Dopo anni di attesa, finalmente oggi tutti ministri dei Trasporti che aderiscono alla Convenzione delle Alpi (Germania, Francia, Italia, Liechtenstein, Principato di Monaco, Austria, Slovenia, Svizzera e Unione europea) hanno firmato il Protocollo Trasporti.
Il trattato vieta esplicitamente progetti di nuove arterie stradali ed autostradali transalpine e chiede di puntare sul trasporto ferroviario come misura di contenimento di traffico ed inquinamento. Un primo passo concreto per una politica sostenibile nell’arco alpino.
Una buona notizia, davvero, perché il governo Berlusconi aveva lavorato con notevole operosità per affondare il processo di ratifica. Le resistenze del precedente governo, e dell’ex ministro Lunardi, erano state molto chiare. Da una parte, la maggioranza di centrodestra, con il parere favorevole dell’esecutivo, aveva stralciato in parlamento il Protocollo Trasporti dalla Convenzione delle Alpi, svuotandola così di efficacia ai fini di una piena tutela dell’ecosistema alpino. Dall’altra, aveva fatto sapere ai partner europei che l’Italia non avrebbe firmato.
Poi, con l’arrivo del governo Prodi, il tema è stato inserito fra gli impegni indicati nel programma Per il bene dell’Italia.
Così, oggi, questo impegno elettorale è stato mantenuto: il nostro ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, ha siglato l’intesa in sede europea.
Ora tocca al parlamento italiano continuare il percorso di ratifica: al Senato è stato presentato dalla presidente della Commissione LLPP, Anna Donati, uno specifico disegno di legge sottoscritto da una ventina di senatori rappresentativi dell’intera Unione.