31,00 -
finanziati 
in 
corso 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

risanamento 
idrogeologico 
Consolidamento costoni collina dei Camaldoli - lato 
Soccavo zona A e B 4,81 6,50 -
-
ultimati 
schemi idrici Galleria di valico Caposele - Pavoncelli bis 128,47 22,88 115,73 -
-
finanziati in 
corso 
metropolitana 
Completamento Metropolitana di Salerno:Stadio Arechi-
Pontecagnano Aeroporto; tratta Stazione Pontecagnano-
Aeroporto 59,40 
Riepilogo totale 5.150,07 578,00 1.416,37 1.159,14 464,43 442,77 1.204,39 
Legge Finanziaria 2008 
Atti Aggiuntivi alle IGQ 
Richieste Aggiuntive Regioni 
Delibera 03/05 del 18.03.05 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XIV Legislatura 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XVI Legislatura 
Opere segnalate dalla regione Campania: aggiornamento all'intesa quadro 
metropolitana 
Adeguamento delle stazioni e degli impianti tecnologici della tratta 
Piscinola – Aversa Centro, compresi gli asset per la gestione dei 
servizi sull'intera tratta 312,00 
rete stradale 
bretella di collegamento Cumana – Circumflegrea, tratta P.co San 
Paolo – Mostra, compresi gli asset per la gestione dei servizi 
sull'intera tratta Soccavo-Mostra 383,50 
metropolitana 
tratta Aversa Centro – Teverola, compreso il 
Deposito treni 580,00 
metropolitana 
completamento del raddoppio della tratta Torre Annunziata – 
Pompei e interramento linea ferroviaria nel territorio di Pompei, 
compresi gli asset per la gestione dei servizi sull’intera tratta 253,88 
metropolitana 
raddoppio sulla Circumflegrea della tratta Pianura – Pisani – 
Quarto 142,84 
metropolitana 
raddoppio della tratta Scisciano – Saviano – Nola della 
Circumvesuviana 270,00 
metropolitana 
interramento della linea Cumana tra Mostra e 
Bagnoli e completamento della linea 6 della 
metropolitana di Napoli 440,00 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Emilia Romagna 

Sistemi 
infrastrutturali Interventi Costo 
Finanziamenti disponibili 
Fabbisogni 
da reperire 
Stato dell'arte 
anno 2008 L.O. 
Altre 
fonti 
Statali 
Enti 
Locali U.E. Privati 
rete stradale 
Collegamento stradale 
Campogalliano - Sassuolo. A22 A1 
e tangenziale di Modena (1° 
stralcio funzionale) 232,67 232,67 ---
finanziati da avviare 
rete stradale 
Collegamento stradale 
Campogalliano - Sassuolo. A22 A1 
Campogalliano 
(completamento) 417,33 ----- 417,33 da avviare al 2013 
nodo ferroviario 
Nodo ferrostradale di Casalecchio 
di Reno -S.S. 64 Porrettana 147,36 ----- 147,36 da avviare al 2013 
metropolitana 
Bologna - Metropolitana Linea 1 
Lotto 1 (Fiera Michelino-Stazione 
FS) 305,47 210,60 8,05 86,82 ---finanziati da avviare 
rete metropolitana 
Bologna - Metropolitana 
completamento (lotti 2A e 2B) 402,22 ----- 402,22 da avviare al 2013 
metropolitana 
Realizzazione Trasporto Rapido 
Costiero Rimini Fiera Cattolica: 1 
tratta funzionale Rimini Fs Riccione 
Fs 92,05 42,86 31,65 
-7,09 10,45 finanziati in corso 
metropolitana 
Realizzazione Trasporto Rapido 
Costiero Rimini Fiera Cattolica: 
completamento 76,80 -12,25 -- 
64,55 finanziati in corso 
metropolitana Metropolitana di Parma 306,80 172,11 96,84 
-- 37,85 finanziati in corso 
Riepilogo totale 1.980,70 658,24 20,30 215,31 -7,09 1.079,76 
Legge Finanziaria 2008 
rete stradale 
Passante Grande di Bologna 
L.F. 2008 art. 2 comma 256 (5 
mil€ 2008, 4 mil€ 2009), Atto 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Aggiuntivo Intesa Generale 
Quadro del 17 dicembre 2007 
Atti Aggiuntivi alle IGQ 
Richieste Aggiuntive Regioni 
Delibera 03/05 del 18.03.05 
rete ferroviaria Linea ferroviaria Modena - Sassuolo e 
Sassuolo - Reggio Emilia 
Delibera 3/05 del 18 marzo 
2005 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture anno 2006 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XVI Legislatura 
rete stradale Opere connessa al nodo di Bologna: Nodo 
di Rastignano (variante SS 65) 
Atto Aggiuntivo Intesa 
Generale Quadro del 17 
dicembre 2007, Richiesta 
Errani con nota del 24 ottobre 
2007 
rete stradale 
Superstrada Ferrara - Mare : adeguamento 
rete stradale 
SS 16 Adriatica: variante Mezzano, variante 
Cattolica - Misano, Misano -Riccione, 
Riccione - Rimini Nord 
rete stradale 
SS 16 Adriatica: variante di Fosso Ghiaia, 
riqualificazione tang. Ravenna, variante di 
Alfonsine, variante di Argenta 
rete stradale Strada Statale 9 Emilia 
Atto Aggiuntivo Intesa 
Generale Quadro del 17 
dicembre 2007 
rete stradale 
Opere connessa al colleg. Campogalliano 
Sassuolo: pedemontana Modena - Sassuolo 
urbana e la SP 15 di Magreta,Tangenziale 
di Rubiera 
hub portuale 
Hub portuale di Ravenna: interventi sui 
fondali del Canale Candiano fino a Largo 
Trattaroli e collegamenti ferroviari e stradali 
connessi 
rete ferroviaria Linea Pontremolese: tratta Solignano-
Osteriazza e rimanenti tratte da raddoppiare 
metropolitana Servizio Ferroviario Metropolitano di 
Bologna (SFM) 
Opere segnalate dalla regione Emilia Romagna: aggiornamento all'intesa quadro 
Rete ferroviaria Nodo di Rastignao 

154 



 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Friuli Venezia Giulia 

Sistemi 
infrastrutturali Interventi Costo 
Finanziamenti disponibili 
Fabbisogni da 
reperire 
Stato 
dell'arte 
anno 2008 L.O. 
Altre 
fonti 
Statali 
Enti 
Locali U.E. Privati 
rete ferroviaria 
nazionale 
Venezia Trieste AV/AC - Tratta Ronchi dei 
Legionari Sud-Trieste 1.929,00 -42,00 --- 1.887,00 
da avviare al 
2013 
rete stradale 
A4 Raccordo autostradale Villesse - Gorizia: 
ampliamento ed adeguamento a sezione 
autostradale 142,06 --
142,06 -
finanziati da 
avviare 
rete stradale 
Collegamento stradale SS 464 a Sequals e la 
SS 13 a Gemona 251,55 22,11 -
229,44 
finanziati da 
avviare 
nodo portuale 
Hub di Trieste: piattaforma logistica tra lo scalo 
legnami e il P.F. oli minerali 332,43 -81,50 --- 250,93 
finanziati in 
corso 
Riepilogo totale 726,04 22,11 81,50 -
142,06 480,37 
Legge Finanziaria 2008 
Atti Aggiuntivi alle IGQ 
Richieste Aggiuntive Regioni 
Delibera 03/05 del 18.03.05 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XIV Legislatura 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XVI Legislatura 
rete ferroviaria 
nazionale 
Potenziamento linea ferroviaria Ronchis di 
Latisana - Palmanova - Udine. 875,00 -
rete ferroviaria 
nazionale Linea ferroviaria Trieste - Capodistria -
rete stradale Completamento tangenziale sud di Udine 131,00 --
131,00 
-


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

rete stradale 
Riqualificazione SS 56 tratto in provincia di 
Udine 114,00 --
114,00 
-
rete stradale 
Riqualificazione SS 56 tratto in provincia di 
Gorizia 21,00 --
21,00 
-
rete stradale 
Riqualificazione SS 13 tratto A in provincia di 
Udine 56,00 --
56,00 
-
rete stradale 
Riqualificazione SS 13 tratto B in provincia di 
Udine 89,00 --
89,00 
-
rete stradale 
Penetrazione nord di Trieste: collegamento in 
galleria da Prosecco al porto Vecchio per 
riallaccio alla Grande viabilità triestina 227,57 ----- 227,57 -
rete stradale 
Collegamento di connessione tra la A23 e la A27 
- Traforo di Mauria -


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Lazio 

Sistemi 
infrastrutturali Interventi Costo 
Finanziamenti disponibili 
Fabbisogni 
da reperire 
Stato dell'arte 
anno 2008 L.O. Altre fonti 
Statali 
Enti 
Locali U.E. Privati 
rete ferroviaria 
nazionale 
Nuova linea Passo Corese -Rieti. 
Tratta funzionale Passo Corese Osteria 
Nuova 350,00 90,00 ---- 260,00 da avviare al 2013 
rete stradale 
SS 675 Umbro-Laziale Collegamento 
Cinelli - SS1 Aurelia 
km 86+000 (tronco 3 Lotto 1° 
stralcio B e tronco 2 lotti 1 e 2) 815,00 --100,00 -- 715,00 
parzialmente 
finanziati 
rete stradale 
SS 675 tronco 3 Lotto 1 stralcio A: 
tra S.S. 1 Aurelia km 21+500 e 
S.P. Vetralla-Tuscania km 5+800 52,05 52,05 -----finanziati in corso 
rete stradale 
SS 156 Monti Lepini - 2° Tronco 2° 
Lotto Pontinia/Sezze 65,96 60,00 5,96 ----finanziati in corso 
rete stradale 
Adeguamento Cassia Roma-
Viterbo 4 corsia 295,02 6,64 ---- 288,38 da avviare al 2013 
rete stradale 
SS 4 "Via Salaria" Potenziamento 
nel tratto regionale. Tratta da 
Passo Corese a Rieti 1.380,00 --60,00 -- 1.320,00 da avviare al 2013 
rete stradale 
Variante alla SS 7 Appia in comune 
di Formia 625,00 25,50 53,00 --- 546,50 da avviare al 2013 
metropolitana Metro C di Roma -tratte T2, T3 1.423,82 22,08 628,19 427,14 -- 346,41 
parzialmente 
finanziati 
metropolitana 
Metro C di Roma -tratte T4, T5, 
T6A , T7 e deposito Graniti 1.623,61 524,76 949,23 149,62 ---finanziati in corso 
nodo intermodale Piastra logistica di Civitavecchia 11,17 11,17 -----ultimati 
nodo intermodale 
Interporto Roma Fiumicino: 
svincolo autostradale tra l' A12 
Roma-Civitavecchia e l'interporto 18,00 18,00 -----
finanziati da 
avviare 
rete stradale 
Sistema Intermodale Integrato RMLT 
(ex CTM) 1° stralcio f.le e 
bretella Cisterna Valmontone 1.668,44 359,56 ---1.001,06 307,82 da avviare al 2013 
rete stradale 
Sistema Intermodale Integrato RMLT 
(ex CTM) 2° stralcio f.le Aprilia 1.473,55 
----- 1.473,55 da avviare al 2013 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Terracina 
nodo portuale 
Porto di Civitavecchia - 1° lotto 
funzionale (antemurale C. 
Colombo, darsena traghetti, nuova 
darsena servizi) 194,65 145,10 49,55 ----finanziati in corso 
nodo potuale 
Hub portuale di Civitavecchia: 
completamento 275,00 5,99 ---- 269,01 
parzialmente 
finanziati 
nodo urbano 
ferroviario 
Nodo Urbano di Roma Cintura 
Nord/Sud 1.392,00 - 41,00 --- 1.351,00 da avviare al 2013 
nodo urbano 
stradale 
GRA Adeguamento a tre corsie: 
lotti in completamento 613,07 392,23 220,84 ----
ultimati/finanziati in 
corso 
vari Edifici Istituzionali 312,86 250,00 62,86 -finanziati in corso 
Riepilogo totale 12.589,20 1.963,08 2.010,63 736,76 -1.001,06 6.877,67 
Legge Finanziaria 2008 
Atti Aggiuntivi alle IGQ 
Richieste Aggiuntive Regioni 
Delibera 03/05 del 18.03.05 
rete stradale 
Viabilità complementare autostrada 
Roma - aeroporto Fiumicino 
Delibera 3/05 del 
18 marzo 2005 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XIV Legislatura 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XVI Legislatura 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Liguria 

Sistemi 
infrastrutturali Interventi Costo 
Finanziamenti disponibili 
Fabbisogni 
da reperire 
Stato dell'arte 
anno 2008 L.O. 
Altre 
fonti 
Statali 
Enti 
Locali U.E. Privati 
rete ferroviaria 
Raddoppio Genova-Ventimiglia: tratta Andora Finale 
Ligure Marina 1.540,00 -619,80 --- 920,20 
parzialmente 
finanziati 
rete ferroviaria Potenziamento Infrastrutturale Voltri-Brignole 622,00 -617,00 -5,00 -
finanziati in 
corso 
rete stradale 
Savona: variante SS 1 Aurelia bis - Tratta 
Torrente Letimbro casello Autostradale 137,54 ----- 137,54 
da avviare al 
2013 
rete stradale 
La Spezia: variante SS 1 Aurelia bis - 4° lotto 
tra San Benedetto e Beverino 152,22 ----- 152,22 
da avviare al 
2013 
rete stradale SS.28 -variante abitato di Imperia - Aurelia bis 207,87 4,99 ---- 202,88 
da avviare al 
2013 
nodo urbano 
stradale 
Genova -Tunnel Sottomarino/Sotterraneo 
infrastruttura subportuale 421,00 ----326,00 95,00 
da avviare al 
2013 
nodo intermodale 
allacci viari 
Viabilità di accesso all' hub portuale di Savona 
variante SS 1 Aurelia bis tra Savona Torrente 
Letimbro e Albisola Superiore 239,41 239,41 -----
finanziati da 
avviare 
nodo intermodale 
allacci viari 
Viabilità di accesso all' hub portuale di La 
Spezia: variante alla S.S. Aurelia (lotto 3°) tra 
Filettino ed il raccordo autostradale. 240,82 214,16 -26,66 ---
finanziati da 
avviare 
nodo portuale 
accessibilità viaria Genova: riassetto accesso portuale Voltri 35,00 ----- 35,00 
da avviare al 
2013 
Riepilogo totale 3.595,86 458,56 1.236,80 26,66 5,00 326,00 1.542,84 
Legge Finanziaria 2008 
Atti Aggiuntivi alle IGQ 
Richieste Aggiuntive Regioni 
Delibera 03/05 del 18.03.05 
rete stradale 
tratto autostradale Albenga - Garessio Ceva/
Milesimo 
Delibera 3/05 
del 18 marzo 
2005 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XIV Legislatura 
rete stradale 
Adeguamento sistema autostradale e stradale 
del corridoio longitudinale tirrenico nel tratto 
ligure nord da S.Stefano di Magra verso la 
Toscana 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XVI Legislatura 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Lombardia 

Sistemi 
infrastrutturali Interventi Costo 
Finanziamenti disponibili 
Fabbisogni 
da reperire 
Stato dell'arte 
anno 2008 L.O. 
Altre 
fonti 
Statali 
Enti 
Locali U.E. Privati 
rete ferroviaria 
Malpensa - Potenziamento Gallarate Rho 
Realizzazione 3° Binario 302,45 -10,00 --- 292,45 
da avviare al 
2013 
rete ferroviaria AV/AC: Treviglio - Brescia 2.000,00 -175,00 --- 1.825,00 
da avviare al 
2013 
rete ferroviaria 
Ferrovia Novara-Seregno: variante di 
Galliate 87,42 -87,42 ---87,42 
finanziati in 
corso 
rete ferroviaria 
Riqualificazione Linea ferroviaria Saronno 
- Seregno (FNME) 75,51 48,53 26,98 ----
finanziati in 
corso 
rete ferroviaria 
Malpensa - Nuovo collegamento Arcisate-
Stabio (confine di Stato) 223,00 -223,00 ----
finanziati in 
corso 
rete stradale 
Accessibilità stradale Valtellina 4° lotto: 
Stazzona - Lovero S.S. 38 variante di 
Tirano stralcio A 84,69 14,60 ---- 70,09 
parzialmente 
finanziati 
rete stradale 
Collegamento tra la S.S. 11 "Padana 
Superiore" a Magenta e la Tangenziale 
Ovest di Milano-Variante di Abbiategrasso 
sulla S.S. 494 419,11 65,29 212,80 3,00 -- 138,02 
finanziati da 
avviare 
rete stradale 
Collegamento A8 e A4 - Variante alla S.S. 
341 Gallaratese: tratta tra A8 e la S.S 527 
(Bustese) 133,00 -93,00 40,00 ---
finanziati da 
avviare 
rete stradale Tangenziale EST esterna di Milano 1.578,00 ----1.578,00 -
finanziati da 
avviare 
rete stradale 
Bergamo - Lecco: variante ex SS 639 all' 
abitato di Cisano Bergamasco opera 
connessa alla pedemontana 25,82 25,82 -----
finanziati da 
avviare 
rete stradale 
Brescia-Bergamo-Milano (Brebemi) km. 
61,5 collegamento SP19 1.611,00 ----1.611,00 -
finanziati da 
avviare 
rete stradale 
(P) Tangenziale Sud Brescia: Raccordo 
autostradale casello di Ospitaletto (A4), di 
Poncarale e l'areoporto di Montichiari 293,87 -37,00 -0,70 256,17 -
finanziati in 
corso 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

rete stradale 
Accessibilita' Stradale Valtellina S.S. 38 - 
Fuentes-Tartano (variante di Morbegno) 
1° Lotto 1° Stralcio Fuentes - Cosio 254,82 140,00 25,50 -114,50 --
finanziati in 
corso 
rete stradale 
Accessibilita' Stradale Valtellina S.S. 38 - 
Fuentes-Tartano (variante di Morbegno) 
1° Lotto 2° Stralcio Cosio - Tartano 195,48 60,00 --110,30 --
finanziati in 
corso 
rete stradale 
(P) Riqualifica SS 415 Paullese - 
Peschiera Borromeo a Spino d'Adda: 
(escluso ponte) 162,80 --162,80 ---
finanziati in 
corso 
rete stradale 
(P) Riqualifica SS 415 Paullese - 
Peschiera Borromeo a Spino d'Adda 
(ponte sull' Adda) 5,13 --5,13 ---
finanziati in 
corso 
rete stradale 
Raccordo Autostradale tra l'autostrada A4 
e la Valtrompia 923,05 -258,59 --- 664,46 
da avviare al 
2013 
rete stradale 
Pedemonata lombarda Dalmine, Como, 
Varese, Valico del Gaggiolo 4.200,00 916,90 150,00 --2.682,94 450,16 
da avviare al 
2013 
rete stradale 
Bergamo - Lecco: collegamento Calusco 
d'Adda - Terno d'Isola opera connessa 
alla pedemontana 58,00 ----- 58,00 
da avviare al 
2013 
metropolitana 
Accessibilità fiera Milano - Prolungamento 
della linea Metropolitana M1 + materiale 
rotabile 264,40 110,28 148,40 5,72 ---ultimati 
metropolitana 
Metropolitana di Milano linea M5 lotto 2: 
Garibaldi - S.Siro 657,05 -6,00 394,20 -- 256,85 
parzialmente 
finanziati 
metropolitana 
Metrotranvia Milano (Parco Nord) - Desio 
- Seregno 214,21 128,53 -85,68 ---
finanziati da 
avviare 
metropolitana 
Monza metropolitana prolungamento della 
Linea 1: Monza - Bettola 205,94 54,00 72,59 70,40 -8,95 -
finanziati da 
avviare 
metropolitana 
Nuova linea Metropolitana M4 
Lorenteggio-Linate - Prima Tratta 
Funzionale: Lorenteggio-Sforza/Policlinico 788,70 240,00 -349,12 -199,58 -
finanziati da 
avviare 
metropolitana 
Metropolitana Brescia tratta Prealpino S.
Eufemia opere migliorative ed interventi 
correlati -1° lotto funzionale 655,82 40,00 244,38 139,30 -232,14 -
finanziati in 
corso 
metropolitana 
Monza Metropolitana - Nuova 
metropolitana M5 da P.ta Garibaldi a 
Monza Bettola: tratta Garibaldi - Bignami 557,83 175,67 81,70 68,88 -231,58 -
finanziati in 
corso 
metropolitana 
Metropolitana di Milano linea M2 Prol. 
Cologno Nord - Vimercate 533,00 -6,00 --- 527,00 
da avviare al 
2013 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

metropolitana 
Metropolitana di Milano linea M3 Tratta 
S.Donato -Paullo 798,00 -8,60 478,80 -- 310,60 
da avviare al 
2013 
metropolitana 
Metropolitana di Milano linea M4 -Tratta 
Sforza policlinico - Linate 910,00 -9,90 546,00 -- 354,10 
da avviare al 
2013 
nodo urbano 
stradale 
Nodo d' interscambio 
AC/SFR/MM/trasporto pubblico - privato 
su gomma 18,80 -13,25 --5,55 -
finanziati da 
avviare 
nodo urbano 
stradale 
Accesso Stradale Fiera Milano - 
Realizzazione viabilità nuovo Polo 
fieristico Rho-Pero 336,56 182,76 -43,90 -109,90 -
finanziati in 
corso 
rete elettrica 
Rete Elettrica - Linea Turbigo-Bovisio 
tratta Turbigo-Rho 46,50 46,50 
-ultimati 
rete elettrica 
Rete Elettrica - Elettrodotto a 380 KV S. 
Fiorano (I) / Robbia (CH) in doppia terna 
d' interconnessione 23,00 23,00 
-ultimati 
Riepilogo totale 18.642,96 2.202,38 1.890,11 2.392,93 225,50 6.985,31 5.034,15 
Legge Finanziaria 2008 
Atti Aggiuntivi alle IGQ 
Richieste Aggiuntive Regioni 
Delibera 03/05 del 18.03.05 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XIV Legislatura 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XVI Legislatura 
Opere segnalate dalla regione Lombardia: aggiornamento all'intesa quadro 
Rete Stradale 
Collegamento Lecco Bergamo tratta 
Vercurago – Calolziocorte 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Marche 

Sistemi 
infrastrutturali Interventi Costo 
Finanziamenti disponibili 
Fabbisogni da 
reperire 
stato dell'arte 
anno 2008 L.O. Altre fonti 
Statali 
Enti 
Locali U.E. Privati 
nodo ferroviario 
Nodo ferroviario di Falconara e 
collegamento con la linea adriatica 210,00 - 210,00 ----
finanziati da 
avviare 
nodo portuale 
Porto di Ancona: opere 
infrastrutturali 220,00 - 106,30 ---113,70 
da avviare al 
2013 
nodo portuale 
accessibilità stradale 
Porto di Ancona: collegamento 
stradale tra il porto e la grande 
viabilità 479,80 ----479,80 -
finanziati da 
avviare 
Riepilogo totale 909,80 - 316,30 -
479,80 113,70 
Legge Finanziaria 2008 
Atti Aggiuntivi alle IGQ 
Richieste Aggiuntive Regioni 
Delibera 03/05 del 18.03.05 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XIV Legislatura 
vari 
Adeguamento porto di Ancona ed 
interazione rete viaria 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XVI Legislatura 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Molise 

