Mobilità, infrastrutture, ambiente: la transizione giusta per la sostenibilità

Tibre “Sul progetto, conflitto di interessi del ministro Lunardi”

17 Ottobre 2001

“Il Ministro Lunardi non può progettare il Tibre e autorizzarne la realizzazione.”

L’affidamento allo Studio Lunardi di Milano della progettazione tecnica e finanziaria del Tibre , il corridoio Tirreno Brennero che collega l’Autobrennero con l’Autocisa fino a La Spezia e successivamente con Livorno e Civitavecchia, espone il Ministro Lunardi ad un palese caso di conflitto di interessi. E’ quanto ha sostenuto la sen. Anna Donati (Verdi-L’Ulivo), segretario della Commissione Infrastrutture e Comunicazioni, in una interrogazione parlamentare presentata ieri al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell’Economia e Finanze.
“A seguito della decisione presa lo scorso maggio dal C.d.A. della società Tibre di affidare la progettazione del Tibre allo Studio Lunardi, vale a dire, a chi poi è diventato Ministro alle Infrastrutture e Trasporti, costituisce oggi un evidente e grave conflitto di interessi – ha dichiarato la sen. Donati – . Chi progetta un’opera non può coincidere con chi ne valuta e decide l’attuazione: se così fosse, verrebbe a mancare la controparte per tutelare e garantire gli interessi pubblici.”
“Visto che la Regione Lombardia ha richiesto l’inserimento di questa infrastruttura nell’elenco previsto dalla Legge Obiettivo – ha continuato la senatrice Donati- in caso di approvazione della legge sarebbe proprio il Ministro Lunardi, che ha più volte dichiarato l’urgenza di realizzare il Tibre quale asse strategico per i trasporti nazionali, la figura istituzionale incaricata di curare le istruttorie e a formulare le proposte al Cipe per la definizione dell’elenco delle infrastrutture prioritarie.”
“Questo incarico al Ministro rischierebbe di inficiare l’esame di soluzioni territoriali e/o modali alternative – conclude la senatrice – e chiedo di conoscere se il Ministro intende rinunciare all’incarico di progettista o, in alternativa,  astenersi da qualsiasi atto istituzionale che faccia riferimento all’opera in questione.”

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