IL DIBATTITO IN AULA COMINCIA IN UN CLIMA DI FUOCO
Tv, bagarre al Senato sulla legge Gasparri Dall'opposizione parte una raffica di oltre cinquemila emendamenti. Willer Bordon: siamo davanti alla madre di tutti i conflitti d'interesse
DI ROBILANT ANDREA
Andrea di Robilant ROMA
Un clima di fuoco e una raffica di cinquemilaquattrocento emendamenti: e' cominciato cosi' ieri al Senato il dibattito sul decreto legge per il riordino del sistema dei media firmato dal ministro per le Comunicazioni Maurizio Gasparri. Il voto finale e' stato fatto slittare al 17 luglio: sono previste sette sedute, un totale di cinquantacinque ore, per smaltire tutte le modifiche proposte al testo. E la discussione promette di essere accesa anche all'interno della maggioranza, con l'Udc che adesso punta i piedi e chiede modifiche sostanziali al decreto. La giornata e' cominciata con Renato Schifani, presidente dei senatori di Forza Italia, che accusava l'opposizione di voler fare solo ostruzionismo, mentre fuori da palazzo Madama il leader della Cgil Guglielmo Epifani guidava una protesta del sindacato contro un decreto che a suo avviso non fa che consolidare un assetto monopolistico senza risolvere i problemi del settore.
<<Vogliamo aprire - ha detto il leader della Cgil - una grande stagione di mobilitazione per attirare l'attenzione sull'abnormita' di quanto sta accadendo: il ddl rappresenta una svolta negativa che va smantellata>>. Gli ha fatto eco il senatore diessino Gavino Angius, che ha parlato di un <<disegno di eversione>>. Willer Bordon, senatore della Margherita ha detto che siamo davanti <<alla madre di tutti i conflitti d'interesse>>, mentre Anna Donati dei Verdi, ha messo in guardia contro <<il rischio di un colpo di mano attraverso il voto di fiducia>>. Il ddl Gasparri istituisce tra l'altro un <<sistema integrato della comunicazione>> che mette fine ai divieti che impedivano incroci tra stampa, tv e radio. Alza al 20 per cento il limite delle risorse complessive del sistema per ogni operatore. In piu', crea un tetto separato (5%) per le telepromozioni, escludendole cosi' dal conteggio per l'affollamento pubblicitario. Il ministro Gasparri, che ieri si trovava a Camogli, ha contestato l'accusa che il suo ddl non accolga le sollecitazioni del Presidente Ciampi insistendo che <<la nostra legge da' una risposta moderna e consente di avere dei gruppi in grado di competere sul mercato>>. Il nuovo limite del 20 per cento del mercato delle telecomunicazioni, ha aggiunto, <<permette un adeguato pluralismo>>. Il senatore di Forza Italia Luigi Grillo, relatore del ddl Gasparri, ha accusato l'opposizione di fare polemiche <<preconcette>>. Ha detto di avere <<buoni argomenti>> per sostenere che la legge cosi' com'e' incrementera' il pluralismo nel settore radiotelevisivo. L'introduzione del digitale terrestre <<consentira'di moltiplicare i canali e le offerte per quattro>>, ha assicurato, evocando un sistema che nel giro di tre-quattro anni <<portera'nelle case di tutti piu' di 100 canali interattivi>>. Ma non e' solo l'opposizione a sollevare obiezioni. Il disegno di legge <<cosi'com'e'>> non piace affatto ai moderati dell'Udc, che lo giudicano troppo sbilanciato. Ieri hanno presentato un pacchetto di emendamenti in aggiunta alla montagna di modifiche chieste dall'opposizione, creando tensione all'interno della maggioranza. <<Si puo' decisamente migliorare>>, ha spiegato Maurizio Eufemi, vice capogruppo dell'Udc. Gli emendamenti riguardano aspetti tutt'altro secondari del ddl. Mirano tra l'altro a vietare la trasmissione di televendite sui circuiti nazionali e a restringere il cosiddetto <<sistema integrato delle comunicazioni>> in base al quale vengono fissati i tetti per ciascun soggetto. Queste modifiche vanno parzialmente incontro alla <<viva preoccupazione>> manifestata ieri dal presidente della Federazione italiana degli editori di giornali, Luca Montezemolo, in una lettera ai capigruppo del Senato, per il ddl. E che riguarda in particolare l'articolo che esclude le telepromozioni dal conteggio sull'affollamento pubblicitario orario. Montezemolo l'ha definita una norma <<illegittima>> che danneggia soprattutto la carta stampata. In serata Gasparri ha dichiarato che la questione sollevata merita <<attenzione e approfondimento>>.