Sistemi 
infrastrutturali Interventi Costo 
Finanziamenti disponibili 
Fabbisogni da 
reperire 
Stato dell'arte 
anno 2008 L.O. Altre fonti 
Statali 
Enti 
Locali U.E. Privati 
schemi idrici 
Acquedotto Molisano Centrale ed 
interconnessione con lo schema B.M. 83,27 0,37 92,59 ----
finanziati in 
corso 
schemi idrici 
Irrigazione del basso Molise acque fiumi 
Biferno e Fortore 75,00 75,00 ----
finanziati in 
corso 
schemi idrici 
Ristrutturazione Acquedotto Molisano 
destro 28,67 0,19 30,28 ----
finanziati in 
corso 
Riepilogo totale 186,94 75,56 122,87 -
-
Legge Finanziaria 2008 
Atti Aggiuntivi alle IGQ 
Richieste Aggiuntive Regioni 
Delibera 03/05 del 18.03.05 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XIV Legislatura 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XIV Legislatura 
rete stradale 
Completamento strada a scorrimento 
veloce Isernia - Castel di Sangro 25,00 ---- 
25,00 nd 
rete stradale 
Adeguamento e potenziamento della S.S. 
87: tratta S.Elia - Casacalenda - Larino 75,00 ----- 75,00 nd 
rete stradale 
Nuova strada di collegamento veloce Sant' 
Elia - fondovalle Tappino 40,00 ----- 40,00 nd 
rete stradale S.S. 647 Fondo Valle Biferno - Larino 20,00 ----- 20,00 nd 
rete stradale 
Completamento Atina - Sora (III lotto): 
tratta da Colli al Volturno al confine del 
Lazio 60,00 ---- 
60,00 nd 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

rete stradale 
Completamento funzionale tangenziale 
esterna al sistema urbana di Campobasso 100,00 ----- 100,00 nd 
rete stradale 
Collegamento Trasversale tra fondovalle 
Trigno e fondovalle Biferno 150,00 ----- 150,00 nd 
rete ferroviaria 
Velocizzazione linea ferroviaria Venafro Campobasso 
150,00 --30,00 -- 120,00 nd 
metropolitana Metropolitana leggera di Campobasso 50,00 --0,88 -- 49,13 nd 
hub interportuale Piattaforma Logistica Adriatica Sud 145,00 ---- 
145,00 nd 
schemi idrici 
Gestione integrata delle acque destinate 
ad usi umani e plurimi 435,80 ----- 435,80 nd 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Piemonte 

Sistemi 
infrastrutturali Interventi Costo 
Finanziamenti disponibili 
Fabbisogni da 
reperire 
Stato dell'arte 
anno 2008 L.O. 
Altre 
fonti 
Statali 
Enti 
Locali U.E. Privati 
valico stradale 
Galleria di sicurezza del traforo stradale 
del Frejus 204,71 - 30,00 --174,71 -
finanziati da 
avviare 
rete ferroviaria 
Gronde ferroviarie Merci Nordi Toprino: 
potenziamento linea Torino-Bussoleno 2.375,00 - 65,60 ---2.309,40 da avviare al 2013 

rete stradale Autostrada Asti Cuneo 1.243,75 ----1.243,75 -finanziati in corso 
metropolitana 
Torino - Metropolitana: tratta 4 
prolungamento Sud Lingotto-Bengasi 193,55 106,13 40,00 40,00 -7,42 -finanziati in corso 
metropolitana 
Metropolitana di Torino: tratta 3 
Collegno - Cascine Vica 252,51 --101,00 --151,51 
parzialmente 
finanziati 
nodo intermodale Hub interportuale - Novara 108,33 21,00 32,21 2,82 -52,30 -finanziati in corso 
Riepilogo totale 4.377,85 127,13 167,81 143,82 -1.478,18 2.460,91 
Richieste Aggiuntive Regioni 
nodo ferroviario Nodo di Novara 
Richiesta Borioli 
del 19 luglio 2007 
rete stradale 
Pedemontana Piemontese: tratta Biella A26, 
tratta Biella -Autostrada A4, Strevi 
- Predosa (A26) 
Richiesta Borioli 
del 19 luglio 2007 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XIV legilsatura 
rete stradale Asse autostradale Milano-Torino 
edilizia 
Parco della salute - Ospedale Nuove 
Molinette 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XVI legilsatura 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Puglia 

Finanziamenti disponibili 
Sistemi 
infrastrutturali Interventi Costo 
L.O. 
Altre 
fonti 
Statali 
Enti 
Locali U.E. Privati 
Fabbisogni da 
reperire 
Stato dell'arte 
anno 2008 
rete ferroviaria 
Raddoppio ferroviario Bari -Taranto 
(incluso tratta S. Andrea Bitetto) 496,00 31,00 142,00 27,00 -296,00 
finanziati da 
avviare 
rete stradale 
(P) Completamento funzionale SS 16 SS 
613 variante esterna di Lecce 2° stralcio 36,21 36,21 
-
ultimati 
rete stradale 
SS 96 Tronco inizio variante Toritto 1° 
lotto (da Altamura a Toritto) 92,00 -43,90 --- 48,10 
parzialmente 
finanziati 
rete stradale 
(P) SS 96 Tronco inizio variante Toritto-
Modugno inclusa la variante Palo del 
Colle 77,40 -58,00 --- 19,40 
parzialmente 
finanziati 
rete stradale SS 172 dei Trulli 252,12 35,00 -
217,12 
parzialmente 
finanziati 
rete stradale 
S.S. 275 Strada Maglie / S.M. di Leuca Lavori 
di adeguamento alla sezione B 
Decreto 05/11/2001 288,00 111,55 45,23 -
131,22 
finanziati da 
avviare 
nodo portuale Hub Portuali - Taranto 156,15 21,52 97,08 --37,55 parzialmente 
finanziati 
schemi idrici Potabilizzatore di Conza 52,62 -52,62 ---finanziati 
inn corso 
schemi idrici 
Ammodernamento impianti irrigui 
comprensorio dx Ofanto e dx Rendina in 
agro di Lavello 19,88 19,88 ----finanziati 
inn corso 
schemi idrici Acquedotto del Sinni (I°, II° e III° lotto) 76,70 6,60 43,39 -26,71 finanziati 
da 
avviare 
Riepilogo totale 1.547,08 225,55 475,04 70,39 -64,26 711,84 
Legge Finanziaria 2008 
Atti Aggiuntivi alle IGQ 

 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Richieste Aggiuntive Regioni 
Delibera 03/05 del 18.03.05 
schemi idrici Nuova Galleria Pavoncelli bis 
Delibera 3/05 del 
18 marzo 2005 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XIV Legislatura 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XVI Legislatura 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Sardegna 

Sistemi 
infrastrutturali Interventi Costo 
Finanziamenti disponibili 
Fabbisogni 
da reperire 
Stato dell'arte 
anno 2008 L.O. 
Altre 
fonti 
Statali 
Enti 
Locali U.E. Privati 
rete stradale SS 291 Della Nurra: lotto 1 96,36 ---- 
96,36 
da avviare al 
2013 
rete stradale 
SS 131 Carlo Felice da km 41+000 a km 
47+600 34,43 31,85 9,30 ----ultimati 
rete stradale 
SS 131 "Carlo Felice" da km 23+475 a km 
32+300 27,00 31,10 ----
finanziati in corso 
rete stradale 
SS 131 "Carlo Felice" da Km 32+300 a Km 
41+000 53,93 61,10 ----
finanziati in corso 
schemi idrici 
Interconnessione sistemi idrici Tirso e 
Flumendosa/Campidano (Pabillonis-Mogoro-
Zeppara) 1°e 2° lotto 55,51 46,09 9,42 ----ultimati 
schemi idrici 
Interconnessione sistemi idrici Tirso e 
Flumendosa/Campidano (Pabillonis-Mogoro-
Zeppara) 3° lotto 18,28 18,58 ----
finanziati in corso 
schemi idrici 
Schema n° 39 P.R.G.A. - Opere di 
approvvigionamento idropotabile 2° e 3° Lotto -
Picocca 55,20 55,20 ----
finanziati in corso 
schemi idrici 
Schemi idrici Sardegna-Flumineddu-Tirso 2° e 
3° lotto 39,19 0,16 --- 
39,03 
parzialmente 
finanziati 
schemi idrici 
Utilizzazione irrigua e potabile dei Rii Monti 
Nieddu, Is Canargius e bacini minori - Lotto 1 
(fase 1 e completamento) 80,22 52,33 --- 
27,89 finanziati in corso 
Riepilogo totale 460,12 296,41 18,72 -
163,28 
Legge Finanziaria 2008 
Atti Aggiuntivi alle IGQ 
Richiete Aggiuntive Regioni 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

rete stradale SS 597/199 Sassari - Olbia 
Richiesta Soru del 
28 dicembre 2007 
Delibera 03/05 del 18.03.05 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XIV Legislatura 
rete stradale 
Percorso sotterraneo area metropolitana di 
Cagliari 125,00 ---- 
125,00 
rete stradale 
Porto di Cagliari ed interazione rete viaria SS 
195 
rete stradale 
Potenziamento delle interconnessioni con le 
principali strade statali per razionalizzare i 
processi di mobilità nell'area vasta di Cagliari 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XVI Legislatura 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Sicilia 

Sistemi 
infrastrutturali Interventi Costo 
Finanziamenti disponibili 
Fabbisogni 
da reperire 
Stato dell'arte 
anno 2008 L.O. Altre fonti 
Statali 
Enti 
Locali U.E. Privati 
rete ferroviaria 
Messina- Catania: raddoppio Giampilieri 
- Fiumefreddo 1.970,00 1.970,00 
----
finanziati da 
avviare 
rete ferroviaria 
Catania-Siracusa adeguamento 
tecnologico ed infrastrutturale 
(velocizzazione). Tratta Bicocca - Targia 81,00 5,00 76,00 -finanziati in corso 
rete ferroviaria 
Raddoppio ferroviario Palermo Messina: 
tratta Cefalù - Castelbuono 960,00 960,00 
----finanziati in corso 
rete stradale 
Asse autostradale Palermo - Messina: 
completamento 1.032,68 1.032,68 
----ultimati 
rete stradale 
Agrigento-Caltanissetta A19: Agrigento 
Canicattì (Porto Empedocle) lotto 1 
tratto Km 9+800 al Km 44+400 499,55 172,73 
326,82 ---finanziati in corso 
rete stradale 
Agrigento - Caltanisetta 2 lotto dal km 
44+400 alla A19 990,00 - 455,34 534,66 ---
parzialmente 
finanziati 
rete stradale 
Itinerario Nord - Sud S. Stefano di 
Camastra - Gela ( lotti B2, B4a, B4b, 
C3) 272,76 -272,76 ----
finanziati da 
avviare 
rete stradale 
Ragusa-Catania - Adeguamento SS 514 
Chiaramonte e SS 194 Ragusana 
(svincolo con SS 115 e SS 114) 815,40 - 149,21 -217,69 448,50 -
finanziati da 
avviare 
rete stradale 
Palermo - Agrigento: tratta Bolognetta -
Lercara Friddi 1.218,41 610,05 222,19 --- 386,17 
finanziati da 
avviare 
rete stradale 
Autostrada Catania-Siracusa. Localita' 
Passo Martino: progressiva 130+400 
della S.S. 114 694,45 614,24 9,00 71,21 -finanziati in corso 
nodo ferroviario 
Sistemazione Nodo di Catania: 
interramento stazione centrale 
(progettazione definitiva) 12,00 11,61 0,39 -
finanziati da 
avviare 
metropolitana 
Linea ferroviaria circumetnea di Catania: 
tratta Stesicoro -Aereoporto 425,00 - 90,00 335,00 
finanziati da 
avviare 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

nodo intermodale 
Hub Interportuali - Catania I° e II° 
stralcio lotto funzionale 113,62 22,29 33,70 1,49 15,99 28,82 11,33 finanziati in corso 
schemi idrici 
Acquedotto Favara di Burgio lavori di 
rifacimento 52,33 39,56 4,87 7,90 -finanziati in corso 
schemi idrici 
Acquedotto Gela - Licata -Aragona e 
nuovo serbatoio di S.Leo 67,15 24,95 31,51 10,69 -finanziati in corso 
schemi idrici Acquedotto Montescuro Ovest 86,20 47,47 20,14 18,59 -finanziati in corso 
Riepilogo totale 9.290,55 1.335,61 5.459,21 1.010,18 238,55 514,50 732,50 
Legge Finanziaria 2008 
Atti Aggiuntivi alle IGQ 
Richieste Aggiuntive Regioni 
Delibera 03/05 del 18.03.05 
rete stradale e 
ferroviaria 
Interventi mirati alla sistemazione dei 
nodi urbani di Villa S.Giovanni e 
Messina complementari alla 
realizzazione Ponte 
Delibera 3/05 del 
18 marzo 2005 
schemi idrici Potenziamento acquedotti siciliani 
centro orientale 
Delibera 3/05 del 
18 marzo 2005 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XIV Legislatura 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XVI Legislatura 

 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Toscana 

Sistemi 
infrastrutturali Interventi Costo 
Finanziamenti disponibili 
Fabbisogni da 
reperire 
Stato 
dell'arte 
anno 2008 L.O. 
Altre 
fonti 
Statali 
Enti 
Locali U.E. Privati 
rete stradale 
E78 Fano -Grosseto: tratto1 Grosseto-Siena 
(lotti 5-6-7-8): da prog. 30+040 (Comune 
Civitella Paganico) a prog. 41+600 (Comune 
Monticiano) 271,12 271,12 ----
finanziati in 
corso 
rete stradale 
Grosseto-Siena: 4° Lotto: da prog. 27+200 a 
prog. 30+040 Prov. di Grosseto al Comune 
Civitella Paganico 91,50 ---- 
91,50 
da avviare al 
2013 
rete stradale 
Tratto 1: Grosseto-Siena (lotto 9°) da prog. 
41+600 Comune Monticiano a prog. 53+400 138,00 ---- 
138,00 
da avviare al 
2013 
nodo intermodale allacci 
viari e ferroviaria 
Hub Interportuali - Allacciamenti plurimodali 
Porto di Livorno ed Interporto di Guasticce 26,08 26,08 ----
finanziati in 
corso 
rete energetica 
Rete elettrica - Elettrodotto 380kV S.BarbaraTavarnuzze-
Casellina e opere connesse 90,00 -1,50 
-88,50 -
finanziati in 
corso 
Riepilogo totale 616,70 297,20 1,50 
-88,50 229,50 
Legge Finanziaria 2008 
Atti Aggiuntivi alle IGQ 
Richieste Aggiuntive Regioni 
Delibera 03/05 del 18.03.05 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XIV Legislatura 
rete stradale Asse tangenziale di Lucca 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XVI Legislatura 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Trentino Alto Adige 

Sistemi 
infrastrutturali Interventi Costo 
Finanziamenti disponibili 
Fabbisogni da 
reperire 
Stato dell'arte 
anno 2008 
L.O. Altre fonti 
Statali 
Enti 
Locali U.E. Privati 
Riepilogo totale -
---
Legge Finanziaria 2008 
Atti Aggiuntivi alle IGQ 
Richieste Aggiuntive Regioni 
Delibera 03/05 del 18.03.05 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XIV Legislatura 
rete ferroviaria 
Quadruplicamento della linea ferroviaria 
Verona-Fortezza e nodo di Trento 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XVI Legislatura 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Umbria 

Sistemi 
infrastrutturali Interventi Costo 
Finanziamenti disponibili 
Fabbisogni 
da reperire 
Stato dell'arte 
anno 2008 L.O. 
Altre 
fonti 
Statali 
Enti 
Locali U.E. Privati 
rete stradale Strada Tre valli -Tratto Eggi / S. Sabino 12,87 14,56 -
-
finanziati in corso 
rete stradale Terni-Rieti strada: tratta Terni - confine Regionale 216,10 - 234,74 -
-
finanziati in corso 
rete ferroviaria Raddoppio Spoleto - Terni 532,34 - 529,00 --- 3,34 da avviare al 2013 
rete stradale 
Strada Tre valli - Tratto 
Flaminia(Eggi)/E45(Acquasparta): variante alla 
SR 418 Spoletina 730,00 - 1,69 --- 728,31 da avviare al 2013 
nodo intermodale 
Piastra Logistica Umbra - Citta' di Castello / 
S.Giustino. 19,29 6,25 13,04 
--
finanziati da 
avviare 
nodo urbano 
stradale 
Nodo Stradale di Perugia: variante al Raccordo 
Autostradale Perugia-Bettolle nel tratto Madonna 
del Piano - Corciano 896,54 ----- 896,54 da avviare al 2013 
nodo intermodale Piastra logistica Umbra - Foligno, Terni/Narni 77,76 23,03 -30,31 -- 24,42 da avviare al 2013 
Riepilogo totale 77,76 23,03 30,31 
-24,42 
Legge Finanziaria 2008 
Atti Aggiuntivi alle IGQ 
Richieste Aggiuntive Regioni 
Delibera 03/05 del 18.03.05 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XIV Legislatura 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XVI Legislatura 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

rete ferroviaria 
Potenziamento e velocizzazione linea Foligno -
Terontola 416,00 - 58,00 -
358,00 
Atto Aggiuntivo 
Intesa Generale 
Quadro 01 Agosto 
2008 
rete ferroviaria 
Connessione Nord rete ferroviaria F.C.U. con la 
rete nazionale RFI 132,83 --
132,83 
Atto Aggiuntivo 
Intesa Generale 
Quadro 01 Agosto 
2008 
rete stradale 
Tratta Umbra della trasversale E78 tra Grosseto e 
Fano 600,00 --
600,00 
Atto Aggiuntivo 
Intesa Generale 
Quadro 01 Agosto 
2008 
rete stradale Completamento SS 219 Pian d' Assino 27,17 --
27,17 
Atto Aggiuntivo 
Intesa Generale 
Quadro 01 Agosto 
2008 
Hub areoportuale Aeroporto internazionale dell' Umbria 35,00 - 25,00 10,00 --
Atto Aggiuntivo 
Intesa Generale 
Quadro 01 Agosto 
2008 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Veneto 

Sistemi 
infrastrutturali Interventi Costo 
Finanziamenti disponibili 
Fabbisog 
ni da 
reperire 
Stato dell' arte 
anno 2008 
Stato dell'arte anno 
2009 
L.O. 
Altre 
fonti 
Statali 
Enti 
Locali U.E. Privati 
Manovr 
a 
triennal 
e 20092011 
Atti 
Aggiuntiv 
i alle 
IGQ 
rete ferroviaria Collegamento ferroviario Aeroporto di Venezia 223,92 -1,00 ---222,92 
da avviare 
al 2013 
no 
rete ferroviaria Collegamento ferroviario Aeroporto di Verona 90,40 -----90,40 
da avviare 
al 2013 
no 
rete ferroviaria 
Quadruplicamento Fortezza -Verona: ingresso 
a Verona Nord (lotto 4) 249,00 -----249,00 
da avviare 
al 2013 
no 
rete ferroviaria Collegamento ferroviario AV/AC Verona-Padova 5.130,00 -162,00 ---4.968,00 
da avviare 
al 2013 
no 
nodo ferroviario Sistemazione del nodo AV/AC di Verona 670,00 16,00 ----654,00 
da avviare 
al 2013 
no 
rete ferroviaria 
regionale 
Sistema Ferroviario Metropolitano Veneto -II 
fase tratte Vicenza/Castelfranco, 
Treviso/Conegliano, Quarto d' 
Altino/Portogruaro, Padova/Monselice 140,00 79,75 
60,25 --
finanziati in 
corso 
no 
rete stradale Passante di Mestre 1.134,54 180,38 100,00 --854,16 -
finanziati in 
corso 
no 
rete stradale Superstrada Pedemontana Veneta 2.177,30 --173,00 -2.004,30 -
da avviare 
al 2013 
no 
rete stradale (P) Autostrada Nogara (VR) - Mare Adriatico 1.200,00 --50,00 -1.150,00 -
finanziati da 
avviare 
no 
difesa del suolo 
Salvaguardia della laguna e Città di Venezia: 
sistema Mo.S.E. 4.271,60 3.132,70 111,00 ---1.027,90 
finanziati in 
corso 
si 
Edilizia 
Infrastrutture celebrazione 150° anniversariom 
Unità d' Italia -Palazzo del Cinema e Congressi 
di Venezia 79,56 20,00 
59,56 ---
finanziati in 
corso 
no 
Riepilogo totale 
15.366,32 
3.329,0 
8 473,75 342,81 4.008,46 
7.212,22 
Legge Finanziaria 2008 

178 



 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

rete stradale 
Collegamento sistemi Tangenziali (tratta 
Peschiera del Garda - Verona e Verona - Padova) 2.230,00 2.230,00 
-
L.F. 2008 
art. 2 
comma 259, 
Atto 
Aggiuntivo 
Intesa 
Generale 
Quadro del 
17 dicembre 
2007 
no 
Atti Aggiuntivi alle IGQ 
Richieste Aggiuntive Regioni 
rete stradale 
Circonvallazione Orbitale di Padova (GRAP) e nuovo 
asse intermodale di Padove - Venezia 
732,0 
0 732,00 
-
Richiesta 
Galan del 4 
luglio 2007 
no 
rete stradale Collegamento delle Tangenziali a nord di Verona 
330,0 
0 -
330,00 
Richiesta 
Galan del 
11 Giugno 
2009 
no 
rete stradale Collegamento autostradale A27- A23 nd 
Richiesta 
Galan del 4 
luglio 2007 
no 
rete stradale 
Nuovo ponte sull'Adige in comune di Dolcè (nell'ambito 
del TIBRE) nd 
Richiesta 
Galan del 4 
luglio 2007 
no 
rete stradale Nuovo asse intermodale Padova - Venezia nd 
Richiesta 
Galan del 4 
luglio 2007 
no 
rete stradale 
Collegamento tra A22 del Brennero e sistema viabilità 
del lago di Garda nd 
Richiesta 
Galan del 4 
luglio 2007 
no 
rete stradale 
Collegamento fra la superstrada a pedaggio 
pedemontana veneta e la viabilità ordinaria nelle 
province di Treviso, Vicenza e Padova 80,00 -
80,00 
Richiesta 
Galan del 
11 Giugno 
2009 
no 
metropolitana 
SFMR _ III fase tratte Conegliano - Belluno - Monselice 
Rovigo 
120,0 
0 -
120,00 
Richiesta 
Galan del 
11 Giugno 
2009 
no 

179 



 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

rete stradale 
(P) SR 10 - Tratta in nuova sede Este (PD) - Legnago 
(VR) 
210,0 
0 210,00 
--
Richiesta 
Galan del 
11 Giugno 
2009 
no 
Delibera 03/05 del 18.03.05 
rete stradale Asse viabilità tangenziale Cortina d'Ampezzo nd 
Delibera 
3/05 del 18 
marzo 2005 
no 
metropolitana Metropolitana lagunare di Venezia nd 
Delibera 
3/05 del 18 
marzo 2005 
no 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XIV legislatura 
rete stradale 
Completamenti di viabilità del Corridoio 5: Opere 
integrate al Passante di Mestre nd 
no 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XVI legislatura 
rete stradale 
(P) Collegamento tra l'A4 Venezia -Trieste e il sistema 
turistico del litorale veneto nelle tratte Meolo - Jesolo e 
Alvisopoli -Bibione 
370,0 
0 370,00 
--
Atto Aggiuntivo 
Intesa 
Generale 
Quadro 17 
dicembre 2007 
e Richiesta 
Galan con nota 
del 4 luglio 
2007 
no 
rete stradale 
SS 47 "della Valsugana": ammodernamento tra 
Bassano del Grappa e Pian dei Zocchi 
600,0 
-
600,00 Atto Aggiuntivo 
Intesa 
Generale 
Quadro 17 
dicembre 2007 
no 
Opere segnalate dalla regione Veneto: aggiornamento all'intesa quadro 
nodo intermodale 
allacci viari e 
ferroviaria Terminal Intermodale Isola della Scala 
141,0 
0 --


180 



 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Valle d’Aosta 

Sistemi 
infrastrutturali Interventi Costo 
Finanziamenti disponibili 
Fabbisogni da 
reperire 
Stato dell'arte anno 
2008L.O. Altre fonti 
Statali 
Enti 
Locali U.E. Privati 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XIV Legislatura 
rete ferroviaria Linea ferroviaria Aosta-Martigny 
Opere programmate nel Dpef Allegato infrastrutture XVI Legislatura 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Capitolo 6: L’avvio di una nuova politica delle 
infrastrutture e dei trasporti 



 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Premessa 

In un momento di crisi, quale quello che stiamo attraversando, le 
due componenti, quella trasportistica e quella infrastrutturale, assumono 
una particolare interdipendenza. E ciò fa emergere una esigenza di 
organicità nel processo decisionale; una esigenza che richiede una carica 
riformatrice capace di superare l’attuale frantumazione settoriale delle 
competenze. 

