XV legislatura
Intervento in VIII Commissione in occasione dell’Audizione del presidente dell’ANAS S.p.a., ing. Pozzi
L’ordine del giorno reca l’indagine conoscitiva sulla situazione dell’ANAS S.p.A. e sullo stato delle concessioni autostradali in Italia.
(…) La Commissione ha deciso l’avvio di un’indagine conoscitiva con l’intenzione di valutare la situazione patrimoniale dell’ANAS, lo stato dei cantieri e dei lavori in corso. La conoscenza di tali informazioni sarà molto importante in quanto consentirà alla Commissione di proseguire la propria attività e di prendere decisioni in tema di infrastrutture, in generale, e sulla gestione dell’ANAS, più in particolare.
(…) Onorevoli colleghi, voglio fare una considerazione e poi porre una domanda al presidente Pozzi. La prima considerazione prende spunto da quanto scritto a pagina 12 del documento che ci è stato consegnato, che mi ha particolarmente colpito. Sicuramente non è nelle nostre intenzioni fare dei processi sommari o tanto meno stabilire questa sera la verità: magari fossimo nelle condizioni di arrivare già alle conclusioni.
Mi pare che la stessa relazione del presidente Pozzi segnali un problema molto rilevante, che nelle prossime settimane dovrà comunque essere affrontato. Anche il senatore Brutti ha fatto una valutazione simile a quella che sto per fare; in questo senso, senatore Cicolani, non c’è una volontà nè di promuovere nè di censurare nè di contestare, ma soltanto di capire.
Proprio a pagina 12 della relazione consegnataci dal presidente Pozzi è scritto che, sulla base di una serie di verifiche e di accertamenti sull’andamento reale dei conti, delle spese, degli impegni, dei residui, è emerso che, nel periodo che va dal 18 dicembre 2002 al 31 dicembre 2005, vi è stato un incremento di 3.800 milioni di euro «a seguito di maggiori oneri per varianti e/o per contenziosi maturati relativi ai lavori medesimi, per maggiori costi di funzionamento di ANAS non coperti dalle assegnazioni annuali previste in legge finanziaria (…), nonchè per la riattivazione di alcuni lavori che alla data del 18 dicembre 2002 si riteneva non avrebbero più generato oneri». Questa è la cosa che mi colpisce di più e della quale chiedo conto.
Mi sembra di capire che – probabilmente senza nessuna intenzione specifica o volontà di gestione non corretta – mentre procedevano i lavori, mentre si assumevano gli impegni sulla base degli andamenti e delle assegnazioni della legge finanziaria, maturava una specie di disavanzo, per così dire, dell’ordine di grandezza di 3.800 milioni di euro. Una cifra che somiglia, senatore Cicolani, in modo straordinario alla cifra di 3.325 milioni di euro di cui si è parlato.
Questa è la conferma di un problema che sussiste e che peraltro lo stesso presidente Pozzi segnala con la frase successiva in cui dice che: «anche tale situazione è stata portata all’attenzione delle autorità competenti sin dai primi mesi del 2006, non appena la società ha potuto fornire elementi di valutazione adeguati».
(…)Le considerazioni svolte mi hanno abbastanza colpito ed in merito ad esse volevo un riscontro per accertarmi di avere ben compreso quanto è stato detto. Infatti, se questo è l’oggetto del confronto, non c’è dubbio che il meccanismo con cui le valutazioni sono state svolte, cioè a posteriori, molto tardi – la coincidenza con la campagna elettorale non può che essere, ovviamente, solo un caso – rappresenta comunque un problema non risolto che dovrà essere affrontato da chi si ritroverà a governare in futuro l’azienda e, in generale, dal Governo dell’Unione.
Ripeto, non intendo polemizzare su questo punto, però è un dato di assoluta novità per me che ho seguito, con un certa continuità, le questioni ANAS, finanziarie e gli investimenti. Già mi avevano sorpreso, l’ho anche dichiarato, le affermazioni del ministro Di Pietro e, devo dire la verità, in tale sede ho trovato conferma, anche se sono d’accordo con il senatore Brutti: non stiamo dicendo che sono stati spesi ed erogati soldi anche se non c’erano.