Una carica riformatrice che non ha bisogno di nuovi strumenti 
legislativi ma che ha bisogno di un coinvolgimento operativo di chi, 
direttamente o indirettamente si sente attore di questo comparto preposto 
alla offerta di servizi essenziali per la crescita e lo sviluppo del Paese. 

E questa carica riformatrice è all’interno sia di funzioni gestionali 
ed organizzative, sia di atti strategici e progettuali. L’Allegato 
Infrastrutture al Documento di Programmazione Economica e Finanziaria 
di quest’anno vuole quindi ricercare ed approfondire anche questa 
specifica finalità. Sarebbe limitativo affrontare il tema delle infrastrutture 
senza coniugarlo con quello della gestione e della concreta attuazione 
delle scelte. 

I paragrafi che seguono indicano la tematica e descrivono le 
azioni che il Dicastero intende portare avanti in questo prossimo triennio. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

1. una nuova lettura della progettualità della Legge Obiettivo 
La politica di infrastrutturazione del territorio, la distribuzione equa 
e coesiva delle possibilità di spostamento, quello che in termini economici 
si definisce accessibilità al territorio, l’immissione di finanziamenti nel 
sistema economico, la spinta attraverso le infrastrutture a politiche di 
investimento di natura anticiclica, una separazione netta tra la funzione 
regolatoria e la funzione proprietaria in capo allo Stato, rappresentano il 
cambio di passo che il settore di investimenti in infrastrutture si aspetta 
nel prossimo futuro. Il futuro delle scelte connesse alle decisioni di 
investimento in infrastrutture, indipendentemente dalla proprietà pubblica 

o privata del capitale investito, è sempre più legato ad attività strategiche 
del sistema Paese, alle priorità che il Paese persegue attraverso attività 
funzionali ad esso come un incremento nella dotazione infrastrutturale. 
Solo in tal modo prende corpo, davvero, una strategia economica, 
un sistema di priorità economiche e non un sistema di priorità progettuali. 

In tal modo si passa dai progetti prioritari alle priorità, alle 
essenzialità del Paese. 

E, va dato atto, questo processo è iniziato, nella storia recente 
della programmazione soprattutto pubblica in Italia, proprio attraverso la 
Legge Obiettivo. Il monitoraggio quantitativo descritto nel capitolo 
precedente, nulla ci dice su quanto abbiamo qualitativamente realizzato. 
Questo monitoraggio qualitativo deve ora diventare priorità per il paese. 

Spesso la politica infrastrutturale connessa alla legge obiettivo è 
stata tacciata di non avere priorità o meglio di rendere ogni singolo 
progetto prioritario per il Paese. 

L’assioma che veniva evocato era tutte priorità nessuna priorità. 
C’è stato anche chi ha confuso la priorità di un’opera con la dimensione 
finanziaria dell’opera: un valico, una tratta ad Alta velocità, un asse 
autostradale sembravano più prioritarie di altri progetti magari di portata 
locale che non venivano ritenuti sufficientemente prioritari perché di 
dimensione finanziaria minore. 

La realtà dell’operato della Legge Obiettivo, l’avanzamento 
progettuale, fisico economico e finanziario, hanno semplicemente 
dimostrato che la principale priorità che la Legge Obiettivo ha soddisfatto 
è stata la priorità del sistema Paese. 

Per questo è necessario offrire alla collettività una visione degli 
stessi dati indicati nei capitoli precedenti per famiglie infrastrutturali, sia 
perché le famiglie infrastrutturali rappresentano un unicum su cui le 
regole di tariffazione e di prezzo, i possibili ritorni economici, la possibile 
politica fiscale, i profili della valutazione delle fattibilità economiche e 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

finanziarie, la quota parte delle responsabilità regolatorie e proprietarie 
dello Stato, si manifestano in maniera differenziata registrando una sorta 
di coerenza interna, sia perché molto spesso le famiglie infrastrutturali 
rispondono ad un unico soggetto aggiudicatore che nell’esercizio delle 
proprie attività si comporta come un monopolista nazionale, un 
monopolista locale, una impresa che vive in una configurazione di 
mercato di tipo concorrenziale o quasi concorrenziale ed è quindi titolare 
di differenziate logiche programmatiche. 

Lo stato di avanzamento programmatico su queste opere è quindi 
fortemente differenziato e di conseguenza la politica programmatica 
necessaria a rimuovere gli ostacoli deve necessariamente essere 
fortemente differenziata. 

Sarà, quindi, opportuno rileggere l’intero quadro programmatico 
definito dalla Legge Obiettivo attraverso la identificazione di famiglie di 
interventi in cui domina una chiara essenzialità economica. Una 
essenzialità ricca di ricadute sul territorio, sulla occupazione, sul processo 
di crescita economica. 

Diventano, così, famiglie organiche, ad esempio: 

x 
il collegamento dell’asse ferroviario veloce Milano – Trieste; 
x 
il collegamenti ferroviari nel Mezzogiorno come Napoli – Bari e 
Salerno Reggio Calabria; 
x 
il sistema autostradale Salerno – Reggio Calabria e l’asse 
stradale 106; 
x 
le piastre logistiche portuali ed interportuali. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

2. La liberalizzazione della rete ferroviaria 
Liberalizzare una rete sia idrica, sia di gas, sia elettrica è facile 
perché significa consentire l’accesso, nella rete, di un prodotto:acqua, 
gas, elettricità. 

Liberalizzare una rete ferroviaria, dobbiamo ammetterlo, è difficile 
perché significa, anche per motivi di sicurezza, filtrare l’accesso. 

Occorre cioè che un apposito soggetto, un apposito organismo 
certifichi i livelli di sicurezza di coloro che richiedono l’accesso alla rete. 

Una volta ottenuta questa autorizzazione prende corpo la richiesta 
delle tracce, la richiesta, cioè, dei segmenti ferroviari che saranno 
occupati da un determinato convoglio in un arco temporale 
predeterminato. 

E, una volta ottenute le tracce, prende corpo un rapporto 
contrattuale, che proprio a causa dei vincoli imposti da un sistema 
bloccato come un asse ferroviario, spesso produce contenziosi. 

Le Ferrovie dello Stato italiane in Europa sono quelle che hanno 
rispettato in pieno le direttive comunitarie in merito alla liberalizzazione ed 
hanno ragione quando denunciano la esigenza della “reciprocità”, cioè 
quando non accettano che il rispetto della liberalizzazione ricada solo 
all’interno del nostro Paese. 

Ma il sistema comunitario delle reti ferroviarie risponde davvero al 
binomio liberalizzazione – competizione? a questo interrogativo, 
purtroppo non possiamo dare una risposta positiva. 

Eppure un simile binomio sembra quasi essere un vincolo 
obbligato per l’intero sistema comunitario. La Direttiva 440/91, la direttiva 
comunitaria che attivava il processo di liberalizzazione della rete, aveva 
avuto un periodo di gestazione di oltre dodici anni. La Direttiva 440 del 91 
richiedeva in modo inequivocabile: 

x 
L’indipendenza gestionale delle imprese di trasporto. 
x 
L’obbligatorietà della separazione contabile fra gestione 
dell’infrastruttura ed esercizio dei servizi di trasporto. 
x 
La facoltà di incentivare lo sviluppo dell’infrastruttura. 
x 
Il divieto di sussidi incrociati. 

x 
La facoltà di ridurre l’indebitamento delle imprese di trasporto. 

x 
Il pagamento di un canone per l’utilizzazione dell’infrastruttura. 

x 
La vigilanza dello Stato sulla definizione degli standard e norme di 
sicurezza. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Il diritto di accesso e transito sull’infrastruttura per la prestazione di 
servizi di trasporto internazionale. 

Quindi il lungo periodo di gestazione e il lungo periodo di reale 
attuazione testimoniano un fatto: la liberalizzazione deve essere 
necessariamente un atto contestuale, deve essere un atto globale. 

Questa presa d’atto ci consente solo di dire che tra i Paesi della 
Unione Europea siamo coloro che rispettano “meglio” la direttiva 
Comunitaria ma la liberalizzazione non è di un Paese. La competizione 
non può avvenire all’interno di un segmento della rete comunitaria 
ma all’interno del sistema comunitario. 

La liberalizzazione nel comparto ferroviario rimane ancora un 

TABU’. 

Anche le altre Direttive Comunitarie, come la 15, la 16 e la 17, il 
cosiddetto I° Pacchetto ferroviario continuano ad invocare ed a ribadire la 
urgenza a “liberalizzare”, fino alla Direttiva 59 che rende ancora più 
pressante ed incisiva la volontà della Unione Europea a liberalizzare 
davvero la offerta ferroviaria. 

Ebbene, questa lunga storia amministrativa, questa ricca 
evoluzione normativa non ha trovato una attuazione organica, 
contestuale e condivisa da parte delle singole reti nazionali. 

Senza la vera liberalizzazione, non parte, in nessun modo, la 
competizione tra distinte società ferroviarie, non prende corpo, addirittura, 
un nuovo assetto della offerta di servizi ferroviari, almeno per il comparto 
passeggeri, formato sia da società ferroviarie pubbliche nazionali che da 
società private. 

Senza dubbio negli ultimi trenta anni qualcosa è cambiato, ma i 
processi di liberalizzazione non possono avere periodi di gestazione così 
lunghi, non possono essere contrastati in modo così diffuso dalle varie 
Aziende ferroviarie. 

Ebbene si ritiene utile ribadire la volontà di dare corso ad ogni 
forma di liberalizzazione e di reciprocità all’interno della Unione Europea. 
Costruire i Corridoi comunitari significa anche sprovincializzare segmenti 
ferroviari ubicati su tali Corridoi. Sarà, infatti, impossibile dare una identità 
nazionale a segmenti come Monaco – Innsbruck, come Torino – Milano, 
come Firenze - Bologna. Sarà, cioè, difficile identificare una correlazione 
tra rete nazionale e gestione da parte di un azienda nazionale. 

Questo è un cammino lungo perché volutamente si preferisce 
difendere il proprio bacino, si preferisce non rischiare la competizione. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Si ha paura della competizione dimenticando che nessuno 
metterà in dubbio la titolarità di chi gestisce le reti e di chi, quindi, fissa i 
pedaggi per l’accesso alle stesse. 

Quindi un mercato liberalizzato sarà, senza dubbio, competitivo e 
soggetti responsabili delle reti, come nel caso italiano la Società Rete 
Ferroviaria Italiana, avranno la possibilità di porre soglie di pedaggio tali 
da recuperare concretamente i costi di esercizio e, anche, con un arco 
temporale più lungo, quelli di investimento. 

Questa è una linea coerente alla volontà della Unione Europea e 
intende solo cercare a scala comunitaria le condizioni per aprire davvero 
il mercato e, contestualmente, verificare all’interno del nostro Paese quali 
debbano essere le condizioni da porre, le regole da ribadire per evitare di 
usare, come soluzione quella peggiore, e cioè il trasferimento delle 
possibili soluzioni alla variabile tempo; soluzione tipica di chi 
preferisce trasferire ad altri la scelta o le scelte. 

Non affrontare in modo organico tale area tematica significa 
avviarci verso quello che nel Libro Bianco della Unione Europea viene 
anticipato in modo esplicito: tra pochi anni sulla rete ferroviaria si 
movimenterà solo il 9 – 8% della domanda di trasporto globale. 

Dal 27% del 1975, in trenta anni, il trasporto su ferrovia nella 
Unione Europea si è così ridotto di due terzi. 

Ha vinto la strada, ha vinto l’inquinamento, ha vinto 
l’esplosione dei consumi energetici. 

Queste considerazioni impongono un approfondimento per evitare 
che la offerta ferroviaria diventi una offerta marginale, non sia cioè il 
tessuto connettivo vero della nuova Unione Europea e, al massimo, 
risponda solo ad una domanda pendolare o, addirittura, di tipo 
metropolitano. 

In questa Legislatura occorrerà soffermarsi a lungo sulla funzione 
strategica della offerta ferroviaria perché questa, se resa davvero 
competitiva, se davvero liberalizzata a scala comunitaria, potrà svolgere 
un ruolo chiave nell’assetto economico futuro. Infatti questa recessione 
che il nostro Paese e l’Europa stanno vivendo in questo periodo ha 
messo in discussione la struttura dei consumi. Una recessione, dopo anni 
di crescita sistematica a scala nazionale ed internazionale, lascia un 
segno indelebile, cambia completamente le logiche del mercato, cambia 
le abitudini. 

I fruitori dei servizi di trasporto stanno capendo, e lo capiremo 
sempre di più, che la scelta di un mezzo di trasporto non è legata solo 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

alla propria comodità ma è legata alla ottimizzazione delle proprie 
disponibilità economiche. 

I cittadini stanno diventando sempre più maturi nell’approccio alla 
mobilità. Una prova tangibile ci viene data dall’aumento della domanda di 
trasporto pubblico e, con la ripresa, sicuramente il mondo della 
produzione ricorrerà alla offerta di trasporto, o alle offerte di trasporto, più 
vantaggiose. 

Sarebbe folle che il sistema ferroviario italiano ed europeo 
perdesse una simile occasione. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

3. La prevenzione e il controllo del territorio, la sicurezza nei 
lavori 
La qualità del mondo imprenditoriale da un lato e la capacità del 
Governo di garantire la sicurezza sui lavori,dall’altro, rappresenta il 
binomio obbligato che si intende porre ogniqualvolta decidiamo di 
realizzare una infrastruttura. 

L’asse autostradale Salerno – Reggio Calabria è, oggi, senza 
dubbio, quello su cui si è incentrato al massimo l’attenzione del Governo 
e del Dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti proprio per la serie di 
fenomeni legati a forme di criminalità organizzata. Fenomeni affrontati in 
modo organico da un apposito Servizio per l’Alta Sorveglianza delle 
Grandi Opere istituito con apposito Decreto del Ministro delle 
Infrastrutture e dei Trasporti sin dal 15 aprile del 2002 e che insieme al 
Settore Tecnico, al Settore giuridico ed a quello economico costituisce 
l’articolazione funzionale della Struttura Tecnica di Missione. 

Questa azione preventiva voluta, praticamente sin dall’inizio delle 
attività legate all’attuazione della Legge Obiettivo testimonia la volontà di 
aggredire in modo organico una simile emergenza evitando di scegliere 
come azione preventiva la politica del “non fare”. Sarebbe stato, infatti, 
inconcepibile cadere nell’assurdo paradosso che spesso viene invocato 
nel comparto trasportistico dove la massima sicurezza si ha in presenzadi traffico zero. È utile ricordarlo che fino all’aprile del 2002 il controllo, il 
monitoraggio delle opere non era supportato da una interazione 
sistematica tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero 
dell’Interno e le varie Prefetture. Senza dubbio occorre intensificare le 
modalità con cui vengono effettuati i controlli, tuttavia non possiamo 
dimenticare che i territori in cui si verificano fenomeni ambientali 
malavitosi sono quelli in cui la dotazione infrastrutturale è ancora molto 
bassa. 

Quindi il costante impegno del Governo è quello di vincere ogni 
azione malavitosa che persegue un chiaro obiettivo: governare il 
territorio proprio attraverso il blocco di ogni processo di 
infrastrutturazione. 

D’altra parte questa chiara volontà del Governo lo si evince 
leggendo i compiti istituzionali del sopra richiamato Servizio di vigilanza, 
in particolare tale organismo provvede: 

x 
al supporto delle attività dei soggetti competenti alla 

predisposizione degli accordi (protocolli d’intesa) con gli organi 

competenti in materia di sicurezza nonché di prevenzione e 

repressione della criminalità, finalizzati alla verifica preventiva del 

programma di esecuzione dei lavori in vista del successivo 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 
monitoraggio di tutte le fasi di esecuzione delle opere e dei soggetti 
che le realizzano; 
x 
allo svolgimento, eventualmente in collaborazione con le Regioni, 
le Province autonome e gli altri Enti interessati con oneri a proprio 
carico, delle attività di supporto al CIPE, per la vigilanza delle 
attività di affidamento da parte di soggetti aggiudicatori e della 
successiva realizzazione delle infrastrutture; 
x 
al costante monitoraggio e vigilanza dell’avanzamento delle attività 
progettuali, nonché dell’attività di realizzazione delle opere, sulla 
base dei dati forniti dai soggetti aggiudicatori e della successiva 
realizzazione delle infrastrutture; 
x 
all’individuazione delle situazioni di criticità nell’avanzamento 
dell’iter realizzativo delle opere strategiche; 
x 
alla formulazione di proposte o iniziative per la risoluzione delle 
criticità riscontrate; 
x 
alla realizzazione di uno specifico sistema di interconnessione 
informatica dei dati da porre a disposizione del Comitato di 
coordinamento per l’Alta sorveglianza delle grandi opere, costituito 
presso il Ministero dell’Interno (composto da rappresentanti dei 
Ministeri dell’Interno e delle Infrastrutture e dei Trasporti, della 
Direzione nazionale antimafia, dell’Autorità per la vigilanza sui 
lavori pubblici, della Dia e della Direzione centrale della Polizia 
criminale, che si occupa del monitoraggio dei lavori per prevenire 
tentativi di infiltrazione da parte della criminalità organizzata). 
Altro tema particolarmente delicato ed urgente è quello legato alla 

sicurezza nei lavori. Come detto prima e come ribadito già nell’Allegato 
Infrastrutture dello scorso anno la sicurezza nei cantieri è senza dubbio 
legata alla capacità ed alla qualità imprenditoriale delle imprese di 
costruzione. 

Occorre quindi evitare di affrontare la preoccupante tematica 
legata alla sicurezza nei cantieri solo ricorrendo a forme restrittive, a 
penali a valle di infortuni gravi. 

È necessario intervenire in modo organico nell’assetto 
organizzativo della impresa di costruzione. Le imprese di costruzione, in 
Italia, denunciano una relativamente bassa “performance” in termini di 
efficienza industriale. Le ragioni di ciò sono molteplici e la maggior parte 
di esse risiedono nella incapacità strutturale della Pubblica 
Amministrazione di gestire il mercato delle opere pubbliche con efficienza 
e razionalità. In altre parole, non esiste ancora un meccanismo di 
selezione delle imprese che impedisca l’ingresso a quelle meno 
competitive ed agevoli, viceversa, la crescita industriale di quelle migliori. 

La Pubblica Amministrazione, per superare questa patologia che, 
nel nostro Paese, rischia di diventare irreversibile, si dovrebbe dotare, 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

come proposto nell’Allegato Infrastrutture dello scorso anno, di un 
sistema di “rating” delle imprese gestito da società specializzate. 

Il “rating” dovrebbe avvenire sulla base di criteri che facciano 
riferimento alle reali capacità imprenditoriali/realizzative dell’impresa, alla 
sua consistenza finanziaria, alla serietà dei suoi comportamenti (per 
esempio: numero di infortuni registrati; numero di varianti richieste; 
entità del contenzioso con la Pubblica Amministrazione e suoi esiti, ecc.). 
Tale sistema dovrebbe ovviamente non sostituirsi a quello ora esistente 
delle SOA (che, peraltro, da solo si è rivelato del tutto inefficace). 

In realtà, come precisato sempre nell’Allegato Infrastrutture 
dello scorso anno, si dovrebbe subordinare l’ingresso nel settore 
delle costruzioni di nuove imprese ad una sorta di “test” che validi 
la capacità di gestire la sicurezza del cantiere e la prevenzione degli 
infortuni. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

4. La mobilità nell’urbano: emergenza grave per la crescita e lo 
sviluppo del Paese 
Lo scorso anno l’Allegato Infrastrutture mise in evidenza che una 
delle emergenze principali, in realtà forse la principale, nel comparto delle 
infrastrutture e dei trasporti era quella legata alla assenza di una offerta di 
trasporto pubblico locale efficiente ed efficace. Una simile grave 
emergenza è, d’altra parte facilmente misurabile attraverso i seguenti 
dati: 

x 
all’interno delle nostre grandi aggregazioni urbane, dove vive oltre il 
40% della popolazione, il costo sopportato dalle famiglie per il 
trasporto è superiore a 30 miliardi di € all’anno; un dato 
scioccante: i romani consumano ogni giorno carburante per 
oltre 7 miloni di €; 
x 
il costo della congestione ha superato, nel 2008, i 9 miliardi di € 
(solo Roma 900 milioni di €); 
x 
la incidentalità nell’urbano, ha superato, nel 2008, la soglia del 
45% del valore globale nazionale; con un nunmero di vittime 
superiore a 2.200 unità; 
x 
il tasso di inquinamento aveva superato, anche in ambiti urbani 
di 200.000 abitanti la soglia limite di CO2. Una soglia superata, 
addirittura, 7 – 8 volte al mese (d’altra parte una vettura emette 
152,4 grammi equivalenti di CO2 per passeggero/chilometro); 
x 
il consumo energetico, nelle nostrre città, ha raggiunto livelli 
inimmaginabili: è sufficiente ricordare che un quinto del consumo 
energetico globale nel nostro paese è dovuto alla mobilità in ambito 
urbano. 
Dopo un anno possiamo solo confermare che tale patologia si è 

aggravata ulteriormente perché la crisi, la recessione ha trasferito una 
quota rilevante di domanda di trasporto in ambito urbano sulla offerta 
pubblica; in alcuni casi c’è stata, addirittura, una crescita superiore al 
20%. Il costo dell’uso dell’auto privata è infatti diventato un lusso; un 
costo insostenibile per i bilanci delle famiglie. 

Per una città come Roma dove l’abbonamento a Metrebus costa 
300 € l’anno è impensabile spendere 3.000 – 4.000 € per muoversi con 
mezzo privato; altrettanto si può dire per le altre città con dimensioni 
superiori alle 100.000 unità. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Questa esplosione della domanda paradossalmente auspicata in 
tutte le pianificazioni nazionali e regionali non ha trovato però una offerta 
in grado di rispondere in modo adeguato. 

Se affrontiamo poi le problematiche legate alla distribuzione delle 
merci in ambito urbano scopriamo che il costo del trasporto è il 33% del 
costo totale dell’autotrasporto. 

Scopriamo cioè che la serie di diseconomie generate da questa 
patologica organizzazione della distribuzione delle merci in ambito urbano 
è un ulteriore aggravio dei costi dei prodotti, è un ulteriore danno alla 
economia delle famiglie. 

In questo primo anno di Legislatura si è cercato di affrontare una 
simile emergenza intervenendo sia continuando a investire in reti di 
trasporto su guida vincolata, sia garantendo risorse in conto esercizio per 
assicurare una offerta sempre più congeniale alle esigenze della 
domanda sulla rete ferroviaria. 

In merito agli investimenti nelle reti metropolitane la Delibera del 
CIPE del 26 giugno 2009 ha assegnato un volano globale di risorse pari a 

1.424 milioni di € e per quanto concerne le risorse per garantire il 
trasporto regionale su ferrovia, sempre nel 2009, sono state assegnate 
alle Regioni risorse per un valore di 1.440 milioni di € per onorare i 
contratti di servizio con Trenitalia nel triennio 2010 – 2012. 
Grandi passi avanti si sono fatti nella definizione del rapporto 
contrattuale che caratterizza il comparto del trasporto pubblico locale. In 
realtà però delle sette emergenze sollevate nell’Allegato Infrastrutture 
dello scorso anno le seguenti quattro rimangono ancora irrisolte: 

Prima emergenza: 

- 
il forte indebitamento delle aziende, degli enti locali può esplodere 
entro il secondo semestre del 2008; 
- 
l’indebitamento generato da inefficienza gestionale; 
- 
l’indebitamento generato dal mancato ricorso a scelte impopolari 
quali quelle legate all’uso di un sistema tariffario corretto. 
Seconda emergenza: 

- 
la liberalizzazione del settore. 
Terza emergenza: 

- 
l’inquinamento atmosferico ed il blocco della mobilità. 
Quarta emergenza: 

- 
il costo della congestione: oltre 9 miliardi di € nel 2007. 

 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Sono emergenze che da sole dimostrano che la mobilità in ambito 
urbano nulla ha di “locale” ma, a tutti gli effetti, riveste una valenza 
nazionale. Una valenza nazionale che trova ampia motivazione nel fatto 
che quasi il 70% del PIL viene garantito dalle attività del terziario, attività 
che per oltre il 90% avvengono nelle grandi e medie aggregazioni urbane. 

Denunciare queste emergenze non significa trasferire all’organo 
centrale gli oneri per sanare queste negatività, significa porre la tematica 
nei giusti ambiti decisionali. 

La Conferenza Stato Regioni ed Unificata può diventare la sede in 
cui identificare un Piano organico attraverso cui superare, nell’arco di un 
quinquennio, il forte indebitamento accumulato. Definendo caso per caso 
gli strumenti da utilizzare per effettuare il risanamento gestionale delle 
Aziende e identificando un Fondo rotativo capace di supportare in modo 
adeguato il rinnovo del materiale rotabile su gomma ridimensionando così 
l’attuale elevato tasso di inquinamento atmosferico. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

5. Una offerta portuale capace di interagire davvero con le reti 
Nell’Allegato Infrastrutture dello scorso anno si anticipò la volontà 
di costruire una riforma organica della organizzazione funzionale della 
offerta portuale del Paese; dopo un anno si dispone oggi di un quadro 
normativo pronto per essere sottoposto all’approvazione del Consiglio dei 
Ministri. 

Prima di pervenire ad una proposta di Disegno di Legge si è 
ritenuto opportuno approfondire, a lungo, una filiera logistica del nostro 
sistema economico, cioè quella portuale, in modo da rispondere alle 
esigenze reali della nuova domanda di trasporto. 

Non possiamo infatti sottovalutare quanto sia cambiata dal 1994, 
anno in cui il Parlamento ha approvato la Legge 84/94, ad oggi la 
dimensione e la organizzazione della portualità e della retroportualità. 

La portualità italiana gestisce oggi solo quello che è il consumo 
del sistema economico e demografico del Paese, cioè un volume 
complessivo import-export stimato attorno ai 4 – 5 milioni di TEU. Tutto il 
resto, cioè circa altrettanto, transita senza nemmeno uscire dalla cinta 
doganale, cioè senza effettuare stoccaggi o lavorazioni della merce. 

La Germania, invece, attraverso i porti del Nord, gestisce un 
traffico di container quattro volte superiore a quello che sarebbe 
giustificato dal volume delle merci importate o esportate dal Paese: in 
realtà la Germania svolge un ruolo di piattaforma logistica al 
servizio di altri Paesi, tra cui sicuramente l’Italia. Secondo l’Istituto di 
Ricerca Fraunhofer, la logistica costituisce in Germania il terzo datore di 
lavoro, dopo l’industria dell’auto e quella chimica, con 2,6 milioni di 
occupati. In Italia sono 500 mila gli addetti dell’intero settore trasporto 
merci e logistica. 

Questo confronto testimonia da solo quanto rilevante sia il gap tra 
due Paesi della Unione Europea proprio in termini di utilizzo di due 
distinte rendite di posizione quella del Mare del Nord e quella del 
Mediterraneo. Purtroppo questa dicotomia sarebbe diventata sempre più 
irreversibile se, alla fine degli anni ’90 non ci si fosse convinti che: la 
logistica stava sempre più diventando un mercato globale, come 
quello dei beni di consumo o dei servizi finanziari, mercato che si 
misura non in decine di miliardi, ma in milioni di miliardi di euro. 

L’obiettivo del Paese diventa quindi la conquista di uno spicchio di 
mercato nel grande business della logistica mondiale. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

D’altra parte sono cambiati tutti gli approcci alla logistica; bastano 
pochissimi dati per misurare tale rivoluzione: nel 1990 circolavano nel 
mondo circa 40 milioni di TEU; oggi sono oltre 400 milioni di TEU. 

Oggi la metà dei container che girano nel mondo sono di 
provenienza o destinazione cinese. 

Parlando di milioni di container, l’ordine di grandezza del 
potenziale valore aggiunto indotto è di decine di miliardi di euro, 
cioè di 3 – 4 punti percentuali aggiuntivi di PIL. 

Bisogna comprendere che intorno a questo business la partita in 
Europa è ancora apertissima: non solo i flussi di merce sono sempre 
meno atlantici e sempre più asiatici attraverso Suez, ma la crescita delle 
movimentazioni nell’Europa dell’Est – Sud Est e nel Nord Africa renderà il 
transit - time degli scali mediterranei ulteriormente vantaggioso rispetto 
ai porti del Nord. L’Italia, quindi, non può perdere questa occasione. 

Il mondo del trasporto portuale e retroportuale, proprio in questo 
momento di recessione, è molto attento ed al tempo stesso molto 
preoccupato che si possano commettere quattro imperdonabili errori: 

x 
Una analisi non corretta del fenomeno e delle sue evoluzioni 

nei prossimi dieci anni. 

x 
Una sottovalutazione o una sopravalutazione degli effetti sulle 

logiche produttive, distributive e di mercato. 

x 
Una corsa ad offrire porte di accesso al sistema economico 

europeo scatenando false concorrenze territoriali. 

x 
Una incapacità nell’offrire opportunità nell’intero processo di 

stoccaggio, di distribuzione e di commercializzazione dei 

prodotti. 

Ebbene questi quattro punti, queste quattro condizioni, ci 
impongono una attenta analisi sia sulla crisi che il comparto vive oggi, sia 
sulle possibili evoluzioni. 

Il mercato dei trasporti marittimi ha fatto registrare, come detto in 
precedenza, in questi ultimi anni, un incremento davvero significativo per 
effetto dei fenomeni di globalizzazione dei mercati e dell’economia 
nonché dell’imponente crescita delle economie asiatiche. Tutto ciò ha 
dato un forte impulso all’interscambio via mare, sia nella componente 
delle esportazioni che in quella delle importazioni. 

Solo a partire dal 2007 la fase di marcata espansione dello 
shipping ha mostrato segnali di rallentamento in coincidenza con le prime 
turbolenze finanziarie generate dai mutui sub-prime, rallentamento 
divenuto ancor più critico per effetto della attuale crisi finanziaria 
internazionale, che ha cominciato ad avere qualche ripercussione 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

sull’economia reale: non è casuale il recente crollo del “Baltic dry 
index”, che registra l’andamento della domanda di trasporto via 
mare delle materie prime e, quindi, coglie eventuali fenomeni di 
contrazione dell’economia proprio nella componente iniziale della 
catena dei processi economici che interessano il settore marittimo-
portuale. 

Non è facile prevedere tutte le ricadute che la attuale crisi 
finanziaria mondiale verrà a generare, ma è chiaro che lo scenario 
richiamato costituisce un motivo ulteriore per avviare una politica di 
rilancio del settore, che riveste una valenza strategica di primissimo 
piano. Una valenza che viene confermata dall’aggregato delle attività 
economiche che attengono ai porti italiani e che in essi si svolgono; un 
approfondimento di tali dati porta ad una cifra di 105.000 posti di lavoro, 
con un “fatturato” che si attesta intorno ai 21 miliardi di euro e che, 
pertanto, contribuisce alla ricchezza nazionale e, quindi, al prodotto 
interno lordo, per un pari importo. 

Sul settore portuale, di conseguenza, il Governo ripone la 
massima attenzione da parte del Governo anche considerato che, in uno 
scenario caratterizzato dall’offerta di innumerevoli opportunità, la 
situazione dei porti italiani presenta attualmente alcuni elementi critici che 
ne stanno compromettendo la piena competitività rispetto agli altri porti 
mediterranei e nordeuropei, nonostante il vantaggio legato alla loro 
privilegiata posizione geografica. 

D’altra parte, grazie anche alla politica del Governo attenta ai 
Corridoi Comunitari ed attenta al rapporto tra il Mediterraneo ed i Corridoi, 
il Mediterraneo è divenuto uno dei centri nevralgici della politica 
mondiale. Sembra il laboratorio del mondo in divenire. 

Ormai il Mediterraneo non ha più solo Fos, Genova, Gioia Tauro, 
Taranto, Trieste, ecc. Il Mediterraneo ha Damietta, Alessandria d’Egitto, 
ha in corso l’allargamento del Canale di Suez, ha Kooper, ha Bar, ha 
Algesiras. 

Dobbiamo ammetterlo le criticità che ostacolano lo sviluppo della 
portualità nazionale risiedono essenzialmente nel fatto che i porti italiani: 

x 
subiscono un notevole deficit infrastrutturale rispetto ai porti degli 

altri Paesi europei e mediterranei, in particolare di Spagna e 

Nordafrica; 

x 
hanno scarsità di spazi, aree, banchine e bacini profondi per 

“cavalcare l’onda” del boom del traffico containerizzato e di altre 

tipologie di traffico che richiedono fondali adeguati alle navi di 

nuova generazione; 

x 
sono spesso penalizzati da una eccessiva burocratizzazione della 

attività amministrativa che ha rallentato, tra le altre cose, la 

realizzazione di nuove opere. Penso, soprattutto, alle farraginose 

198 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

procedure di approvazione dei piani regolatori portuali e delle loro 
varianti; 
x 
sono ancora scarsamente serviti da connessioni ferroviarie e 
stradali con l’entroterra e con le grandi reti di trasporto; 

x 
sono spesso soggetti a limiti, tetti di spesa, vincoli e “tagli” di 
risorse che, pur giustificati da esigenze di finanza pubblica, ne 
condizionano pesantemente l’esercizio delle attività istituzionali. 

La politica di rilancio dei porti deve, pertanto, muovere 
prioritariamente dalla rimozione di tali criticità che rendono meno 
competitiva la portualità italiana, ma deve anche tener conto dell’esigenza 
di riconfigurare un disegno strategico complessivo che consenta ai porti 
del nostro Paese di “fare sistema”, di acquisire la “massa critica” 
necessaria a fronteggiare un mercato in rapida evoluzione e la 
concorrenza sempre più agguerrita degli scali marittimi dell’area 
mediterranea, che condividono con i porti italiani alcuni di quei vantaggi 
geo-economici prima evidenziati. 

Se non si provvede in tal senso, riattivando il processo di 
infrastrutturazione, completando il processo di autonomia finanziaria delle 
autorità portuali e rendendo più efficienti i servizi resi dai porti, la 
portualità italiana rischia di essere esclusa dai grandi flussi del traffico 
internazionale e di recitare un ruolo marginale e di basso profilo. 

Si rende, dunque, improrogabile una revisione della legislazione 
portuale che sia in grado di eliminare simili criticità. 

L’obiettivo dell’incremento dei traffici marittimi e del recupero di 
competitività del Paese può essere perseguito attraverso un percorso 
legislativo che preveda: 

x 
il completamento dell’autonomia finanziaria delle autorità 
portuali; 
x 
la definizione equilibrata dei rapporti tra gli organi delle 
autorità portuali e la valorizzazione della governance; 
x 
la semplificazione delle procedure di approvazione dei piani 

regolatori portuali e delle loro varianti; 
x 
lo sviluppo delle connessioni intermodali; 
x 
l’offerta di servizi caratterizzati da efficienza ed economicità; 
x 
la modernizzazione del sistema di assegnazione delle 

concessioni demaniali di aree per l’espletamento delle 
operazioni portuali; 
x 
la semplificazione delle procedure concernenti i dragaggi dei 
fondali. 

In relazione alla autonomia finanziaria, va premesso che in 
precedenti Leggi Finanziarie è stata prevista l’attribuzione, alle Autorità 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Portuali, del gettito della tassa erariale e della tassa di ancoraggio, 
nonché la devoluzione, alle stesse, anche di una quota dei tributi diversi 
dalle tasse e dai diritti portuali, allo specifico fine della realizzazione di 
opere e servizi previsti nei piani regolatori portuali e nei piani operativi 
triennali. 

Tuttavia la previsione da ultimo richiamata non ha trovato 
sostanziale attuazione, così come la norma che aveva previsto la 
definizione delle modalità attuative della partecipazione delle Regioni 
all’incremento delle riscossioni dell’imposta sul valore aggiunto e delle 
accise relative alle operazioni nei porti e negli interporti, ai fini del 
finanziamento di investimenti volti al potenziamento della rete 
infrastrutturale e dei servizi nei porti e nei collegamenti stradali e 
ferroviari per i porti stessi, con priorità per gli interventi riguardanti i porti 
ricompresi nelle circoscrizioni delle autorità portuali. 

Il mancato completamento dell’autonomia finanziaria delle autorità 
portuali ha così prodotto una contrazione del processo di 
infrastrutturazione portuale fortemente negativa, la quale ha di fatto 
impedito anche il pieno sviluppo delle autostrade del mare ed il 
conseguente alleggerimento del traffico gommato. 

Si ritiene utile, pertanto, nelle more di un effettivo processo di 
completamento della autonomia finanziaria, verificare la possibilità di 
istituire, per ora, considerando le disponibilità finanziarie limitate, un 
nuovo sistema che consenta alle citate Autorità, la realizzazione di opere 
previste nei piani regolatori portuali e nei piani operativi triennali. Un 
sistema che consenta la stipula di contratti di mutuo di durata anche 
pluridecennale con la Cassa Depositi e Prestiti. 

È altresì opportuno, in tale contesto, agevolare la possibilità, per le 
Autorità Portuali, di ricorrere, comunque, a forme di compartecipazione 
del capitale privato, anche secondo la disciplina della tecnica di finanza di 
progetto di cui al codice dei contratti. 

Tale nuovo sistema di finanziamento potrà così verosimilmente 
permettere l’avvio di quel processo di infrastrutturazione portuale che 
appare imprescindibile per un adeguato sviluppo dei traffici marittimi e per 
il recupero di competitività del settore. 

La ripresa del processo di infrastrutturazione, peraltro, non 
dipende esclusivamente dalla autonomia finanziaria delle autorità 
portuali, ma è legata anche alla loro capacità di svolgere, in modo 
efficiente e tempestivo, i compiti istituzionali. Per tale ragione, pur 
risultando opportuno, al momento, mantenere la attuale classificazione 
dei porti e l’impianto numerico delle autorità portuali, occorre ridefinire in 
modo più equilibrato i rapporti tra gli organi delle autorità in questione, ai 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

fini di una adeguata valorizzazione della governance e delle relative 
managerialità. 

Il Presidente della autorità portuale, infatti, deve essere realmente 
un manager del porto, dotato della giusta autonomia decisionale e 
svincolato da spesso ingiustificati appesantimenti burocratici. 

In tale ottica si deve consentire al Presidente di amministrare 
direttamente il demanio marittimo portuale rilasciando, senza il 
coinvolgimento di altri organi della autorità portuale, le concessioni di 
breve durata nonché quelle per l'esercizio delle attività di manutenzione 
ordinaria e straordinaria delle parti comuni dell'ambito portuale e per 
l'affidamento delle attività dirette alla fornitura dei servizi di interesse 
generale agli utenti portuali. 

In altri termini, i Presidenti delle autorità portuali devono essere 
posti in condizione di decidere e, soprattutto, di decidere rapidamente per 
garantire al porto una effettiva operatività e tale risultato potrà essere 
meglio perseguito anche attraverso la corrispondente revisione delle 
attribuzioni del Comitato Portuale, lasciando a quest’ultimo l’emanazione 
dei soli atti effettivamente strategici dal punto di vista della 
programmazione e pianificazione delle attività portuali. 

La richiamata esigenza di non rallentare la vita del porto impone, 
inoltre, la revisione del meccanismo di nomina della figura del Presidente, 
oggi basato su una sequenza di fasi poco chiare che hanno dato luogo a 
frequenti contenziosi. 

Occorre, quindi, individuare una soluzione più adeguata e 
rispondente anche in una ottica di snellimento e semplificazione delle 
procedure, naturalmente nel rispetto dei principi costituzionali riguardanti 
una materia oggetto di legislazione concorrente. 

Inoltre, proprio ai su indicati fini di maggiore efficienza, occorre precisare 
meglio i rapporti di coordinamento tra la autorità portuale e l’autorità 
marittima, a fronte di un più chiaro riparto di competenze. 

A criteri di semplificazione deve essere ricondotto anche l'iter 
approvativo dei piani regolatori portuali e delle loro varianti posto che la 
attuale disciplina non ha certo giovato al rapido sviluppo delle 
infrastrutture ed alla operatività del porto in termini di incremento dei 
traffici. Appare necessario, in particolare, abbattere i tempi anche 
attraverso la applicazione di istituti tipici del diritto amministrativo quali, 
per esempio, il silenzio assenso ai fini del raggiungimento della intesa tra 
le autorità portuali e i Comuni e la conferenza di servizi. 

È tuttavia evidente che l’attrazione dei traffici non presuppone soltanto 
una idonea infrastrutturazione portuale, ma anche adeguati collegamenti 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

con il retroterra; da qui, l’esigenza di prevedere il finanziamento degli 
interventi riguardanti le connessioni ferroviarie e stradali con i porti 
ricompresi nella circoscrizione delle autorità portuali, attraverso la 
istituzione di un apposito Fondo presso il Ministero delle infrastrutture e 
dei trasporti. 

L’adozione di tali misure dovrebbe così assicurare lo sviluppo 
strategico integrato del territorio e l’incremento delle autostrade del mare. 

Quanto ai servizi tecnico-nautici, finalizzati a garantire la sicurezza 
della navigazione e dell’approdo, appare opportuna una modifica della 
attuale disciplina alla luce dell’accordo interassociativo intervenuto il 12 
aprile 2007 tra la totalità dei soggetti erogatori dei servizi e dei relativi 
utenti, posto che lo stesso sembra costituire un valido punto di equilibrio 
tra le esigenze delle categorie interessate e la salvaguardia della 
efficienza ed economicità dei servizi. 

Altro tema di particolare rilievo è quello della fornitura del lavoro 
portuale temporaneo; al riguardo, pur tenuto conto della non facile 
situazione economica, appare doveroso rendere strutturale il 
meccanismo di corresponsione della indennità di mancato avviamento al 
lavoro per i lavoratori portuali organizzati nelle imprese o nelle agenzie 
promosse dalle autorità portuali in conformità alla legge. 

In materia di concessioni demaniali per lo svolgimento delle 
operazioni portuali, poi, si ritiene utile introdurre un sistema più moderno 
e rispondente alle finalità di sviluppo infrastrutturale sopra evidenziate, il 
quale premi l’impegno dei concessionari ad assumere a proprio esclusivo 
carico la realizzazione delle opere portuali, anche di grande 
infrastrutturazione, attraverso la previsione di una adeguata riduzione dei 
canoni ed il riconoscimento di una maggiore durata del titolo rispetto ai 
concessionari che tale impegno non assumono. 

Appare utile, inoltre, prevedere efficaci misure di monitoraggio sul 
corretto adempimento degli obblighi derivanti dalla concessione, in vista 
di una migliore valorizzazione delle aree portuali e di un effettivo sviluppo 
dei traffici marittimi. 

Peraltro, occorre prevedere che le aree portuali non più utilizzabili 
a fini commerciali possano essere destinate a finalità turistico ricreative e 
di diporto nautico, in modo da non penalizzare, ingiustificatamente, un 
settore così importante per il Paese dal punto di vista economico. 

Infine, ma non certo per importanza, non va dimenticata la 
necessità di semplificare ulteriormente la attuale disciplina sul dragaggio 
dei fondali come correttamente ritenuto anche dal Parlamento, in modo 
da consentire l’arrivo delle navi portacontenitori di ultima generazione; 
anche in tale ottica si rende necessario prevedere lo snellimento dell’iter 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

di approvazione dei piani regolatori portuali e delle loro varianti; ciò 
consentirà ai porti di rispondere tempestivamente alle esigenze del 
mercato. 

Questo tipo di approccio fa capire che la infrastrutturazione dei 
nostri porti, in merito all’accesso alle risorse, ha due distinti momenti: uno 
obbligatoriamente a “fondo perduto”, uno, invece, tipicamente 
caratterizzato dalla logica dell’investimento e, quindi, non è e non deve 
essere considerato debito pubblico. 

Un approccio questo senza dubbio nuovo, infatti per molto tempo 
c’è stata una vera disattenzione alla infrastrutturazione dei nostri HUB 
portuali; intesi non solo come ambito marittimo ma come nodo 
sommatoria di infrastrutture materiali ed immateriali, di bacini di 
evoluzione e di reti stradali e ferroviarie. 

Se volessimo ricercare delle responsabilità in questa 
disattenzione programmatica e strategica troveremmo che il 
denominatore comune delle responsabilità è da ricercarsi nella diffusa 
illusione programmatica di ogni realtà portuale. 

Il “localismo”, o peggio, la illusione che un determinato ambito 
territoriale fosse l’unico riferimento capace di generare attrazione, capace 
di diventare nodo chiave, cioè HUB, ha costituito, per il nostro Paese, da 
sempre, la assurda fine di ogni logica programmatica. 

Oggi però sono cambiate, come detto prima, tutte le categorie e 
tutte le condizioni che hanno cauterizzato la intera economia marittima: 

1. 
Nel 2015 il Mediterraneo movimenterà circa 70 milioni di TEU. 
2. 
I Corridoi plurimodali Rotterdam – Genova e Varna – Durazzo – Bari 
sono due canali secchi che rendono, già oggi, il Mediterraneo un 
grande teatro economico delle convenienze di tre aree quali il Nord 
Africa, la nuova Europa ed il complesso ed articolato sistema 
euroasiatico. 
3. 
La crescita del PIL della Cina e la contestuale modifica dei mercati di 
offerta mondiale delle materie prime e dei beni di consumo. 
L’Italia non può perdere questa occasione che, tra l’altro, gli viene 
offerta da quanto definito da 47 Paesi del sistema euromediterraneo 
attraverso il Documento “Wider Europe” prodotto dall’Unione Europea nel 
2005. In tale Documento, che è a tutti gli effetti il Piano 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Euromediterraneo, emerge il ruolo chiave che l’Italia potrebbe svolgere 
proprio in questi prossimi cinque anni all’interno del Mediterraneo. 

Per questo motivo il nostro Paese ha proposto alla Unione 
Europea di avviare una rivisitazione ed un monitoraggio delle reti TEN ed 
una contestuale interazione tra questo quadro programmatico e l’intero 
sistema Euromediterraneo. Tale proposta è stata condivisa dall’Unione 
Europea. 

Un lavoro che coinvolgerà, come detto prima 47 Paesi e che farà 
emergere in modo trasparente il ruolo cerniera del nostro Paese 
all’interno di un sistema così complesso ma al tempo stesso ricco di 
convenienze e di interessi misurabili. 

Questo approccio a scala sovra nazionale imporrà, però, la 
costruzione nel nostro paese di alcune certezze quali: 

x 
La misurabile certezza nella realizzazione delle reti di 
collegamento tra il territorio ed il porto. 
x 
L’abbattimento di vincoli ambientalistici immotivati, quali quelli 
legati alle attività di dragaggio e di approfondimento dei fondali. 
x 
Un rapporto diverso, tutto da costruire, tra Autorità Portuale e 
gli Enti locali. 
x 
Uno svolgimento celere delle pratiche doganali, sanitarie, ecc. Non 
ha senso che a Genova la permanenza in porto di un container è 
di 4 volte superiore a quella di Rotterdam. 
L’urgenza nel decidere, l’urgenza nel fare, l’urgenza 

nell’approfittare di questa stasi, sta proprio nel fatto che non dobbiamo 
dimenticare che tra il 2014 ed il 2017, anche in presenza di una crescita 
del PIL minima, in Europa entreranno in crisi alcuni segmenti strategici 
quali: i valichi alpini, i valichi lungo l’arco dei Pirenei, gli assi ferroviari 
lungo la Padania e la Provenza, il sistema autostradale lungo la Baviera, 
gli assi di accesso ai porti di Rotterdam e di Amburgo, l’asse autostradale 
Istanbul – Sofia – Budapest – Vienna, l’accesso alle grandi aree 
metropolitane al cui interno si è ormai consolidato oltre il 70% dei 
consumi. Questo imporrà una rivisitazione sostanziale dei punti di 
accesso al sistema europeo. 

In questa obbligata emergenza non hanno senso localismi e 
vecchie battaglie di schieramento. 

Questa serie di considerazioni ci deve quindi portare ad un 
confronto aperto e coraggioso con il tessuto istituzionale definito a valle 
della riforma del Titolo V° della Costituzione. Sarà necessario, cioè, 
convincersi che la portualità è sommatoria di condizioni e di funzioni non 
legate ad una fisicità territoriale. Ad esempio gli HUB portuali del Nord 
Adriatico: 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

sono strettamente interconnessi con il Corridoio 5; un Corridoio su 
cui insiste il nodo intermodale di Lione, di Orbassano, di Novara, di 
Verona, di Padova, di Venezia, di Cervignano. Un Corridoio che 

movimenta il 36% dell’intero sistema comunitario; 
x 
Trieste è l’unico porto franco del Mediterraneo; 
x 
rappresentano la porta dell’area orientale dell’Europa nel 

Mediterraneo; 

x 
consentono una riduzione di circa 8 giorni per l’accesso al sistema 
Europa rispetto all’itinerario che utilizza gli HUB del Nord Europa. 

E così l’HUB di Genova: 

x 
ha una storica tradizione commerciale ed ha una retroportualità 
rara e singolare: il sistema padano movimenta il 57% delle merci e 
le attività produttive ubicate in tale area partecipano per oltre il 60% 
alla formazione del PIL; 

x 
è il terminale di uno dei Corridoi strategici della Unione Europea: il 
Corridoio 24; definito Corridoi dei due Mari perché collega il 
Mediterraneo ed il Mare del Nord; 

x 
proprio da quest’anno con l’avvio dei lavori del Terzo Valico dei 
Giovi nell’arco di sei anni potrà interagire in modo efficiente non 
solo con il sistema Padano ma con il vasto sistema economico 
della Europa centrale. 

Questo approccio rafforza ulteriormente il ricorso, già evidenziato 
nel DPEF dello scorso anno di “distretto logistico”. Un concetto questo 
non più legato ad una fisicità territoriale ma ad una misurabile attività 
economica; un concetto già presente nelle Piattaforme Logistiche 
identificate nell’Allegato Infrastrutture al DPEF sempre dello scorso anno, 
un concetto già condiviso nelle altre realtà comunitarie. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

6. L’ abbattimento della incidenza del costo del trasporto e della 
logistica sul trasportato 
In altre parti del documento si ricorda quanto sia rilevante ed al 
tempo stesso negativo il peso del costo del trasporto sul valore del 
trasportato, il peso di una logistica non efficiente, il peso di una 
inefficienza legata essenzialmente alla assenza di una offerta 
infrastrutturale completa. 

Cosa intendiamo per offerta infrastrutturale completa; intendiamo 
un sistema in cui nessun segmento di rete, nessun nodo 
intermodale, nessuna piastra portuale o interportuale, contengono 
al proprio interno deficienze infrastrutturali anche minime. 

In termini più spiccatamente tecnici definiamo queste carenze, 
soprattutto nell’accesso sia alle aree produttive che intermodali, come 
“efficienza o qualità dell’ultimo miglio”. Ebbene i veri punti morti dell’intero 
itinerario che caratterizza la evoluzione del processo che porta la merce 
dalle aree di produzione al mercato, trova i momenti di maggiore crisi 
proprio nell’accesso ai terminali e nel passaggio dalle aree di produzione 
alla rete. 

Prende corpo così la chiara esigenza, più volte invocata, della 
contestualità e della compiutezza del progetto di infrastrutturazione. Una 
contestualità ed una compiutezza più volte criticata perché ritenuta come 
impoverimento del Programma delle Infrastrutture Strategiche della 
Legge Obiettivo. 

In proposito è utile un esempio: l’autostrada Bari – Taranto ha il 
casello terminale non nel nodo urbano di Taranto, non nell’impianto 
portuale di Taranto, ma nel nodo urbano di Massafra, cioè a circa 15 Km 
dal porto e a 18 dal nodo urbano. Se tra le opere legate alla “Piastra 
logistica dell’HUB di Taranto” comparisse l’intervento relativo al 
“Collegamento tra Massafra e il porto di Taranto” automaticamente si 
penserebbe ad uno svilimento strategico della Legge Obiettivo. In realtà 
la rilevanza strategica non è da ricercare alla dimensione finanziaria 
dell’intervento, non è da ricercare alla complessità dell’opera, ma è da 
ricercare, proprio, nella importanza di una determinata tessera 
infrastrutturale all’interno di un mosaico articolato e complesso come 
quello che oggi caratterizza la nostra offerta infrastrutturale. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

7. L’avvio concreto della realizzazione dei valichi ferroviari del 
Frejus e del Brennero 
Oggi siamo in presenza di due avanzamenti distinti nell’attuazione 
concreta di due nuovi valichi ferroviari essenziali per il nostro Paese e per 
l’Europa. 

Sulla Torino – Lione siamo, dopo un lungo periodo di 
approfondimento e di confronto con le realtà locali - un approfondimento 
durato tre anni e mezzo - di fronte alla identificazione di un tracciato e 
quindi all’avvio del processo progettuale che potrebbe portare nell’arco di 
un anno alla definizione di un progetto di massima. 

Completamente diverso è invece lo stato di avanzamento del 
progetto relativo al nuovo tunnel ferroviario del Brennero. 

Anzitutto l’opera è già in fase di cantiere, sul versante italiano, con 
un andamento molto favorevole, che ha consentito di realizzare 7,5 km di 
foro pilota in pochi mesi. 

Va inoltre sottolineato il fatto che su quest’opera, che riveste un 
ruolo fondamentale nei collegamenti verso i Paesi del centro e nord 
Europa, si appunta l’attenzione massima dell’ Unione Europea, che ha 
concesso per la realizzazione della stessa un contributo comunitario di 
786 milioni di euro, facendone il primo progetto della Unione Europea per 
contribuzione. 

Inoltre il 18 maggio 2009, è stato sottoscritto a Roma il 
“Memorandum of Understanding” con il quale Italia, Germania e Austria 
si impegnano, in via definitiva, alla realizzazione dell'asse ferroviario del 
Brennero da Monaco a Verona. 

Entro i prossimi mesi sarà possibile approvare il progetto in sede 
CIPE e tale scadenza è obbligata se non si vuole rivisitare l’intero 
programma dei lavori con un concreto rischio di perdita di quote rilevanti 
di fondi da parte della Unione Europea. Una perdita ingente non solo dal 
punto di vista finanziario ma anche di credibilità, di fronte alla 
Commissione che ha sinora dato il massimo credito alla programmazione 
infrastrutturale del nostro Paese. 

Prende corpo così la improcrastinabile esigenza di individuare le 
modalità di accesso alle risorse necessarie a coprire il fabbisogno 
residuale per la completa realizzazione dell’opera di parte italiana. Tale 
importo al netto del contributo comunitario ammonta a 1.329,7 milioni di 
euro a fronte di un costo complessivo di 3.575 milioni di euro. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Tenuto conto della importanza strategica dell’intervento si ritiene 
utile riportare di seguito una apposita monografia sintetica in cui si 
riportano una serie di considerazioni sulla urgenza delle decisioni da 
prender e sulle stime economiche dell’intervento. 

Valutazioni sul carattere di urgenza della decisione politica e stime 
economiche delle fonti di sostegno alternative 

L’Unione Europea ha stanziato per il progetto della Galleria di base 
del Brennero un importo complessivo di 786 M€, da dividere in parti 
uguali tra Italia e Austria, a copertura del 27% dei costi di costruzione e 
del 50% dei costi relativi agli studi fino al 2013. La Decisione Europea 
che garantisce i finanziamenti Europei è stata adottata il 5 dicembre 
2008 e i primi finanziamenti sono già stati erogati. Da parte delle 
massime autorità competenti italiane sono state date ripetutamente 
assicurazioni circa la valenza e la priorità del Progetto oltre all’impegno 
politico del Governo per la sua realizzazione nei tempi previsti. Da 
ultimo, il 5 dicembre 2008 a Verona ciò è intervenuto negli incontri con il 
Vice Presidente della Commissione EU Antonio Tajani e il Coordinatore 
del Corridoio N. 1 Karel Van Miert. Le stesse assicurazioni politiche sono 
state ripetute a Roma il 13 febbraio 2009 in occasione del nostro incontro 
con il Coordinatore Karel Van Miert a Palazzo Chigi. 

La mancata approvazione del CIPE sta generando ritardi che si 
ripercuotono direttamente sulla data di avvio dei lavori e 
determinano la conseguente perdita di parte dei contributi Europei 
già deliberati. Infatti, lo slittamento di parte dei lavori oltre il termine del 
periodo di eleggibilità della Decisione Europea di finanziamento, non 
consente di beneficiare dei relativi contributi approvati. Tale perdita è 
valutabile in circa 30 milioni di Euro, oltre ulteriori oneri indiretti valutabili 
in circa 5 milioni di Euro, per mese di ritardo rispetto alla data 
originariamente prevista per l’approvazione (gennaio 2009).il valore del 
danno causato dal ritardo è riferito al valore dell’intero progetto Di tali 
perdita di finanziamenti Europei, e quindi aumento dei costi, la metà è a 
carico dell’Italia, come già rappresentato dall’Ambasciatore Silvio 
Fagiolo, Presidente della CIG, nella lettera a noi inviata il 19 marzo 2009. 

Un eventuale accumulo di eccessivo ritardo dei lavori di 
costruzione potrebbe portare alla perdita totale dei contributi 
Europei, con obbligo di restituzione dei finanziamenti già erogati, oltre 
agli interessi di mora previsti dalle Decisioni Europee di finanziamento. 

Da parte austriaca, con Decreto del 15 aprile 2009, il Ministro 
Federale per i Trasporti, l’Innovazione e la Tecnologia della 
Repubblica d’Austria, ha già rilasciato l’autorizzazione a costruire ai 
sensi del diritto ferroviario austriaco per la Galleria di base del 
Brennero sul territorio austriaco. Con tale Decreto, le autorità hanno 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

confermato anche la compatibilità ambientale del Progetto; di 
conseguenza sono ora disponibili tutte le autorizzazioni richieste dalle 
leggi federali austriache per la Galleria di base del Brennero. 
L’autorizzazione dei finanziamenti dell’opera è stata inoltre inserita nella 
legge finanziaria austriaca per il 2009, la cui approvazione in Parlamento 
è prevista entro giugno 2009. A partire da tale data, ogni ulteriore ritardo 
sarebbe imputabile esclusivamente alla parte italiana. 

L’8 maggio 2009, in occasione della seduta del CIPE, è stata 
presentata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 
l’informativa relativa alla tempistica di approvazione del progetto 
definitivo della galleria ferroviaria di base del Brennero. Il CIPE ha 
preso atto delle scadenze temporali da onorare, che prevedevano, tra 
l’altro, la chiara indicazione della garanzia dell’impegno italiano nella 
realizzazione dell’opera nel DPEF, da approvare entro il mese di luglio 
2009. 

Il 18 maggio 2009 è stato sottoscritto a Roma il “Memorandum of 
Understanding” tra Italia, Germania e Austria per lo sviluppo dell'asse 
ferroviario del Brennero da Monaco a Verona; l'intesa è stata sottoscritta 
dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti italiano e dagli omologhi 
austriaco e tedesco, dai Presidenti delle Province interessate Alto Adige, 
Trentino, Verona, Tirolo, Baviera, e dai responsabili delle reti ferroviariecoinvolte (RFI SpA, ÖBB Infrastruktur Bau AG); con tale atto, i governi 
hanno confermato ufficialmente l’impegno sul piano finanziario e della 
tempistica a realizzare la Galleria di Base del Brennero; 

Nel quadro del programma di realizzazione dei cunicoli esplorativi 
per la Galleria di base del Brennero lato Italia, avviato nel giugno 
2006, sono stati già realizzati circa 7,5 km di cunicoli, pari a circa il 
30 % delle tratte complessive previste in territorio italiano. I lavori 
procedono in linea con le tempistiche programmate. 

Con le condizioni assunte e tenuto conto del piano di realizzazione 
previsto nelle Decisioni di finanziamento dall’Unione Europea fino 
al 2013, il Costo a Vita Intera del Progetto Definitivo è ad oggi 
quantificabile in ca. 7.150 Mln €. Tale importo potrebbe essere 
soggetto ad adeguamenti in fase di progettazione esecutiv 

La parte di competenza italiana, parimenti a quella austriaca, 
corrisponde al 50% di tale importo e risulta pertanto pari a circa € 

3.574 Mln. 

 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

L’attuale disponibilità dei finanziamenti lato Italia è la seguente: 
Fondi di Legge Obiettivo (Delibera 45,0 M€ 
CIPE n. 89/2004) 
IV Addendum al Contratto di 215,0 M€ 
Programma MIT/RFI 2001-2005 
Risorse da contratto di programma 
MIT/RFI 1994-2000 rese disponibili a 26,0 M€ 
seguito di incassi successivi al 1993 di 
fondi UE relativi a decisioni TEN come 
da lettere MIT del 24/11/04 prot. 
6229/2004/S.P. e del 14/04/05 prot. n. 
10541/2005/S.P. 
Quota parte finanziamenti UE concessi 33,3 M€ 
(MIP 2001-2006) 
Quota parte finanziamenti UE 96,7 M€ 
deliberati (MIP 2007-2013/Studies) 
Quota parte finanziamenti UE 296,3 M€ 
deliberati (MIP 2007-2013/Works) 

712,3 M€

 Totale 

Il fabbisogno finanziario complessivo che rimane da garantire per la 
parte italiana ammonta quindi a 2.862 M€ ovvero la differenza tra la 
parte di competenza italiana del costo del Progetto Definitivo e le fonti 
già impegnate o garantite. 

Oltre alle risorse provenienti dal bilancio dello Stato, sono state 
individuate altre fonti di sostegno finanziario alternative che potranno 
rendersi disponibili nei prossimi anni a fronte di un piano di azioni definito 
e che rientrano negli impegni programmatici del Ministero delle 
Infrastrutture e dei Trasporti, in linea con le intese raggiunte e sottoscritte 
in data 18 maggio 2009. 

Tali fonti che concorrono alla copertura del progetto sono: 

Finanziamenti comunitari TEN-T inseriti nei piani di cofinanziamento 
europeo successivi al 2013. Il progetto definitivo 
prevede per gli anni successivi al 2013, costi totali a carico dell’Italia pari 
a circa 2.216,90 M€. Ipotizzando un contributo da parte dell’Unione 
Europea pari quello riconosciuto attualmente (27% dei costi di 
costruzione), si può prevedere un finanziamento a favore dell’Italia da 
parte dell’Unione Europea per gli anni successivi al 2013 pari, in via 
cautelativa, a circa 500 M€. 

Accantonamento da parte della Società Autostrada del Brennero 
SpA dei proventi da esercizio in un fondo destinato al rinnovo 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

dell'infrastruttura ferroviaria attraverso il Brennero ed alla realizzazione 
delle relative gallerie, ai sensi della legge finanziaria per il 1997, N° 449, 
all’art. 55 comma 13. La quota di tale fondo da destinare al 
finanziamento della Galleria di Base del Brennero è una parte del totale 
degli accantonamenti previsti fino al 2014, data di scadenza della 
concessione autostradale. Entro tale anno il fondo avrà raggiunto un 
ammontare di 550 milioni di Euro. L’effettiva entità della quota a favore 
della Galleria di base del Brennero dovrà essere concordata d’intesa con 
la Società Autostrada del Brennero. Prudenzialmente, si valuta che tale 
quota potrà essere pari a circa 400 M€. 

Ricorso al parternariato pubblico-privato (PPP) per la realizzazione, 
il finanziamento e la manutenzione dell’attrezzaggio tecnologico e 
ferroviario. Tale ipotesi è stata oggetto di uno studio di fattibilità, che ne 
ha confermato l’applicabilità. Il contratto potrà essere appaltato a partire 
dal 2013 e i relativi lavori potranno essere avviati a partire dal 2017. 
L’importo del contratto è stato valutato, per la parte italiana (50% del 
totale), in circa 648 M€. Prudenzialmente, ai fini di questa valutazione si 
considera un introito di 400M€. 

Proventi da un eventuale tassazione cross-modal sul traffico della 
Autostrada A22 nei limiti previsti dalla Direttiva 2006/38/CE 
“Eurovignette”. Da stime realizzate internamente da BBT, 
l’applicazione di tale tassazione sulla tratta autostradale Ala-Brennero 
(15% sulla tratta Ala-Bolzano Sud e 25% sulla tratta Bolzano Sud-
Brennero) tra il 2014 e il 2022 porta ad un contributo di circa 233,6 M€. 

Impegno da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a 
versare per gli anni 2010 e 2011 contributi rispettivamente di 70 M€ 
e 110 M€ per il progetto della Galleria di Base del Brennero. 

Al netto delle fonti di sostegno alternative elencate, il fabbisogno 
complessivo che rimane da garantire per la parte italiana ammonta 
quindi a circa 1.329,7 M€. da distribuire, a partire dal 2012, 
secondo un piano di esborsi già disponibile. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

8. Una piena interazione tra il nuovo assetto degli ambiti 
produttivi e la offerta trasportistica su ferro e su strada 
Uno dei più grandi errori che spesso commette la Pianificazione di 
medio e lungo periodo è quello di non tener conto della obsolescenza 
delle stesse intuizioni programmatiche e, soprattutto, della dinamicità che, 
specialmente negli ultimi venti anni, ha caratterizzato la distribuzione nel 
territorio delle attività produttive. 

Fino alla fine degli anni ’80 le grandi aree industriali del Paese e 
della Unione Europea sembravano inamovibili; nessuno avrebbe 
immaginato un azzeramento della area industriale di Bagnoli o un 
ridimensionamento dell’area industriale di Taranto. Ma nessuno avrebbe 
immaginato la esplosione di micro aree diffuse come quelle del 
salernitano, dell’area barese, di quella catanese nel Mezzogiorno e quelle 
dell’area maceratese, dell’intorno di Treviso nell’area centro settentrionale 
del Paese. Tutte aree che avevano avuto senza dubbio una consistenza 
produttiva ma mai si pensava che tali aree potessero diventare il cuore 
produttivo e propulsivo del Paese. 

Questo fenomeno si è verificato in tutto l’assetto comunitario e 
sono in realtà cambiate molte aree storiche della produzione. 

Questo approfondimento, questa naturale constatazione è stato il 
comune denominatore che ha caratterizzato i lavori che nel 2004 hanno 
portato alla definizione delle reti TEN – T. Nel 2004 si è preferito 
disegnare una rete di Corridoi capaci di garantire, in modo strutturale ed 
organico, non una Regione, non un area Paese ma l’intero assetto 
comunitario. 

Ebbene in tale approccio innovativo e rivoluzionario compaiono 
due Corridoi nuovi: il Corridoio 24 (Rotterdam – Genova) ed il Corridoio 8 
(Bari – Durazzo – Varna). 

Nell’Allegato Infrastrutture dello scorso anno compare l’asse 
ferroviario Napoli – Bari inteso come naturale prolungamento del 
Corridoio 8 e quindi come interessante asse plurimodale capace di 
rispondere alle esigenze di insediamenti produttivi oggi ancora non 
consolidati. 

Ma altrettanto può dirsi sia per il Corridoio 5 che per il Corridoio 1 
in cui sta emergendo sempre più l’obbligatorietà a realizzare 
contestualmente non segmenti del Corridoio ma l’intero asse plurimodale 
e ciò proprio perché attraverso il Corridoio si aggregano interessi 
produttivi ubicati anche a in aree lontane. Per questo motivo già lo scorso 
anno nell’Allegato Infrastrutture si propose la costituzione di Società di 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Corridoio. Società, veniva detto nell’Allegato Infrastrutture dello scorso 
anno, che si configurano come soggetti catalizzatori delle attività e delle 
rendite che si generano nell’intorno del corridoio o in alcuni nodi 
particolari dello stesso. 

Nel caso, ad esempio, della “Quadrilatero Umbria Marche” 
l’apposito Progetto di Area Vasta (PAV), consente un recupero minimo di 
risorse necessarie per la realizzazione dell’asse stradale pari a circa il 
15% dell’investimento. Nel caso invece dei Corridoi definiti dal Gruppo 
Van Miert ed approvati dalla Unione Europea il 21 aprile 2004, è 
possibile, sin da ora, soprattutto grazie ai Coordinatori di Corridoio, cui tra 
l’altro compete anche il compito di identificare e di supportare le modalità 
per la ricerca sui mercati delle risorse necessarie per realizzare gli assi 
infrastrutturali, definire una chiara elencazione delle possibili “aree di 
convenienza”. 

Una esperienza interessante è stata già definita dal Coordinatore 
del Corridoio 1 attraverso la Brenner Corridor Platform, che ha come 
obiettivo quello di aggregare tutti coloro che sono interessati alla 
realizzazione di un segmento importante del Corridoio 1. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

9. La importanza della logistica e l’avvio immediato di 
Partenariato Pubblico Privato per garantire la realizzazione di 
piastre logistiche portuali ed interportuali. 
L’offerta trasportistica legata alla domanda merci vive oggi un 
momento molto delicato che per alcuni versi può essere definito 
paradossale: l’utente nelle sue più articolate manifestazioni 
(imprenditore, gestore di sistemi complessi, ecc.), definisce ormai da 
solo gli itinerari e le modalità di trasporto più rispondenti alle 
proprie esigenze. 

Ci troviamo cioè in presenza di una miriade di micro 
pianificazioni. 

Questa forma di organizzazione autonoma potrebbe, addirittura, 
essere congeniale ad un sistema liberista; in realtà però questo 
spontaneismo programmatico non è legato a processi di ottimizzazione 
della offerta di trasporto, ma è solo legato ad una spasmodica ricerca, da 
parte della domanda, di una ipotetica offerta di trasporto. 

Questa assurda forma di organizzazione spontanea è la vera 
patologia del sistema e soprattutto rappresenta l’elemento più 
rischioso per ciò che definiamo sviluppo compatibile. 

Ancora più delicata e complessa è la distribuzione delle merci in 
ambito urbano; in proposito è utile ricordare che sulle quattro aree urbane 
di Milano, Bologna, Roma e Napoli si concentra oltre il 50% di quel 70% 
di consumi che si sviluppa in sole dodici aree urbane del Paese. 

Tutto questo testimonia che affrontando la organizzazione 
logistica di queste quattro città potremmo già raggiungere risultati 
apprezzabili. 

Ottimizzare l’organizzazione logistica in queste quattro aree 
metropolitane renderebbe possibile: 

x 
l’abbattimento del costo di un prodotto in modo rilevante; 

x 
la esaltazione della competitività di un prodotto e quindi della sua 

capacità di aggredire i mercati; 

x 
l’abbattimento sostanziale dell’impatto ambientale; 

x 
il ridimensionamento dei costi energetici; 

x 
il rafforzamento della qualità; 
la stabilità del sistema occupazionale (meno addetti ma stabili). 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Se passiamo dai nodi alle reti scopriamo che esistono nel nostro 
Paese reti: 

x 
che trasportano energia: elettrodotti e cavi in olio; 
x 
che trasportano gas; 
x 
che trasportano petrolio; 
x 
che trasportano comunicazione via cavo e via etere; 
x 
che trasportano persone e merci su ferro e su gomma. 
In tutti questi casi la rete dovrebbe essere messa a disposizione 

e, direttamente o indirettamente, il proprietario della rete dovrebbe 
esigere un “canone” da parte del soggetto gestore. 

Il soggetto gestore dovrebbe ottenere dei vantaggi dagli utilizzatori 
della rete tali da remunerare i costi di gestione e produrre al tempo stesso 
un margine. 

Questo approccio ci fa capire cosa è la logistica. 

La rete che trasporta energia fa pagare tutti i fruitori secondo 
logiche articolate. 

La rete che trasporta le persone e le merci su strada fa pagare 
solo un limitato numero di segmenti: 6.000 Km su circa 120.000 Km di 
rete principale e fa pagare in modo differenziato le merci ed i passeggeri 
secondo logiche non coerenti a parametri di danno reale arrecato alle 
infrastrutture. 

La rete che trasporta le persone e le merci su ferrovia fa pagare il 
transito solo in base alle prestazioni ma senza una distinzione sui 
tracciati. 

Le liberalizzazioni, o meglio, ogni forma di liberismo e di 
mercato, impongono, in modo inequivocabile la esistenza di: 

x 
Una rete efficiente. 
x 
Una rete adeguatamente integrata ed interagente con il territorio. 
x 
Una rete priva di soluzioni di continuità, priva cioè di segmenti non 


omogenei. 

x 
Una rete che sia disponibile in tempi certi e, soprattutto, sia 
disponibile, in un determinato arco temporale, nella sua più ampia 
configurazione. 

x 
Una rete capace di offrire, in modo paritetico, condizioni di reale 
competitività tra i distinti fruitori della rete stessa. 
x 
Una rete garante, in termini di fluidificazione reale delle merci, dei 
processi di interscambio modale. 
x 
Una rete capace di abbattere i danni causati dall’ “ultimo miglio”. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Se non c’è la rete, o meglio se c’è una falsa rete, vuol dire che il 
liberismo o le azioni mirate a liberalizzare i sistemi sono inesistenti. 

Ora ritardare, in qualsiasi modo la realizzazione di una rete 
adducendo motivazioni tipo: 

x 
x 
x 
un determinato segmento della rete sia su ferro che su gomma non 
è prioritario perché non c’è adeguata domanda di trasporto; 
non sono disponibili le risorse; 
non sono condivisi dal territorio i tracciati. 
Vuol dire non aver capito cosa è una rete, cosa è il tempo, cosa è 

la evoluzione della domanda, cosa è la crescita economica, cosa è la 
obsolescenza delle idee. 

Significa essere contrari alla crescita e quindi legati agli scenari 
dirigistici del non liberismo. 

Reti e nodi diventano quindi il tessuto connettivo che rende 
economico o diseconomico non una offerta trasportistica ma la intera 
dimensione economica di un Paese. 

Per questo motivo sarà opportuno prevedere la costituzione di un 
Fondo Rotativo di almeno 2 miliardi di € mirato alla integrazione 
funzionale delle reti con impianti portuali ed interportuali strategici, 
impianti già definiti lo scorso anno nell’Allegato Infrastrutture all’interno 
delle sette Piastre Logistiche del Paese. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

10. Un nuovo rapporto con il Mezzogiorno 
Lo scorso anno nell’Allegato Infrastrutture al DPEF si ritenne 
opportuno non solo identificare delle opere, degli interventi, delle risorse 
per il Mezzogiorno, ma si ritenne corretto non pensare solo in modo 
statistico alla percentuale da destinare al Mezzogiorno. 

Infatti tutte le logiche adottate finora hanno praticamente 
mantenuto, nel vasto territorio meridionale, gli stessi indicatori economici 
posseduti da questa area agli inizi degli anni cinquanta e cioè sono 
praticamente rimasti più o meno uguali: 

x 
x 
x 
il costo del denaro; 
il tasso di disoccupazione; 
la percentuale di territorio infrastrutturato. 
Lo scorso anno si scelse come riferimento, come indicatore 

strategico: il completamento di una serie di intereventi da anni 
progettati, da anni programmati, da anni parzialmente cantierati e 
ancora non portati a termine in modo organico e compiuto. 

Ebbene, mentre si sta lavorando per raggiungere un simile 
risultato, quest’anno nell’Allegato Infrastrutture si ritiene essenziale 
assumere un altro impegno. Un impegno che raggruppa cinque distinte 
finalità progettuali: 

x 
avviare concretamente, aprendo i cantieri, due interventi 
chiave per lo sviluppo del Mezzogiorno: il Ponte sullo Stretto 
di Messina e l’asse ferroviario Napoli – Bari; 

x 
avviare i lavori di adeguamento della tratta ferroviaria 
Battipaglia – Reggio Calabria; 
x 
avviare il progetto per il collegamento ferroviario veloce 
Palermo – Catania; 
x 
avviare a realizzazione gli HUB portuali ed interportuali 
siciliani e pugliesi di Augusta, Taranto e Brindisi; 

x 
completare sia l’asse stradale 131 (Carlo Felice) e le sue 
diramazioni in modo da rendere davvero adeguata alla 
domanda di trasporto l’attuale offerta infrastrutturale sarda. 

Questa operazione che si intende attivare concretamente e 
contestualmente ha un costo globale di circa 16 miliardi di euro; allo 
stato di tale volano di risorse sono disponibili solo 2,4 miliardi di euro. 

Ebbene si vuole offrire questo quadro di interventi come quadro 
integrato di azioni e si vuole conoscere se ci sono le condizioni per 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

costruire un Partenariato Pubblico Privato. Un Partenariato che possa 
coinvolgere lo Stato, le Regioni con i FAS regionali, i Privati. 

È la prima volta che si tenta di attivare in Europa un Partenariato 
Pubblico Privato non per un’opera ma per un insieme di opere e si è 
disposti ad offrire anche ai possibili partner privati concessioni nella 
gestione di reti autostradali, di ambiti portuali ed interportuali. 

Non è una sperimentazione mirata solo a testimoniare l’attenzione 
per il Mezzogiorno ma è la coscienza della esigenza di risolvere una 
improcrastinabile emergenza. 

Dopo questa recessione il Mezzogiorno rischia ancora più delle 
altre Regioni del Paese di rimanere penalizzato ulteriormente ed il PIL del 
Paese, nella sua crescita, rischia di rimanere sempre penalizzato da una 
simile differenza sostanziale e, cosa ancor più grave, assisteremo a 
forme di trasferimento di attività produttive dal Mezzogiorno in altre aree 
interne ed esterne al Paese. 

In assenza di una operazione incisiva e capace di diventare reale 
in un arco temporale certo si rischia di rendere irreversibile lo stato di 
arretratezza del Sud. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

11. Le emergenze e le azioni da effettuare prioritariamente nelle 
Regioni 
Fermo restando quanto già ribadito dalle singole Regioni nelle 
varie Intese Generali Quadro e quanto già previsto nel quadro degli 
interventi approvato dal CIPE nella seduta del 26 giugno 2009, si 
riportano di seguito delle emergenze già avanzate in occasione di 
incontri di lavoro o formali con le singole Regioni. 

In occasione dell’esame del presente Allegato Infrastrutture alla 
Conferenza Stato Regioni tali emergenze potranno essere implementate 
ulteriormente. 

PIEMONTE 
La definizione del tracciato della Torino – Lione e la 
realizzazione del sistema intermodale ad esso connesso 
La realizzazione del sistema metropolitano torinese 
VALLE D’AOSTA Linea ferroviaria Aosta - Martigny 
TRENTO 
Il chiarimento sull’utilizzo dei fondi messi a disposizione 
dall’Autobrennero per la realizzazione del Tunnel ferroviario 
del Brennero 
BOLZANO 
Il chiarimento sull’utilizzo dei fondi messi a disposizione 
dall’Autobrennero per la realizzazione del Tunnel ferroviariodel Brennero 
LIGURIA La soluzione autostradale del nodo di Genova 
LOMBARDIA Il rispetto dei tempi autorizzativi della Pedemontana 
Lombarda 
FRIULI VENEZIA 
GIULIA 
Il rispetto dei tempi nella realizzazione della terza corsia nel 
tratto Venezia – Trieste e dell’asse ferroviario sempre nella 
stessa tratta. 
VENETO 
L’avvio delle procedure per la realizzazione dell’asse 
autostradale Mestre – Civitavecchia (tratta veneta “Nuova 
Romea”) 
EMILIA ROMAGNA 
Nodo di Casalecchio di Reno 
Nodo di Rastignano 
Nodo autostradale di Bologna 
L’avvio delle procedure per la realizzazione dell’asse 
autostradale Mestre – Civitavecchia (tratta E 45) 
TOSCANA 
Il nodo ferroviario di Firenze 
L’attraversamento della città di Lucca 
Il completamento dei lavori della Fano – Grosseto 
MARCHE 
La definizione progettuale e l’avvio dei lavori della Fano – 
Grosseto 
L’avvio concreto delle opere di Collegamento del porto di 
Ancona alla grande viabilità 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

UMBRIA Nodo di Perugia e Tre Valli 
ABRUZZO 
La forte penalizzazione nei collegamenti ferroviari tra la 
Regione e Roma 
Il ruolo del porto di Ortona 
LAZIO 
Il completamento della rete metropolitana della città di Roma 
L’avvio del processo realizzativo del nuovo aeroporto di 
Viterbo 
CAMPANIA 
Definizione progetto ferroviario Napoli – Bari ed avvio 
realizzazione di prime tratte funzionali 
Definizione progettuale aeroporto di Grazzanise 
MOLISE 
Piastra logistica di Termoli 
Avvio procedure attuazione project financing Asse 
autostradale Termoli – San Vittore 
PUGLIA Soluzione del sistema integrato del nodo di Bari 
BASILICATA Completamento funzionale della Strada Statale 106 
Collegamento funzionale su ferro tra Matera e Bari 
CALABRIA 
Adeguamento dell’asse ferroviario Battipaglia – Reggio 
Calabria 
Adeguamento dell’asse ferroviario Taranto – Sibari – Reggio 
Calabria 
SICILIA 
Velocizzazione del collegamento ferroviario Palermo – 
Catania 
Avvio delle opere del nodo metropolitano di Palermo 
Avvio delle opere del nodo metropolitano di Catania 
SARDEGNA Sistema metropolitano di Cagliari 
Completamento dell’asse stradale Olbia – Sassari 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

12. Il nuovo ruolo del Mediterraneo 
Il Master Plan Euromediterraneo - un elaborato che sarà frutto dei 
lavori che, su proposta del Dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti la 
Unione Europea ha già avviato nel contesto della rivisitazione delle reti 
TEN – T - consentirà di rivedere finalmente, in modo organico e 
rivoluzionario, l’assetto della nostra offerta portuale e retroportuale. 

In realtà vivremo la stessa esperienza già vissuta con la redazione 
del Master Plan delle Infrastrutture e dei Trasporti. I corridoi delle nuove 
reti TEN hanno consentito un approccio organico al tema dei valichi, al 
tema delle “autostrade del mare”, così il nuovo Master Plan dovrà 
azzerare l’assurda logica che finora ha fatto si che una rendita di 
posizione, posseduta dal nostro Paese all’interno del bacino del 
Mediterraneo, rimanesse solo una sommatoria anonima di scali, una 
sommatoria anonima di offerte infrastrutturali fisiche non interconnesse 
con il territorio, con il retroporto, con le reti. 

Una serie di fattori legati alla crescita della movimentazione 
all’interno del Mediterraneo ed alla rivisitazione di determinate filiere 
logistiche e merceologiche consente oggi di identificare tre tipologie di 
portualità: 

x 
Quella puramente finalizzata al transhipment. 
x 
Quella capace solo di fare da cabina di regia. 
x 
Quella in grado di rafforzare il rapporto porto – retroporto a tal 
punto da generare rete, da generare sistema. 
In realtà assisteremo, in assenza di azioni organiche, ad una 

naturale evoluzione strutturale, cioè: 

x 
Malta e Cipro diventeranno sempre più cabina di regia della 
portualità mediterranea. 

x 
Porto Said o Alessandria d’Egitto, Algeciras e Gioia Tauro 
confermeranno il loro ruolo di grandi porti per il transhipment. 

x 
Fos e Trieste o Genova diventeranno porti integrati con la rete. 

Appare quindi evidente che non è più possibile sottovalutare, 
all’interno del nostro Paese, HUB vincenti perché portatori di 
singolarità imbattibili. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Non possiamo, sottovalutare le singolarità possedute dal sistema 
della offerta portuale dell’area ionico – adriatica, dell’area cioè 
caratterizzata dagli HUB di Taranto,di Brindisi, di Ravenna, di Venezia e 
di Trieste. 

Nessuno può dubitare di una serie di singolarità, possedute dagli 
HUB dell’area settentrionale dell’Adriatico, quali quelli di Trieste e di 
Venezia: 

x 
Sono gli unici HUB del Mediterraneo interconnessi con il Corridoio 

5. Sul Corridoio 5 si movimenta il 36% dell’intero sistema 
comunitario. 
x 
Tra tali HUB Trieste è l’unico porto franco del Mediterraneo e 
lo è da 300 anni. 

x 
Gli HUB del Nord adriatico sono la porta dell’area orientale 
dell’Europa nel Mediterraneo (oltre 6 milioni di TEU nel prossimo 
triennio) e offrono una riduzione di circa 8 giorni per l’accesso al 
sistema Europa rispetto all’itinerario che utilizza gli HUB del Nord 
Europa. 

Come nessuno può mettere in dubbio il ruolo strategico del porto 
di Genova, già denunciato in precedenza, sia come terminale del 
Corridoio 24, sia come HUB del sistema nord occidentale del Paese. 
Anche in questo caso l’aggancio con la parte settentrionale occidentale 
del Mediterraneo vede in realtà privilegiato l’arco ligure. 

Ebbene, garantire una infrastrutturazione organica del nostro 
sistema portuale e del nostro sistema retroportuale comporta costi 
rilevanti. 

Non potendo contare che parzialmente su risorse pubbliche 
occorrerà pensare a forme di Partenariato Pubblico Privato. 

Ma occorre anche garantire regole adeguate per la “portualità di 
corridoio” (e cioè di Genova e Trieste): regole che devono essere molto 
più influenzate dalla disciplina comune ed europea delle infrastrutture che 
dalla legislazione portuale. 

Non vi è dubbio infatti che i porti corridoio sono costituiti da 
“Piattaforme logistiche” parti integranti dei Progetti prioritari europei 
includendo anche i terminali retroportuali (ove necessari) e il tracciato di 
corridoio (e cioè il Terzo Valico dei Giovi nel Nord Ovest e la tratta Ronchi 

- Trieste nel Nord Est). 

 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Relativamente a queste infrastrutture di segno europeo pare 
indispensabile un ruolo più forte dello Stato seppure in un clima di 
collaborazione leale con le Regioni interessate. 

È utile ricordare che già da tempo si sono attivate in Italia 
iniziative mirate alla definizione di forme organiche di Partenariato 
Pubblico Privato. 

Tali forme di partenariato, da attivare sia nel Nord Tirreno che nel 
Nord Adriatico, dovrebbero affrontare e definire le seguenti aree 
tematiche: 

x 
le filiere merceologiche 
x 
gli impianti logistici già disponibili, in corso di realizzazione o da 
realizzare; 
x 
le reti infrastrutturali già disponibili, in corso di realizzazione o da 
realizzare 
.. gli impegni finanziari; 
x 
le forme di governance. 
E tenuto conto sia della singolarità degli ambiti portuali prima 

descritti, sia della necessità di rispondere in tempi certi alla evoluzione 
della domanda di trasporto che caratterizzerà, nel breve periodo, l’intero 
sistema Mediterraneo, sarà necessario produrre norme di accelerazione 
mirate a tali realtà in modo da rispondere con azioni libere da vincoli 
burocratici e capaci di coinvolgere capitali privati. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

13. Un nuovo approccio tra mobilità e sicurezza 
Siamo obbligati a convivere con un preoccupante paradosso: la 
crescita economica è strettamente legata alla crescita della mobilità 
delle persone e delle merci e la crescita della mobilità impone un 
adeguamento sempre più crescente dei livelli di sicurezza. 

Il mancato rispetto dei livelli di sicurezza produce danni 
enormi alla economia e rischia di incrinare le condizioni di crescita 
della mobilità. 

Questo paradosso che in fondo rappresenta la equazione chiave 
della nuova generazione socio economica non ammette approcci 
generici, non ammette approcci mediocri. 

Il trasporto aereo, il trasporto marittimo, il trasporto stradale, il 
trasporto ferroviario, il trasporto urbano, in realtà tutte le offerte modali di 
trasporto sono tutte legate e supportate da un comune denominatore: la 
elevata e sofisticata qualità della sicurezza. 

La offerta modale, quella stradale, è quella in cui è più difficile 
costruire condizioni adeguate di sicurezza perché le variabili in gioco 
sono enormi; sono infatti presenti: la qualità della strada, la qualità del 
veicolo, i fattori climatici, la molteplicità dei comportamenti di chi 
guida. 

x 
In Italia, nel 2007, gli incidenti stradali hanno determinato 5.131 
morti e 325.850 feriti, con un costo per lo Stato, le imprese e le 
famiglie di 31.137 milioni di Euro pari al 2,4% del PIL (quota 
sensibilmente più elevata della media europea); 
x 
i morti per incidenti stradali risultano circa 10 volte più numerosi dei 
morti per atti delittuosi; 
x 
infine, i morti per incidenti avvenuti in tutte le altre modalità di 
spostamento (nave, treno, aereo) sono meno di 1/100 dei morti per 
incidenti stradali. 
Entrando nel merito del confronto internazionale è utile precisare 

che Il confronto tra il livello di mortalità italiano e quello degli altri Paesi 
della Unione Europea a 15 Stati (l’Unione europea prima degli ultimi due 
allargamenti) colloca l’Italia all’11° posto nella graduatoria della sicurezza 
stradale (un livello di sicurezza inferiore a quello italiano si registra solo in 
Lussemburgo, Portogallo, Belgio e Grecia). 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Ma la cosa più grave è che il nostro Paese ha, fra l’altro, oggi il più 
alto numero di morti per incidenti stradali in assoluto tra i Paesi dell’UE15 
(182 morti per anno in più rispetto alla Germania, 511 rispetto alla 
Francia, 2.075 rispetto al Regno Unito). 

Ma questo grave dato non tiene conto che dal 1997 fino al 2002 in 
Italia il numero di morti per anno era aumentato di 304 unità e quello dei 
feriti di 114.279 unità, con un incremento del costo sociale annuo di 8.835 
milioni di Euro. 

Nel 2003 questa dinamica cambia di segno, l’Italia torna ad 
allinearsi sull’evoluzione media della Unione Europea. In cinque anni i 
morti passano da 6.980 a 5.131 (1.849 morti in meno sul dato annuale) 
mentre i feriti passano da 378.492 a 325.850 (52.642 feriti per anno in 
meno) con un “risparmio” di costo sociale stimabile in 6.453 milioni di 
Euro/anno. 

Il dato saliente dunque è che il nostro Paese è passato da una 
fase di deterioramento ad una fase di miglioramento della sicurezza 
stradale che si è progressivamente rafforzata nel corso degli anni e che, 
stando ai dati parziali relativi all’ambito autostradale e prevalentemente 
extraurbano rilevati dalla Polizia Stradale e dell’Arma dei Carabinieri, è 
proseguita anche nel 2008. 

Grazie alla nuova dinamica evolutiva e, soprattutto, ai rilevanti 
progressi realizzati proprio a partire dal 2003, l’obiettivo indicato dal Terzo 
Programma di Azione sulla sicurezza stradale della Commissione 
europea e dal Piano Nazionale della Sicurezza Stradale -dimezzare le 
vittime degli incidenti stradali entro il 2010 – che ancora due o tre anni 
addietro appariva irraggiungibile, risulta oggi molto meno distante. 

In definitiva, quindi, nel giro di cinque anni l’Italia è riuscita a 
recuperare tutto il ritardo accumulato nel periodo precedente ed ha 
cominciato a recuperare posizioni nella graduatoria di sicurezza stradale 
dei Paesi europei. 

È utile ricordare, a titolo di esempio, che tra i principali fattori che 
hanno innescato il deterioramento della sicurezza stradale degli anni 
compresi tra il 1997 e il 2002 sono stati: 

x 
la limitatezza dei controlli sui comportamenti di guida a rischio (a 
titolo esemplificativo si indica che solo quattro o cinque anni 
addietro i controlli sull’alcolemia ammontavano a circa 200.000 
controlli/anno mentre oggi si sfiorano i 1.400.000 controlli); 
x 
la mancanza di una strategia unitaria per il miglioramento dei 
diversi aspetti della sicurezza stradale e il basso livello di 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

coordinamento tra i soggetti che presiedono al governo dei fattori 
connessi con la sicurezza stradale stessa. 

I principali fattori che, nel 2003, hanno riavviato il processo di 
miglioramento della sicurezza stradale in Italia sono cinque: 

x 
un’azione normativa più attenta e rigorosa; 
x 
l’aumento dei controlli sui comportamenti di guida a rischio; 
x 
l’avvio di una azione sistematica attraverso l’adozione del Piano 
Nazionale della Sicurezza Stradale e la partecipazione alla sua 
attuazione di Regioni, Province e Comuni; 
x 
la creazione presso Regioni, Province e Comuni di una prima rete 
di strutture tecniche dedicate al monitoraggio e alla gestione della 
sicurezza stradale, nonché la recente creazione della Direzione 
Generale per la Sicurezza Stradale presso il Ministero delle 
Infrastrutture e dei Trasporti; 
x 
una maggiore informazione e sensibilizzazione sui temi della 
sicurezza stradale. 
Senza dubbio la nuova azione normativa è iniziata con 

l’introduzione della patente a punti, del certificato di idoneità alla guida dei 
ciclomotori, con l’ampliamento dei poteri di accertamento degli organi di 
polizia e con la riorganizzazione e l’inasprimento delle sanzioni per i 
comportamenti di guida più pericolosi. 

Gli effetti sono stati immediati e clamorosi: nel 2003, nei primi sei 
mesi di applicazione della patente a punti, abbiamo avuto una riduzione 
di oltre 600 morti. 

Per quanto riguarda i feriti, sempre nel primo semestre di 
applicazione della patente a punti, siamo passati da una crescita di oltre 

8.000 feriti negli anni 2001 e 2002 ad una riduzione di 27.000 feriti nel 
2003. Nel 2005 e 2006 abbiamo registrato riduzioni delle vittime più 
contenute. Morti e feriti sono però tornati a diminuire rapidamente a 
seguito di ulteriori interventi per la razionalizzazione e l’inasprimento 
mirato delle sanzioni su comportamenti ad elevato rischio, l’ultimo dei 
quali riguarda la confisca dei veicoli in caso di guida in stato di ebbrezza 
alcolica con tasso superiore ad 1,5 grammi per litro di sangue. 
Un secondo fattore di miglioramento della sicurezza è stato 
l’aumento dei controlli. Solo relativamente alla guida in stato di ebbrezza i 
controlli tra il 2005 e il 2008 sono aumentati di circa 7 volte, passando da 

200.000 a 1.400.000 all’anno. 
Sempre in tema di controlli, a titolo di esempio, appare opportuno 
rammentare una attività di carattere innovativo e di alta specializzazione 
che coinvolge direttamente il personale del Ministero delle Infrastrutture e 
dei Trasporti che si esplica attraverso l’utilizzo di 27 Centri Mobili di 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Revisione attrezzati per l’effettuazione su strada di operazioni di verifica 
tecnica sui veicoli pesanti. Detta attività, implementata negli ultimi anni 
ed in costante crescita, viene attuata in servizio congiunto con Polizia 
Stradale e Carabinieri. 

Negli ultimi cinque anni l’azione informativa e di sensibilizzazione 
si è fatta sempre più chiara e diretta, ha cominciato ad utilizzare canali e 
situazioni che, in precedenza, erano stati meno disponibili a offrire spazioad un’informazione sulla sicurezza stradale. È stata sviluppata non solo 
dai soggetti istituzionali ma anche da un numero crescente di imprese, di 
associazioni volontarie, di rappresentanze sociali, si è giovata di un 
contributo di idee e di iniziative locali sempre più maturo. 

Ormai è evidente che il sistema stradale del nostro Paese non è 
adeguato ai volumi di traffico. Negli ultimi 30 anni il numero di veicoli 
(autovetture motocicli, ciclomotori, veicoli per il trasporto merci, veicoli per 
il trasporto passeggeri, altri veicoli) è passato da 20 milioni a 50 milioni, 
con un incremento del 130% circa. L’Italia, dal 1980 è il Paese della 
UE15 con la più alta quota di veicoli procapite e nel 2006 raggiunge il 
livello di circa 850 veicoli ogni 1.000 abitanti. 

Nello stesso periodo l’aumento del sistema infrastrutturale è stato 
di pochi punti percentuali. 

Un secondo fattore di debolezza è costituito da una 
regolamentazione del traffico ampiamente migliorabile. La 
regolamentazione del traffico, in area urbana e in area extraurbana 
sembra rispondere a esigenze puntuali, a volte dettate da istanze 
particolari o da eventi che colpiscono l’opinione pubblica, mentre sono 
decisamente più rari i sistemi infrastrutturali governati da una 
regolamentazione organica. 

Una delle espressioni più evidenti di questa regolamentazione 
occasionale è data dalla scarsa coerenza dei limiti di velocità e dall’uso 
strumentale che in alcuni casi se ne fa al solo fine di aumentare i proventi 
contravvenzionali. 

Il sistema urbano costituisce una delle componenti più critiche 
della sicurezza stradale del nostro Paese. Nel 2007 gli incidenti stradali in 
area urbana hanno determinato: 

a) 2.269 morti, il 44% del totale; 

b) 238.712 feriti, il 73% del totale; 

c) 20.733 milioni di Euro di costo sociale, il 67% del totale. 

Tra i Paesi della UE15, l’Italia risulta essere quello con più morti in 
area urbana. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Sulla rete principale (autostrade, strade statali ed ex strade statali 
conferite alle Regioni per un totale di 1.271 tratte stradale e un’estesa di 

53.774 chilometri) il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha 
individuato le 50 tratte più pericolose per un’estesa complessiva di 2.900 
chilometri (il 5% della rete) dove si localizzano il 24% degli incidenti, il 
20% dei morti e il 25% dei feriti. 
Si tratta di strade ad altissimo rischio. Il Ministero ha avviato le 
analisi per delineare la fattibilità di un programma specifico per la messa 
in sicurezza delle prime dodici strade più pericolose (in base al costo 
sociale), tra le quali, a titolo puramente esemplificativo, rientrano il GRA 
(Grande Raccordo Anulare di Roma), la SS7 quater (via Domiziana), la 
SS207 (Nettunense), la SS148 (Pontina), la SS309 (Romea). 

Un tema tutto particolare ed al tempo stesso con elevato 
grado di drammaticità è quello relativo ai ciclomotori ed ai motocicli. 

Gli incidenti a carico degli utenti delle due ruote a motore nel 
2007 hanno determinato: 

a) 1.540 morti (il 30,0% del totale); 

b) 90.551 feriti (il 27,8% del totale); 

c) un costo sociale di € 8.812 milioni (il 28,3% del totale). 

Circa il 60% dei morti e l’80% dei feriti a carico delle due ruote 
a motore è determinato da incidenti in area urbana. 

Gli incidenti a carico della mobilità non motorizzata (pedoni e 
ciclisti) nel 2007 hanno determinato: 

a) 979 morti di cui 627 pedoni (il 19,1% del totale); 

b) 35.060 feriti (il 10,8% del totale); 

c) un costo sociale di € 3.946 milioni (il 12,7% del totale). 

I dati indicano che l’Italia è il Paese con il più elevato numero di 
pedoni morti per incidenti stradali. 

Gli altri Paesi europei contano da poche decine a un centinaio di 
vittime tra i pedoni. Anche per quanto riguarda i ciclisti, l’Italia conta il più 
elevato numero di vittime tra i Paesi della UE15. 

Il quadro del sistema urbano da un lato e quello degli utenti deboli 
(pedoni, ciclisti, utenti delle due ruote a motore) dall’altro, individuano il 
campo di intervento prioritario su cui operare per migliorare la sicurezza 
stradale nei prossimi anni. Oggi, i 2/3 delle vittime sono determinati da 
incidenti in area urbana e poco meno della metà riguardano gli utenti 
deboli. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Si è ritenuto opportuno riportare tutti questi dati, su questi 
confronti tra il nostro Paese e gli altri Paesi della Unione Europea, 
perché si ritiene che solo misurando i dati, misurando i risultati positivi 
raggiunti, verificando le distanze dagli obiettivi, si è in grado di dare 
consistenza ed attuazione ad una politica organica, non solo nazionale 
ma comunitaria, mirata davvero alla sicurezza stradale. 

Senza dubbio il Paese ha recuperato la capacità di migliorare la 
sicurezza stradale e sta riducendo il numero delle vittime molto 
rapidamente ma sta migliorando la sicurezza solo su alcune componenti 
della mobilità: la grande viabilità (con l’eccezione delle strade a massimo 
rischio) e la rete autostradale. Restano ai margini di questo miglioramento 
le aree urbane, in particolare le grandi città, e gli utenti deboli. Per creare 
quindi una ulteriore forte discontinuità nel sistema, una più incisività 
nell’approccio, occorre: 

1. 
portare a compimento la riforma del Codice della strada. Per 
ricondurre tale strumento normativo a coerenza ed unitarietà 
normativa, si ritiene opportuno chiedere al Parlamento una delega 
di ampio respiro per la sua revisione generale: lo scopo ultimo è 
quello di conseguire, attraverso un intervento di armonizzazione 
della disciplina delle norme di comportamento e del sistema 
sanzionatorio nella materia della circolazione stradale, l’obiettivo 
della tutela della sicurezza stradale e degli istituti sanzionatori. 
Ulteriore dichiarato intento è quello di delegificazione di tutte quelle 
disposizioni del codice della strada che, in quanto suscettibili di 
frequenti aggiornamenti per esigenze di adeguamento alle 
evoluzioni tecnologiche ovvero a disposizioni comunitarie, 
richiedono uno strumento di produzione normativa che consenta 
tempi più rapidi e procedure più snelle. Nell’attesa di tale auspicata 
legge delega - ed in maniera prodromica ad un migliore esercizio 
della stessa - si è inteso intraprendere un confronto con tutti i 
soggetti a vario titolo coinvolti nella materia della circolazione 
stradale , al fine di acquisire i preziosi contributi che ciascuno di 
essi, dal proprio particolare ma privilegiato punto di osservazione 
del fenomeno – potrà fornire. Nell’ottica della su esposta 
armonizzazione e delegificazione delle disposizioni del Codice della 
Strada, merita una riflessione l’opportunità politica di proseguire nei 
lavori parlamentari di una nutrita serie di disegni di legge è, invece 
apparsa vincente l’azione del Parlamento che, ultimante è riuscito 
ad ottenere la legislativa in Commissione per una serie di 
provvedimenti chiave e che nel breve periodo potrebbero 
trasformarsi in Legge. 
2. 
In secondo luogo è necessario aggiornare il Piano Nazionale 
della Sicurezza Stradale e rivederne i meccanismi attuativi in 
modo da passare da una fase di sostegno sistematico alle Regioni 
e alle Amministrazioni locali che esprimono i progetti di sicurezza 

 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

stradale più soddisfacenti ad una fase di incentivazione di un 
numero più limitato di progetti di rilevanza strategica e finalizzati a 
risolvere i nodi critici della sicurezza stradale italiana. 

3. 
In terzo luogo occorre rafforzare le sedi di coordinamento e 
confronto sulle misure di sicurezza adottate e sui risultati 
conseguiti proprio per consentire di accelerare il processo di messa 
a punto e di convergenza sulle soluzioni più efficaci. 
4. 
Infine, per poter sviluppare un’azione più selettiva e mirata sulle 
problematiche di maggior rilievo che si manifestano nei diversi 
territori occorre realizzare un sistema di monitoraggio degli 
interventi e dei risultati conseguiti. 
5. 
Non meno importante è la necessità di migliorare il livello di 
educazione alla sicurezza stradale in tutte le scuole di ogni 
ordine e grado, fino a prevedere idonei corsi formativi al fine di 
poter radicare una reale cultura della sicurezza quale elemento 
fondante per pervenire ad un miglioramento della sicurezza 
stabile e duraturo. 
Tenuto conto che le suddette linee di azione potranno manifestare 
appieno i loro effetti solo nel medio/lungo termine, quale azione prioritaria 
nel breve termine, al fine di stabilizzare i buoni risultati già conseguiti e di 
consentire un ulteriore avvicinamento all’obiettivo europeo del 
dimezzamento delle vittime entro il 2010, appare opportuno ribadire 
l’esigenza di continuare sulla strada dell’incremento nella quantità, nella 
capillarità e nella specificità dei controlli su strada in particolare sulla 
guida in stato di ebbrezza alcolica, sotto l’effetto di sostanze stupefacenti 
ovvero in stato di alterazione derivante dall’uso contemporaneo delle 
suddette sostanze; per questi ultimi due casi anche attraverso una attenta 
valutazione della possibilità di intervenire sulle procedure al fine di 
renderle più snelle ed elastiche. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

14. Le azioni mirate nel trasporto aereo 
In questo primo anno di Legislatura il comparto del trasporto 
aereo è stato caratterizzato da quattro distinti eventi che, senza dubbio, 
rappresentano una forte discontinuità nella evoluzione del rapporto 
domanda – offerta del trasporto aereo nel nostro Paese. 
Una discontinuità che, sicuramente, caratterizzerà moltissimo il futuro 
della offerta modale legata al trasporto aereo. I quattro distinti eventi 
sono caratterizzati: 

x 
x 
x 
x 
dalla crisi economico – finanziaria mondiale; 
dal cambiamento dell’assetto della Società Alitalia; 
dalla rilettura funzionale dei nostri due HUB, quello di 
Malpensa e quello di Fiumicino; 
dall’avvio sempre più misurabile e concreto dei provvedimenti 
comunitari legati al “Cielo Unico”. 
In merito al primo evento, quello legato alla crisi economica 

mondiale, nel caso italiano la crisi nel trasporto aereo è caratterizzata 
dalla sommatoria di due componenti: 

x 
le criticità storiche accumulate nel tempo e tipicamente legate 

all’assenza, in passato, di un approccio organico alle esigenze 

della offerta di trasporto aereo; 
x 
la crisi economica – finanziaria che in questa specifica modalità di 
trasporto è esplosa in modo virulento proprio per la dimensione 
internazionale del trasporto aereo, per la sua estraneità da ogni 
logica di confine. 

E va ricordato che, in tempi non sospetti, i segni premonitori della 
crisi sono comparsi proprio in questo comparto e va dato atto agli 
operatori del settore, a differenza di ciò che è accaduto in altri 
comparti come ad esempio quello finanziario in cui fino al mese di 
settembre 2008 veniva indicato un PIL italiano nel 2009 pari al 2,1%, 
di aver preannunciato non solo la dimensione della crisi ma anche il 
rischio che tale crisi, se non affrontata in modo organico, rischiava di 
diventare irreversibile. In tal modo il trasporto aereo si è rivelato una vera 
“sentinella”, un valido “premonitore” dei processi di crescita o di 
recessione. 

In merito al secondo elemento, quello legato al cambiamento 
dell’assetto della Società Alitalia, solo ora è possibile misurare quanto 
sia stato difficile superare una simile emergenza e quanto sia stato 
determinante sia il ruolo dell’ENAC, sia quello del mondo privato del 
nostro Paese. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

In merito al terzo evento, quello legato alla rilettura funzionale 
dei nostri due HUB, quello di Malpensa e quello di Fiumicino sarà bene 
quanto prima entrare nel merito della logica e della cultura che finora ha 
privilegiato la costruzione e la caratterizzazione degli HUB, perché ormai 
ci avviamo verso una nuova cultura, verso un nuovo approccio attraverso 
emergerà in modo inconfutabile che Malpensa e Fiumicino possono 
benissimo garantire due funzioni e due offerte capaci di annullare ogni 
preoccupazione legata alla loro crescita ed al loro sviluppo. 

L’ENAC, in questa fase in cui sta, dopo quasi venticinque anni, 
mettendo a punto un Piano del nostro sistema aeroportuale nazionale, 
dedicherà un apposito capitolo alla tematica degli HUB ed alla loro reale 
e misurabile identificazione geografica. 

Il quarto evento, o meglio, il quarto fattore è quello relativo all’ 
avvio sempre più concreto dei provvedimenti comunitari legati al 
“Cielo Unico”. Se analizziamo la evoluzione del processo di 
liberalizzazione del comparto aereo ci rendiamo conto dei passi avanti 
effettuati dalla Unione Europea in tale comparto. 

A differenza di quanto detto a proposito della rete ferroviaria, il 
“Cielo Unico”, il primo e il secondo pacchetto, sono invece il chiaro 
esempio di una convinta e diffusa volontà dell’Unione Europea e degli 
Stati a ricercare e difendere logiche di mercato. E proprio per questo è 
necessaria in un momento di crisi come questo, la chiara individuazione, 
da parte degli operatori dell’intero comparto, del recupero degli 
investimenti sostenuti a sostegno di una pianificazione temporale che 
vada al di là dell’attuale momento di crisi. 

Non ci dimentichiamo che la finalità dell’ operazione “Cielo Unico” 
è davvero ambiziosa in quanto con essa si intende prepararsi all’aumento 
sostanziale del traffico aereo previsto entro il 2020, favorendo un 
risparmio di circa due miliardi di euro nell’ambito di una gestione integrata 
della sicurezza, della capacità e dell’efficienza, permettendo, in tal modo, 
una riduzione dei ritardi nonché dei costi economici ed ambientali. 

Il 2009 quindi diventa, almeno per il trasporto aereo nel nostro 
Paese, un anno significativo, un anno che ricorderemo come un esempio 
di grande capacità dell’Amministrazione Pubblica nell’affrontare e 
superare fasi critiche, stagnazioni pericolose per la crescita del Paese. 
Sarebbe, infatti, miope non tener conto di una ulteriore singolarità 
strategica posseduta dal trasporto aereo e cioè quella legata alla 
industria turistica, una industria capace di attivare veri e propri 
spostamenti di massa con apporti di grande dimensione. 

In fondo questa è stata una delle motivazioni che ha portato 
il Governo a difendere una cordata italiana nell’operazione Alitalia. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

In questa ottica, il trasporto aereo può e deve essere un meccanismo 
moltiplicatore dell’occupazione, creando e rafforzando opportunità di 
crescita per beni e servizi, attivando fonti di benessere diffuso e 
realizzando una partecipazione generale al progresso. 

Molti ritengono che questa crisi mondiale dell’economia sta 
incrinando, in modo irreversibile, la offerta area, molti vedono nella 
modalità ferroviaria, quella legata all’alta velocità, una concorrenza 
modale imbattibile; ebbene, queste preoccupazioni sono solo velleitarie 
perché dimenticano che la nostra generazione ha da molti decenni 
ridimensionato la categoria dello spazio ed ha esaltato la categoria 
del tempo. I processi di globalizzazione sono ormai talmente 
fondamentali per la crescita e lo sviluppo che nessuno può dubitare di un 
trend sempre più crescente della domanda di trasporto aereo. 

È pertanto necessario provvedere ad una complessiva ed 
organica revisione della normativa che, senza annullare il lavoro fin qui 
effettuato, consenta di superare i vincoli esistenti che hanno dimostrato 
nel tempo, la loro inefficacia. 

È urgente quindi, proprio in questa fase in cui si preannunciano 
momenti di ripresa della crescita economica, avviare in modo organico un 
proposta legislativa volta a recuperare il grave ritardo infrastrutturale dei 
principali sistemi aeroportuali del Paese promuovendo il coinvolgimento 
di capitali privati ed a favorirne lo sviluppo e la competitività, nonché a 
tutelare e promuovere un quadro regolamentare che consenta, attraverso 
l’individuazione di procedure semplificate e nel rispetto delle disposizioni 
vincolanti dell’ordinamento europeo, alle società di gestione dei sistemi 
aeroportuali di maggiore rilevanza, di poter realizzare ed accelerare 
l’attuazione di programmi di investimento fondati sull’utilizzo di 
finanziamenti di mercato. 

La proposta dovrà inoltre intervenire in un quadro normativo 
incerto, dal quale è scaturito un rilevante contenzioso nei confronti dello 
Stato, in ragione di un sistema tariffario ritenuto inidoneo a garantire il 
necessario sviluppo dei grandi aeroporti nazionali attraverso la 
realizzazione di nuovi investimenti. 

L’esigenza è quella di incentivare l’incremento, l’adeguamento, 
l’ampliamento nonché l’ammodernamento delle infrastrutture aeroportuali 
e delle infrastrutture strategiche ad esse connesse, verificando la 
possibilità che l’Ente Nazionale Aviazione Civile e le società di gestione 
dei grandi aeroporti concordino sistemi di tariffazione pluriennale, 
comunque orientati ai costi delle infrastrutture e dei servizi ed alla 
adeguata remunerazione del capitale investito, e soggetti 
all’approvazione con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su 
proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, non ancorati ai 
criteri attualmente imposti dalla normativa vigente in materia. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

15. Il Piano Casa 
Oggi siamo in grado di definire un quadro operativo per 
trasformare questa grande iniziativa strategica in atto compiuto. 

I fruitori del Piano saranno sostanzialmente di due tipi: 

x 
Fascia medio bassa (in grado di pagare 500 € al mese per la 
locazione). 

x 
Fascia bassissima con requisiti per accedere alla edilizia 
residenziale pubblica. 

Il Fondo nazionale che è in corso di verifica prevede una ipotesi di 
disponibilità finanziaria pari a circa 3 miliardi di € (Ministero, Cassa 
Depositi e Prestiti, Fondazioni, Assicurazioni). 

Il Piano Casa di edilizia abitativa ha la finalità generale di 
superare, in maniera organica e strutturale, il disagio abitativo presente 
nel Paese che assume sempre più forme ben più articolate e 
specializzate. 

Il Piano nazionale, come ribadito, in più occasioni, proprio dal 
Presidente del Consiglio, persegue l’obiettivo di portare a soluzione il 
degrado urbano derivante dai fenomeni di alta tensione abitativa. 

Il Piano nazionale di edilizia abitativa costituisce, dunque, un 
insieme integrato di una pluralità di linee di intervento ed in particolare si 
articola in 3 aree. 

x 
Prima area diretta ad incentivare l’intervento degli investitori 
istituzionali e privati attraverso una rete di fondi immobiliari. Per tali 
interventi è previsto un “prestito” da parte dei fondi stessi a livello 
locale che potrà coprire il 40% dell’investimento. Il Fondo 
nazionale, costituito da fonti statali sino al limite di 150 milioni di €, 
potrà intervenire a sostegno dell’iniziativa fino al 40% 
dell’investimento. 

x 
Seconda area è quella assorbita dal presente Piano di 550 milioni 
di €, mirata a finanziare l’edilizia residenziale pubblica 
nell’accezione più classica e cioè l’edilizia di proprietà degli ex 
Istituti Case Popolari. Tale linea di intervento sugli immobili già 
individuati o su quelli che le Regioni individueranno in sostituzione 
degli interventi non più realizzabili, avranno integrale finanziamento 
statale e, nel primo anno dovranno essere attivati nel limite di 200 
milioni di €, secondo una priorità collegata, fra l’altro, alla 

234 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

cantierabilità dell’intervento stesso. La residua parte, sino alla 
concorrenza degli originali 550 milioni di €, sarà attivata non 
appena saranno rese disponibili le risorse. 

Terza area riguarda gli interventi che potranno essere attivati, in 
forma residuale, rispetto agli altri due nel limite delle risorse 
disponibili annualmente. 

Ma sarebbe davvero riduttivo affrontare il tema della casa senza, 
contestualmente, avviare le iniziative legate ad un progetto più ambizioso 
e relativo alla riqualificazione organica delle nostre città. 

Come ribadito lo scorso anno, sempre nell’Allegato Infrastrutture, 
la Legge Obiettivo aveva affrontato questo tema essenzialmente dal 
punto di vista trasportistico, identificando, sin dalla delibera CIPE del 21 
dicembre 2001, un volano di risorse pari a 15,3 miliardi di euro per la 
realizzazione di nuove reti metropolitane. Questo è avvenuto e sono già 
appaltate e cantierate opere per oltre 9 miliardi di euro, cioè 170 nuovi km 
di rete metropolitana. 

La Legge Obiettivo, però, non ha affrontato un altro tema 
essenziale, quello della riqualificazione urbana, quello della 
ottimizzazione di alcuni ambiti urbani attualmente in avanzato stato di 
degrado. 

Il Piano Casa deve quindi essere solo una prima tessera 
programmatica di un’azione più articolata, più complessa capace di dare 
vita ad una reivenzione delle nostre città, delle nostre strutture urbane. 

Un progetto che, necessariamente, deve essere pensato e 
definito dagli Enti locali e la sede della Conferenza Stato Regioni e 
Unificata potrebbe diventare il “laboratorio” dove, in un arco temporale di 
un semestre, disegnare gli strumenti normativi ed amministrativi capaci di 
rendere concreta questa esigenza più volte riportata proprio nei vari 
Allegati Infrastrutture al DPEF. 

In fondo si vuole dare attuazione ad una Legge Obiettivo per la 
città sapendo che all’interno dell’urbano si svolge oltre il 70% delle 
attività del terziario e quindi direttamente o indirettamente 
l’organizzazione funzionale delle città è il cuore pulsante 
dell’economia del Paese. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Capitolo 7: Considerazioni conclusive 



 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Dare attuazione al programma approvato dal CIPE nelle 
sedute del 6 marzo e del 26 giugno 2009 significa avviare, nel nostro 
Paese, una delle operazioni di infrastruttura del territorio più 
massiccia dal dopo guerra e ciò sia per dimensione finanziaria, sia 
per dimensione ingegneristica, sia per incisività occupazionale. 

Si ritiene opportuno, infatti, ricordare, in modo sintetico i dati che 
caratterizzano la operazione: 

x 
2.450 milioni di € Fondi Legge Obiettivo e Fondi ordinari Ferrovie 
dello Stato. 
x 
7.596 milioni di € Fondi FAS finalizzati alla realizzazione di 
interventi inclusi nel Programma delle Infrastrutture Strategiche 
previsto dalla Legge Obiettivo e per una prima fase di ricostruzione 
delle zone terremotate in Abruzzo. 
x 
18.172 milioni di € Fondi privati mirati alla realizzazione di 
intereventi previsti nel Programma delle Infrastrutture Strategiche 
previsto dalla Legge Obiettivo. 
x 
1.000 milioni di € Fondi FAS per la edilizia scolastica. 
x 
200 milioni di € Fondi FAS per l’edilizia carceraria. 
x 
700 milioni di € Fondi pubblici per l’attuazione del “Piano Casa. 
Una operazione che globalmente attiva intereventi per un valore 

globale di 30.118 milioni di €. 

Di questo volano di risorse il CIPE dal dicembre 2008 ad oggi, 
come riportato nel Capitolo 5, ha già approvato opere per oltre 10 
miliardi di €. 

Diventa, quindi, obiettivo primario di questo Governo e di questa 
Legislatura quello di completare la fase istruttoria dei progetti, dare avvio 
concreto alla cantierizzazione dei vari interventi e seguire l’iter 
realizzativo in modo da disporre, in tempi certi, della nuova offerta 
infrastrutturale. 

È questa una operazione che contiene al suo interno interventi 
che se letti singolarmente testimoniano quanto sia rilevante il contributo 
che, in questo particolare momento storico, viene destinato alla 
infrastrutturazione organica del Paese. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Sistema Mo. SE. 
Con la quota di 800 milioni di €, approvata dal 
CIPE il 18 dicembre 2008, si supera la soglia del 
70% del valore iniziale dell’opera e si consente 
l’avvio della parte più delicata dell’intero impianto 
che è quella legata al sistema teconolgico delle 
paratoie. 
Tratta Brescia – Treviglio 
dell’Asse AV/AC Milano – 
Verona. Ia fase 
Parte un segmento fondamentale della trattaAV/AC della linea Milano – Verona - Venezia. È un 
segmento costruttivo che avvia concretamente una 
opera essenziale del Corridoio 5. L’anno prossimo, 
una volta risolto il nodo di Vicenza, potrà partire 
anche l’altro segmento fondamentale, sempre del 
Corridoio 5, quello relativo alla tratta AV/AC Verona 
– Venezia. In realtà si sta cercando di dare 
attuazione all’intero asse ferroviario Torino – 
Trieste. 
Asse AV/AC Milano – 
Genova Ia fase 
Parte il segmento più importante dell’intero 
Corridoio 24 (Rotterdam – Genova). Si avviano, 
infatti i lavori di un primo lotto costruttivo del Terzo 
Valico dei Giovi. Opera questa ingegneristicamente 
complessa e al tempo stesso essenziale per la 
continuità funzionale del porto di Genova e della 
intera area Nord Occidentale del Paese con il vasto 
sistema retroportuale. 
Asse ferroviario 
Pontremolese I° stralcio 
Dopo oltre dieci anni partono, concretamente, i 
lavori su un asse fondamentale per le interazioni 
tra la portualità ligure ed il sistema centrale 
europeo. L’approvazione delle risorse per la 
progettazione dell’intero progetto e per la 
realizzazione di un primo lotto funzionale pone fine 
ad una stasi che rendeva sempre più critiche le 
possibilità di interazione tra la portualità dell’alto 
tirreno e l’Europa centrale. 
Adeguamento rete Vengono destinate risorse per avviare intereventi 
ferroviaria meridionale, sulla rete meridionale e per garantire, da subito, 
partecipazione FS e l’avvio dei lavori relativi agli intereventi a terra del 
interventi a terra Ponte Ponte sullo Stretto di Messina 
sullo Stretto 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Asse autostradale CISA 
Asse autostradale 
Brescia – Padova 
Sia la CISA che la Brescia – Padova chiudono in 
logica di rete un tessuto stradale oggi ancora non 
completo, un tessuto stradale al cui interno si 
movimenta oltre il 30% delle merci del Paese e una 
forte quantità (oltre il 12%) di quella europea. 
Asse autostradale 
Cecina – Civitavecchia 
Con l’avvio dei lavori di questo segmento chiave 
del Corridoio Tirrenico il Paese acquista, 
finalmente, una concreta alternativa nelle relazioni 
stradali Nord – Sud – Nord. Sull’Autostrada A1 
transita ormai quasi il 70% dell’intero volume di 
traffico e ciò produce elevati costi di congestione, 
elevati livelli di inquinamento atmosferico e rischio 
di incidentalità. Ma completare il Corridoio Tirrenico 
nella parte centro - settentrionale significa, anche, 
dare vera funzionalità ed interazione con la 
retroportualità ai poti di Civitavecchia, Livorno, 
Piombino e La Spezia. 
Tunnel di sicurezza 
Frejus 
Con questa opera si risponde alle esigenze di 
sicurezza avanzate da un collegamento che,, nel 
tempo, dovrà, necessariamente, rispondere alla 
crescente domanda di trasporto che imporrà livelli 
di sicurezza sempre più sofisticati. In realtà questa 
opera, non potendo disporre nel breve periodo di 
un nuovo asse ferroviario, evita o quanto meno 
ritarda forme di blocco nei transiti con la Francia. 
Nodo di Perugia Ia Fase 
e Tre Valli Ia Fase 
Sono i due intereventi chiave per fare uscire l’intera 
realtà regionale dall’isolamento e quindi offrono al 
Paese il recupero di una realtà territoriale con 
elevata attrazione turistica, con elevata attività 
produttiva. In tal modo la realizzazione del nodo di 
Perugia (già approvato dall’ANAS) non può 
considerarsi una semplice arteria viaria ma l’arteria 
viaria che sblocca davvero la congestione che 
rende, in molti casi, difficile l’accesso e l’uscita dal 
vasto nodo urbano. La Strada delle Tre Valli riveste 
lo stesso ruolo in quanto completa davvero il 
tessuto connettivo ottimale che la Regione Umbria 
e l’intera area centrale del Paese chiedono da 
sempre. In fondo la Tre Valli rende possibile una 
interazione funzionale tra il Mare Adriatico ed il 
Mare Tirreno e ciò avviene proprio lungo la fascia 
centrale del Paese. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Adeguamento SS 372 
Telesina (Caianello – 
Benevento) 
È una delle zone della Campania con elevato e 
capillare insediamento di attività produttive. È una 
delle aree del Paese con elevata attività agro 
alimentare, è un territorio servito attualmente da un 
asse stradale che ha visto, nell’ultimo decennio, 
una forte crescita della domanda di trasporto ed 
una contestuale assenza di adeguata offerta. 
L’asse, quindi, da realizzare con una forte 
partecipazione di capitali privati, diventa non solo 
essenziale per il sistema produttivo campano ma 
per la vasta area interna del Mezzogiorno centrale 
del Paese. 
Completamento Asse 
Autostradale Salerno – 
Reggio Calabria 
Strada Statale 106 Jonica 
Megalotto 3 I° stralcio 
L’asse autostradale Salerno – Reggio Calabria e 
l’asse stradale 106 (Ionica) possono definirsi 
“Progetto Calabria”. Insieme, infatti, rappresentano 
il riferimento portante di una offerta trasportistica 
che per molti anni è rimasta legata solo alla 
denuncia programmatica. Questi due assi, su cui 
fino al 2002 si era investito globalmente in trenta 
anni un volano di risorse pari a circa 1,2 miliardi di 
€, hanno potuto contare dal 2002 ad oggi su un 
volano di risorse superiore a 4,8 miliardi di €. Le 
risorse destinate con le Delibere del CIPE del 2009 
consentono il completamento di quasi tutte le 
opere progettate e pronte per l’appalto della 
Salerno – Reggio Calabria e, al tempo stesso, 
continuano a rendere sempre più fluida la mobilità 
sulla Strada Statale 106. L’obiettivo è quello già 
denunciato lo scorso anno: entro il 2012 offrire 
alla Calabria ed al Mezzogiorno una adeguata 
rete stradale. 
Agrigento - Caltanisetta - 
A19 Tratto dal Km 44 al 
Km 74 (Stralcio) 
È un segmento vitale per l’economia della intera 
Regione Sicilia, è un segmento da anni richiesto e 
mai attivato concretamente. Nella seduta del CIPE 
del 26 giugno 2009 è stato approvato il progetto e 
può, quindi, prendere corpo la intera operazione 
che consente ad una area, con singolare e rara 
ricchezza archeologica e al tempo stesso con 
elevata potenzialità agro alimentare, di diventare 
una delle tessere chiave di quel mosaico socio 
economico che, per molti anni, era rimasto solo un 
riferimento progettuale. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Asse stradale Maglie – 
Santa Maria di Leuca 
La parte più meridionale della Puglia è 
praticamente priva di un collegamento adeguato 
con il sistema Paese. Un territorio, quello del 
Salento, ricco sia di consolidata attrazione turistica 
che di attività produttive (agro alimentare e terziario 
avanzato), ma da sempre privo di un cordone 
ombelicale che ne consentisse la interazione non 
solo con il sistema pugliese ma con l’intero 
territorio nazionale. Dopo oltre venti anni questa 
opera porta a compimento una esigenza ed una 
emergenza che se non risolta rischiava di 
marginalizzare, in modo irreversibile, l’intera area 
salentina. 
Pedemontana Lombarda 
L’ambito territoriale in cui è ubicato l’intervento 
collabora, per oltre il 30%, alla formazione del 
Prodotto Interno Lordo Nazionale e, al suo interno, 
si movimenta oltre il 25% delle merci del Paese. La 
realizzazione dell’opera in tempi certi, quindi, non si 
configura come un segmento o una sommatoria di 
segmenti stradali ma come il “sistema viario” che 
supera delle rischiose crisi nella capacità produttiva 
dell’intera area lombarda e quindi direttamente sul 
PIL del Paese. Ebbene quest’anno si passa dalla 
fase programmatica e progettuale a quella 
realizzativa. 
BreBeMi 
Tangenziale Est di 
Milano 
Si è ritenuto opportuno mettere insieme queste due 
opere perché rappresentano l’asse portante del 
motore economico e produttivo non di un ambito 
regionale ma dell’intero Corridoio 5. Privare il 
Corridoio di un tale intervento o rinviarne nel tempo 
la realizzazione significa trasferire in altre realtà 
della Unione Europea i flussi e le convenienze 
logistiche possedute dalla intera area padana. 
Quest’anno dopo un iter lunghissimo e complesso 
partono i lavori della BreBeMi e quest’anno potrà 
concludersi l’iter progettuale della Tangenziale Est. 
Di Milano. Partono quindi, con intera copertura di 
capitali privati, due intereventi strategici di rilevanza 
comunitaria. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Corridoio tirrenico 
meridionale 1° stralcio 
Cisterna Valmontone 
Questo è un segmento che consente la 
fluidificazione del Corridoio Tirrenico proprio nella 
parte in cui la domanda di trasporto ha raggiunto 
soglie elevatissime. È un intervento che 
ridimensiona in modo sostanziale l’alto livello di 
incidentalità raggiunto in questa vasta area laziale 
e, soprattutto, consente un trasferimento di quote 
di traffico gravitanti oggi su un sistema capillare 
con caratteristiche e standard non adeguati. È un 
interevento che ha subito un itinerario autorizzativo 
complesso ( trattasi di un intervento il cui progetto 
preliminare era stato approvato dal CIPE sin dagli 
inizi del 2009). 
Collegamento porto di 
Ancona alla grande 
viabilità 
La portualità di Ancona e la vitalità dell’intero 
sistema economico che gravita sulla città di 
Ancona, fino ad ora sono stati bloccati dalla 
assenza di un sistema viario che ne consentisse la 
integrazione funzionale sia con l’asse autostradale 
adriatico, sia con il vasto teatro economico della 
Regione Marche e dell’area centro settentrionale 
del Paese. Un intervento che trova nel project 
financing il supporto per diventare concreto e, 
finalmente, quest’anno si potrà passare dalla fase 
prettamente programmatica a quella progettuale e 
realizzativa. 
Raccordo Campo 
Galliano – Sassuolo 
Questo interevento, Insieme al nodo autostradale 
di Bologna, al Nodo di Casalecchio di Reno, al 
Nodo di Rastigano, rappresenta il tessuto 
connettivo che garantisce, a ciò che possiamo 
definire “Offerta Infrastrutturale Bologna”, la 
condizione obbligata per superare una grave 
emergenza quella dell’attraversamento di un nodo 
che oggi vede transitare oltre il 60% delle merci 
Nord – Sud del Paese e che rischia di raggiungere, 
nell’arco del prossimo triennio, livelli irreversibili 
producendo un grave danno alla competitività dei 
nostri prodotti. Entro quest’anno insieme alle 
Ferrovie dello Stato e all’ANAS, saranno garantiti 
gli atti necessari a superare questa grave stasi 
realizzativa. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Collegamento tra SS 514 
e SS 194 “Ragusana” 
Per anni questo progetto è stato portato avanti 
nella programmazione degli interventi essenziali 
per il rilancio di una area con grande attrazione 
turistica e con grande produttività. Per anni però 
era rimasta nella fase della intuizione 
programmatica. Oggi, attraverso un project 
financing, questa esigenza infrastrutturale può 
diventare iniziativa progettuale in grado di 
rispondere alle esigenze da sempre avanzate da 
questa area meridionale della Sicilia. Anche in 
questo caso il 2010 diventa l’anno decisivo per 
l’avvio concreto dell’intera iniziativa. 
Asse autostradale 
Termoli San Vittore 
Per la Regione Molise questo intervento 
rappresenta la scelta strategica primaria. Una 
scelta che ha portato la Regione a destinare, a tale 
opera, quasi l’intera quota di FAS regionale 
dimostrando, in tal modo, non solo una misurabile 
saggezza programmatica ma, al tempo stesso, il 
chiaro convincimento che con tale intervento si 
offre al bacino produttivo di Termoli e all’intero 
sistema regionale la occasione per interagire con 
l’area centrale del Paese e, quindi, esaltare al 
massimo il valore aggiunto che in questa vasta 
area può prodursi nel breve e medio periodo. 
Opere connesse EXPO 
2015: Prolungamento 
Linea M5 verso San Siro 
e Linea M4; 
Asse ferroviario Rho – 
Gallarate 
Sono tre interventi essenziali per la riuscita 
dell’EXPO 2015 ma sono anche tre interventi che 
offrono, all’intero sistema metropolitano di 
rispondere, in modo organico, ad una domanda di 
mobilità sempre più singolare e sempre più 
articolata che grava sulla città di Milano e sul suo 
vasto hinterland. Questi interventi se non fossero 
stati definiti dal CIPE nelle sedute del 6 marzo e 
del 26 giugno, se non avessero trovato le adeguate 
risorse finanziarie, avrebbero messo in crisi l’intera 
operazione EXPO. Per questo motivo l’attenzione e 
la tensione all’avanzamento concreto dei tre 
interventi diventa un obiettivo principe del Paese. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Rete metropolitana 
regionale campana 

Il sistema metropolitano regionale campano 
costituisce a tutti gli effetti uno dei modelli di offerta 
di trasporto collettivo, a scala nazionale, più 
integrato e supera la dimensione legata alla realtà 
urbana per diventale, a tutti gli effetti, il vero 
regolatore della mobilità gravitante sull’intero 
tessuto regionale e ciò sia con la interazione con la 
rete ferroviaria, sia con la capillare 
interconnessione con reti fino a dieci anni fa fra 
loro completamente slegate come la Cumana, la 
Circumflegrea, la Circumvesuviana, la Alifana. 
Ebbene, quest’anno il volano di risorse che viene 
destinato a tale intervento consente un rilevante 
avanzamento di una operazione su cui la Legge 
Obiettivo, sin dall’inizio, ha riconosciuto rilevanza 
strategica. 

Nodi, sistemi urbani e 
metropolitani di Palermo 
e Catania; 
Nodi, sistemi urbani e 
metropolitani di Bari e di 
Cagliari; 
Adeguamento sistemi 
metropolitani di Parma, 
Brescia, Bologna, 
Torino; 
Metrotramvia di Bologna; 
Linea C Metropolitana 
Roma: Ulteriore stralcio 

Insieme alle risorse destinate alla metropolitana 
regionale campana si raggiunge un volano globale 
di circa 1 miliardo di € destinato all’avvio o al 
completamento di reti metropolitane che nel nostro 
Paese fino al 2001 non superavano, globalmente, i 
90 Km e che invece, grazie a questa operazione 
partita cinque anni fa e oggi adeguatamente 
supportata, ci consentirà, entro il 2013, di disporre 
di oltre 270 Km di reti metropolitane. Un risultato 
che renderà possibile un forte abbattimento 
dell’inquinamento atmosferico, della incidentalità e, 
soprattutto, una risposta concreta alle esigenze 
della domanda di mobilità dei cittadini e delle 
famiglie che grazie a tali reti potranno vedere 
ridimensionato di oltre il 30% l’attuale incidenza del 
trasporto sui bilanci familiari. Escluso per il nodo di 
Bari e di Cagliari la serie di interventi è relativa a 
risorse che potranno supportare nel breve periodo 
cantieri o già aperti o di prossima apertura. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Sono due HUB fondamentali non solo per 
consolidare il ruolo del nostro Paese all’interno del 
bacino del Mediterraneo ma per offrire all’Unione 
Europea un riferimento strategico nel contesto del 
sistema euromediterraneo così come definito a 
valle delle reti TEN -T. Due interventi 
progettualmente definiti sin dal 2006 ma che solo 
ora possono passare dalla fase legata alla 

Piastra logistica Trieste 

intuizione programmatica a quella realizzativa. In 

e 

particolare per il porto di Trieste e, più in generale 

Piastra logistica Taranto 

per il “Sistema dell’Alto Adriatico” e per il porto di 
Genova, nel Capitolo 6 si denuncia l’esigenza di 
azioni mirate per dare a questi due HUB un 
immediato riscontro con il vasto ambito territoriale 
comunitario. Sempre entro l’anno si affronteranno 
le altre portualità del Paese cercando di costruire 
Piastre Logistiche integrate con il territorio e quindi 
in grado di attrarre capitali privati. 

Questi tre macro interventi sono stati messi 
insieme perché costituiscono “gli anelli mancanti” 
del sistema Paese e del sistema Europa. Il ponte 
garantisce la continuità territoriale tra il continente e 
l’isola, i due nuovi valichi ferroviari consentono 
all’Italia di non venire marginalizzata dai mercati 
europei ed all’Europa di accedere ad un mercato, 
sempre in espansione, come quello del 
Mediterraneo. Questi tre intereventi nel 2009 
vivono un momento di non ritorno: 
x 
Il Ponte può iniziare la sua fase realizzativa, può 

chiudere, cioè, il lungo iter tecnico, progettuale; 
un iter che, purtroppo ha subito un blocco di due 

Ponte sullo Stretto di 

anni nella passata Legislatura 

Messina e nuovi Valichi 

x 
Il Brennero che, avendo già attivato i lavori del 

ferroviari del Frejus e del 

tunnel pilota e ad avendo ottenuto un primo 

Brennero 

stanziamento a fondo perduto dalla Unione 
Europea, può sottoporre alla approvazione del 
CIPE e del Governo un cronoprogramma 
dettagliato per passare alla fase realizzativa 
entro i termini definiti nell’Accordo sottoscritto 
dall’Austria, dall’Italia e dalla Germania il 18 
maggio 2009 

x 
Per il nuovo tunnel ferroviario lungo l’asse 
Torino – Lione, disponendo già di un tracciato e 
disponendo di un contributo a fondo perduto 
dalla Unione Europea, necessariamente entro 
l’anno si darà concretezza procedurale alla fase 
autorizzativa. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Emergenza terremoto 
Abruzzo 
Sull’emergenza del terremoto in Abruzzo si è 
dedicato ampio spazio nella Premessa. Qui si 
vuole solo ricordare che l’azione immediata del 
Dicastero attraverso il Provveditorato alle Opere 
Pubbliche – una azione che a soli tre mesi dal 
terremoto è in grado di dare avvio concreto sia alle 
azioni, già definite, relative agli edifici pubblici, sia a 
quelle relative all’edilizia scolastica – testimonia la 
grande professionalità della Pubblica 
Amministrazione e dimostra ancora una volta 
quanto, quando si vuole, la variabile “tempo” possa 
essere gestita in modo corretto. 
Schemi idrici 
Mezzogiorno 
Questo finora è stato un progetto determinante per 
il Mezzogiorno. Non possiamo dimenticare che nel 
2001 in alcuni Comuni della Sicilia l’erogazione 
dell’acqua avveniva tre volte a settimana per sole 5 
ore. Questa grave lacuna, una lacuna che è alla 
base della perdita di domanda turistica e di 
sviluppo, ha già raggiunto, in questi anni di azione 
della Legge Obiettivo, dei primi risultati misurabili. 
Per questo motivo si è voluto non solo dare 
continuità ad una simile linea strategica ma si 
stanno monitorando attentamente tutti gli interventi 
attivati per verificare i motivi, in alcuni casi, di 
inadempienze delle Stazioni appaltanti. 

Sarebbe però riduttivo, come riportato nel Capitolo 6, pensare 
alla infrastrutturazione del Paese senza, contestualmente, dare reale 
interazione tra offerta infrastrutturale e domanda di trasporto. 

Senza, cioè intervenire sulla ottimizzazione delle condizioni che 
oggi rendono il trasporto di merci e di persone sempre lontano dagli 
standard di qualità e di efficienza propri di un Paese industrialmente 
avanzato. 

Per questo motivo, nel Capitolo 6, si sono volute affrontare 15 
aree tematiche al cui interno sono esposte non solo le emergenze e le 
negatività ma anche le possibili azioni, i possibili impegni che vanno presi 
in questa fase, in questi particolari momenti della Legislatura. 

In tal modo coniugare infrastrutture e trasporti diventa non un 
esercizio teorico o solo strategico ma una misurabile azione non di un 
Dicastero ma dell’intero Governo. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

L’Allegato Infrastrutture di quest’anno diventa, in realtà, un banco 
di prova non solo per il Governo ma per tutti coloro che, direttamente o 
indirettamente, sono coinvolti nel processo attuativo: dal Ministero delle 
Infrastrutture e dei Trasporti alle Ferrovie dello Stato, dall’ANAS alle 
Autorità Portuali, dalle Concessionarie autostradali all’ENAC, all’ENAV, 
ecc. 

Un banco di prova che parte e si sviluppa in una fase recessiva 
del Paese e proprio per questo coloro che sono coinvolti nelle varie fasi si 
sentono più motivati e più responsabili. 

Per questo motivo il ruolo dei privati, il ricorso allo strumento del 
Partenariato Pubblico Privato, la possibilità di contenere al massimo i 
tempi ed i costi delle opere diventano elementi essenziali per il 
raggiungimento dei risultati. 

Questa operazione, questa sommatoria di azioni e di interventi, se 
adeguatamente supportata può davvero anticipare la fine della fase 
recessiva. Con il volano di investimenti che è possibile attivare, infatti, si 
incide, in modo rilevante, sia sulla crescita del PIL, sia sulla occupazione. 

Infatti ogni Allegato Infrastrutture al Documento di 
Programmazione Economica e Finanziaria ha sempre riportato i quattro 
indicatori chiave che, direttamente o indirettamente, caratterizzano la 
intera operazione. Tali indicatori sono in particolare: 

x 
La crescita del Prodotto Interno Lordo. 

x 
La Crescita occupazionale. 

x 
Il Contenimento dei costi della logistica e il contestuale 
aumento della competitività. 

x 
Il Contenimento del costo del trasporto nelle aree 
metropolitane. 

In merito alla crescita del Prodotto Interno Lordo possiamo 
assicurare che la macchina di investimenti già partita sin dalla riunione 
del CIPE del 18 dicembre 2008, porterà nel biennio 2009 – 2010, ad una 
crescita del PIL pari a 2,3 – 2,6 punti percentuali. 

Ci si riferisce solo agli investimenti che, concretamente in questo 
biennio, sarà possibile cantierare. 

Se si riuscisse, invece, a cantierare le opere approvate dal CIPE 
entro l’anno e rendere l’iter di gara più contenuto nei tempi, la crescita del 
PIL potrebbe superare i 3,4% punti percentuali. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

In merito alla Crescita occupazionale si ritiene opportuno 
ricordare che con le opere medio piccole, appaltabili davvero, e con gli 
investimenti che si riuscirà a cantierare entro il 31 dicembre 2009, sarà 
possibile evitare una crisi occupazionale, in un comparto chiave come 
quello delle costruzioni, di circa 120.000 unità e nell’anno 2010 e nel 
primo semestre del 2011, rispettando il cronoprogramma che ci siamo 
dati, la soglia occupazionale potrà incrementarsi di 360.000 – 400.000 
unità. La cosa importante da ribadire è che circa 60.000 – 70.000 unità 
potranno, grazie alla tipologia di alcuni interventi, diventare stabili. 

In merito al Contenimento dei costi della logistica e il 
contestuale aumento della competitività, è utile precisare che 
l’apertura al traffico del Passante di Mestre ha prodotto, immediatamente, 
un vantaggio misurabile, in termini di abbattimento del tasso di 
congestione pari a circa 15 milioni di € al mese. Esaminando le sole 
opere che consentiranno entro il 2010 l’apertura di nuovi lotti funzionali o 
di quelle opere che consentiranno, sempre entro il 2010, la fluidificazione 
nell’accesso ai nodi intermodali o alle aree metropolitane complesse, la 
stima del contenimento della incidenza del costo del trasporto (oggi pari, 
in alcuni casi, anche a circa il 22% sul valore del trasportato) potrà 
scendere intorno al 19 – 20%. In realtà un simile risultato produrrebbe un 
contenimento dei costi di circa 10 – 12 miliardi di € con contestuale 
aumento della produttività dei nostri prodotti. 

In merito al Contenimento del costo del trasporto nelle aree 
metropolitane è facile verificare quanto potrà incidere nei bilanci delle 
famiglie la messa in funzione sia dei 170 Km di nuovi rete metropolitane, 
sia delle azioni mirate al supporto della offerta di trasporto pubblico 
locale. È utile ricordare che, in caso di trasporto privato in ambito urbano, 
il costo che ogni cittadino sostiene si aggira intorno ai 4.000 € all’anno; 
nel caso in cui il cittadino utilizza una offerta di trasporto pubblica tale 
soglia non supera il valore di 500 €. Gli interventi già avviati nelle aree 
metropolitane per la realizzazione di reti a guida vincolata, le azioni 
avviate, proprio quest’anno, in merito al trasporto regionale delle ferrovie, 
renderanno possibile entro il biennio un aumento della offerta del 
trasporto pubblico locale di circa il 15 – 20%; una soglia questa che potrà 
produrre un contenimento sostanziale dei bilanci delle famiglie pari a 
circa 6 miliardi di €. 


 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

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 Programmare il territorio, le infrastrutture e le risorse 

Allegato 1: Monitoraggio: schede dei progetti deliberati dal 
CIPE 


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